Alessandro vive e lavora da 20 anni a Budapest in Ungheria

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TRASFERIRSI A VIVERE E LAVORARE A BUDAPEST IN UNGHERIA

Alessandro parte da Verona giovanissimo, senza alcuna esperienza se non quella di uno studente lavoratore che si mantiene facendo il promotore di prodotti assicurativi durante l’Università. Poi mentre scrive la tesi di laurea approda a Budapest. Oggi, dopo 22 anni, è amministratore unico di uno studio professionale che si occupa di consulenza in svariati settori e da 5 anni è il proprietario di Economia.hu, l’unico magazine italiano online sull’economia ungherese. Dalle sue parole emerge freschezza, soddisfazione e soprattutto un contagioso buon umore che, come mi confermano i suoi collaboratori, è rimasto identico negli anni nonostante sia ormai un imprenditore indaffarato. “Fin dall’inizio ho sentito che questa realtà mi affascinava e, sopratutto, mi divertiva: a Budapest si vive molto piacevolmente, l’ambiente sociale è vivace, l’occhio è appagato da una capitale dalle mille bellezze. Per non parlare di quanto è più semplice qui spostarsi e svolgere le semplici commissioni di tutti i giorni. In sintesi a Budapest è facile trovarsi bene: solo lasciarla è difficile”.

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Alessandro Farina da 20 anni vive e lavora a Budapest



Di cosa si occupava in Italia?
A dire il vero mi sono trasferito all’estero, in Ungheria, talmente giovane che non ho maturato una carriera professionale in Italia, fatta eccezione per quella da studente lavoratore. La mia prima esperienza, infatti, è stata durante l’Università, quando ho lavorato come promotore di prodotti assicurativi per Ina Assitalia, un biennio da cui ho imparato davvero tanto.

Come ha maturato la scelta di trasferirsi a Budapest?
Sono arrivato a Budapest mentre stavo scrivendo la mia tesi di laurea. Nelle mie intenzioni avrebbe dovuto essere solo un periodo all’estero, un anno per farmi le ossa e mettermi alla prova in un altro contesto. Fin dall’inizio, tuttavia, ho sentito che questa realtà mi affascinava e, sopratutto, mi divertiva: a Budapest si vive molto piacevolmente, l’ambiente sociale è vivace, l’occhio è appagato da una capitale dalle mille bellezze. Per non parlare di quanto è più semplice qui spostarsi e svolgere le semplici commissioni di tutti i giorni. In sintesi a Budapest è facile trovarsi bene: solo lasciarla è difficile.

Alessandro Farina da 20 anni vive e lavora a Budapest

Era già stato altre volte in Ungheria prima di trasferirsi?
No, il 1992 é stato l’anno del mio arrivo e poi ho, come si suol dire, messo radici…

Come si è mosso appena arrivato?
La scelta di venire a Budapest era pianificata, avevo infatti trovato l’opportunità di lavorare presso una società inglese di consulenza. Per quanto riguarda l’alloggio ho vissuto per un po’ di tempo presso uno dei collaboratori dell’azienda che aveva un appartamento molto ampio in una zona splendida. Poi mi sono trasferito per conto mio, nell’appartamento dove ho costruito in seguito la mia famiglia.

Alessandro Farina da 20 anni vive e lavora a Budapest

E’ stato facile trovare lavoro?
Ho avuto la fortuna di non vivere la disoccupazione, anche grazie all’ambito di cui mi occupo, la consulenza. Un settore che premia l’inventiva e il dinamismo. Certamente anche la fortuna ha giocato il suo ruolo, ma posso dire in tutta coscienza di non essere mai stato con le mani in mano e di aver sempre cercato di non restare fermo ai servizi tradizionali. Ma non voglio svelare tutto subito…

