Gianluca Maffeis: Operazione giro del mondo a soli 27 anni

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Gianluca Maffeis: Operazione giro del mondo a soli 27 anni.

Oggi è con noi Gianluca, un 27 enne Italiano che sta compiendo il giro del mondo.

E partito quasi due anni fa per la sua avventura, ed è qui per raccontarcela.

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Ciao Gianluca e benvenuto alla redazione di mollotutto, raccontaci la tua storia.



Un saluto a te e tutti i lettori di Mollotutto, il mio nome è Gianluca Maffeis, sono un 27enne della provincia di Bergamo e da oltre 500 giorni sto compiendo il giro del mondo.

Ma la mia storia ha inizio molto prima.

Nella mia vita ho sempre lavorato nel campo della ristorazione, settore per il quale ho anche studiato.

E, grazie a mio padre, ho ereditato la passione per i viaggi, passione che mi ha portato a vivere esperienze incredibili nel corso degli ultimi anni; una su tutte il viaggio invernale ontheroad in Islanda dove, oltre ad aver ammirato aurore boreali, iceberg e geyser, insieme ad un amico, sono riuscito a portare a termine il sogno di percorrere tutta la strada che costeggia l’isola, nonostante l’ostilità del territorio. 

• Ad un certo punto della tua vita, hai deciso di mollare tutto per viaggiare alla scoperta del mondo. Quando e perché è nata in te questa esigenza?

Esatto, ho deciso di mollare tutto e scoprire il mondo.

Questa idea è nata in una notte di Febbraio nella quale pensavo a come i miei ultimi anni di vita erano letteralmente volati nel fare le stesse identiche cose ogni giorno, e la monotona routine che purtroppo mi ha consentito di dedicare a me stesso e alle mie passioni troppo poco tempo.

Una vita di lavoro per aver solo un paio di settimane di ferie non ero ancora pronto ad affrontarla.

E’ vero, possedevo il posto fisso e avevo la fortuna di avere un buon salario; ma in gioco c’erano anche gli anni migliori, in una fase della vita dove si ha il massimo dell’energia, dove lo spirito d’adattamento non manca, la spensieratezza è diversa da quella che si può avere a 40-50-60 anni, e dove comunque si può anche provare a cercare una possibilità di futuro al di fuori dell’Italia senza avere paura di essere troppo in ritardo.

Cosi quella notte, dopo aver riflettuto per qualche minuto sui pro e i contro di un mio ipotetico licenziamento, mi sono alzato dal letto con la convinzione di voler cambiare pagina e provare a vivere la mia vita facendo ciò che più amo, ossia viaggiare.

Ho iniziato quindi a cercare informazioni riguardo ad un possibile giro del mondo senza aerei, cosi ho fatto il giorno seguente e quello seguente ancora, andando avanti per una decina di giorni; cercavo esperienze di altri viaggiatori con la mia stessa idea, o con storie comunque molto simili, e fortunatamente ben presto ho capito che il mio sogno poteva diventare realtà, ma solo se io lo volevo.

Non avevo nessun mutuo, nessun legame sentimentale, nessuna situazione particolare intorno a me; insomma, non c’erano scuse che mi costringessero a restare.

Dovevo solo trovare la forza dentro di me per dire basta alla mia vecchia vita e intraprendere un altro percorso, e fortunatamente posso dire, con i dovuti tempi, che ci sono riuscito.

Ecco come ho trasformato in realtà il mio sogno.

Gianluca Maffeis: Operazione giro del mondo a soli 27 anni.

Quando sei partito, da dove e come?

Il 18 marzo 2016 è iniziato ufficialmente il mio lungo viaggio senza aerei, partendo proprio dal paese in cui ho vissuto da sempre: Osio Sotto(Bergamo), affiancato per i primi 4 giorni di viaggio da mio padre, che ha voluto darmi il suo personale “VIA” trascorrendo insieme a me le prime battute del giro del mondo in Liguria e poi nella Francia meridionale.

Ho deciso di provare a toccare tutti i continenti del pianeta dandomi il “divieto” di volare, e dopo oltre di 520 giorni di viaggio. devo dire che sto riuscendo in questo mio intento.

Un altro traguardo che voglio rispettare, però, è la soglia minima dei 1000 giorni di viaggio (aspiro a restare in viaggio 1300-1350 giorni) che possono sembrare un infinità a primo impatto, ma che vi assicuro non sono neanche lontanamente sufficienti per vedere tutta l’Asia, se si ha come intento il comprendere e vivere culture differenti.

