Gabriele si è trasferito a lavorare a Tulum in Riviera Maya dove ha aperto una società di servizi per l’edilizia

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GABRIELE SI E’ TRASFERITO A LAVORARE A TULUM IN RIVIERA MAYA DOVE HA APERTO UNA SOCIETA’ DI SERVIZI LEGATI ALL’EDILIZIA

Gabriele, ingegnere di Crema, deluso dalla situazione lavorativa italiana e dai suoi aspetti burocratici, nel 2012 ha chiuso la sua partita iva e le sue attività italiane, per prendersi il classico periodo sabbatico per poi decidere cosa fare con calma… Oggi ha una società di servizi legati all’edilizia in Riviera Maya a Tulum: “Nel mio girovagare incontrai Raminta, una ragazza che viveva a New York, di origine Lituana, con la quale iniziai una relazione. Fu lei a portarmi per la prima volta a Playa del Carmen, perché all’epoca si occupava di Public Relations per grosse catene alberghiere locali, per il mercato americano…”

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Gabriele vivere lavorare a Tulum in Riviera MayaCiao Gabriele, dii dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?
Mi chiamo Gabriele Fabrizio Sbalbi, sono nato a Crema (CR), dove ho vissuto per quarant’anni.
Mi sono laureato in ingegneria edile al Politecnico di Milano e per quindici anni ho lavorato nello studio tecnico che avevo aperto con un socio.
In realtà, malgrado la ormai cronica crisi dell’edilizia, la nostra attività continuava bene, senza particolari difficoltà, avendo avuto la fortuna di riuscire a creare legami con clienti dalle buone possibilità e capacità.
 
Quando e perchè è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia?
Come ho detto, non è stata la necessità a farmi desiderare di lasciare l’Italia, altri sono stati i fattori che mi hanno fatto prendere la decisione. In primis c’era la monotonia di una vita che si susseguiva identica giorno dopo giorno, con una progressiva diminuzione degli stimoli. L’entusiasmo degli inizi, quando avevamo fondato la società di progettazione, dove tutto era nuovo ed un po’ da scoprire, era via via scemato, lasciando il posto alla ripetitività del lavoro giornaliero. Purtroppo infatti, mi rincresce riconoscerlo, ma la mentalità del contesto dove lavoravo, molto provinciale, non dava adito a grandi possibilità innovazione ed originalità nel lavoro di progettazione. Oltretutto, l’insensata burocrazia che governa oggi il mondo dell’edilizia, ha trasformato noi tecnici da progettisti a passacarte, che spendono la maggior parte del tempo non a disegnare, ma a riempire moduli che inesorabilmente finiscono accatastati nelle cantine polverose di qualche ufficio pubblico. Così mi accorgevo che giorno dopo giorno andare in ufficio diventava sempre meno gratificante e avevo la chiara sensazione di lasciarmi scivolare addosso la vita, senza stimoli ed entusiasmo. Negli ultimi tempi la vita normale era solo una lunga e noiosa parentesi grigia tra un viaggio e l’altro. Viaggiare infatti è sempre stata una delle mie più grandi passioni, insieme a quella di vivere sul mare. Per me che ero nato e cresciuto nella nebbiosa pianura padana, l’idea un giorno di poter vivere sul mare era sempre stato una via di mezzo tra un obbiettivo e un sogno.
Gabriele vivere lavorare a Tulum in Riviera MayaLa goccia che comunque fece traboccare il famigerato vaso ci fu nel febbraio del 2012. Un controllo da parte dell’ispettorato del lavoro in un cantiere di cui ero responsabile. Niente di nuovo, negli ulti anni, anche a seguito dei numerosissimi infortuni accaduti nell’edilizia, i controlli si sono giustamente intensificati e spesso capitava qualche ufficiale ispettivo in cantiere a controllare che le norma di sicurezza fossero rispettate.  Mentre precedentemente gli addetti ai controlli avevano dimostrato l’obbiettivo di voler avere un dialogo al fine di ottenere le soluzioni migliori per garantire la sicurezza in cantiere, questi ultimi dimostrarono un atteggiamento molto diverso. Ebbi l’impressione che l’unica cosa a cui fossero interessati fosse quella di trovare qualche cavillo a cui attaccarsi, per poter affibbiare all’impresa e anche al sottoscritto un bella multa. Questo atteggiamento mi disgustò a tal punto da fare una riflessione semplice: io pago fior di quattrini in tasse, cerco con il massimo delle mie capacità e impegno di rispettare un dedalo intricatissimo di norme, direttive e regole, mentre il sistema paese, invece di aiutarmi, è lì a contare e sanzionare ogni mio passo falso, invece di assisterete i cittadini per il bene comune è sta con il fucile spianato, per massacrarli ad ogni passo falso. La decisione era presa: al rientro in ufficio comunicai ai miei soci la mia intenzione di smettere e cedere le mie quote societarie entro la fine dell’anno. E così fu: al 31 dicembre 2012 avevo chiuso la mia partita iva personale e ceduto le mie partecipazioni nell’ufficio.
 
