Gloria si è trasferita a vivere con tutta la famiglia a Watamu in Kenya

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GLORIA SI E’ TRASFERITA CON LA FAMIGLIA A WATAMU IN KENYA

Gloria si è trasferita con marito e figlio e Ciro, il suo cane a Watamu in Kenya dove hanno relizzato due cottage immersi  in un giardino tropicale di 4000 metri quadri. “…Chi lo avrebbe mai detto!!! Noi in Africa… senza esperienze particolari, parlando malapena un inglese scolastico… non avremo mai pensato di poterlo veramente fare! Dopo una vacanza qui a Watamu abbiamo voluto tornare e poi tutto è avvenuto con molta più facilità di quanto pensavamo. Come diciamo sempre forse il Kenya ci ha chiamato e l’attuale malessere dell’Italia ci ha spinto. Non siamo scappati, siamo solo volati lontano…”

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Ciao Gloria, raccontaci un po’ di te… di dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?
Prima di tutto vorrei sottolineare che in questa avventura non sono stata sola, ma con mio marito Gianni e mio figlio Luca.
Siamo di Verona e come tutte le normali famiglie italiane eravamo presi dalla nostra routine quotidiana, io impegnata in un lavoro in proprio nel settore marketing, mio marito impiegato pubblico e Luca alle prime esperienze lavorative dopo l’università.



Gloria una famiglia italiana a Watamu in Kenya

Quando e perché è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia?
La voglia non era di lasciare l’Italia. L’Italia e Verona in particolare, sono il nostro paese che amiamo e apprezziamo con tutti i suoi pregi e difetti. Era il sogno di vivere in un paese tropicale e, che lo ammettano o no, è il sogno di tutti gli italiani.
Chi lo avrebbe mai detto!!! Noi in Africa… senza esperienze particolari, parlando malapena un inglese scolastico… non avremo mai pensato di poterlo veramente fare!
Dopo una vacanza qui a Watamu abbiamo voluto tornare e poi tutto è avvenuto con molta più facilità di quanto pensavamo. Come diciamo sempre forse il Kenya ci ha chiamato e l’attuale malessere dell’Italia ci ha spinto. Non siamo scappati, siamo solo volati lontano.

Perché hai scelto proprio il Kenya e in quale città vivi?
Abbiamo visitato altri paesi, non molti per la verità, ma nonostante fossero belli, offrissero culture e storia, il Kenya ci è entrato dentro. Non si può descrivere, perché noi stessi non credevamo a quello che ci stava succedendo.
Noi ci teniamo dire che viviamo a Timboni, 2 km lontano dal mare ma 2 km più vicino all’Africa.
Timboni è un villaggio di Watamu che ci ha da sempre affascinato.
Watamu è la zona più conosciuta per i resort, ma Timboni è il vero villaggio africano dove la vita scorre parallela al turismo di massa, dove nel tuo viaggio puoi toccare e vivere la realtà africana mixandola nel modo giusto alla vita di spiaggia e ai meravigliosi paesaggi che i dintorni offrono.

Avevi già vissuto all’estero per lunghi periodi prima?
No, mai e come detto non avrei mai pensato di farlo.

Siete partiti tutti insieme?
La scelta è stata fatta da me e mio marito, ma Luca ci ha seguito e questo ovviamente non ha potuto che farci un grande piacere.

Gloria una famiglia italiana a Watamu in Kenya

Come ti sei organizzata riguardo al problema del trasloco?
Quando una cosa la vuoi e la vuoi veramente, riesci fare miracoli e vista la nostra determinazione, il trasloco tutto sommato non è stato uno dei nostri problemi principali.
Eravamo del parere che non si doveva fare una cosa a metà e così abbiamo venduto la casa, l’arredamento, le auto, lasciando tutto quello che possedevamo a parenti, amici e conoscenti. Ho lasciato qualche effetto personale alla mamma e il nostro trasloco è stato prendere un volo charter con un bagaglio di 20 kg a testa e portare con noi Ciro, il nostro amato mastino napoletano che con noi ha vissuto questa avventura.

