Davide Di Meo il Masterchef di Seul viene da Reggio Emilia

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DAVIDE DI MEO IL MASTERCHEF DI SEUL VIENE DA REGGIO EMILIA

Che fosse eclettico lo confermano i suoi amici, quelli di quando era bambino. Che diventasse un punto di riferimento della cucina italiana a Seul, la capitale della Corea del Sud, in pochi lo avrebbero detto. Benché sia sempre stato un giramondo, facendo la guida turistica qua e là sul mappamondo, in cucina non è mai stato considerato un granché. Fino a quel giorno in cui, a Dublino, entra nel settore della gastronomia come manager di un negozio che vende prodotti agroalimentari emiliani. E’ lì che Davide scopre il suo talento culinario e comincia a farlo crescere. Poi, sempre a Dublino, incontra Hyun Jin, una bella ragazza coreana, con la quale si sposa e dà al mondo il bellissimo Noa.
Il resto è attualità: oggi Davide è considerato uno dei migliori chef di Seul.

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Davide Di Meo masterchef SeulDavide, possiamo chiamarti il Masterchef italiano di Seul: ti hanno riservato servizi, sia la televisione di Stato che diversi rotocalchi. Te lo saresti mai aspettato?
Non mi sento assolutamente il masterchef italiano a Seul, ci sono bravissimi chef del Belpaese che lavorano all’interno di hotel famosi, io mi reputo uno dei tanti.
Riguardo ai programmi televisivi e quotidiani, penso che sia stata fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto, bravura perché abbiamo creato qualcosa di innovativo nel panorama culinario coreano,qui a Seul andare a mangiare in un ristorante originale italiano e molto costoso: parlo di fine dining, noi ci siamo inseriti in un canale che non era mai stato toccato da nessuno.
Reputo il mio ristorante una trattoria contemporanea dove tutti hanno accesso e dove non hai bisogno di sentirti in difficoltà se non vesti giacca e cravatta, penso che questo abbia suscitato molta curiosità da parte dei media.



Come si chiama il tuo ristorante e cosa preparate?
Il mio ristorante si chiama Casa di Noa (che è il nome di mio figlio) ed è una spaghetteria dove il main course è la pasta, poi abbiamo una serie di antipasti, dolci e vini buonissimi.

Davide Di Meo masterchef SeulIn Italia facevi il cuoco?
No, ho sempre fatto tutt’altro.

Come è vista la cucina italiana in Asia?
In Asia la cucina italiana e sicuramente molto rinomata e attraente, ma per molti qui in Corea è quasi irraggiungibile dal punto di vista economico.

Le maggiori differenze tra il vivere a Seoul e il vivere a Reggio?
Seul è una megalopoli di più’ di 20 milioni di persone dove tutto è  organizzato perfettamente, Reggio è una piccola realtà nella quale tutti si conoscono e condividono a vicenda il proprio giornaliero; qui, invece, c’è una grossa competitività e ognuno pensa a difendere i propri spazi, sono molto legati alla loro cultura e tradizioni, ma con tutta questa competizione si è persa un po’ di sana umanità.

Davide Di Meo masterchef SeulCom’è maturata l’idea di aprire un ristorante a Seul?
Ho vissuto a Dublino per 7 anni, ho lavorato più’ di 5 anni come manager in un wine bar italiano che ha tuttora un enorme successo, importavamo cibi e vini dall’Emilia Romagna, ma oltre ad avere un prodotto di qualità potevi trovare un’atmosfera calda e amichevole gestita da appassionati professionisti.
A Dublino ho anche conosciuto mia moglie Hyun Jin e successivamente è nato nostro figlio Noa.
Dopo parecchi anni nello stesso posto e un figlio piccolo avevamo bisogno di nuove motivazione e volevamo creare qualcosa di nostro, li è nata l’idea del ristorante Casa di Noa.

Costa molto aprire un’attività in Corea?
Aprire un ristorante in Corea è abbastanza facile se hai una moglie coreana, come investimento iniziale non ci sono grosse differenze dall’Italia: parlo di spese di agenzia, contratto, buon’uscita, affitto ect… a differenza dall’Italia le tasse sono più basse e il governo non si mangia tutto quello che hai, un’altra grossa differenza sono le licenze, qui in loco non ci sono problemi mentre in Italia la parte burocratica è sempre molto puntigliosa e per avere licenze devi sudare sette camicie.

Davide Di Meo masterchef SeulCome ti sei trovato in Irlanda?
L’irlanda è un paese meraviglioso dove sono cresciuto tantissimo dal punto di vista professionale e dove ho creato la mia famiglia e le fondamenta per il mio futuro, penso che una parte di me vivra’ la per sempre.

Quando e perché hai deciso di lasciare Reggio?
Terminata la mia educazione scolastica sono andato in Africa dove facevo la guida turistica a Zanzibar e in Tanzania, poi tanti altri viaggi dal Vietnam al Sud America.
Sono sempre stato convinto che il viaggiare sia la migliore scuola.

Cosa ti manca di più di Reggio Emilia?
Mi mancano soprattutto gli affetti e gli amici e di un po di quella sana umanità di cui parlavo prima.

Sei diventato padre da poco di un bambino bellissimo: intendi farlo crescere in Corea? Gli insegnerai l’italiano?
Sì, per adesso la mia intenzione è quella di far crescere Noa in Corea, dove sta già imparando il coreano, l’italiano e l’inglese poi vedremo cosa ci riserverà il futuro.

Cosa consigli a un reggiano che avesse intenzione di lasciare l’Italia per cercare fortuna all’estero?
Prima di tutto penso che una persona debba essere predisposta a questo stile di vita.
Il consiglio che darei è lo stesso che darei a me stesso: onestà e coerenza sono le qualità migliori per un viaggiatore, così come il non avere paura di spaziare nelle tue scelte. Inoltre, bisogna ricordarsi che è sempre meglio rischiare invece di aspettare qualcosa che non arriverà mai.

Davide Di Meo masterchef SeulLa prossima volta a Reggio?
Spero di tornare la prossima estate per farmi una bella vacanza con la mia famiglia.

 

www.facebook.com/casadinoa

di Alessandro Bettelli

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