Delocalizzare a Dubai: la nuova frontiera del business

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Delocalizzare a Dubai: la nuova frontiera del business

Negli ultimi 5 anni, l’Emirato di Dubai è diventato un importante polo del business internazionale. Di conseguenza, ha catalizzato l’attenzione (e i sogni) di molti imprenditori grandi e piccoli che desiderano espandere i confini delle proprie imprese verso quello che in molti credono essere il nuovo eden dei mercati.

Come in tutte le storie, la verità dei fatti si trova a un livello più profondo: delocalizzare, o più in generale il processo di internazionalizzazione, non è affatto una pratica semplice. Infatti, richiede analisi, strategie e investimenti corposi, oltre che a una buona dose di coraggio.

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Per questo motivo in tanti sognano di avviare un business a Dubai ma in pochi lo fanno. In parole povere, è come se ci si trovasse di fronte a una bilancia: su un piatto abbiamo le opportunità, sull’altro il costo che bisogna sostenere per sfruttarle.

Proprio perché credo che parlando di Dubai non ci siano dubbi sul lato dove pende l’ago, voglio affrontare i principali aspetti che rendono la delocalizzazione d’impresa nell’Emirato una vera e concreta occasione per portare il proprio business a un altro livello.

Delocalizzare a Dubai la nuova frontiera del business

Visione economica d’insieme

Partiamo da uno zoom out indispensabile, numeri alla mano. L’economia dell’Emirato di Dubai è solida e in espansione. Basta dare un occhio hai dati ufficiali relativi al GDP (prodotto interno lordo): crescita del 2.9% nel 2016, del 3,3% nel 2017. Le previsioni confermano il trend con un ulteriore aumento del 3,5% nel 2018.

Tali percentuali sono considerevoli e si traducono in mercati in fermento dove le potenzialità di inserimento e di successo sono assolutamente raggiungibili attraverso le strategie giuste. Di fatto, praticamente tutti i settori presentano andamenti positivi che proprio per la loro solidità attirano ulteriori investimenti innescando così un circolo virtuoso molto liquido.

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Zero tasse

E si, questo punto è proprio inevitabile, così come è impossibile non prenderlo in considerazione: a Dubai le tasse non ci sono.

Per evitare fraintendimenti:

1) no tax sulle persone fisiche

2) no tax sulle proprietà

3) no tax sui redditi societari

A dire il vero una piccola tassa è stata recentemente introdotta e ne ha già parlato tutto il mondo. Mi sto riferendo all’arrivo dell’iva (VAT) pari al 5%. Sicuramente, se pensiamo alle percentuali di valore aggiunto a cui siamo abituati in Europa, qualche sorriso scappa.

Delocalizzare a Dubai la nuova frontiera del business

Freezones e imprenditori stranieri

Ne ho già parlato diverse volte nel mio blog. Le freezones sono delle zone franche che presentano grandi benefici per gli imprenditori stranieri che decidono di delocalizzare a Dubai:

  • 100% di proprietà straniera (quindi senza bisogno di un socio locale)
  • infrastrutture d’avanguardia
  • basso costo delle utenze
  • servizi top-class
  • nessuna tassa sulle società
  • bassi costi di start-up

Posizione geografica

È sufficiente buttare un occhio sulla mappa per notare da soli che Dubai si trova nel punto di incontro tra i mercati occidentali e quelli asiatici. Non è un caso che il porto di Dubai nel 2017 abbia superato come transazione quello di Hong Kong. Traguardo non da poco se pensiamo che spodestare il rivale orientale era considerata cosa impossibile fine a poco tempo fa. Per un imprenditore significa l’opportunità di accedere con più facilità non solo al mercato del medio oriente ma anche a quelli Africani, Sovietici e dell’Asia.

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Tutela del credito

In pochi lo sanno: a Dubai è impossibile avere degli insoluti perché esiste un’incredibile tutela del credito da parte del governo. Faccio un piccolo esempio: l’assegno postdatato, piaga storica e illegale dei pagamenti in Italia, a Dubai è consentito. A scadenza, se risulta non coperto dopo i solleciti, il debitore viene arrestato e può uscire dal carcere solo nel momento in cui paga il debito. Detta così può sembrare un po’ brutale ma posso assicurare che questo sistema funziona alla grande: pagano tutti.

La lista delle ragioni per cui un imprenditore non dovrebbe pensarci due volte a scegliere di delocalizzare a Dubai è davvero ancora molto lunga e arriva a toccare aspetti come la qualità della vita e la sicurezza personale (che non esiterò ad affrontare in altri articoli).

Detto questo, da professionista, tengo molto a sottolineare che tali opportunità non devono accecare l’imprenditore. La delocalizzazione, come detto all’inizio, è un processo complesso che bisogna affrontare in modo strategico per avere successo e per evitare dispendiose iniziative che non portano da nessuna parte, anzi spesso chiudono le porte che così da lontano sono sembrate spalancate.

Per Outstandinglife è fondamentale che gli imprenditori abbiano ben chiara la situazione e le strategie da adottare prima di compiere il passo. Per questo motivo abbiamo un blog che fornisce liberamente informazioni (anche dettagliate) a 360° sull’Emirato di Dubai e per lo stesso motivo chi avesse bisogno di aiuto o di informazioni può sempre contattarmi senza impegno attraverso il mio sito outstandinglife.com.

Di Tiziana Corradini

Contatti:

info@outstandinglife.com

outstandinglife.com

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