Nicola Regina ha mollato tutto ed ha iniziato a viaggiare trovando la felicità

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NICOLA REGINA HA MOLLATO TUTTO ED HA INZIATO A VIAGGIARE TROVANDO LA FELICITA’

Nicola Regina, 28 anni, ha mollato tutto, un lavoro con un ottimo stipendio ed ha iniziato a viaggiare trovando la felicità nel viaggio fine a se stesso… risparmiando il più possibile: migliaia di km in autostop, in cargo, facendosi ospitare dalle persone che incontrava lungo il cammino e dormendo per strada. Unica regola: non fermarsi mai! “… ogni giorno  rimanevo in strada con la bici rotta però ogni giorno ho trovato gente disposta ad aiutarmi, ogni giorno avevo problemi alle gambe, dormivo nei boschi, sulle spiagge e spesso per strada vicino alle chiese e alle banche per risparmiare soldi o semplicemente per sentire di più l’adrenalina del viaggio. Tutti i problemi pero’ hanno reso il viaggio fantastico, li ho risolti sempre senza andare in panico e più macinavo km più mi rendevo conto che sarei riuscito ad arrivare in California in tempi record…”

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Ciao Nicola, vuoi presentarti ai nostri lettori?
Ciao mi chiamo Nicola, compio 28 anni il prossimo 4 Luglio e sono di Mormanno, un piccolo paesino  Calabrese nella provincia di Cosenza. Ho vissuto in Calabria fino a 20 anni, dopodiche’ ho lasciato l’università nel momento in cui mi sono reso conto che stavo perdendo solo tempo e sono partito per Bologna in cerca di fortuna, con un diploma e quattro spiccioli in tasca. Ho iniziato rapidamente a lavorare in fabbrica  fino a quando, grazie ad una conoscenza, ho trovato il lavoro che per 5 anni mi ha praticamente dato solo ed esclusivamente felicita` economica. Lavoravo come tecnico della sicurezza nei cantieri autostradali, avevo uno stipendio abbastanza alto e soprattutto un contratto a tempo indeterminato; inoltre da un po’ di tempo avevo iniziato a lavorare come consulente di viaggio per una nota agenzia Italiana, ero fidanzato da 5 anni e tutto cio’ sembrava  essere perfetto, ma ovviamente non lo era. Così ho mollato tutto e sono partito. Ora sono in viaggio da più di 10 mesi e penso di entrare nella categoria delle persone più felici del mondo!



Nicola Regina viaggiare alla ricerca della felicità

Nicola Regina viaggiare alla ricerca della felicitàQuando e perché è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia?
Quando sono partito per Bologna in realta’ volevo partire per Londra, ho sempre avuto la voglia di espatriare in un modo o nell’altro, ma non sono mai riuscito a decidere con la mia testa. Mai nessuno mi ha obbligato a prendere decisioni ovviamente, ma nel momento di decidere un qualcosa ho sempre sentito una pressione in famiglia che mi ha portato a fare scelte sbagliate, pensavo sempre di far felici gli altri, trascurando cio’ che davvero volevo della mia vita. Ovviamente questo mi ha sempre turbato profondamente e mi ha sempre fatto vivere con la speranza che un giorno sarei partito per vivere le esperienze di cui veramente avevo bisogno. Il lavoro che facevo l’ho sempre odiato perché ero consapevole che coprivo quella posizione grazie ad una conoscenza senza aver faticato per conquistarmelo, ma per anni non ho mai avuto il coraggio di mollarlo;per fare il consulente di viaggio non mi sentivo abbastanza viaggiatore;ho cominciato ad odiare profondamente il sistema italiano e le sue regole e negli ultimi periodi si e’ praticamente distrutta la storia con la mia ragazza,una storia finita, ma un amicizia sincera sempre viva, e penso che questo sia una cose bellissima.Tutto questo aggiunto alla voglia matta di mettermi uno zaino sulle spalle e partire all’avventura per il mondo per confrontarmi con altre culture ha contribuito profondamente a prendere questa fantastica decisione.

