Il Premio Genio Vagante premia i talenti all’estero

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Il Premio “Genio Vagante” premia i talenti all’estero

Il nuovo Premio Genio Vagante, ideato e promosso dal Vittoriale degli Italiani e dall’Istituto Italiano di Cultura di Montreal, è stato conferito il 27 maggio scorso, proprio a Montreal, grazie a un meeting fra vecchie e nuove generazioni di emigrati, ad un giovane italiano che in Canada ha costruito un’eccellente carriera.

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Un giovane che va gratificato perché come gli artisti, gli scienziati e gli artigiani rinascimentali, aggiunge l’orgoglio e la sapienza italiani all’estero, facendosi portatore d’un prestigio che il nostro Paese non è stato in grado di dargli.



È sempre attuale sentir parlare dei famosi “cervelli  in fuga”, oggi per lo più giovani e brillanti laureati, che hanno raggiunto l’obiettivo col massimo dei voti, e che spesso hanno continuato la loro carriera con dottorato e master.

Altrettanto spesso i cervelli in fuga ottengono il successo ovunque nel mondo, ma non in Italia. Probabilmente proprio la loro intelligenza unita a all’intraprendenza li aiuta ad andarsene per potersi realizzare.

Il Premio ha lo scopo di unire l’Italia ai suoi nuovi rappresentanti nel mondo. Il conferimento del premio “Il Genio vagante”è avvenuto a Casa d’Italia, il luogo più italiano di Montréal, che ha dato eco alle parole di Gabriele d’Annunzioindirizzate già ai primi del Novecento ai giovani d’Italia:

“Non siete voi forse oggi tutta un’adunanza di speranze? Forse tra voi è già l’uomo di domani, colui che ci recherà la buona novella, colui che saprà conciliare, nella suprema delle nostre idealità italiche, le grandi azioni ed i grandi pensieri”.  

Il Premio "Genio vagante" premia i talenti all'estero
L’Istituto Italiano di Cultura di Montréal ha inaugurato  con il giovane chimico italiano Andrea Paolella, ricercatore all’Institut de Recherche Énergie Québec (IREQ) di Hydro-Québec, la serie de “Il Genio vagante: Italiani di arte, lettere, scienze… nel mondo”.

Nato a Reggio Emilia, classe 1984, Paolella si è laureato in chimica nel 2008 all’Università di Bologna, nel 2010 si è trasferito a Genova, città che gli ha fatto conoscere la futura moglie. Nel gennaio 2014 insieme alla nuova famiglia è volato a Montreal, in Canada, per un post-dottorato presso l’Università McGill.

Da novembre 2016 è diventato ricercatore chimico presso il Dipartimento di Stoccaggio e Conversione di Energia diretto da Karim Zaghib a HydroQuebec. In pratica, la sua occupazione oggi sta nella sintesi di ceramiche per la nuova generazione di batterie Litio ione.

Ma Paolella è un talento poliedrico: per la sua passione verso la fotografia, è stato allievo del noto fotografo Vasco Ascolini e ha realizzato tre libri fotografici: ” Senza Oriente nessun Occidente” (Reggio Emilia, 2009), “Questi qui” (CGIL,2009, Silvana Editoriale) e “I luoghi di Pasolini(Centro Studi Pasolini, 2010, Silvana Editoriale).

Il Premio "Genio vagante" premia i talenti all'estero

Il Presidente del VittorialeGiordano Bruno Guerri ha così illustrato l’idea del Genio Vagante, insieme al bisogno di dare il giusto peso al prestigio del nostro patrimonio di conoscenze nel mondo:

“Un museo non può essere soltanto luogo di conservazione, ma motore di idee, iniziative, progetti.

Il Premio Genio Vagante nasce dalla necessità di mettere nella giusta luce un fenomeno spesso malinteso: i cervelli non fuggono, corrono, è bene incoraggiarli, seguirli.

Nasce anche dal desiderio del Vittoriale di incrementare il sodalizio con gli Istituti Italiani di Cultura – come già avvenuto con quelli di Montreal e di Amsterdam – a loro volta motori di idee, iniziative, progetti italiani nel mondo. 

I giovani italiani sono nel mondo portatori di saperi accumulati avidamente in Italia e diffusi con un’antica vocazione: lo scambio generoso di cultura, animato da un umanesimo secolare.

I giovani italiani sono l’espressione più vivace e creativa dell’Italia, sono la fonte inesauribile di cultura, di coraggio, di volontà di fare”. 

L’edizione 2018 del Genio Vagante sarà organizzata in Olanda, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam.

Di Luisa Galati

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