Leggo che è Amministratore Unico della ITL Group Kft., uno studio professionale che unisce professionisti italiani e ungheresi e che si occupa di svariati settori: dalle risorse umane all’organizzazione di eventi, dalla consulenza fiscale all’assistenza legale fino ad una testata giornalistica online in italiano sull’economia ungherese. Ci può parlare di questo progetto?
Economia.hu è ormai da 5 anni la principale testata giornalistica online in lingua italiana dedicata all’Ungheria. L’idea di creare il giornale è nata dall’osservazione di un dato di fatto: gli imprenditori italiani, con cui lavoro ogni giorno, trovano nella lingua ungherese il principale ostacolo a un’informazione approfondita sul Paese dove vogliono investire. Possono cavarsela con le fonti in inglese, ma non tutti lo padroneggiano. Economia.hu risponde a questo bisogno di rendere fruibili le notizie sull’Ungheria, ma anche le nuove leggi e tutte le informazioni che riceviamo ed elaboriamo quotidianamente come studio di consulenza che si occupa di contabilità, affari legali e gestione buste paga. Economia.hu, inoltre, funge da piattaforma per sviluppare i tanti altri progetti che possono servire a migliorare la conoscenza, anche reciproca, delle aziende italiane. Così nel 2010 abbiamo lanciato il database delle società italiane in Ungheria, che sono oltre 2400 e ad aprile di quest’anno, il nostro primo libro, “Ungheria 2014 – Guida agli Investimenti”, un volume che riassume e presenta quanto abbiamo appreso su questo Paese in vent’anni di attività.

Alessandro Farina da 20 anni vive e lavora a Budapest Ha notato differenze tra il mondo lavorativo ungherese e quello italiano?
L’Ungheria ha un sistema di benefit e agevolazioni sociali per i lavoratori che in Italia in pratica non esiste. Ciononostante il costo del lavoro, per chi assume, è vantaggioso rispetto a quello di molti altri Paesi europei tra cui il nostro. Per un italiano che decide di trasferirsi a Budapest può esserci spazio, ma servono impegno e dinamismo, capacità di costruirsi una buona rete di contatti e voglia di reinventarsi.

Torna in Italia qualche volta?
Torno in Italia abbastanza spesso, d’altronde con l’autostrada sono poche le ore di viaggio tra Budapest e la mia cittá, Verona. Ci sono stati periodi in cui rientravo a fine settimana alterni e facevo la spesa quasi solo in Italia! Mi mancano poche cose, perché la maggior parte dei prodotti sono facili da trovare anche qui, mentre amici e parenti vengono spesso a trovarmi approfittandone per godersi Budapest.

Com’è il rapporto tra italiani e ungheresi secondo Lei?
C’è una forte amicizia, una simpatia quasi immediata che ci porta a voler scoprire l’uno la cultura dell’altro. In Ungheria è ben diffuso l’insegnamento dell’italiano e non mancano le iniziative che favoriscono questo scambio, dalla fiera Kaleidoscopio Italia ai tanti momenti d’incontro organizzati da università e associazioni.

Tornerebbe in Italia?
Al momento non ne vedrei il motivo. La mia famiglia è interamente italiana, anche mio figlio, ma felicemente integrata in questo contesto. Il lavoro poi, sarebbe davvero un peccato lasciare un’azienda di cui osservo con soddisfazione la crescita e che ha ancora molto da dare.

Alessandro Farina da 20 anni vive e lavora a Budapest

Cosa consiglierebbe ad un italiano che si sta preparando a partire per l’Ungheria?
Di leggere il nostro libro! Sembra una battuta, ma non lo è: troverà informazioni utili e sintetiche per avviare una sua attività e per avvicinarsi a quelle italiane già esistenti, oltre a una descrizione del Paese dai punti di vista territoriale, economico e politico. Credo che sia un buon trampolino di lancio. Ai più volenterosi, in aggiunta, suggerisco un’infarinatura di ungherese, sapere la lingua non è indispensabile, ma rende la vita più completa.

Contatti:
www.itlgroup.eu/magazine
www.itlgroup.eu/corporate/index.php

Di Emiliana Pistillo

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