Nicola Regina viaggiare alla ricerca della felicità

Come ti sei preparato a mollare tutto e viaggiare all’avventura? Cosa hai letto e cosa ti è stato utile?
Non lo so con certezza quando e’ iniziata la preparazione per per partire, forse c’e’ sempre stata penso. Ho sempre immaginato nella mia mente una grande partenza ma non gli avevo mai dato tanto peso a questi pensieri. Nel momento in cui cominciavo a sentire seriamente dentro di me che dovevo vivere i miei sogni, ho iniziato a leggere tante storie di viaggiatori su internet,guardavo sempre film del genere viaggi e praticamente senza saperlo mi stavo già organizzando. Poi un giorno mi e’ venuta voglia di comprare il libro MOLLO TUTTO E PARTO di Riccardo Caserini e leggendolo ho ricevuto il colpo di grazia. A febbraio 2013 ho iniziato seriamente a progettare questa partenza, passo dopo passo ho cominciato a tagliare tutto ciò che mi tratteneva e ho affrontato con molta fatica i mesi successivi. Parlo di fatica perche’ sono cresciuto in un paesino di 3000 abitanti lontano da citta’ e da posti dove hai la possibilità di ascoltare storie del genere, un paesino dove la noia ti divora, dove non si ha la possibilita’ di fare molte cose e dove tutta la gente si conosce, ma sopratutto perche’ la mia famiglia e’ praticamente lontana dalla mentalita’ di un viaggiatore, nel senso che anche un semplice fine settimana fuori dall’Italia spesso era visto come uno spreco di denaro, e percio’ di fronte ad una scelta del genere e’ stata davvero dura far capire che stavo partendo per fare un’esperienza di vita e non una semplice vacanza.

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Quali erano i tuoi stati d’animo prima della partenza?
La voglia di andare via ha incominciato ad impossessarmi di me molti anni fa, era un sogno proibito e onestamente ho sempre avuto paura a realizzarlo. Con la consapevolezza che mi stavo autodistruggendo restando in Italia e con la paura di deludere le aspettative della mia famiglia  dando solo preoccupazioni  non ho mai preso seriamente l’iniziativa. Avevo una fame assurda di fare nuove esperienze, forse un po’ di paura nell’affrontare situazioni completamente diverse in paesi differenti ma ho sempre pensato che nel momento in cui sarei partito e mi sarei  ritrovato a camminare in paesi lontani, tutte le paure ed i rimorsi sarebbero andati via automaticamente ed ovviamente così e’ stato.

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Come hai finanziato questo viaggio? Quale budget serve per un viaggio come il tuo?
Avevo un ottimo stipendio come ho gia’ detto prima, si e’ aggiunta una buona liquidazione, percio’ avevo abbastanza sicurezza economica prima di partire. Pero’ fin  dal primo giorno ho viaggiato con la mentalita’ di spendere il minimo indispensabile, cercando di risparmiare il più possibile. Poi molto dipende dallo stile di viaggio, io per esempio sto viaggiando abbastanza rapidamente percio’ ho avuto bisogno di spendere un po’ di soldi ma posso dire che in ogni posto ho sempre avuto la possibilita’ di fermarmi a lavorare per bloccare le spese ma ho sempre preferito continuare a girovagare utilizzando il budget ristretto che mi sono imposto. Con i soldi che mi e’ costato un anno di viaggio, e ripeto viaggiando rapido e prendendo aerei, sono sicuro che non ci avrei comprato un utilitaria. Poi ci tengo a dire che ci sono migliaia di giovani in tutto il mondo che viaggiano completamente senza soldi, vendendo artigianato, lavorando qua e là, vivendo la vita giorno per giorno, percio’ penso che una volta che ti sale quella voglia matta di viaggiare e senti di essere adatto per farlo, ogni budget sara’ perfetto per iniziare. Io per esempio sono più che sicuro che in questi 10 mesi le migliori esperienze le ho fatte senza spendere soldi viaggiando all’avventura e trovandomi spesso in situazioni complicate che mi hanno lasciato tanti ricordi meravigliosi.

