Antonio Manno una storia di fallimento in Italia e rinascita in Cile

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ANTONIO MANNO: UN STORIA DI FALLIMENTO IN ITALIA E RINASCITA IN CILE

Antonio Manno è stato uno dei pionieri di internet in Italia, nel 1994, lasciò un lavoro cosiddetto sicuro per costituire uno dei primi ISP (Internet Server Provider) che diventò una delle più importanti ed innovative internet company italiane, la bid.it Spa, partecipata da due banche come la MPS e la Banca Popolare di Bari con più di cento ingegneri che svilupparono tecnologie che sarebbero diventate mainstream dieci anni dopo! Putroppo proprio le banche furono la sua rovina: “…Sono stato costretto, come si può facilmente immaginare dalla vicenda del fallimento della mia internet company, infatti puoi capire bene come a quell’epoca non fossi solo un fallito ma anche un criminale, un truffatore, e non dimenticare che la vicenda si svolgeva al Sud, a Barletta, in una tipica città della più profonda provincia italiana, per me era diventato impossibile continuare a lavorare e vivere in Italia… Solo due mesi fa, dopo tredici anni dal fallimento, sono stato definitivamente assolto per non aver commesso il fatto...ho fondato Exosphere, una comunità d’apprendimento e di risoluzione dei problemi con sede a Viña del Mar, Cile, con attività in tutta l’America Latina e in Europa. In due parole è un luogo dove abbiamo messo a frutto tutta la nostra esperienza di vita e d’imprenditori…”

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Antonio Vivere e lavorare in CileCiao Antonio, vuoi presentarti ai nostri lettori?
Antonio Manno, mi definisco un imprenditore anche se per altri continuo ad essere un ingegnere meccanico, ex fallito e perfino un ex criminale dato che sono stato condannato in primo grado per bancarotta fraudolenta, in appello, grazie a Dio, definitivamente assolto



Di dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?
Devo dire che la mia storia in Italia è davvero particolare, dopo la laurea in ingegneria meccanica ho lavorato per circa cinque anni alla SNIA Bpd, allora gruppo Fiat, fino a quando ho capito che quella vita da dipendente non era per me, il mio spirito imprenditoriale era troppo forte e non riuscivo a contenerlo, per non parlare dell’illogicità che vivevo quotidianamente in un organizzazione estremamente burocratica e spesso senza senso, nonostante fosse un gruppo privato, ma questa è un altra storia…
Sono stato uno dei pionieri dell’internet in Italia, nel 1994, ho lasciato il lavoro cosiddetto sicuro per costituire uno dei primi ISP (Internet Server Provider) che è diventata una delle più importanti ed innovative internet company italiane, la bid.it Spa, partecipata da due banche come la MPS e la Banca Popolare di Bari, avevamo più di cento ingegneri e sviluppavamo tecnologie che sarebbero diventate mainstream dieci anni dopo!
Antonio Vivere e lavorare in CilePurtroppo le banche sono state la mia rovina, soprattutto la Banca MPS, che ha causato il fallimento della mia internet company rubandosi letteralmente l’intero know-how che avevamo sviluppato in anni di lavoro per costituire di nascosto una società parallela, per poi lasciarmi fallire miseramente interrompendo improvvisamente i finanziamenti promessi, ma la cosa più grave fu che il tribunale della mia città mi condannò a quattro anni di reclusione per bancarotta fraudolenta per dissipazione del patrimonio sociale inventandosi un teorema troppo paradossale per raccontarlo in quest’intervista, una follia.
Solo due mesi fa, dopo tredici anni dal fallimento, sono stato definitivamente assolto per non aver commesso il fatto. Ma chi fosse seriamente interessato a capire può leggersi l’intera storia e vedere il video dove la racconto andando sul mio blog e cercando il post “Il fallimento della mia internet company, farsa e tragedia del nostro Paese” http://antoniomanno.blogspot.it/2014/10/renaca-vina-del-mar-chile-5-ottobre.html, oppure iscrivendosi al gruppo fb #chiediaMPS www.facebook.com/chiediamps

