ESPATRIATI: PSICOLOGIA E FORMAZIONE OLTRE L’OCCIDENTE

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ESPATRIATI: PSICOLOGIA E FORMAZIONE OLTRE L’OCCIDENTE

“Espatriati: psicologia e formazione oltre l’occidente” è un manuale, frutto di esperienze all’estero come espatriato-cooperante, in particolare modo in paesi “difficili” (comunemente definiti “Paesi in via di sviluppo”) e di competenze formative con lavoratori stranieri, offre strumenti di psicologia e sociologia per la formazione di chi vive, lavora o studia in contesti culturali diversi dal modello occidentale. Esperienze dal basso elaborate, filtrate e sistematizzate in base a costrutti e teorie psicologiche e sociologiche in modo da fornire uno strumento per la formazione e l’auto-formazione di chi vive, lavora o studia in paesi non occidentali; utile anche per chi, in Italia, lavora in contesti multiculturali.

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Espatriati psicologia e formazione oltre l'occidenteQuesto manuale è principalmente rivolto:



A coloro che decidono di espatriare per lavoro in paesi di cultura non occidentale;
Ai responsabili della selezione e della formazione di espatriati, in particolare cooperatori internazionali nei paesi in via di sviluppo;
E più in generale anche a tutti quelli che in Italia operano in contesti multiculturali.

Per gli italiani la scelta di spostarsi all’estero può essere affollata da interrogativi: i modelli culturali, l’adattamento all’ambiente, I tempi e ritmi, gli stereotipi, le relazioni con i locali, i bisogni, la povertà, le comunicazioni sono aspetti da considerare.

“Espatriati: psicologia e formazione oltre l’occidente” cerca di darci degli strumenti teorici, ma anche pratici, per affrontare il cambiamento di paese e cultura, scritti da chi questo cambiamento l’ha vissuto.
E quando non siamo noi ad andare verso il cambiamento ma è il cambiamento a venirci incontro? In questo senso, “Espatriati” si propone anche come strumento per comprendere il comportamento degli stranieri in Italia.

Noi dagli stranieri…
Avendo avuto l’opportunità di vivere e lavorare, come cooperante, in alcuni paesi non occidentali, Gian Piero Taricco ha potuto raccogliere spunti, impressioni, domande e ragionarci sopra.

Espatriati psicologia e formazione oltre l'occidenteLo scopo di Espatriati è formulare qualche risposta ai principali interrogativi e dubbi che spesso nascono in coloro che si trasferiscono in paesi con culture diverse da quella occidentale (la cultura di origine dell’espatriato confligge, quasi inevitabilmente, con quella locale).
Si fa anche riferimento a modelli psicologici e sociologici al fine di assicurare, per quanto possibile, una certa sistematizzazione e generalizzazione.