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Eri già stato all’estero per lunghi periodi prima?
E’ stata sempre la mia più grande ossessione andare a vivere all’estero, ma non ci sono mai riuscito o meglio non ho mai avuto la spinta ed il coraggio per farlo. Prima di questo viaggio non ero mai uscito dell’europa e sono partito senza parlare nessun’altra lingua diversa dall’Italiano. Ho viaggiato molto in Europa visto che il lavoro mi permetteva di avere una settimana consecutiva libera al mese ma non sono mai riuscito a passare un lungo periodo fuori dall’Italia, e questo mi logorava dentro. Non mi piace dirlo però lo dico; penso che non sono mai andato via prima soprattutto perche’ sapevo che per la mia famiglia particolarmente  per mia mamma era una cosa sbagliata andare via quando in Italia avevo tutto, sapevo che gli davo preoccupazioni perche’ conosco molto bene il suo carattere abbastanza debole, cosi continuavo a trascurare me stesso fingendo di essere felice ma in realta’ non lo sono mai stato completamente. Poi e’ arrivato finalmente  il momento di crescita della mia personalita’ e  sono riuscito a fare questo grande passo. Meglio tardi che mai.

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Come hai scelto la prima destinazione?
La mia prima destinazione e’ stata la Spagna dove ho percorso per 900 km il Cammino de Santiago de Compostela. La scelta di iniziare con un viaggio spirituale ovviamente deriva dallo stile di vita che avevo prima, i vizi, la possibilita’ di fare tutto ciò che volevo con il mio stipendio e tutto cio’ che mi permetteva di vivere agiatamente. Andare a fare il “cammino” mi ha insegnato a vivere all’avventura con pochi soldi, ad adattarmi a tutto, ad aiutare la gente, ad affrontare fatiche fisiche e a riflettere decisamente su cio’ che stavo facendo. Ovviamente e’ stato un inizio meraviglioso, ho vissuto momenti indimenticabile ed ho conosciuto persone meravigliose con le quali ho condiviso giorni speciali e stretto grandi amicizie. Cercavo un viaggio spirituale, sono stato un pò deluso dal grande flusso turistico che ho trovato in quel periodo pero’ sicuramente ho trovato le risposte che cercavo ed e’ stata una bella preparazione psicologica per iniziare questo grande viaggio.