Avevi già vissuto all’estero per lunghi periodi prima?
Pur avendo viaggiato negli anni per tutti e cinque i continenti, non avevo mai vissuto per lunghi periodi fuori dall’Italia. Le mie erano vacanze, magari lunghe, ma vacanze, sempre comunque alla ricerca di contatto con le culture e le persone locali: la vacanza da villaggio all-inclusive non mi ha mai attirato più di tanto (anche se con gli amici qualcuna l’ho pure fatta).
 
Perché hai scelto proprio il il Messico e in quale località vivi?
In realtà, diversamente dal mio socio attuale, Claudio, che ha praticamente scelto e pianificato di muoversi a Tulum in base alle opportunità di investimento e alla promettente situazione dell’edilizia, soprattutto legata al turismo, io arrivai in Messico per caso. Dopo aver chiuso le mie attività italiane, la prima idea fu quella di prendermi il classico periodo sabbatico per poi decidere cosa fare da grande.
Nel mio girovagare incontrai Raminta, una ragazza che viveva a New York, di origine Lituana, con la quale iniziai una relazione. Fu lei a portarmi per la prima volta a Playa del Carmen, perché all’epoca si occupava di Public Relations per grosse catene alberghiere locali, per il mercato americano. Lì incontrai un’imprenditrice messicana, che mi propose di collaborare con lei per lo sviluppo di alcune sue attività, così  dopo cinque mesi (nell’autunno del 2013) tornai e iniziai la collaborazione con lei. Nel frattempo conobbi quelli che sarebbero divenuti i nostri futuri soci, Ruta e Claudio, e, parlando un po’ della situazione di boom nell’edilizia locale, decidemmo di metterci in gioco e di lì a poco fondammo la nostra società di servizi legati all’edilizia.
Al momento io e Raminta viviamo a Playa del Carmen, ma essendo il nostro core business localizzato in Tulum, presto ci trasferiremo definitivamente lì, dove già vivono da quattro anni Claudio e Ruta.




Gabriele vivere lavorare a Tulum in Riviera MayaSei partito da solo o con partner o amici?
All’inizio del mio periodo sabbatico sono partito da solo e ho anche passato quattro fantastici mesi in Mozambico, come istruttore di Kitesurf, la mia grande passione e successivamente ho sempre viaggiato con Raminta.
 
Come avete affrontato/risolto il problema del visto permanente?
Ottenere un visto permanente, se investi in un’attività, è relativamente semplice in Messico. Anni fa lo era ancora di più, ma anche ora, pur essendo i controlli più rigidi, se si fa tutto in regola e si apre un’attività che da lavoro ai locali, tutto sommato rimane un iter abbastanza semplice. Così è stato per noi: primo, con un visto turistico abbiamo aperto la società presso un notaio, affittato degli uffici e assunto una segretaria che svolgesse la burocrazia di tutti i giorni. Con l’attività avviata abbiamo fatto richiesta all’ufficio immigrazione di certificare l’esistenza e il funzionamento della nostra società, quindi ottenuta l’approvazione, abbiamo richiesto il permesso di residenza per affari all’ambasciata del Messico.
 