In che cosa consiste la tua attività?
Ora viviamo nel nostro paradiso che si chiama Mimi na Wewe …in Africa! Abbiamo costruito questo cottage che risponde esattamente a quello che avremmo voluto trovare la prima volta che siamo venuti in Kenya.
Offriamo la possibilità a quanti vogliono venire in questo paese di soggiornare e conoscere tutto quello che è più autentico e reale, nella massima sicurezza e genuinità.
Non solo ospitiamo i nostri clienti, ma, come amici e sempre con discrezione, li accompagniamo nel loro viaggio. Sfruttando le nostre esperienze e conoscenze e secondo le loro aspettative e i loro desideri, programmiamo con loro le giornate di mare, relax, escursione o safari. C’è il giorno giusto per il mare, l’occasione giusta per un’escursione, l’ora giusta per una passeggiata o una visita speciale e qualsiasi momento è giusto per vivere un meraviglioso safari in savana.
Da italiani conosciamo bene le esigenze e le paure dei nostri ospiti, siamo stati turisti come loro ed inesperti come loro, abbiamo fatto tutti gli errori che potrebbero fare loro ma, con la nostra esperienza e la preziosa collaborazione di tanta gente del posto, offriamo quanto di più bello ed interessante c’è da vedere e vivere.

Quali differenze sostanziali hai avuto modo di riscontrare a livello lavorativo rispetto all’Italia?
Inutile dire che il lavoro che svolgiamo qui è completamente diverso da quello in Italia. Non avevamo nessuna esperienza nel turismo e nella ristorazione, perciò abbiamo pochi paragoni diretti. Abbiamo affrontato però tutto un po’ alla volta, come si dice qui “pole pole”.
Con l’aiuto di una cara amica che aveva già fatto la nostra scelta, abbiamo iniziato a muoverci fra gli uffici e le regole keniote. Alla fine le regole non cambiano dall’Italia e, che ti piacciano o no, stare alle regole è il modo più semplice per andare avanti.
La cosa diversa è come la vivi. Per quanto ti informi, per tanto ti possa immaginare, per quanto tu creda di affrontare la cosa con responsabilità e giudizio, alla fine trovi facili cose che pensavi più difficili e difficili cose che pensavi più facili. Questo perché quello che fai lo fai e lo pensi sempre da italiano e non da keniano.
Anche per quanto riguarda l’attività siamo cresciuti piano piano, ogni anno qualcosa di nuovo, qualcosa di più, adattandoci sempre meglio alle richieste dei clienti e secondo le nostre capacità.
Con molta semplicità cerchiamo di dare tutte le comodità che gli italiani/europei si aspettano, ma sempre nel rispetto di ciò che ci circonda. Non serve e non è giusto strafare. Qui, più che in ogni altra parte del mondo, ostentare ricchezza e sprecare è una grande offesa a quanti ci vivono intorno.

Gloria una famiglia italiana a Watamu in Kenya

Cos’altro hai notato della società …? (Economia, crisi, sicurezza, immigrazione, famiglia, politica, cultura, etc)
Difficile rispondere a questa domanda in poche righe.
Si cade sul banale dicendo nuovamente che è un mondo completamente diverso. Ma così è!
Diverso soprattutto culturalmente. Diverso da quello che è il nostro modo di vivere e vedere le cose. Devi entrare nel loro mondo ed accettarlo per quello che è, il tuo modo di ragionare molto spesso non serve, devi combattere contro cose a cui non sei abituato. Per vivere con loro devi accettare abitudini diverse ma anche superstizioni, riti, stregoni.
Molti vengono in questo paese perché affascinati ed innamorati della vita africana e poi fanno di tutto per farla cambiare perché non riescono a comprenderla. Si portano assurde ed inutili comodità italiane, si lamentano di tutto e di tutti e, la cosa più assurda, è che vogliono farla capire a loro.
Qui avere l’acqua è un privilegio, avere la corrente è un lusso, se non lo capisci e pretendi è meglio che l’Africa la vivi davanti la TV in Italia.
Le cose da dire sarebbero molte, ma voglio piuttosto sottolineare un aspetto di questo paese importante, che agli italiani non è chiaro: la SICUREZZA.
Questo è un paese che spesso è visto come pericoloso, ma cosa si intende per pericoloso? Si è vero, anche in questi giorni si parla molto degli attentati degli shebab.
Questo è un grande problema, ma questo non coinvolge la vita quotidiana di chi vive qui e di chi la visita come turista.
Spesso quanto riportato dai giornali e notiziari italiani è impreciso e ingrandito e non riporta la realtà dei fatti. Purtroppo un giornalismo d’assalto rincorre grossi titoloni e non pensa certo alle conseguenze per chiunque ne sia coinvolto, non solo per noi imprenditori, ma per chi sogna una vacanza indimenticabile e, non per ultimo, per questo paese che perde l’opportunità di una risorsa importantissima come il turismo.
Per loro sembra un gioco, in genere ne parlano qualche giorno e poi si dimenticano tutto cercando altri scoop, e noi “africani” raccogliamo i pezzi che lasciano.
Qui invece si vive tranquilli, si passeggia per strada, si frequentano locali commerciali e ambienti pubblici, così come è normale che sia.
Non ci siamo mai sentiti in pericolo o minacciati in qualche modo.
Ovvio, serve un minimo di responsabilità e attenzione come in tutti paesi del mondo.
Se ci fosse tutto questo pericolo perché un così grande numero di italiani continuerebbe a investire e vivere qui?
A questo punto, scusate ma approfitto per dire un’altra cosa a cui tengo molto. Vorrei dire basta con questa “malaria”, basta con tutti questi “insetti pericolosissimi” che infestano gli ambienti, basta dire di non mangiare la buonissima verdura e la buonissima frutta tropicale. Usando un minimo di buon senso, tutti questi luoghi comuni sui pericoli dell’Africa non esistono. Perché la gente arriva qui e si meraviglia della normalità di queste cose? …boh!