Nicola Regina viaggiare alla ricerca della felicità

Nicola Regina viaggiare alla ricerca della felicitàQuale è stato il tuo percorso fino ad ora e con chi stai viaggiando?
Premetto che sono partito con il progetto di viaggiare un anno, il primo mese in Spagna e l’ultimo in Brasile, lasciando gli altri dieci mesi alle coincidenze  e così e’ stato. Sono partito dall’Italia in aereo per Barcellona e da li ho viaggiato in autostop per 800 km attraversando i Pirenei dal lato francese fino a Sain Jean Pied de Port. Inizio così il camino de Santiago e lo termino a Finisterre… dalla Galizia sono sceso fino allo stretto di Gibilterra attraversando tutto il Portogallo sempre in autostop; poi mi sono lanciato in un tour fai da te in Marocco viaggiando tra spiagge, deserto, monti e meravigliose città con autobus super spartani. Poi sono tornato in Spagna tra Valencia, Barcellona e Minorca per passare un po’ di tempo con amici e qui ho comprato un volo solo andata a 150 euro per la Florida in partenza da Manchester  il mese successivo; inizo così a salire verso l’Inghilterra ma quando sono arrivato a Parigi un po’ per il freddo ed un po’ perche’ forse non avevo voglia di passare un mese da quelle parti, ho iniziato a smanettare in internet ed e’ uscito un volo a/r da Milano a Bangkok a soli 380 euro, così riscendo in Italia e parto per Bangkok.
Ho trascorso 25 giorni circa fra il nord della Thailandia ed il nord del Laos e sono ritornato in Europa. Rapido vado verso l’Inghilterra e da li ovviamente ho preso il volo per la Florida. Ad Orlando ho comprato una bici e un carrello e ho fatto circa 3500 fino al New Mexico in un mese, dopodiche’ per vari problemi ho mollato e continuato la marcia verso la California in bus e autostop. Da Los Angeles sono volato in Messico a Guadalajara e mi sono fermato li a casa di un amico per tutte le feste natalizie, ho continuato a viaggiare per il Messico tra Chiapas e Yucatan e da Cancun sono andato a Cuba, da Cuba a Quito in Ecuador e da Quito ho disceso tutto il continente in bus, navi cargo e sopratutto autostop fino a Ushuaia nella terra del fuoco Argentina, passando per Peru, Bolivia e Cile. Sono ripartito circa due settimane fa da Ushuaia continuando a macinare km con camion e mezzi di fortuna ed ora mi dirigo verso il Brasile. Ho fatto circa 8000 km in autostop in questi mesi e avuto tantissimi compagni e compagne di viaggio in ogni paese, ho conosciuto un immensita’ di gente ma il camino lo continuo sempre solo conoscendo sempre più gente. Sono più che certo che in questi mesi sto vedendo i posti più belli del mondo, ma ovviamente la cosa più bella di un viaggio come il mio sono le conoscenze che giorno dopo giorno mi lasciano ricordi meravigliosi.

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Nicola Regina viaggiare alla ricerca della felicitàFino ad ora, quale posto ti ha colpito di più e perché?
Sicuramente il viaggio nell’Amazzonia peruviana mi ha trasmesso davvero tanto. Navigando per tanti giorni sulle navi cargo nel Rio delle Amazzoni ed i suoi affluenti ovviamente e’ una cosa spettacolare se parlo di paesaggi; ma il contatto con la gente peruviana, dormendo in amaca a pochi centimetri dagli altri, passando intere giornate con persone povere che si spostano in nave dai villaggi in cerca di fortuna o semplicemente per andare a visitare parenti che non vedono da una vita o che non hanno mai conosciuto e’ stato qualcosa di incredibile. Inizialmente raccontando alla gente che stavo viaggiando da diversi mesi mi creava qualche problema di integrazione di fronte a persone povere che mai potranno permettersi il lusso di uscire dal proprio paese, ma nel momento in cui dimostravo di aver le idee chiare su ciò che stavo facendo mi ritrovavo sempre tanti amici intorno con i quali passavo intere giornate. Poi il rapporto con i bambini e’ stato favoloso, 24 ore su 24 ero circondato da bimbi che mi facevano brillare gli occhi, sono stati i miei veri compagni di viaggio, ho giocato con loro, gli ho raccontato storie e non posso negare di aver appreso davvero tanto anche dai lori piccoli racconti. Mentre scendevo dalla nave l’ultimo giorno mi sono promesso che prima o poi  avrei iniziato a lavorare nel campo umanitario per aiutare i bambini che soffrono, e giorno dopo giorno ora sono sempre più sicuro che quando tornero’ in Italia fra due mesi provero’ con tutte le mie forze a realizzare un progetto che da mesi sto studiando. Sempre viaggiando per il mondo ovviamente.