In che cosa consiste la tua attività?
La nostra società Riviera Maya Property Consultants è un’agenzia che opera nel territorio della Riviera Maya e nella parte nord della Costa Maya e che ha come mission l’offerta di servizi per investitori immobiliari. Si occupa di intermediazione immobiliare; assistenza legale, dalla compravendita alla costruzione; progettazione architettonica e strutturale; costruzione attraverso imprese selezionate; gestione immobiliare (affitti e manutenzione post-vendita).
Io mi occupo della parte legata alla progettazione architettonica e strutturale, insomma sono il progettista.
 
Gabriele vivere lavorare a Tulum in Riviera MayaOltre a questo per cosa altro si distingue la tua attività?
La mia attività si distingue perché il nostro target sono soggetti esteri che vogliono investire in Messico, con una particolare cura delle problematiche di questo tipo di mercato.
 
Quali differenze sostanziali riscontri a livello lavorativo rispetto all’Italia?
La burocrazia innanzi tutto è decisamente più semplice, anche se non semplicissima ed è importante sapersi muovere.
Come spesso accade, i ritmi di lavoro nei paesi tropicali sono decisamente più rilassati. Ciò può essere un vantaggio per la qualità della vita, ma a volte risulta snervante: soprattutto quando vanno rispettate scadenze e business plan.
Venendo dal nostro paese gli standard edilizi offrono una qualità decisamente superiore a quelli messicani. Ciò da un lato mi ha creato varie difficoltà nella ricerca di imprese costruttrici locali che fossero qualitativamente valide, ma dall’altro ora permette ora di offrire prodotti tra i migliori, qualitativamente parlando, sul mercato di Tulum.
 
Gabriele vivere lavorare a Tulum in Riviera MayaCom’è avvenuta la tua integrazione in una realtà locale così differente da quella italiana?
Entrando in contatto per lavoro con persone messicane o che già risiedevano da tempo in loco e collaborando con loro, il mio inserimento si è dimostrato molto più morbido di quanto pensassi. La cultura messicana per molti aspetti è abbastanza diversa dalla nostra: pensate che, per esempio, arrivare puntuale agli appuntamenti è considerato scortese e normalmente ci si deve presentare con almeno 10-15 minuti di ritardo.
A Tulum che a Playa poi, la presenza italiana è massiccia e ‘ritagliarsi’ uno spazio tra connazionali per guardarsi la partita di calcio è abbastanza facile. In fondo molte delle abitudini che si hanno in Italia, si possono mantenere anche qui.
A livello di cucina, quella messicana è molto gradevole, ma al contempo è praticamente molto facile incontrare tutti i prodotti base della cucina Italiana, percui se qualcuno ha paura di non potersi fare una spaghettata, stia pure tranquillo.
 
Gabriele vivere lavorare a Tulum in Riviera MayaVivere a Tulum sotto quali aspetti è meglio che in Italia ? E sotto quali aspetti è peggio?
Per me arrivare a Tulum a livello professionale ha significato poter finalmente esplorare la mia creatività progettuale, diversamente dall’Italia, dove l’economia ristagna e le idee innovative sono viste con sospetto, qui la richiesta di creatività nella progettazione e nel design è all’ordine del giorno. La Riviera Maya sta attraversando un boom economico senza precedenti e questo permette di investire alla ricerca di un miglioramento continuo della qualità e affidabilità di tutti i prodotti, compresi quelli edilizi.
La qualità della vita è ben diversa da quella della pianura padana: ora finalmente vivo sul mare dei caraibi, dove la gente normalmente viene per le vacanze.
Ho molto più tempo libero e spesso posso andare alla spiaggia a praticare il kitesurf, visto che qui le brezze marine soffiano per molti mesi all’anno.
Per contro è sempre necessario ricercare con molta attenzione i collaboratori e le imprese che lavorano per me, in quanto l’affidabilità dei soggetti sul mercato è abbastanza scarsa e trovare chi offre un buon servizio, spesso anche pagandolo molto, non è così facile.
Anche qui poi le ‘conoscenze’ aiutano molto a semplificare le attività di tutti i giorni, per cui molto tempo e risorse  vanno comunque dedicati alle relazioni con i locali.
 
Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme?
In Messico vige un detto: “E’ meglio avere un buon amico, che un milione di dollari in banca”. Ciò la dice lunga su cosa significano le relazioni in questo paese. Chi decidesse di muoversi qui dovrebbe cercare di visitare e conoscere bene la situazione locale, provando a crearsi una rete di relazioni affidabile. In fondo qui, arrivando da fuori, tutti sembrano amici e disponibili, ma le fregature sono sempre dietro l’angolo, per cui è importante selezionare molto le proprie relazioni, anche con un briciolo di sana diffidenza, sopratutto all’inizio.
 
Gabriele vivere lavorare a Tulum in Riviera MayaChe tipo di lavoro, attività o investimento è conveniente praticare per un italiano a Tulum?
Essendo un’area in forte espansione turistica, tutto ciò che si lega a tale settore e al suo indotto ha ottime prospettive di  successo. Numerosissimi sono i ristoranti italiani aperti in Playa del Carmen, meno a Tulum, anche se ci sono e hanno un buon business. Posadas, piccoli alberghi che magari si sposano bene con lo stile eco-chic , che va di moda in questa zona –soprattutto tra i danarosi turisti americani-, potrebbero essere un buon modo di investire per il proprio futuro. Anche attività più tradizionali come imprese di costruzione o altri servizi possono trovare il loro spazio facilmente, soprattutto investendo su qualità e affidabilità, merce rara da queste parti. Un ottimo investimento, che ora noi proponiamo ed ha un grande riscontro è quello di acquistare terreni e realizzare progetti sulla carta da rivendere come pacchetto ad altri investitori.
 
Conosci molti italiani che vivono a Tulum li frequenti?
Conosco molti Italiani in tutta la Riviera Maya, occasionalmente li frequento, ma non in modo esclusivo. Avendo molti altri amici di varie nazionalità non frequento in modo particolare solo gli Italiani. Qui le relazioni tra gli stranieri residenti si creano molto facilmente e devo dire che Tulum e la Riviera Maya stanno lentamente diventando un’area cosmopolita.
 
Gabriele vivere lavorare a Tulum in Riviera MayaL’Italia oramai è per te un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca?
L’italia non mi manca molto, anche perché riesco, anche grazie a questioni di affari, a ritagliarmi un mese o due durante l’anno in cui tornare per trovare amici e parenti e respirare un po’ di aria di casa.
Pensandoci bene, il nostro paese non mi manca per nulla e, quando rimango per più di quindici giorni di fila, data l’atmosfera di pessimismo e la mancanza di vere prospettive che vedo serpeggiare un po’ ovunque, la voglia di ripartire ritorna velocemente.  L’Italia per me è un paese decadente che ha perso la capacità di risollevarsi, e questo mi da tristezza, probabilmente le mie visite andranno diminuendo progressivamente col tempo e magari, forse tra un po’, potremo parlare di nostalgia.
 
In definitiva, consiglieresti Tulum come meta per espatriare o più per una vacanza e magari per investire in immobili o attività?
Per entrambi. Diciamo che Tulum è un posto bellissimo, ricco di bellezze naturali (ha una flora ed una fauna incredibili) e di storia, e vale veramente la pena visitarlo. Il clima è caldo tutto l’anno e la qualità della vita è ottima. Se poi dovesse piacere in modo particolare, offre certamente occasioni si di investimento immobiliare che in attività di altro tipo. E’ localizzato vicino ai Caraibi e agli Stati Uniti, con indubbi vantaggi sia dal punto di vista di poter viaggiare, che come relazioni di tipo economico. Inoltre espatriare qui ed ottenere permessi è ancora relativamente semplice, rispetto ad altre realtà.
 
 
Email: gabriele@rivieramayapropertyconsultants.com

Sito: www.rivieramayapropertyconsultants.com

 

Di Massimo Dallaglio

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