Come sta avvenendo la tua integrazione in una realtà locale sostanzialmente differente da quella italiana?
Qui ci sentiamo ospiti e crediamo che sia giusto così. Non si può avere la pretesa di capire una cultura così diversa dalla nostra dopo un settimana che stai in vacanza qui e che invece in realtà nemmeno dopo anni puoi capire. Solo vivendo da residenti inizi a renderti conto che cosa significa veramente.
Piano piano, “pole-pole”, vivi con loro, entri nella loro mentalità e capisci quanto sia difficile e quanto sia da presuntuosi credere di esserne parte.
Le loro difficoltà sono diverse, le loro priorità sono diverse, le loro aspettative sono diverse. Per esempio, per loro esiste il presente e basta, per la nostra cultura questo è incomprensibile, ed è inutile voler far finta che lo sia …provalo e vedrai… non riusciamo nemmeno a non pensare a cosa mangeremo stasera. Qui se dici ci vediamo domani, ti rispondono “se Dio non mi prende!”
E’ giusto adattarsi, è giusto imparare ed interagire, ma non bisogna aspettarsi nulla, soprattutto non bisogna stravolgere e creare false speranze.
La cultura keniana è molto diversa dalla nostra e se per noi è difficile comprendere il loro modo di pensare ed agire, per loro lo è molto di più. Faccio sempre un esempio: quando arrivi in Africa pensi di sapere cosa ti aspetta. Per una vita siamo tutti cresciuti seguendo servizi giornalistici, documentari, racconti su questa terra tanto meravigliosa tanto sfortunata. Ora con internet poi si è convinti di sapere tutto, ma quando arrivi qui ti rendi conto che non avevi capito nulla.
Essere qui ti sconvolge e ti emoziona come nessuno poteva descriverti, né con parole né con immagini.
I paesaggi sono ancora più spettacolari, la realtà ancora più cruda ma affascinante.
Ora, se noi tanto preparati da Tv, riviste e quant’altro non abbiamo capito, quanto può sapere e capire questa gente di noi, della nostra terra e della nostra storia? Attenzione, non la intendo come ignoranza, la questione è diversa.

Gloria una famiglia italiana a Watamu in Kenya
 
Vivere in Kenya sotto quali aspetti è meglio che in Italia? E sotto quali aspetti è peggio?
Meglio perché adatti i tuoi ritmi ai loro ed impari ad apprezzare la vita per quello che ti da.
Qui non esiste il problema di apparire. Qui non ti senti giudicato, qui non ti fai mille problemi su come vestirti e del tuo status symbol.
In Italia è un continuo apparire e arrivare, ma arrivare dove? Arrivi a prenderti un cellulare ultra mega e come lo compri è già superato. Fai rate per comprarti un’auto e tempo che l’hai pagata è già antiquariato. Qui puoi avere un cellulare vecchissimo e ringrazi Dio di averlo e dell’auto fai pure senza, prendendola a noleggio al bisogno o spostandoti con i simpatici tuk-tuk, apprezzando molto di più la naturalità e l’essenzialità delle cose.