Gianluca Maffeis: Operazione giro del mondo a soli 27 anni.

•Com’è stata accolta da parenti ed amici?

Ci sono state reazioni molto diverse inizialmente, e questo era dovuto dal fatto che spesso si pensa che andare da soli fuori dall’ Italia e dall’Europa sia pericoloso.

Si crede e teme che il mondo sia pericoloso e pieno di gente poco raccomandabile; ma in realtà tutte queste preoccupazioni sono dovute alla nostra non conoscenza del posto dove andremo.

Ogni città può essere sicura, o pericolosa; che sia a due passi da casa, o dall’altra parte del mondo.

Mio padre, per esempio, è una di quelle persone che inizialmente ha preso nel modo più  sbagliato possibile la mia decisione, tanto d’arrivare ad ipotizzare che uno dei motivi di questa mia scelta fosse dovuta a qualche suo sbaglio fatto come genitore.

Ci ho messo un pò per fargli cambiare idea, ma ora fortunatamente non solo ha capito le mie motivazioni, ma mi raggiunge in giro per il mondo nelle tappe che reputa personalmente interessanti.

Il resto della mia famiglia ha accolto bene la notizia, facendomi sentire il loro affetto giorno per giorno, cosa che mi ha fatto davvero molto piacere.

Gli amici invece sono stati e sono di grande aiuto e supporto.

Dopo un primo momento in cui sono restati sorpresi da questa mia scelta particolare, hanno incoraggiato e spronato il sottoscritto a seguire questo sogno che condivido anche con loro, dal momento che qualcuno di loro è già venuto a trovarmi sia in Europa che in Asia.

Gianluca Maffeis: Operazione giro del mondo a soli 27 anni.

• Quali sono le difficoltà che affronti quotidianamente nel tuo viaggio in giro per il mondo? 

Grosse difficoltà quotidiane devo ammettere che non ci sono, fortunatamente.

Come già scritto in precedenza, spesso si pensa che viaggiare in stati lontani dal nostro sia difficile e insidioso, ma non è affatto cosi.

E’ vero, non è nemmeno semplicissimo come viaggiare in italia, dove non ci sono problemi a livello linguistico, il cibo è buono praticamente ovunque e abbiamo una conoscenza totale del territorio; ma vi posso garantire che anche per il mondo si gira tranquillamente, e il tutto lo si può fare anche se si ha solo una piccola base d’inglese, basta volerlo e lo si può fare davvero.

Alcuni casi in cui ho riscontrato leggere difficoltà sono stati in nazioni come Russia, Cina, Mongolia e Myanmar, dove le persone che parlano inglese sono davvero poche, per cui nascevano momenti in cui, quando chiedevo informazioni, bisognava utilizzare il linguaggio dei gesti, andando a creare situazioni simpatiche in cui spesso si finiva con grandi risate.

Problemi più seri, ma che fortunatamente non devo affrontare tutti i giorni, sono i visti e tutto ciò che riguarda visti e permessi turistici per viaggiare in alcuni stati, e che possono diventare davvero fonte di stress a causa delle difficoltà che si riscontrano nell’ottenerli.

Al momento però, nonostante alcuni grossi ostacoli, sono riuscito ad ottenere tutti i visti per i quali ho inoltrato richiesta.

Gianluca Maffeis: Operazione giro del mondo a soli 27 anni.

• In quali Paesi sei già stato/a e quali invece sono tra le tue prossime tappe? 

Con l’Australia sono 31 gli stati, in 3 continenti, che ho toccato da Marzo 2016 ad oggi.

L’Australia, nazione in cui mi trovo proprio ora, è stata raggiunta grazie alla navigazione fatta con una nave cargo partita da Singapore, e potrò viaggiarci fino a metà Ottobre, mese in cui mi imbarcherò su un altro mercantile per raggiungere gli Stati Uniti dopo una brevissima sosta in Nuova Zelanda.

Prima di partire, comunque, avevo già fatto parecchi viaggi sia all’estero che in Italia;

viaggiare è sempre stata la mia grande, ed ho sempre preferito spendere i miei soldi per questo tipo di esperienze piuttosto che in beni materiali.

Gianluca Maffeis: Operazione giro del mondo a soli 27 anni.

• Cosa hai imparato viaggiando e come senti di essere cresciuto e migliorato?

Se c’è una cosa certa riguardo ad un viaggio zaino in spalla come il mio, è il cambiamento.

