NEPAL16: IL VIAGGIO DI MATTIA VETTORELLO PER DOCUMENTARE LA RINASCITA DEL NEPAL DOPO IL TERREMOTO

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NEPAL16: IL VIAGGIO DI MATTIA VETTORELLO PER DOCUMENTARE LA RINASCITA DEL NEPAL DOPO IL TERREMOTO

Continua il progetto dell’avventuriero ambientalista Mattia Vettorello, dedicato alla documentazione della situazione Nepalese dopo un anno dal terribile terremoto.
Il progetto Nepal16 è iniziato il 25 Aprile 2016 ha l’obiettivo di trasmettere al pubblico, attraverso una forte comunicazione visiva, la rinascita di una terra magica e di grande cultura. Ne abbiamo parlato con Mattia qualche giorno prima della partenza.

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Persone. Storie. Nepal.

Un anno è ormai passato da quando il terremoto di magnitudo 7,8 ha colpito il Nepal.
Il suo epicentro, localizzato a circa 34 km a sud-est del villaggio di Lamjung, il 25 aprile ha scosso la terra creando indelebili ferite. Rimarginarle è impossibile.

Frostscape - NEPAL16



La mia seconda spedizione, dopo Iceland15, non vorrà rompere un record o essere il primo a portare a termine un tragitto, ma sarà un’esplorazione vecchio stile.
Non sapendo il tracciato, solo il punto d’arrivo – Langtang, dovrò trovare da me la strada, saper scegliere e valutare le situazioni che si creeranno davanti.
Documenterò la loro quotidianità al fine di condividere le loro esperienze.
Credo nella autenticità della persone nepalesi e sono sicuro che loro saranno fonte di ispirazione.

Frostscape - NEPAL16

In questa avventura non so esattamente dove, perché, quando, come, ciò che sarà.
Una vera e propria esplorazione è quando si sa l’inizio e la fine. In effetti ciò che è in mezzo è solo da scoprire. Porterò tutto il necessario per la sopravvivenza nel caso la via mi portasse in zone oltre il remoto. Le strade sono molte, ma poche quelle giuste. Con la mappa e le persone traccerò giorno dopo giorno il tragitto. Averlo già delineato in questo caso precluderebbe alcuni aspetti intrinsechi all’esplorazione. E’ essenziale il saper scegliere nel momento in cui un fatto accade davanti a noi.

Frostscape - NEPAL16

Nepal16 avrà inizio il 25 aprile 2016. Dalla capitale Kathmandu cercherò di raggiungere, con lo zaino in spalla, la zona più devastata quale Langtang. Porterò cibo, elettricità, acqua e altri strumenti essenziali per essere pronto nell’evenienza capitasse un imprevisto.

Frostscape - NEPAL16

I terremoti – sì, ce ne sono stati due, 25 aprile e 12 maggio, rispettivamente, – hanno distrutto una terra veramente affascinante e mistica, creando un paesaggio irriconoscibile per le persone e la fauna selvatica nepalese. Lungo la strada sicuramente mi imbatterò in villaggi colpiti. Vivrò con loro per capire quali sono stati gli stimoli che hanno portato le persone a continuare a crederci dopo tutte le, ulteriori, difficoltà creategli dai vicini. Le loro personali storie saranno una parte importante del progetto.
Le persone sono fatte di storie da raccontare.

Il mio impegno è quello di documentare in modo sincero e veritiero la situazione e passerò del tempo con gli abitanti durante le mie permanenze nei villaggi in cui mi imbatterò.
Da Langtang andrò a Rajban, un remoto villaggio sulle colline di Shaktikhor nella regione Chitwan, Sud Nepal. Lì aiuterò in prima persona la costruzione di una scuola, che grazie a Finale For Nepal, associazione con la quale collaboro per questo progetto, la sua costruzione è già in corso.

Frostscape - NEPAL16

La scuola sta prendendo vita.

“Nepal16” è il prossimo progetto di Frostscape. Attraverso l’integrazione con culture tradizionali, lingue, e le interazioni con la natura si vuole sviluppare nuovi modi di viaggiare e di stimolare le persone a credere in se stesse. Il fatto di andare in una terra nuova stimola la mente a continui pensieri.
La capacità di adattarsi rappresenta la principale base per questo tipo di situazioni.
Essere in grado di adattarsi e agire con determinazione è la chiave.
Avventura, dopo tutto, non è altro che l’unione di adattamento, problem-solving e adrenalina.

nepal16_map_website

Perché nasce Frostscape?
La figura dell’esploratore è cambiata:  se negli anni ’80 un Bonatti, zaino in spalla, perseguiva l’ignoto, il viaggiatore di oggi si rapporta con un mondo già perfettamente mappato, ispezionato ed esaminato. Ma non per questo conosciuto. Per poter dire di conoscere si dovrebbe poter riattribuire al viaggio delle connotazioni introspettive e antropologiche. Questo l’obiettivo ultimo di Frostscape: riesumare l’essenza del viaggiare- il perdersi in se stessi, oggi tanto necessario e così ignorato, stare in mezzo alla natura e godere del privilegio del contatto diretto con gli elementi – e portarla su carta. Le spedizioni che il progetto ambisce a realizzare sono tutti slow e local, ovvero ”A Passo Lento”, pensati per immergersi nel luogo vistato/esplorato, entrando così a far parte della vita quotidiana e dei modi di fare delle persone, volendo andare oltre limiti culturali o vuoti stereotipi.
Le motivazioni per realizzare spedizioni “A Passo Lento” si trovano nella necessità di (ri)trovare il contatto con la natura (necessità innata dell’uomo), il bisogno di andare oltre ai paletti che la società di oggi impone totalitariamente ignorando l’individualità di ciascuno.
Il ritrovarsi da soli in mezzo a Madre Natura permette di confrontarsi in primis con se stessi diventando quella figura di esploratore introspettivo che il progetto ‘Frostscape’ intende divulgare, uno capace di cogliere la completa essenza di ciò che incontriamo sulla nostra strada (persone, animali, paesaggi).

Voglio dare una voce al Nepal e imparare dalle loro storie.
La vita non è altro se non esperienze.

Per seguire la spedizione in tempo reale:
http://www.frostscape.com/nepal16-hiking-people-stories

Social:
https://www.facebook.com/frostscape/
https://www.instagram.com/frostscape/
https://twitter.com/frostscape

Di Massimo Dallaglio

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