Mollare tutto e vivere in un faro?
 Oggi è possibile grazie al nuovo bando per 17 fari italiani

Al via il bando per 17 strutture costiere in affitto fino a 50 anni

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Mollare tutto e vivere in un faro?
 Oggi è possibile grazie al nuovo bando per 17 fari italiani

A bordo della nave scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci l’Agenzia del Demanio e Difesa Servizi Spa hanno presentano il 3° bando di gara del progetto “fari”.
Dopo il successo dei due precedenti bandi con cui sono stati assegnati 24 tra fari, torri ed edifici costieri, la nuova edizione coinvolge 17 beni che saranno recuperati e sottratti al degrado nel quale versano grazie a progetti imprenditoriali innovativi e sostenibili, nel pieno rispetto della tutela e salvaguardia del territorio.

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Il bando si chiuderà il 29 dicembre prossimo; prevede l’affitto delle strutture fino ad un massimo di 50 anni.

Il Direttore Roberto Reggi ha sottolineato la novità introdotta nei criteri di valutazione delle offerte che privilegerà il progetto rispetto all’offerta economica: “conquista spazio la qualità del progetto, affidando un peso maggiore alla proposta progettuale che sarà valutata con un punteggio pari al 70% rispetto all’offerta economica, alla quale potrà essere assegnato un punteggio massimo del 30%”.

Come nelle edizioni precedenti sono tante le strutture che si trovano in Sicilia, Calabria e Puglia, a conferma dell’attenzione dell’iniziativa per il rilancio dell’imprenditoria nelle regioni meridionali, ma per la prima volta il progetto coinvolge nuove regioni, come Liguria e Marche, e piccole isole della laguna veneta.



Mollare tutto e ritirarsi in un faro

«Se si vuole, le cose si possono fare», ha affermato il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, spiegando che da quando ha assunto l’incarico sono stati resi «fruibili per i compiti più diversi 730 immobili» e sottolineando che il progetto «ha avuto successo già dal primo bando».

Si tratta di «una storia dove la squadra dello Stato ha fatto squadra, ha giocato insieme», ha detto il ministro. «Alla terza edizione consolidiamo un progetto che ha avuto una partecipazione molto significativa da parte di imprenditori sia italiani che stranieri che si sono avvicinati alle nostre proposte con grande interesse», ha aggiunto il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, snocciolando una serie di dati: in due anni sono state assegnate 24 strutture, 9 fari con il primo bando 2015 e nel 2016 15 tra fari, torri ed edifici costieri.

Lo Stato incasserà in totale 760.000 euro all’anno (15,4 milioni nell’intero periodo di concessione) con un investimento da privati di 6 milioni nel 2015 e di 11 milioni nel 2016, per un totale di 17 milioni di investimenti diretti e una ricaduta economica complessiva di 60 milioni, ha spiegato Reggi.

Il portafoglio 2017 è costituito da 8 fari in gestione alla Difesa:

In Toscana a Porto Santo Stefano (GR) il Faro di Punta Lividonia, in Calabria il Faro di Punta Stilo, vicino Reggio Calabria, il Faro di Punta Alice, vicino a Crotone, e il Faro di Capo Rizzuto a Isola Capo Rizzuto (KR); in Sicilia ci sono il Faro Dromo Caderini a Siracusa, il Faro Punta Marsala sull’isola di Favignana (TR), il Faro di Capo d’Orlando a Messina e il Faro Punta Omo Morto a Ustica (PA).

A questi si aggiungono altri 9 beni, di varia tipologia, in gestione all’Agenzia del Demanio:

Nella Laguna di Venezia si trovano l’Isola di San Secondo e l’Ottagono di Ca’ Roman, in Liguria a Camogli (GE) il Faro Semaforo Nuovo, sul promontorio di Ancona il Faro del Colle dei Cappuccini; in Puglia quest’anno ci sono la Torre Monte Pucci a Peschici (FG) e la Torre d’Ayala a Taranto, mentre in Calabria la Torre Cupo di Corigliano Calabro ((CS); chiudono il Faro di Riposto vicino Catania e il Faro di Capo Santa Croce ad Augusta (SR).

Mollare tutto e ritirarsi in un faro

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