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Nicola Regina viaggiare alla ricerca della felicitàUn’esperienza o un episodio particolare da raccontarci?
Sono arrivato in Florida negli Usa con un biglietto solo andata, sapevo che in aeroporto mi creavano problemi ma ho voluto rischiare. Fatto sta che davanti alla polizia di dogana avevo due opzioni, la prima era tornare immediatamente in Europa e la seconda comprare un volo per uscire dagli Usa. Ovviamente ho preferito la seconda  e visto che avevo amici in Messico ho comprato un volo da Los Angeles a Guadalajara. Quando inizio a rendermi conto che avevo due mesi per attraversare il continente ho cominciato a pensare alle possibili soluzioni. Avvolto nei pensieri mi ritrovo davanti agli occhi nel giardino di un ostello una decina di biciclette che mi hanno acceso una grande scintilla. Avevo pensato al viaggio in bici ma ero convinto che fosse una cosa da organizzare meglio. Sono andato ugualmente in un centro commerciale a vedere i costi delle bici e sono uscito con una mountain bike (la piu economica che avevano) e un carrello per portare a passeggio i bambini. In ostello la gente non sapeva se ridere o preoccuparsi visto che avevo una bici completamente inadatta per fare tanti km, non avevo mai avuto esperienze in bici, non avevo la più pallida idea su come potevo risolvere i problemi tecnici, e parlo semplicemente di cambiare una ruota e più che altro non avevo abbigliamento adatto per partire visto che si avvicinava il freddo inverno americano. Alla fine sono partito pero’, senza una mappa e con la consapevolezza che stavo facendo una cosa più grande di me. In un mese ho fatto 3500 km arrivando fino al New Mexico attraversando Florida, Alabama, Missisipi, Louisiana, Texas ed un pezzo del New Mexico. Ovviamente in questo mese ne ho passate di tutti i colori, ogni giorno  rimanevo in strada con la bici rotta però ogni giorno ho trovato gente disposta ad aiutarmi, ogni giorno avevo problemi alle gambe, dormivo nei boschi, sulle spiagge e spesso per strada vicino alle chiese e alle banche per risparmiare soldi o semplicemente per sentire di più l’adrenalina del viaggio. Tutti i problemi pero’ hanno reso il viaggio fantastico, li ho risolti sempre senza andare in panico e più macinavo km più mi rendevo conto che sarei riuscito ad arrivare in California in tempi record, con una mountain bike da 80 dollari ed un buffo carrello. L’arrivo nel New Mexico pero’ e’ stato devastante, mi sono ritrovato in poche ore da un clima perfetto, in una tormenta di neve e qui sono iniziati i problemi seri, mi sono ammalato, ho perso tutta la forma, la bici era un rottame e non avevo l’abbigliamento per proseguire. Tutto si è trasformato in un incubo, ho passato una delle settimane piu’ brutte della mia vita in completa solitudine, poi finalmente  mi sono reso conto che era arrivato il momento di fermarmi e cambiare strategia. A malincuore dunque ho venduto la bici e ho continuato in autostop e in bus fino alla California. Quest’avventura più che una semplice esperienza per me e’ stata una grande lezione di vita.

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Ci hai descritto diversi metodi che hai adottato per risparmiare… puoi dirci di più in merito?
Non ho mai dormito in un hotel, ho sempre preferito gli ostelli con dormitori dove oltre che risparmiare si ha la possibilità di conoscere ogni giorno tantissime persone di ogni angolo del mondo, ho spesso dormito a casa di persone e amici conosciuti in viaggio, ho utilizzato il sito internet couchsurfing, ho dormito negli autobus spostandomi da un posto all’altro e moltissime volte ho dormito nelle aree di servizio, nelle stazioni o liberamente in strada. Ho sempre viaggiato con gli autobus più economici e spartani in ogni posto e continuo a macinare migliaia di km in autostop. Prima di partire erano tante le cose che pensavo fossero inevitabili come comprare vestiti, mantenere una macchina, uscire in discoteca e tanto altro, ma quando viaggi per mesi con uno zaino di 15 kg ti rendi conto di non aver bisogno di niente, semplicemente, mangiare, dormire e spostarsi da un posto all’altro.

