Giorgio si è trasferito in pensione in Ecuador

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TRASFERIRSI IN PENSIONE IN ECUADOR

Giorgio, sessantaseienne originario di Taranto, ha deciso di trasferirsi in pensione in Ecuador… “In Italia con la pensione che percepisco sarei morto di fame mentre qui posso permettermi una macchina che in Italia era e sarebbe rimasto solo un sogno, qui ho comprato una villa  e quando posso me ne vado in giro a fare il turista, nel 2010 ho voluto aprire un piccolo ristorante nella città di Guayaquil…”

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Cioa Giorgio, raccontaci un po’ di te… di dove sei originario e cosa facevi quando eri in Italia?
Mi chiamo Giorgio, ho 66 anni e sono nato a Taranto, purtroppo per lavoro a 18 anni sono andato a lavorare prima in Germania e poi in Svizzera fino a quando nel 1970 fui assunto alle poste di Milano, li ho vissuto mi sono sposato ed ho avuto da mia moglie tre figli maschi.



Quando e perché è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia?
Negli anni 2000 mi sono accorto che le cose non andavano bene nè alle poste nè nella relazione tra me e mia moglie, in quel momento decisi che non sarei rimasto in Italia… aspettavo di andare in pensione per andarmene in qualsiasi paese fuori dall’Europa.

Giorgio in Pensione in Ecuador

Come hai scelto proprio l’Ecuador come meta per il tuo espatrio?
Nel 2001 anno della mia separazione e divorzio visitai l’Ecuador e mi sembrò un paese che mi avrebbe permesso di vivere bene con la mia pensione, casualmente il destino volle che tra molte amiche che avevo sparse per il Sudamerica mi capitò di conoscere a Milano una donna dell’Ecuador  che nel 2005 divenne mia moglie, fu così che nel 2006 quando andai in pensione, decisi di andarmene. L’Ecuador mi è piaciuto subito dal primo momento che l’ho visitato… quindi non ho cercato altre mete… anche perché la donna che avevo conosciuto era ecuadoriana…

Giorgio in Pensione in Ecuador

Come si vive da Pensionato in Ecquador, hai qualche esperienza particolare da raccontare?
In Italia con la pensione che percepisco sarei morto di fame mentre qui posso permettermi una macchina che in Italia era e sarebbe rimasto solo un sogno, qui ho comprato una villa  e quando posso me ne vado in giro a fare il turista, nel 2010 ho voluto aprire un piccolo ristorante nella città di Guayaquil, io facevo cucina Italiana e mia moglie quella locale, gli affari cominciavano a dare i frutti quando la sfortuna volle che mia moglie dovette assistere il padre in ospedale per una brutta malattia e quindi il ristorante fu chiuso e mai più riaperto anche perché la gente non è mai contenta, c’era chi la voleva cotta e chi cruda e poi c’era molto lavoro e francamente con la mia pensione si può stare bene senza lavorare.

Giorgio in Pensione in Ecuador

Hai qualche considerazione da fare in merito alla sitiazione politica ed economica dell’Ecuador?
Ho seguito un po’ la politica locale e devo dire che grazie al attuale Presidente Rafael Correa le cose stanno cambiando in meglio anzi le cose qui funzionano meglio che in Italia, il lavoro non manca e tutti si arrangiano a fare qualcosa… certo gli stipendi non sono alti come quelli italiani, lo stipendio medio di un operaio è di circa 360 dollari americani, un cassiere di banca percepisce circa 500/600 dollari… ma è abbastanza proproporzionato, dato che il costo della vita è differente da quello italiano!

Com’è avvenuta la tua integrazione in una realtà locale così differente da quella italiana?
Non ho mai avuto problemi perché appena la gente capisce che sono italiano si è sempre dimostrata molto gentile e disponibile.

Consideri l’Italia un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca di più?
Purtroppo è dal 2006 che manco dall’Italia e mi mancano molte cose tipo i prodotti alimentari che qui non si trovano, ho nostalgia soprattutto della mia città e del suo mare… solo chi conosce il Salento può capire; comunque come si dice, non si può avere tutto dalla vita.

Giorgio in Pensione in Ecuador

Vivere in Ecuador sotto quali aspetti secondo te è meglio che in Italia? E sotto quali aspetti è peggio?
Di meglio c’è che se ho bisogno di uno specialista prenoto la visita che avviene in una settimana circa… a volte anche prima e non pago nulla e anche i medicinali sono gratuiti! Tutto questo grazie ad una nuova legge che permette a tutti di fare un “versamento” volontario di 70 dollari al mese ed hai libero accesso a tutta la sanità senza limiti: visite, analisi, medicine, ricoveri, interventi chirurgici, etc… tutto compreso senza tiket o altri balzelli.
Di peggio non c’è niente tranne la delinquenza che credo ci sia anche in Italia, però se conosci i posti pericolosi e li eviti non ti succede niente. Ritengo che qui è tutto (o quasi) positivo.

Giorgio in Pensione in Ecuador

Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire il tuo esempio e trasferirsi in pensione in Ecuador?
Ai miei connazionali che vogliono scappare dall’Italia consiglio di venire o da pensionati o con un po di soldi tipo 200 mila dollari per investire in terreni e case per rivenderli dopo  tre anni al doppio circa, oppure importare macchinari, tecnologia per fare qualsiasi cosa…
Purtroppo in questo paese ogni mese arrivano Italiani che credono che aprendo una pizzeria o un ristorante Italiano risolvono il loro problema, non è così;  a questi italiani, dopo poco tempo, gli tocca chiudere e ritornare con la coda tra le gambe in Italia.
Io personalmente ho conosciuto circa 30 connazionali ed ho cercato di mettere insieme un gruppo per aiutarci a vicenda ma sembra che non ci sia stata la fiducia sufficiente ed il gruppo si è sgretolato, ce ne sono molti altri che preferiscono stare lontano dai propri connazionali, (hanno la puzza sotto il naso) quelli  che sono qui non sono uniti come gli italiani che risiedono in altri paesi vedi USA che comunque sono molti di più…

Giorgio in Pensione in Ecuador

Pensi che ci siano molti italiani che vivono in Ecuador?
Sparpagliati in questo paese gli italiani sono circa 12.000…

Consiglieresti l’Ecuador come meta per espatriare o più per una vacanza?
Come ho detto prima io consiglierei di venire in Ecuador per fare una vacanza e rendersi conto direttamente delle potenzialità… poi tutto è soggettivo.

Di Massimo Dallaglio

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