Quando e perchè è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia?
Sono stato costretto, come si può facilmente immaginare dalla vicenda del fallimento della mia internet company, infatti puoi capire bene come a quell’epoca non fossi solo un fallito ma anche un criminale, un truffatore, e non dimenticare che la vicenda si svolgeva al Sud, a Barletta, in una tipica città della più profonda provincia italiana, per me era diventato impossibile continuare a lavorare e vivere in Italia.
Avevo anche perso tutto il mio patrimonio personale, non avevo praticamente più una lira. Sono dovuto partire con la coda tra le gambe, come un reietto, per Londra, dove, non smetterò mai di ringraziarli, due miei ex dipendenti, Paolo Rizzi e Francesco Vitobello, che lavoravano in un’internet company di e-commerce di prodotti italiani, mi offrirono un divano a casa loro.

Antonio Vivere e lavorare in CileAvevi già vissuto all’estero per lunghi periodi prima?
Mai.

Perché hai scelto proprio il Cile e in quale località vivi?
La scelta del Cile viene da lontano, dopo Londra ho vissuto per circa cinque anni in Estonia, dove ho avuto altre esperienze imprenditoriali, ancora con alti e bassi, ci vorrebbe un libro per descriverle tutte, fino a quando, esausto e con qualche risparmio, ho deciso di prendermi due anni di tempo per dedicarmi allo studio della Scuola Austriaca di Economia e particolarmente gli scritti dell’economista Ludwig Von Mises, che nel frattempo avevano acceso nuovamente la mia voglia d’imparare.
Devo dire che alla fine sono in Cile grazie a Ludwig Von Mises, infatti grazie a questi studi sono entrato in contatto con un imprenditore americano, Skinner Layne, che viveva in Cile dal 2008 e che mi convinse a visitare il Paese nel 2010. Non sono più andato via.
 
Sei partito da solo o con partner o amici?
Da solo.
 
Come hai affrontato/risolto il problema del visto permanente?
Il Cile è un Paese estremamente accogliente per gli stranieri, è sufficiente il visto turistico che dura sei mesi e che può essere rinnovato ogni tre mesi semplicemente pagando una tassa di circa 100 dollari.
Dopo un anno è d’uopo avere un contratto di lavoro oppure avere iniziato un’impresa per cui si riceve immediatamente il visto permanente.
Non per niente oggi il Cile è uno dei Paesi con tasso di crescita e di creazione d’impresa maggiore al mondo.

Antonio Vivere e lavorare in CileIn che cosa consiste la tua attività?
Dopo aver lavorato come consulente nel campo dell’energia rinnovabile, proprio con Skinner Layne nel 2012 ho fondato Exosphere, una comunità d’apprendimento e di risoluzione dei problemi con sede a Viña del Mar, Cile, con attività in tutta l’America Latina e in Europa. In due parole è un luogo dove abbiamo messo a frutto tutta la nostra esperienza di vita e d’imprenditori.
In soli 18 mesi, Exosphere ha condotto quattro boot camp di 8-12 settimane, viaggiato in 16 città del mondo con la serie di workshop Exobase, e il suo team è cresciuto fino a 15 persone. La missione di Exosphere è di costruire un’istituzione che promuova una cultura d’apprendimento permanente e di creatività attraverso una migliore educazione, incubando gli sforzi imprenditoriali, favorendo la ricerca scientifica, e riunendo le persone in una comunità. Ma sul sito internet si possono trovare tutte le informazioni necessarie (http://exosphe.re).

Oltre a questo per cosa altro si distingue la tua attività?
E’ un attività estremamente innovativa, unica, non ci sono esperienze simili nel mondo. Exosphere è un processo che cambia la vita alle persone perchè va a fondo nell’anima, cerca di stimolare la ricerca dei talenti, della chiamata della propria vita, dell’accettazione e trascendenza dei problemi quotidiani, dello spirito imprenditoriale e tanto altro.
E’un processo così innovativo e aperto che non siamo riusciti ancora a dargli una definizione precisa, per questo motivo ci piace chiamarlo un luogo di apprendimento continuo e risoluzione dei problemi.
Per i più curiosi stiamo per arrivare in Europa con Exobase, workshop di un giorno dove si può vivere completamente l’esperienza della nostra filosofia. In Italia, da dove partiamo, saremo a Bari il 16 Maggio e a Torino il 23 Maggio, tutte le informazioni sul sito di Exobase http://exosphe.re/exobase