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Quali diversità hai notato nei paesi che hai attraversato? E cosa apprezzi maggiormente?
Se parlo di Argentina e Cile posso dire con certezza di non aver trovato così tante differenze rispetto all’Italia, sicuramente perche’ sono paesi  abbastanza avanti e piu’ che altro perche’ il 90 per cento della gente Argentina che ho conosciuto e’ di origine italiana. Pero’ viaggiando in altri paesi come Messico, Cuba, Peru,ecc, dove ho avuto sempre il grande piacere di vivere a casa della gente, posso dire che tutto e’ completamente distinto. Penso che in Italia e ovviamente e’ un discorso generico, molta gente e’ abituata solo a lamentarsi, a criticare e ad aspettare la fortuna che va a bussare alla porta di casa. Gente senza lavoro che non ha mai fatto niente per iniziare una nuova vita, ma che vive  rigorosamente con cellulari di ultima generazione, macchina dei genitori sempre a portata di mano e tanta convinzione stupida nella testa. Questa e una delle cose che più odio dell’Italia, parlare, lamentarsi e non muovere una pietra per cercare un cambiamento. In altri paesi la gente fa di tutto per sopravvivere inventandosi sempre soluzioni semplici, vivono con il sorriso amando la vita e non parlando mai male della propria terra. Ti danno l’impressione che non hanno niente ma hanno tutto e questo a mi affascina tantissimo.

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Viaggiare e vivere fuori Italia sotto quali aspetti è meglio rispetto a farlo in Italia?
Io onestamente penso che vivere fuori dall’Italia oggi come oggi e’ tutto un guadagno; e non parlo solo di guadagno economico. In molti paesi si ha la possibilita’ di crescere e di mettere in evidenzia le proprie capacita’ e di guadagnare anche molti soldi se ti interessano quelli, in altri invece si vive semplicemente più sereni e senza troppi pensieri per la testa. Io sono “antipolitico” di prima categoria e sono sempre più sicuro che proprio grazie al sistema politico italiano ci siamo ridotti così. E’ ovvio che ogni paese ha la sua falsa politica, esiste dovunque la corruzione e la gente bugiarda ma quando penso al grande fascino che abbiamo in tutto il mondo, alla storia e alla cultura italiana, alla cucina ed ha tanto altro che ci permetterebbe di essere uno dei pesi più ricchi e stimati del mondo, nel vedere tutto in questo stato con un armata di ladri che mangiano alla spalle della gente provo tanta tristezza e rabbia. Però purtroppo questa e’ la realta’ oggi, e i risultati si vedono perfettamente visto che ogni giorni tanta gente va via in cerca di fortuna in altri paesi, e va sempre via gente in gamba che vede e trova altrove un futuro migliore.

Nicola Regina viaggiare alla ricerca della felicità

La voglia di viaggiare? Esaurita o cresciuta?
Senza pensarci per più di un secondo posso dirti che giorno dopo giorno la voglia di viaggiare aumenta sempre di più. Ormai fa parte della mia esistenza, ho l’animo del viaggiatore, ho la voglia matta di conoscere tutto il mondo, di confrontarmi giorno dopo giorno con culture diverse, di vivere con la gente dei paesi dove viaggio perche’ sono sicuro che viaggiare sia la cosa più bella che un essere umano possa fare.

Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero viaggiare come fai tu?
Se avete la voglia di partire, fatelo senza perdere tempo, seguite le vostre idee e i vostri sogni, stabilizzate la vostra mente, mettete il minimo indispensabile in uno zaino e partite. Un grande budget, o un piccolo budget?Non importa, l’importante e’ partire senza troppi programmi perche’ rapidamente vi renderete conto attraverso tanta gente che incontrerete lungo il camino, di quanto sia facile organizzarsi e viaggiare fuori dallo stivale.

Viva la Vida

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Di Massimo Dallaglio

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