Backpacking: la storia di Gianluca e del suo viaggio zaino in spalla, in giro per il mondo

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Backpacking: la storia di Gianluca e del suo viaggio zaino in spalla, in giro per il mondo

Backpacking: questa volta sarà Gianluca, un giovane ragazzo milanese, a raccontarci la storia del suo viaggio zaino in spalla, in giro per il mondo.

“Un bambino di 6 anni, senza neanche avermi parlato, mi ha fatto capire di più sulla vita che tutti i professori che ho incontrato in 16 anni di scuole” così Gianluca, un giovane ragazzo milanese, inizia a raccontarmi l’incredibile esperienza che sta vivendo;

partito l’anno scarso per un viaggio che durerà ben due anni, ci racconta la sua emozionante storia.

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Ciao Gianluca, presentati ai nostri lettori.

Ciao Annalisa, un saluto a te e tutti i lettori, io sono Gianluca, un ragazzo di 25 anni nato e cresciuto in un quartiere residenziale alle porte di Milano, che ha deciso di dare una svolta alla sua vita, e sono qui per raccontarvi la mia esperienza.

Ho una forte propensione nel domandarmi e nello scoprire cose nuove, probabilmente è questa mia attitudine che mi ha portato ad intraprendere le due esperienze di cui vado più fiero nella mia vita: laurearmi in ingegneria energetica e decidere di vivere 2 anni di backpacking in giro per il mondo.

Ma tutto ha avuto inizio solo qualche mese fa; prima di partire per l’Asia vivevo la tipica vita dei ragazzi milanesi scandita da università, feste e lavori saltuari (ed ora che sto lavorando in Australia posso dire MAL RETRIBUITI).

Amo la fotografia e scrivere: trovo che siano la via più efficace per congelare nel tempo le esperienze fatte e poterle condividere con altri.

Backpacking: la storia di Gianluca e del suo viaggio zaino in spalla, in giro per il mondo

Subito dopo la laurea, appena qualche mese fa, hai deciso di concederti un lungo viaggio in solitaria, zaino in spalla; perché?

Se devo essere sincero la ragione è stata un mix di motivazioni.

I miei genitori mi hanno cresciuto con un unico comandamento: disseta la tua curiosità.

Grazie a loro, quando ero bambino ho potuto visitare quasi tutta l’ Europa, e questo mi ha portato a voler vedere sempre di più, conoscere persone diverse da me, entrare in contatto con culture totalmente differenti;

e scoprire che di vita ne abbiamo una sola, e non è abbastanza vedere il mondo dalla finestra di camera o da uno schermo tv.

Un particolare essenziale, che mi ha portato ad essere dove sono ora, ovvero dall’altra parte del mondo, è stata la fine della mia relazione sentimentale; seppur 25enne, ho trascorso gli ultimi 9 anni in una relazione, splendida relazione, una di quelle su cui ci si potrebbe scrivere un libro fatta di vero amore, viaggi ed attenzioni… ma, come si sa, la vita è imprevedibile, le persone stesse sono imprevedibili, e le relazioni tra di esse lo sono ancora di più.

Terminata, a Milano non mi sentivo più bene, troppi ricordi, troppe amicizie in comune.

Non sono scappato, questo ci tengo a specificarlo; prima di partire ho finito, con estrema fatica, l’università, ho lavorato 4 mesi come bar-tender per mettere via la somma necessaria a sostentare i primi mesi di viaggio, ed ho pianificato le tappe.

Backpacking: la storia di Gianluca e del suo viaggio zaino in spalla, in giro per il mondo

In molti pensino che viaggiare in gruppo o coppia sia meglio che viaggiare “da soli”; tu cosa ne pensi?

Durante gli anni le ho provato entrambe: ho viaggiato in coppia, ho viaggiato con amici, ed ho viaggiato da solo; la mia esperienza mi porta a dire che senza ombra di dubbio viaggiare da soli è la scelta migliore.