Un’altra cosa migliore è che, anche se avevamo un lavoro che fondamentalmente ci piaceva, il lavoro che facciamo qui ci piace molto di più. Ora viviamo il nostro lavoro, non come un lavoro, ma come passione. La soddisfazione di trasmettere ogni giorno qualcosa di speciale e realizzare un sogno a qualcuno non ha prezzo.
Qui hai tempo di vivere ed apprezzare ogni momento, buono o cattivo che sia. Vivi tutto in modo più intenso e, anche se alla fine vivi in modo più semplice, ti senti più ricco, non ricco economicamente ma ricco di esperienza, emozioni e valori.

Il peggio invece è che tutto quello che abbiamo è frutto di grandi sacrifici. Non si può dire e non si deve dire che è tutto bello e tutto facile. Ma solo la consapevolezza che nulla è regalato e che è tutto frutto di sudore e tenacia. Forse sembrerò presuntuosa, ma non voglio essere ipocrita. Cambiare vita e avere tutto questo non è e non è stato facile per molti motivi. Solo la forza di volontà, la costanza e l’amore per questo paese ci hanno fatto arrivare fino a qui.
Un aspetto negativo e abbastanza fastidioso è il costo dei permessi di lavoro. Purtroppo per chi vuole lavorare in questo paese i costi sono veramente pesanti.

Consideri l’Italia un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca quando sei via?
Ci siamo trasferiti qui a Marzo di 4 anni fa e non siamo più tornati in Italia. Ci torneremo sicuramente a breve. Chi ci è vicino ci viene volentieri a trovare e ci sentiamo regolarmente al telefono, con internet o Skype ma la voglia di rivedere Verona, i veronesi e tanti amici anche in giro per l’Italia, visto le conoscenze fatte in questi anni, è tanta.

Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme?
Non so! Credo che la cosa più giusta sia avere determinazione e adattabilità. Penso che in qualsiasi posto del mondo vai, sei ospite non devi farlo da padrone, ti devi adattare alla cultura e alle abitudini del posto, restando sempre con i piedi per terra e la testa sulle spalle.
 
Che tipo di lavoro/attività/investimento pensi sia conveniente praticare per un italiano in Kenya?
Al momento non saprei, credo che il mercato sia ormai saturo. Negli ultimi anni le attività commerciali sono aumentate molto, soprattutto di gestione italiana.

Gloria una famiglia italiana a Watamu in Kenya

Pensi che ci siano molti italiani che vivono a Watamu?
Molti, moltissimi! Fra Watamu e Malindi c’è una comunità molto numerosa… credo seconda solo al Sud Africa. Questo sicuramente facilita ed invoglia molti italiani a trasferirsi qui, tanto ne sia che moltissimi keniani parlano correttamente l’italiano.

Consiglieresti Watamu come meta per espatriare o più per una vacanza?
Non posso consigliarla per espatriare, non spetta me, è una cosa troppo personale che una persona si deve sentire dentro. Se mi avessero consigliato, per esempio, di trasferirmi in Thailandia, posto fantastico dove tornerei sicuramente come turista, per espatriare non l’avrei comunque mai preso in considerazione.
Posso però consigliarla a tutti come turismo.
Non si può vivere una vita senza vedere l’Africa e non è mai troppo tardi per farlo.
Deve però essere fatto con coscienza ed interesse. Affrontare un viaggio di 6000km per vedere solo l’oceano, se pur meraviglioso, è veramente riduttivo. Consigliamo invece questo viaggio a tutti coloro che vogliono scoprire il mondo e che vogliono conoscere qualcosa di diverso ed emozionante e si vogliono mettere a confronto con una realtà tanto disarmante.
Come dico sempre, ci sarà un motivo per cui esiste il “Mal d’Africa” e non “il mal dei Caraibi” o “mal d’Oriente”! Comunque è il male più piacevole che ci sia e vale la pena rischiarlo.
Per chiunque voglia affrontare un viaggio in Kenya consiglio di leggere con attenzione il nostro sito. Troverete tutte le informazioni che vi potranno servire. Anche il sito, come il nostro Cottage Mimi na Wewe …in Africa! è stato fatto esattamente con tutto quello che noi stessi avremmo voluto sapere e trovare affrontando il nostro primo viaggio in Kenya.
Che scegliate Mimi na Wewe o qualsiasi altra struttura in Watamu e dintorni, vi assicuriamo che sarà un viaggio indimenticabile.
Per questo vi auguriamo sempre e comunque “Safari njema”!

Facebook: Mimi na Wewe… in Africa!

Email: info@miminawewe.info

Sito: www.miminawewe.info

Di Massimo Dallaglio

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