Antonio Vivere e lavorare in CileQuali differenze sostanziali riscontri a livello lavorativo rispetto all’Italia?
Differenze abissali, la prima, soggettiva, è funzione del fatto di lavorare in un ambiente estremamente libero e stimolante, unico direi, come Exosphere, e questo non dipende dal Cile ma dalla particolare attività.
La seconda, oggettiva, dipende dal fatto che il Cile è un Paese che da decenni ha implementato politiche macroeconomiche liberiste che favoriscono la creazione d’impresa, in due parole, bassa tassazione ed interferenza dello Stato nell’economia.

Com’è avvenuta la tua integrazione in una realtà locale così differente da quella italiana?
Il Cile è un Paese latino, sono praticamente come noi italiani e l’integrazione è quasi immediata, anche considerando che per noi italiani la lingua spagnola è estremamente semplice da imparare, rispetto alla mia esperienza in Estonia l’integrazione è stata facile e veloce.

Antonio Vivere e lavorare in CileVivere in Cile sotto quali aspetti è meglio che in Italia ? E sotto quali aspetti è peggio?
La risposta non può che essere estremamente soggettiva, per quanto mi riguarda, è meglio vivere in Cile per gli aspetti relativi al lavoro d’imprenditore da cui ne derivano tanti altri come la qualità di vita, la libertà e la realizzazione personale, è peggio solo per la lontananza dagli affetti familiari, ma se si lavora bene si può andare in vacanza in Italia sempre più spesso!
Ecco l’Italia è decisamente meglio per farsi le vacanze!

Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme?
Di non esitare un solo istante, di non credere a tutte quelle fesserie che ti dicono, per esempio come tradiresti il tuo Paese, di pensare invece a te stesso e di considerare che andando via probabilmente potrai non solo vivere una vita più stimolante e felice, ma addirittura conservare il capitale che servirà all’Italia per la ricostruzione.
Sì perchè l’Italia dovrà essere ricostruita un giorno, purtroppo la realtà oggi è che un sistema economico politico parassitario e financo criminale sta lentamente consumando il capitale di un intero Paese, probabilmente durerà ancora per anni e lo dico con cognizione di causa grazie ai miei studi della Scuola Austriaca di Economia, per cui la scelta di rimanere è oggettivamente controproducente anche se si ama il proprio Paese.

Antonio Vivere e lavorare in CileChe tipo di lavoro, attività o investimento è conveniente praticare per un italiano in Cile?
Dico sempre che noi italiani abbiamo l’oro tra le mani e penso a tutti quei lavori artigianali che hanno fatto grande il made in Italy, penso alla ristorazione, alla mozzarella, alla grappa, all’abbigliamento, anche alla meccanica di precisione, ecc ecc insomma penso a tutti i distretti industriali che hanno fatto grande la piccola e media impresa italiana.
Ecco in Cile potrebbe venire qualsiasi piccolo imprenditore di un qualsiasi distretto italiano. Anch’io, infatti, proprio con Exosphere sto lavorando alla realizzazione di una pizzeria gourmet di lusso a Santiago con un grande master chef come Gennaro Nasti.

Conosci molti italiani che vivono in Cile, li frequenti?
Non ce ne sono molti, ma posso dire che c’è un ottimo rapporto tra noi italiani in Cile.

Antonio Vivere e lavorare in CileL’Italia oramai è per te un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca?
Certo è un ricordo, non ho nessuna nostalgia, ritorno spesso e con internet oggi non si vive più il distacco dagli affetti familiari, come dico sempre ai miei amici, vivevo più il distacco quando lasciavo Barletta per studiare a Milano ad inizio anni ottanta che oggi vivendo dall’altra parte del mondo con Skype, Facebook e Whatsapp.

Consiglieresti il Cile come meta per espatriare o più per una vacanza?
Per espatriare più che per vivere una vacanza.

Antonio Manno
Email: antonio@exosphe.re
Sito: www.exobase.exosphe.re
Facebook: www.facebook.com/ExosphereHQ

Di Massimo Dallaglio

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