Perché partire? Non solo per motivi economici o professionali. Il paese straniero spesso costituisce un mito:
“Psicologicamente la terra straniera costituisce da sempre un potente mito, una metafora di ciò che è ancora sconosciuto e verso il quale la nostra psiche tende.
Il rapporto con “l’altro”, inteso come rapporto con persone, culture e luoghi diversi, può simboleggiare un dialogo interiore con l’inconscio (paure, debolezze ma anche aspettative, desideri, potenzialità ancora inespresse, speranze), in altri termini con quello che Carl Gustav Jung definisce “Ombra”.
Il paese straniero può venire idealizzato come una terra promessa, un “nuovo Eden” in cui sia possibile costruire una vita che, per svariati motivi, non si è stati in grado di costruire nel proprio paese, in cui sia possibile allontanarsi dalla quella sensazione di decadenza che l’Occidente genera, con i suoi valori omologanti e fortemente centrati sul denaro, sull’efficienza, sull’individualismo, sul “fare”, sulla prestazione utilitaristica.”
Espatriati psicologia e formazione oltre l'occidenteLa delusione sopravviene quando si riscontra che i meccanismi da cui si cercava di fuggire vengono puntualmente riprodotti, se non anche amplificati, nel paese straniero, specialmente per quanto riguarda le relazioni: si voleva superare la mercificazione delle relazioni per instaurarne di autentiche ma ecco che, a ben vedere, i rapporti con i locali appaiono ugualmente declinati sul versante utilitaristico. “
Poi, una volta sul posto, l’espatriato si trova a gestire un “gap culturale”, tanto più pronunciato quanto più lontana è la cultura locale rispetto a quella di origine.
Ad esempio, è diverso il ruolo dell’individuo nella società. Le conseguenze di un diverso rapporto tra l’Io e la società si riflette anche nell’approccio alla vita stessa e nel modo di relazionarsi con gli altri. La vita di coppia, i rapporti familiari e il ruolo professionale sono intesi in modo diverso.
“Mentre gli occidentali ritengono che l’individuo sia costituito come un atomo, cioè come qualcosa di isolato, in grado di stabilire un rapporto con altri individui, ovvero con altri atomi, con altre entità isolate, i non occidentali (specialmente gli orientali), hanno sviluppato una opposta concezione.
Essi ritengono infatti che ciascuna cosa, e quindi anche gli individui, sia, in sé, plurale, differenziata.  In termini psicologici, l’assunto implicito nelle culture non occidentali è che ciascun individuo non è tale se non viene posto in relazione ad altri individui del gruppo, della famiglia, della tribù, della società. “

Espatriati psicologia e formazione oltre l'occidenteGli stranieri da noi…
Parimenti, Marco Castella, nella sua carriera di formatore professionale, si è confrontato con stranieri in contesti educativi e lavorativi sempre più multiculturali.
“Espatriati”, come già anticipato, si propone anche come uno strumento per comprendere il comportamento degli stranieri in Italia poiché, nel nostro paese, lo straniero è portatore di una cultura “altra” ed il suo adattamento allo nostra cultura è speculare rispetto a quello di un italiano all’estero.

Fondamentale è, a tale proposito, il ruolo giocato dagli stereotipi che, essendo “scorciatoie interpretative” della realtà, agiscono allo stesso modo sia negli italiani  all’estero sia negli stranieri in Italia:
“Lo stereotipo viene creato attraverso un processo di categorizzazione in cui alcune caratteristiche di un elemento sono assunte a modello di tutta la categoria e, pertanto, vengono attribuite a tutti gli elementi della categoria stessa (es. la caratteristica “delinquente” di uno specifico extracomunitario viene assunta a modello e attribuita a tutta la categoria degli extracomunitari). ››

Espatriati Psicologia e Formazione oltre lOccidenteIl nostro lavoro si propone dunque come uno strumento “double face”:
per chi progetta di andare a lavorare e vivere all’estero (o già l’ha fatto), specialmente in “paesi a cultura non occidentale”;
per chi, restando in Italia, desidera meglio affrontare le sfide della multiculturalità.

Il numero di italiani che lascia il paese o che progetta seriamente di farlo aumenta sempre più.
La crisi economica è sicuramente un fattore scatenante. Ma la crisi economica forse non è altro che il fisiologico dispiegarsi di un modello di sviluppo che genera, diseguaglianze, diseconomie e saturazione.
In questo senso, abbandonare l’Italia e, più generalmente, l’Occidente, può anche essere visto come un tentativo di ripartire con un altro modello di vita, professionale e personale, come una rinascita psicologica.
Tutto questo ci deve spingere a riflettere e ragionare sul fenomeno del viaggio, dell’espatrio, della “terra straniera” e, anche, sul tema del confronto culturale con l’”altro”, sia esso il locale incontrato in una paese straniero o lo straniero spesso drammaticamente approdato in Italia.

Temi trattati: la scelta di lavorare all’estero, modelli culturali, adattamento all’ambiente,  Io, identità e ruolo sociale, il pensiero ed il ragionamento, tempi e ritmi, gli stereotipi, le relazioni con i locali, i bisogni, la povertà, le comunicazioni.

Di Gian Piero Taricco e Marco Castella

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