Quando si è da soli, fuori dalla propria zona di comfort, si è se stessi al 100%, mentre solo ora ho capito che quando si è con qualcun altro (tipo amici o ragazza) si indossa come una specie di maschera e le proprie azioni sono profondamente condizionate in quanto si cerca di essere come gli altri si aspettano che tu sia.

Sono via da soli 5 mesi, sono ancora all’inizio del mio viaggio, eppure ho già scoperto tantissimi aspetti di me che non conoscevo, come sono io nel profondo e come gli altri mi percepiscono.

È qualcosa di stupendo quando lo si realizza.

Backpacking: la storia di Gianluca e del suo viaggio zaino in spalla, in giro per il mondoQuali sono le esperienze più significative che hai vissuto durante il tuo viaggio?

Essenzialmente, ogni giorno vissuto in questa maniera è un’esperienza significativa ed indimenticabile, per il motivo citato sopra; ovviamente, in questi mesi ci sono stati giorni più densi di emozioni, e le due esperienze che più mi sono rimaste impresse le ho vissute in Asia.

La prima è stata in Cambogia: mi trovavo nel paese già da 1 mese, dove stavo vivendo e svolgendo volontariato in un piccolo villaggio rurale a qualche decina di kilometri da Siem Reap;

ero seduto per terra a bere una birra con un collega francese, dopo una giornata passata ad insegnare i colori in inglese ai bambini Khmer, quando la mia attenzione si focalizzò su un bambino che stava giocando in terra, in mezzo alla polvere, con un mattone legato ad una corda come ad essere un trenino, e… era felicissimo;

era sporco e stava giocando con un semplice mattone, ma era felice, e non gli serviva altro in quel momento; in quell’istante nella mia mente apparirono migliaia di ricordi di quando io ero bambino e, a quell’età, fondamentalmente avevo apparentemente tutto, i migliori giocattoli, le macchinine più veloci, il gameboy… eppure non ero mai stato felice quanto lui, che giocava con un semplice mattone, un mattone!

Questo mi ha fatto provare vergogna per me stesso, e ha portato la mia concezione della vita su un altro livello; posso ancora ricordare nitidamente il momento in cui ho sentito lo switch nel mio cervello.

Un bambino di 6 anni, senza neanche avermi parlato, mi ha fatto capire di più sulla vita che tutti i professori che ho incontrato in 16 anni di scuole.

Backpacking: la storia di Gianluca e del suo viaggio zaino in spalla, in giro per il mondo

Un’altra clamorosa emozione l’ho provata in Vietnam.

Rientravo in moto da Ha Long Bay verso Hanoi quando feci un incidente;

l’amico che viaggiava con me si ferì, non gravemente ma necessitava di cure; arrivati all’ospedale i medici lo portarono in sala ed io dovetti aspettare fuori, così decisi di sedermi ad un baracchino che servivano birre e pho (la tipica zuppa vietnamita per eccellenza) ed in meno di un secondo 2 ragazzi vietnamiti mi invitarono al loro tavolo, incuriositi dal mio essere occidentale;

non parlavano inglese eppure erano assetati di domande; iniziammo a bere e dopo un paio di ore ci salutammo perché loro dovevano tornare a casa; io presi un’ultima birra ed andai in cassa per pagare il mio conto quando scoprii che quei due ragazzi, con un probabile stipendio mensile non superiore ai 300€, avevano pagato tutto; in quel momento ho appreso che quelle persone, seppur nella povertà, sono fortunate; sono fortunate perché sono abbastanza ricche da potersi permettere di essere ospitali, ma non abbastanza da essere avvelenate dal denaro, come invece è accaduto a noi occidentali.

Loro hanno 1 e ti danno 1/2, noi abbiamo 100 e diamo 0.

Backpacking: la storia di Gianluca e del suo viaggio zaino in spalla, in giro per il mondo

Quali paesi hai visitato finora, dove ti trovi adesso e quali sono le tue prossime destinazioni?

