La disparità di trattamento fiscale tra pensionati italiani residenti all’estero INPS ed Ex INDAP

Link Sponsorizzati


La disparità di trattamento fiscale tra pensionati italiani residenti all’estero INPS ed Ex INDAP

La disparità di trattamento fiscale tra i pensionati italiani residenti all’estero INPS ed Ex INDAP è nota da tempo. Ad esempio, se un ex operaio metalmeccanico ed un ex insegnante risiedono entrambi alle Canarie, il primo si vedrà elargire la pensione dall’Italia al lordo dalle imposte, mentre il secondo continuerà obbligatoriamente a contribuire fiscalmente nel Belpaese, percependo la pensione al netto. La differenza è abissale: se entrambi risiedessero in Italia, percependo una pensione netta di 1.500 euro, trasferendosi alle Canarie l’ex insegnante riceverebbe ancora un assegno mensile di 1.500 euro, mentre l’ex operario lo vedrebbe lievitare a circa 1.800 euro. Ovviamente, aumentando l’importo pensionistico, aumenta in modo esponenziale il divario, ma anche per le pensioni minime, la differenza del potere d’acquisto (pensione comunque maggiore in un Paese dove il costo della vita è minore) diventa un fattore significante.

Link Sponsorizzati


Questa disparità, a nostro avviso anticostituzionale, deriva dai cosiddetti “Trattati per evitare le doppie imposizioni” che l’Italia ha stipulato con numerosi altri Paesi. In quasi tutti i casi, si è stabilito che gli ex lavoratori del settore pubblico, continueranno a pagare le tasse nel Paese che elargisce l’assegno pensionistico, mentre gli ex lavoratori del settore privato pagheranno le imposte esclusivamente nel paese di residenza.

La disparità di trattamento fiscale tra i pensionati italiani residenti all’estero INPS ed Ex INDAPPoche settimane fa, è partita un’iniziativa che ha lo scopo di porre termine a questa assurda differenziazione. L’idea è di Giuseppe Bucceri e Davide Dall’Agata. Bucceri è ideatore della pagina Facebook PENSIONATI (EX INPDAP) ESTERO, poi ampliata ai pensionati di ogni categoria nel nuovo gruppo PENSIONATI UNITI ALL’ESTERO, pensionato Ex INPDAP oggi residente in Spagna/Gran Canaria. Bucceri è inoltre “Responsabile Estero – Europa” del gruppo Facebook “Movimento dei Diritti Degli Italiani. Credere nel Futuro”, nato con lo scopo di tutelare i diritti dei cittadini e creato su iniziativa del Dr. Davide Dall’Agata.



Giuseppe, come vi state muovendo?

In questi giorni stiamo raccogliendo le adesioni per iniziare il percorso legale sin già dalle prossime settimane. Non ci fermeremo alla giurisdizione nazionale, se sarà necessario adiremo anche alle corti comunitarie. E’ impensabile che oggi vi sia una differenziazione, che io definisco senza mezzi termini “illegale” , tra pensionati. Si tratta della solita e ormai nota guerra tra i poveri.

giuseppe bucceriLa disparità di trattamento fiscale tra i pensionati italiani residenti all’estero INPS ed Ex INDAPGiuseppe, avete pensato all’interessamento da parte della politica?

La problematica è nota da tempo. Tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno sempre mostrato disinteresse alla questione. Non rimane, purtroppo, che la via giurisdizionale.

 Davide, puoi spiegarci in modo semplice in cosa consiste la disparità che enunciate?

L’Italia ha sottoscritto una serie di trattati con numerosi altri Paesi. In definitiva, il pensionato ex lavoratore pubblico, ovunque risieda nel mondo, pagherà sempre e comunque le tasse in Italia. Per gli ex lavoratori del settore privato, invece non è così, tanto che questi pagano le imposte nel Paese di residenza ed in base alle aliquote locali.

Vi sono Paesi in cui questo diritto è riconosciuto anche ai pensionati Ex INPDAP?

Ad oggi, solo Tunisia, Senegal ed Australia. In Tunisia, si paga un’aliquota media del 25% sul 20% del lordo, essendo l’80% completamente esentasse. Anche in Tunisia, in ogni modo, permangono delle differenze, specie per ciò che concerne la sanità pubblica: un pensionato italiano INPS ha diritto al servizio sanitario pubblico gratuito, mentre un pensionato Ex INPDAP deve pagare ogni prestazione medica, oppure tutelarsi con un’assicurazione privata. In Senegal non vi è particolare convenienza nel ricevere la pensione al lordo, perché le aliquote, specie per gli importi medio-alti, sono simili a quelle italiane. L’Australia, infine, già da anni non rilascia più questo tipo di visto ai pensionati, contravvenendo, tra l’altro, in modo palese al trattato sottoscritto con l’Italia.

Davide Dall'Agata La disparità di trattamento fiscale tra i pensionati italiani residenti all’estero INPS ed Ex INDAPDavide, oggi, cosa deve fare il pensionato Ex INPDAP per aver diritto alla defiscalizzazione della pensione, qualora risieda all’estero?

Se per gli INPS è sufficiente la residenza nel Paese, per gli Ex INPDAP è necessario acquisire la cittadinanza. Questo significa che esiste una vessazione subliminale nei confronti dei pensionati Ex INPDAP che sono pressoché costretti a cambiare nazionalità, qualora decidano di risiedere all’estero.

Davide e Giuseppe, cosa ci dite a riguardo delle imposte corrisposte in Italia?

Non è logico né razionale che i pensionati Ex INPDAP continuino a pagare le imposte in Italia, pur non risiedendoci e non godendo dei servizi generali, mentre alcun tributo viene riconosciuto al Paese ospitante, dove effettivamente si vive. In aggiunta, è assurdo che, oltre all’IRPEF, si facciano pagare a tutti i pensionati (INPS ed Ex INPDAP) le addizionali regionali e comunali italiane. Così, cittadini che vivono all’estero da svariati anni e che magari in Italia non sono più rientrati nemmeno per una vacanza, si ritrovano comunque ad essere obbligati a queste trattenute mensili.

In merito alla sanità, è palese l’ingiustizia operata, in particolare, ancora una volta nei confronti dei pensionati Ex INPDAP che, pur continuando a pagare le imposte in Italia, vengono privati dell’assistenza sanitaria; per i pensionati INPS questo potrebbe anche essere equo, visto che questi cessano la loro qualità di contribuenti. Vogliamo infatti specificare che l’assistenza sanitaria italiana, qualora un cittadino pensionato residente all’estero rientrasse momentaneamente nel Belpaese, viene fornita solo ed esclusivamente per 90 giorni annuali, anche non continuativi e solo per i casi di emergenza.

Si sottolinea, ancora, l’assurdità del fatto che, pur risiedendo in Spagna, Bulgaria o in un qualsiasi altro Paese ed usufruendo dei servizi generali di questi Stati, i pensionati italiani Ex Inpdap non contribuiscono per nulla alla fiscalità della nazione ospitante.

Contatto email:  pensionatiexinpdapestero@gmail.com

Di Massimo Dallaglio

Salva

Link Sponsorizzati


CONDIVIDI SU: