Carlotta ha scelto di trasferirsi a vivere in Brasile a Fortaleza

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Carlotta ha scelto di trasferirsi a vivere in Brasile dove ha creato la sua attività di turismo ricettivo nel nord-est del Brasile

“La mia ‘avventura brasiliana’ parte da più lontano: nel 2004 ho fatto un’esperienza ‘zaino in spalla’ che mi ha portato a varie esperienze di volontariato tra case-famiglia, favelas e carceri … e qui che si è creato il primo legame per questo grande paese.

Poi un lavoro da area manager mi ha portato dapprima a vivere a San Paolo e poi, attraverso una nuova opportunità lavorativa, a trasferirmi a Fortaleza.

E proprio a Fortaleza ho sviluppato l’idea di creare qualcosa di mio, di essere un’imprenditrice tropicale in infradito… e cosi è nata la mia azienda: Eco Viagens Brasil…”

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Ciao Carlotta, raccontaci un po’ di te… come ti chiami, di dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?

Eccomi: Carlotta Mettifogo, Veneta (Vicenza) e ho avuto una vita divisa tra ruoli nelle risorse umane e ruoli commerciali. In realtà è stata l’ultima occupazione che avevo in Italia, ossia come Area Manager Brasile, che mi ha portato a continui viaggi lavorativi in Brasile e a mettere radici in questo paese.

Quando e perché è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia? 

In realtà mi è capitata l’occasione di fare un colloquio in un’azienda che cercava un’area manager per il Brasile… l’unica caratteristica in mio possesso era appunto quella di sapere il portoghese e… dopo 3 mesi dal colloquio mi ritrovavo in un aereo per San Paolo per affrontare la prima fiera del settore!

Perché hai scelto di trasferirti a vivere in Brasile e in quale località vivi esattamente?

La mia ‘avventura brasiliana’ parte da più lontano: nel 2004 ho fatto un’esperienza ‘zaino in spalla’ che mi ha portato a varie esperienze di volontariato tra case-famiglia, favelas e carceri … e qui che si è creato il primo legame per questo grande paese.

Poi un lavoro da area manager mi ha portato dapprima a vivere a San Paolo e poi, attraverso una nuova opportunità lavorativa, a trasferirmi a Fortaleza.

E proprio a Fortaleza ho sviluppato l’idea di creare qualcosa di mio, di essere un’imprenditrice tropicale in infradito… e cosi è nata la mia azienda: Eco Viagens Brasil.

Carlotta ha scelto di trasferirsi a vivere in Brasile e lavorare in Brasile

Sei partita da solo o con la famiglia o partner?

Inizialmente mi ero trasferita con il mio ex-compagno, brasiliano, ma poi non si è ‘acclimatato’ in Brasile e ha preferito tornare a vivere in Europa, quindi ho portato avanti la realizzazione del mio sogno da sola.

Avevi già vissuto all’estero per lunghi periodi prima?

Assolutamente no. Prima la mia vita era la classica vita di una tipica italiana: casa vicino alla famiglia, lavoro vicino a casa!! Ma poi il cambiamento è arrivato per sconvolgere qualsiasi ritmo abituale!

Carlotta ha scelto di trasferirsi a vivere in Brasile e lavorare in Brasile

In che cosa consiste la tua attività in Brasile? 

Con Eco Viagens Brasil mi occupo di turismo ricettivo, creo, organizzo e gestisco viaggi nel nord-est del Brasile, attraverso gli stati del Cearà, Piaui’ e Maranhao. I miei tour sono studiati a seconda della tipologia di viaggiatore: naturalistici, ecologici, di relax, oppure di avventura attraverso l’off-road, o viaggi responsabili e dedicati al turismo comunitario.

Carlotta ha scelto di trasferirsi a vivere in Brasile e lavorare in BrasileQuali differenze sostanziali hai avuto modo di riscontrare a livello lavorativo e di stile di vita rispetto all’Italia?

O noi siamo troppo veloci o loro sono troppo lenti. Dove sta la verità? Come si suol dire, nel mezzo! Ci sono aspetti del nostro quotidiano che ci sfuggono, la fretta nel preparare un report di lavoro, nel fare la spesa, nel richiedere un documento presso un ufficio, e poi non ci ricordiamo nemmeno il viso di chi ci ha servito.

In Brasile non succede, il viso di chi sta di fronte lo ricordi di sicuro, o perché in comune nell’attesa (ore) di un documento ti invitano ad assaggiare una fetta di torta del festeggiato, o in cassa al supermercato scambi vari idee su come preparare una certa pietanza visto che la cassiera vede determinati ingredienti sul nastro trasportatore.

Una vita più lenta, più umana, a volte quasi troppo ‘tartarughessa’. Dovremo fondere le due tempistiche per trovare quella più giusta!

Cos’altro hai notato della società locale?

