Claudia e Jessica, le inVOLOntarie che hanno scelto di viaggiare per aiutare gli altri

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Claudia e Jessica, le inVOLOntarie che hanno scelto di viaggiare per aiutare gli altri

Claudia e Jessica due ragazze di Roma con percorsi differenti sono giunte alla stessa conclusione: viaggiare per aiutare gli altri… Scopriamo insieme perchè si definiscono inVOLOntarie.

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Ciao ragazze, volete presentarvi ai lettori di MolloTutto?

Chi siete, di dove siete originarie e di cosa vi occupavate prima della “svolta”?

Definirla svolta presuppone che sia una scelta definitiva e questo (purtroppo o per fortuna) ancora non lo abbiamo deciso. Entrambe siamo nate e cresciute a Roma, prima della partenza Jessica lavorava in una multinazionale mentre Claudia studiava Cooperazione e Sviluppo. Simili ma diverse: con lo stesso sogno nel cassetto, che abbiamo finalmente aperto, ma con caratteri totalmente diversi, Jessica possiede l’arte della soluzione e Claudia quella della calma, un combinazione perfetta no?

Claudia e Jessica inVOLOntarie viaggiare per aiutare gli altri

Cosa vi ha fatto capire che era necessario un cambiamento di vita?

Ci siamo rese conto di lamentarci spesso delle nostre vite: le dinamiche tra le persone che si ripetono infinite volte, il “cannibalismo” sul posto di lavoro e il disagio di non sentirsi mai abbastanza realizzate.

Da quando ci siamo conosciute poi non facevamo altro che discutere sulle ingiustizie nel mondo e con il nostro animo filantropo fantasticavamo sulle infinite possibilità, a volte utopiche, di cambiare le cose.

Poi, nel 2016, un viaggio in Laos ci ha dato una scossa che ci ha fatto prendere il “volo”.

Claudia e Jessica inVOLOntarie viaggiare per aiutare gli altri

Perché “involontarie”?

Cercavamo un termine che racchiudesse un po’ il senso del nostro viaggio e InVOLOntarie incorpora le parole “volo”, “volontarie” e “involontarie”. In questo ultimo caso, volevamo fare un parallelismo con i muscoli involontari del nostro corpo.

Il nostro sogno, che poi è diventato realtà, è infatti quello di riuscire a portare un piccolo contributo presso le realtà locali di alcuni Paesi, come fanno i muscoli involontari del nostro corpo all’interno degli organi.

Quando e perché avete deciso di intraprendere il vostro “viaggio” ?

Come tutte le scelte irrazionali, non ci sono delle motivazioni immutabili, infatti abbiamo progettato il viaggio con una certa idea che ad oggi è cambiata. L’idea iniziale infatti era quella di fare volontariato in giro per il mondo attraverso Ong locali, oggi aiutiamo gli altri per imparare dagli altri, perché vorremmo un giorno veder crescere una nostra organizzazione no profit.

Claudia e Jessica inVOLOntarie viaggiare per aiutare gli altri

Come avete strutturato il vostro progetto?

Prima di partire avevamo un progetto che spaziava dall’Asia, all’Africa e infine al Sud America. Poi abbiamo capito che il nostro obiettivo non era quello di visitare più posti possibili, ma quello di sentirci parte integrante delle piccole comunità locali e dei progetti in cui siamo volontarie e quindi che era necessario restare più a lungo.

In realtà, non abbiamo degli itinerari ben precisi, prima scegliamo il Paese e poi cerchiamo il progetto sociale che ci interessa e se dovesse costarci 30 ore di treno (come è accaduto in India), non ci importa nulla! Prima di partire ci siamo messe da parte un gruzzoletto che ci ha permesso di fissare un budget giornaliero di 3 euro, per i giorni in cui siamo occupate nei progetti (ci facciamo bastare il letto e il cibo che ci forniscono) e un budget di 16 euro nei giorni in cui ci “vestiamo” da viaggiatrici. In media spendiamo meno di 100 euro al mese a testa.

Claudia e Jessica inVOLOntarie viaggiare per aiutare gli altri

I momenti più belli e quelli più brutti?

Vedere un’aquila volare a dieci metri dalle nostre teste nel silenzio delle montagne himalayane è stato sicuramente un attimo di pura emozione. E poi, può sembrare una cosa banale, ma ci emozioniamo ogni volta che proponiamo un progetto nelle scuole e vediamo la felicità, quella vera, negli occhi dei bambini per aver imparato qualcosa di nuovo con noi o semplicemente per aver incontrato due ragazze di un paese così lontano dal proprio.

Al contrario, arrivare in piena notte alla stazione di Jabalpur e dormire a terra al freddo è uno di quelli meno piacevoli, ma con il senno di poi ci ridiamo sopra e lo mettiamo nel bagaglio delle esperienze.

Claudia e Jessica inVOLOntarie viaggiare per aiutare gli altri

Avete trovato ciò che cercavate?

Siamo essere umani e come tali, dopo aver trovato ciò che cercavamo, siamo già alla ricerca di qualcos’altro.

Filosofia a parte, prima di partire avevamo un obiettivo, oggi ne abbiamo un altro ancora più grande.

Claudia e Jessica inVOLOntarie viaggiare per aiutare gli altri

Progetti per il futuro?

Il nostro sogno è quello di creare una comunità di persone che vivono insieme in modo eco-sostenibile e che sia anche un punto di riferimento per persone che hanno difficoltà ad integrarsi nella società.

www.involontarie.it

Di Massimo Dallaglio

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