Vuoi o non vuoi, prima o poi ti trovi di fronte al constatare di aver cambiato mentalità, e capisci di non avere più gli stessi atteggiamenti, così come capisci che le cose per te importanti sono cambiate.

Personalmente, sento che ogni posto mi ha donato qualcosa; a volte ho preso tanto e a volte un po’ meno, e di questo sono immensamente felice perché testimonia il fatto che ovunque sia stato la scintilla scattata è stata quella giusta.

Il Cammino di Santiago de Compostela mi ha donato maggiore fiducia in me stesso e nelle mie potenzialità, due cose fondamentali per affrontare un giro del mondo senza aerei.

In Scandinavia ho capito che l’amore per il proprio territorio esiste ancora, ed è bellissimo e coinvolgente convivere con persone che rispettano l’ambiente e le regole.

In Mongolia e Nepal ho capito che non è il colore della pelle ha determinare una persona, e che una fede e una cultura diversa non sono e non devono essere un problema per una convivenza pacifica.

L’India, che è al momento lo stato da cui ho attinto di più, mi ha insegnato la condivisione, e mi ha portato ad uno spirito di adattamento notevole grazie alle situazioni, talvolta estreme, in cui ci si ritrova a viaggiare.

Viaggiare porta comunque alla distruzione di tutte quelle barriere immaginarie che stupidamente ci costruiamo, o che ergiamo la maggior parte delle volte ascoltando discorsi fatti da persone che hanno visto ben poco del mondo.

Gianluca Maffeis: Operazione giro del mondo a soli 27 anni.

• In base alla tua esperienza, cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare la tua stessa scelta di vita?

 

Sarò schietto,

fare un giro del mondo senza aerei ed in solitaria non è quell’ impresa titanica che tanti magari possono pensare; ma neanche un’esperienza alla portata di tutti, indipendentemente dal budget.

Reputo fondamentali alcune circostanze per la buona riuscita di un viaggio come il mio, e le riassumo in 5 punti:

  1. avere un buon rapporto con se stessi
  2. non aver nessun tipo di fastidio nello stare da soli, e quindi vedere la solitudine come un pregio
  3. cimentarsi in questa esperienza solo per pura e vera passione di viaggio, e non per  provare a dimenticare una relazione sentimentale o magari per cercare di svoltare la propria vita aspettando l’arrivo di qualche sponsor
  4. saper accettare che non sempre le cose andranno come vorreste, e quindi essere pronti ad avere un “Piano B” qualora ci si trovi di fronte a dei problemi, soprattutto per la questione visti.
  5. essere tremendamente affamati di nuove esperienze, nuove culture, nuove tradizioni e nuove cucine!Gianluca Maffeis: Operazione giro del mondo a soli 27 anni.

•Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Quello che sto vivendo è uno dei sogni che avevo nel cassetto e a cui tenevo in maniera particolare.

Altri sogni nel cassetto, dopo il giro del mondo senza aerei, sono continuare a viaggiare riuscendo, magari un giorno, a toccare tutti gli stati del mondo; sarebbe un gran bel traguardo.

Mi piacerebbe inoltre fare diverse esperienze di lavoro all’estero, cosa che molto probabilmente provvederò a fare una volta terminato questo viaggio, magari alternando zone che non ho ancora toccato a zone già visitate e che mi hanno lasciato qualcosa di particolare.

Gianluca Maffeis: Operazione giro del mondo a soli 27 anni.

Quale è il tuo budget di vita? E ci sono sponsor che finanziano il tuo viaggio?  

No, non ho nessun introito fisso in questo viaggio.

Il budget di viaggio l’ho costruito passo dopo passo, da solo.

In circa 10 anni di lavoro ho risparmiato un cifra molto vicina alle 30 mila Euro, liquidazione esclusa, che ho deciso di investire interamente in questa esperienza.

Molte persone partono per lo stesso tipo di viaggio con un budget molto inferiore a quello del sottoscritto e riescono lo stesso a portare a termine il giro del mondo; io ho semplicemente voluto risparmiare qualcosa in più, perché non volevo e non voglio tutt’ora privarmi della visita di alcuni stati con un prezzo di vita più elevato (es. Norvegia, Finlandia, Australia, Canada, Stati Uniti).

Ad oggi sono al mio 530 giorno di viaggio, e non intendo fermarmi…

Chiunque volesse seguirmi nel mio viaggio, può farlo alla mia Pagina Facebook Ufficiale Operazione Giro del Mondo.

Buon viaggio a tutti.

Scritto da Annalisa Galloni

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