È un paese difficile, o lo ami o lo odi. È un paese giovane che offre ancora molte opportunità ma non è per tutti. Per vivere con un tenore di vita medio, devi avere un buon, ma buon lavoro, altrimenti ti ritrovi veramente a dover vivere sotto un ponte.

Non si è proprio liberi di girare a piedi nella città con cellulare e orologio alla mano, e dopo le 21 non ci si ferma ai semafori rossi per rischio assalto: bisogna avere occhi ovunque e per tutti coloro che ti circondano.

In generale è una società che invidia e tenta di raggiungere il modello americano (USA) in molti aspetti, dal preferire bere Coca Cola in ogni momento della giornata, al riempire di ketchup una buona pizza italiana, al riempirsi di oggetti e cose materiali che al 90% non servono a nulla.
 
Vivere e lavorare in Brasile sotto quali aspetti è meglio che in Italia? E sotto quali aspetti è peggio?

Sia il vivere che lavorare hanno ritmi molto più lenti di quelli italiani, e questo ti porta ad una vita a tempi più umani, è più facile conoscere e chiacchierare con il vicino di casa, con il mendicante che trovi tutti i giorni allo stesso semaforo, o assaggiare la torta della signora che le vende in un banchetto nel marciapiedi di casa.

Una vita più umana, dove chi sa fare qualcosa, lo fa e lo vende in spiaggia, in strada, all’incrocio dei semafori per poter vivere durante quella giornata.

In Italia è tutto assolutamente proibito, non si può nemmeno più portare il dolce fatto dalla mamma a scuola!

L’aspetto peggiore è collegato alla sicurezza, o meglio alla non sicurezza, per il quale non ti senti libero di girare le città come vuoi e quando vuoi!

Carlotta ha scelto di trasferirsi a vivere in Brasile e lavorare in Brasile

Conosci molti italiani che vivono a Fortaleza? Li frequenti?

Si certo, ci sono italiani che vivono e lavorano a Fortaleza, spesso ci troviamo ad eventi organizzati dalla Camera di Commercio italo-brasiliana o dal Consolato.

Stiamo anche puntando a fare un circolo culturale ed enogastronomico italiano. Si creano piu legami con gli italiani all’estero che con gli italiani in Italia!

Consideri l’Italia un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca da quando sei via? 

L’italia è dentro di me e sono fiera, orgogliosa e mi ritengo assolutamente fortunata di essere nata in questo splendido paese. Ci sono insegnamenti e lezioni nel nostro quotidiano, che se nasci in un altro paese non hai.

Quando mi ritrovo con i piedi immersi nella sabbia bianca, con l’oceano davanti a me, i surfisti cavalcando le onde penso alle splendide Dolomiti, alla neve, alle avventurose sciate, alla pizza e agli gnocchi al ragù di mamma!

Carlotta ha scelto di trasferirsi a vivere in Brasile e lavorare in Brasile

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

Voglio sviluppare appieno alla mia attività attraverso Eco Viagens Brasil, quindi continuando a offrire tour e viaggi unici e indimenticabili per gli italiani e gli europei in generale.

La seconda tappa del mio progetto, è proporre una Italia diversa ai brasiliani: l’italia dei borghi, dei percorsi enogastronomici, delle piccole contrade, delle sagre, delle montagne, dei rifugi e delle città d’arte.

Assieme a questo desidero fondare ben presto una associazione con la quale dare la possibilità ai bambini delle classi più povere di fare gite ed escursioni per conoscere meglio i territori che li circondano: il viaggiare, il conoscere, apre le menti e potrebbe fargli capire quante possibilità possono avere per essere un qualcuno nel mondo.

Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme e trasferirsi a vivere e lavorare in Brasile?

Prima di tutto di farsi un viaggio in Brasile non come viaggiatori o turisti, ma come ‘forse futuri residenti’. Vivere la vita di tutti i giorni per capire se è un paese che fa per loro.

Capire il lavoro da intraprendere: da dipendente è possibile avere buoni stipendi solo per professionalità alte, quindi per laureati, altrimenti aprire una propria attività e seguirla di prima persona. Lavori come camerieri, commessi, cassieri, ti portano ad avere stipendi bassissimi che non ti permettono di avere una condizione di vita buona.

Carlotta ha scelto di trasferirsi a vivere in Brasile e lavorare in Brasile

Che tipo di lavoro, attività o investimento pensi sia conveniente praticare per un italiano che sta valutando di trasferirsi a vivere in Brasile?

Dipende dalla zona ovviamente nella quale si decide vivere. Ci sono zone piu consone ad attività industriali, altre piu di servizi, altre che sono fortemente turistiche. Conosco bene Fortaleza, e in questa zona è forte il turismo, fatto bene e dettagliato, la gastronomia medio-alta, e attività e idee collegate a questi ambiti.

Sito: www.ecoviagensbrasil.com
Email: ecoviagensbrasil@gmail.com
Facebook: @ecoviagensbrasil
Instagram: ecoviagensbrasil

Di Massimo Dallaglio

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