Egitto: una realtà parallela vista da una giovane ragazza italo egiziana

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Egitto: una realtà parallela vista da una giovane ragazza italo egiziana

Sono Rasha, una ragazza che abbraccia varie culture e che racchiude dentro di sé tre mondi distinti: Italia, Turchia e Egitto. L’Italia in realtà è il paese che mi ha visto nascere, per cui nutro un sentimento importante per questo paese, riconoscendolo come mio.
Tuttavia sono qui per raccontarvi quello che i miei occhi osservano in territorio egiziano. L’Egitto è un paese che ho imparato a conoscere fin da piccola, ci trascorrevo intere estati e mi divertivo anche. Crescendo però ho potuto benissimo constatare un declino importante a livello politico, economico e sociale all’interno del paese.

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Il contesto politico egiziano

L’Egitto è stato governato per ben 30 anni dal generale egiziano Hosny Mubarak. Quest’ultimo sembrava aver piantato le proprie radici sulla poltrona del potere, per questo motivo il popolo egiziano è sceso nelle piazze l’ottobre del 2011 per poter porre fine a quella che era diventata la dittatura di Mubarak. Egli, durante gli ultimi dieci anni di potere, vide un paese che veniva sommerso dalla povertà, dalla discriminazione e dalla crisi più totale.

Egitto visto da una giovane ragazza italo egiziana una realtà parallela

Si susseguirono altri presidenti provvisori fino ad arrivare all’attuale presidente e generale egiziano, Al-Sisi. Sesto presidente della Repubblica egiziana, è salito al potere grazie a un colpo di stato. Al-Sisi sembra dare voce ai giovani mettendoli in primo piano, facilitando il loro inserimento nel mondo del lavoro e creando lui stesso nuove opportunità lavorative. È amato da molti egiziani per i suoi tentativi di far riprendere al paese l’autostima persa nel tempo.

Tra i vari tentativi c’è stata l’inaugurazione del doppio senso del canale di Suez, attuato in meno di un anno.

L'Egitto, una realtà parallela vista da una giovane ragazza italo egiziana

Politicamente e paradossalmente, negli ultimi anni della storia egiziana, l’Egitto è sempre stato considerato uno dei paesi arabi maggiormente sviluppato, soprattutto militarmente. A testimoniare tutto ciò, sono le guerre arabo-israeliane.

Ho avuto la fortuna di poter ascoltare vere testimonianze degli scontri da una delle persone più care a me, mio papà. Mio papà ha vissuto la guerra aiutando molti militari a tenersi in contatto con le famiglie e gli amici e ne fu molto fiero.

Egitto, una realtà parallela vista da una giovane ragazza italo egiziana

I giovani egiziani d’oggi e il turismo

Molti giovani egiziani, al giorno d’oggi, cercano in tutti i modi di far risalire la reputazione del proprio paese sviluppando nuovi progetti legati al turismo e alle ricchezze storiche che appartengono al territorio egiziano.

Sharm el Sheikh, una delle mete turistiche più ambite dagli italiani, ha perso la propria fama negli ultimi anni, soprattutto dopo la primavera araba che vide molti cittadini egiziani protestare nelle piazze e lungo le strade.

L’anno scorso, un venerdì (che corrisponde alla domenica cristiana) io e la mia famiglia abbiamo deciso di fare un salto al Cairo per poter visitare le maestose piramidi, emblema dell’antico Egitto.

Mi aspettavo di vedere un ambiente ospitale, pulito e tranquillo; eppure la verità è che pure il deserto era pieno di sacchetti della spazzatura gettati a terra, cartacce e pannocchie di grano ovunque.

Egitto visto da una giovane ragazza italo egiziana una realtà parallela

Mi sono chiesta quello che pensano i turisti una volta arrivati ad osservare questa triste realtà.

E gli egiziani? Possiedono una tale ricchezza proprio all’interno dei loro confini, eppure non riescono a sfruttare appieno questo dono.

La spazzatura e i rifiuti non sono una realtà che riguarda solo il Cairo, ma l’Egitto in generale. 

La mia casa ad Alessandria si trova al piano terra, per cui mi permette di osservare ciò che capita nelle strade direttamente dalla finestra. Sfortunatamente ciò che osservo sono le persone che camminano e gettano a terra i fazzoletti, la carta e il cibo avariato esattamente di fronte al cassonetto della spazzatura. La loro opinione personale? ‘Tanto lo fanno tutti’.

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Il futuro dell’Egitto

Il popolo egiziano cresce ogni giorno a dismisura, le famiglie tendono a proliferare e se la situazione non cambia temo finiremo per porre delle leggi che contrastino l’aumento demografico del paese, esattamente come in Cina.

Le scuole pubbliche si trovano a formare classi di cinquanta o più bambini e questo influisce sulla qualità dell’apprendimento.

In generale, il sistema educativo operante in Egitto non è uno dei migliori; i giovani usciti dalle scuole superiori possono scegliere l’università solo in base al voto ottenuto all’esame di stato.

Per questo motivo tanti giovani si trovano ad essere obbligati a scegliere indirizzi al di fuori del loro interesse personale e per questo si sentono poco motivati.

Egitto visto da una giovane ragazza italo egiziana una realtà parallela

In conclusione, penso che essendo i giovani le basi di una nazione, sono essi stessi che dovrebbero muoversi e nel piccolo cambiare le cattive abitudini del popolo egiziano.

L’Islam pone le basi per costruire uno stato pacifista col mondo intero, ma non è proprio questo quello che sta accadendo nelle strade.

Le moschee dovrebbero essere dei centri di raccolta popolare in cui rivolgersi a Dio ma soprattutto insegnare al prossimo l’arte del benessere collettivo, della sapienza e della riflessione spirituale.

Egitto, una realtà parallela vista da una giovane ragazza italo egiziana

Di Rasha Mohamed

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