L’ITALIA SCENDE AL 77° POSTO NELLA CLASSIFICA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA 2016

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L’ITALIA SCENDE AL 77° POSTO NELLA CLASSIFICA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA 2016 DI REPORTER SENZA FRONTIERE

Nella classifica sulla Libertà di Stampa nel Mondo (WORLD PRESS FREEDOM INDEX) di Reporter senza frontiere (Rsf), l’Italia, già nel 2014 si collocava già piutttosto male, infatti era al 73° posto, ma nella nuova classifica che ha analizzato l’anno 2015, il Bel Paese perde quattro posizioni colocandosi al 77° posto, seguita in Europa solo da Cipro, Grecia e Bulgaria. Queste sono essenzialmente le ragioni di questa ulteriore discesa in classifica.

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Come si legge nel rapporto: Nel mese di maggio 2015, il quotidiano La Repubblica ha riferito che tra i 30 ei 50 giornalisti erano sotto la protezione della polizia perché erano stati minacciati. Il livello di violenza contro i giornalisti (comprese le minacce di morte e intimidazioni verbali e fisiche) è allarmante. I giornalisti che indagano la corruzione e la criminalità organizzata sono quelli maggirmente presi di mira. Inoltre, anche nella Città del Vaticano, è il sistema giudiziario è decisamente molesto verso i media, infatti,  in relazione ai 2 scandali enersi i giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, autori dei libri «Avarizia» e «Via crucis», sono indagati nell’ambito dell’inchiesta vaticana sulla fuga di documenti riservati della Santa Sede e si trovano ad affrontare una minaccia di pena che può raggiungere fino a otto anni di carcere a seguito della pubblicazione dei due libri sulla corruzione e intrighi all’interno della Santa Sede.

Il resto del rapporto segnala 3 macro evidenze:



  1. Il declino generale dell’Europa ad esclusione di tre paesi: La Finlandia che dal 2010 è al primo posto nella classifica di Rsf, seguita nel 2015 dall’Olanda, che guadagna due posti, e dalla Norvegia, che ha perso la seconda posizione.
  2. La conferma della drammaticità della situazione in Asia
  3. Un miglioramento della situazione in Africa che complessivamente fa meglio dell’America

Tutti gli indicatori della classifica mostrano un deterioramento. Molte autorità pubbliche lavorano per recuperare il controllo dei loro Paesi e temono che il dibattito pubblico sia troppo aperto”, è stato il commento finale di Christophe Deloire, segretario generale di Rsf, che ha denunciato anche una sorta di “paranoia internazionale” contro i mezzi di informazione.

I parametri della ricerca utilizzati dal World Press Freedom Index sono volti a misurare il livello di libertà dei giornalisti in 180 Paesi al mondo usando i seguenti criteri:

  • pluralismo
  • indipendenza dei media
  • ambiente in cui si opera e autocensura
  • provvedimenti di legge in materia
  • trasparenza
  • infrastrutture e abusi

In particolare, Rsf ha registrato un declino costante di tutti i parametri dal 2013 a oggi comprese le leggi in materia di informazione che hanno registrato un peggioramento, con provvedimenti che hanno penalizzato i giornalisti accusati di reati come:

  • Vilipendio del presidente
  • Blasfemia
  • Apologia del terrorismo

In conseguenza, si è registrato un aumento di autocensura, cresciuta nei dati del 10 per cento dal 2013 al 2016.

Ogni continente ha visto un proprio peggioramento in un settore o l’altro della stampa.

libertà di stampa Italia

Fonte: https://rsf.org/en/news/2016-world-press-freedom-index-leaders-paranoid-about-journalists

Di Massimo Dallaglio

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