Sto rispondendo a questa intervista da Fremantle, una cittadina universitaria a pochi kilometri da Perth, Western Australia.

È un posto meraviglioso sull’ oceano indiano, adatto a tutti; si può vivere sia una vita tutti i giorni in festa che una vita di relax, fra spiagge ed animali selvaggi.

Inoltre il lavoro non manca e la media delle paghe è ottima.

Sono arrivato qui dopo 4 mesi letteralmente  in giro per il mondo; partendo dal Chile, per poi passare in Cambogia-Laos-Vietnam e Malesia.

Come ho già detto prima, mi reputo fortunato di essere cresciuto nella mia famiglia, grazie a loro ho visitato molti stati ed è per questo che, seppur avendo solo 25 anni, ho già visitato 26 nazioni ed ho toccato tutti i 5 continenti, tranne i poli ovviamente.

Ora sono stabile in Western Australia da 2 mesi e già sento la voglia di ripartire; non fraintendetemi, qui si sta benissimo, però in Asia un backpacker più vecchio di me mi ha detto una frase che trovo assolutamente interessante e che inconsciamente metto in pratica da sempre: “il giorno che trovi la stabilità in un posto…scappa!!”

Questo è lo spirito del viaggio, questo è il caposaldo del backpacker: mettiti sempre alla prova, sperimenta e conosci persone nuove.

Ora sto pianificando il prossimo viaggio: Singapore e Indonesia.

Domani parto per Loutback, qualcuno mi ha parlato di un posto in mezzo al deserto dove poter lavorare in miniera; la paga è qualcosa di esagerato, tipo 350$ al giorno con vitto ed alloggio pagato, e credo che trascorrerò 1 o 2 mesi lì per racimolare quanti più soldi riesco e poi ripartire per la mia amata Asia, trascorrere 1 mese tra Singapore e Indonesia, e poi tornare in Australia, ma questa volta sulla costa est.

Backpacking: la storia di Gianluca e del suo viaggio zaino in spalla, in giro per il mondo

Come finanzi il tuo viaggio e quali sono le difficoltà che affronti quotidianamente nel tuo viaggio in solitaria  in giro per il mondo?

Ho deciso di vivere 2 anni di backpacking, pertanto non sto cercando il lavoro della mia vita e qualunque opportunità va bene per guadagnarmi qualche soldo nell’immediato; per molti può sembrare insensato: sono un ingegnere eppure ho lavorato come lavapiatti, scaricatore di porto, cameriere, bartender, receptionist in ostello… ma questa è la vita del backpacker!

Ogni giorno ti svegli e non sai quello che ti potrà capitare, perché tutto può cambiare da un giorno all’altro; fino alla settimana scorsa avevo 3 lavori, ero super impegnato e quasi non avevo tempo per cucinarmi la cena, mentre ora invece, a distanza di una sola settimana, sono senza un lavoro, ho pochi soldi, e faccio accoglienza in ostello per non pagare l’alloggio!

Backpacking: la storia di Gianluca e del suo viaggio zaino in spalla, in giro per il mondoCosa consiglieresti a chi vorrebbe fare la tua stessa scelta di vita?

Non aspettare domani, fallo oggi!

La vita è una, ed una volta che vedi quante cose ci sono da scoprire ti rendi anche conto che è davvero breve.

Non avere paura di uscire dalla tua zona di comfort e di lasciare le persone a te care; chi ci tiene a te ti aspetterà, ed anzi gioirà nell’appurare quanto la tua vita possa diventare interessante semplicemente prendendo un aereo.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Aprire una società di sviluppo tecnologico e supporto per giovani imprenditori nel settore delle energie rinnovabili, ed ovviamente… riuscire a vedere tutti gli stati del mondo 😉

Come possono seguirti nel tuo viaggio i nostri lettori?

Sia su Facebook che Instagram, per godere delle mie migliori fotografie 🙂

annalisa galloniLeggi anche:

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Scritto da Annalisa Galloni

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