Oscar Bagnoli, si è trasferito con la famiglia a vivere e lavorare in Svizzera per un futuro migliore

Link Sponsorizzati


TRASFERIRSI A VIVERE E LAVORARE IN SVIZZERA CON LA FAMIGLIA PER UN FUTURO MIGLIORE

Oscar Bagnoli, 40 anni, ha lasciato tutto ed è partito per trasferirsi a vivere e lavorare nel Canton Ticino in Svizzera con la moglie e le sue due bambine. “A Reggio avevamo tutto, ma qui è un altro pianeta. E poi si parla italiano… In Italia avevo tutto, ma ho deciso comunque di partire per dare un futuro migliore alle mie bambine”.

Link Sponsorizzati


Chissà in quanti lo hanno pensato, e magari lo hanno detto, senza però credere davvero di arrivare a farlo. Lui, Oscar Bagnoli, 40 anni, un lavoro sicuro come dipendente pubblico al Santa Maria Nuova di Reggio, ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. Ha fatto armi e bagagli e insieme alla moglie Barbara Baldelli e alle figlie Giulia, di sei anni, e Sofia, di tre, ha lasciato l’Italia. Destinazione Svizzera. Per la precisione Biasca, nello Stato del Canton Ticino.



Oscar Bagnoli trasferirsi in Svizzera vivere in Svizzera  lavorare in Svizzera

Oscar, la tua decisione è sicuramente coraggiosa. Ma facciamo un passo indietro. Parlaci di te: com’era la vita tua e della tua famiglia in Italia?
Io sono nato a Castelnovo Monti. Ho un diploma da infermiere e da 22 anni faccio soccorso pre-ospedaliero ed intra-ospedaliero. Ho avuto un paio di esperienze professionali all’estero, accorpato all’esercito, in Eritrea ed Iraq. Quando siamo partiti avevo un contratto a tempo indeterminato presso il Santa Maria Nuova, come ultima locazione in Centrale Operativa 118. Sostanzialmente direi che ero arrivato. Avevo (e ho ancora!) una moglie, geometra, che collaborava con uno studio tecnico e due figlie di 6 e 3 anni (nate rigorosamente a Castelnovo Monti…orgoglio montanaro), una casa di proprietà ad Albinea, di fronte al Circolo Tennis con tanto di quota acquistata, con piscina e tutto il resto. Nessun mutuo, due auto da “fighino” praticamente nuove, zero problemi finanziari. Uscivamo spesso fuori a cena con gli amici. I nonni materni stavano a meno di un chilometro ed erano sempre disponibili.

Una situazione invidiabile… Perché quindi la decisione di lasciare tutto e partire?
La molla scatenante è riconducibile ad una sequenza di eventi, sia di stabilità nazionale, sia professionale. E, soprattutto, volevo garantire un futuro spendibile per le mie figlie. Provo a spiegarmi meglio: la situazione italiana è nota (crisi, classe dirigente da barzelletta, ecc…). Professionalmente si prospettava a breve la chiusura della Centrale Operativa del 118 a favore di un’unica centrale interprovinciale, con sede a Parma, senza ancora un non chiaro progetto di ricollocazione degli attuali operatori. La prima figlia, in età pre-scolare, con chiare indicazioni da parte dell’istituzione scolastica ad una contingentizzazione dell’offerta formativa, come ad esempio riduzione significativa delle ore di inglese a favore di educazione religiosa e nessuna ora strutturata di informatica… Praticamente quello che ho fatto a scuola io 35 anni fa. Non potendo ibernare le figlie e riportarle a normo-temperatura in, mi auguro per voi, momenti migliori ho deciso, metaforicamente, di alzare la mano e dire: “Io non sono d’accordo”.

Oscar Bagnoli trasferirsi in Svizzera vivere in Svizzera  lavorare in Svizzera

Perché hai scelto proprio la Svizzera?
Ho scelto lo Stato del Canton Ticino, che fa parte della Confederazione Elvetica, principalmente per motivi di lingua: la più diffusa è il dialetto Ticinese, ma l’italiano è la prima istituzionalmente. Poi è la terza nazione più ricca al mondo… Un gran male non si potrà stare. Inoltre sono a meno di tre ore d’auto da Reggio. E non ho trovato un solo blogger, che abbia fatto la mia stessa scelta, che si sia pentito per più di un micro-secondo e che abbia pensato di rientrare in patria per più di un nano-secondo.

Però lì in Svizzera non avevi un lavoro, non conoscevi nessuno… Come hai fatto, all’inizio?
Ho avuto tanta voglia di rimettermi in discussione, prima di tutto. Ho preparato il curriculum e ho cercato su internet le opportunità di lavoro. Tra l’altro il titolo da infermiere è equiparabile a quello svizzero. Ho avuto un colloquio di lavoro trasparente. E ora abito e lavoro in Alto Ticino, in un servizio ambulanze. Il mio contratto è stato stipulato, inizialmente, a tempo determinato (2 anni, come da prassi per questa azienda), e il mio inserimento è iniziato il primo giugno. Lo standard è elevatissimo rispetto all’Italia, c’è tanta autonomia decisionale ed operativa. Poi qui la meritocrazia esiste davvero: se la prestazione non è consona “vieni preso per un orecchio”, se invece fai bene ti aspetta il pubblico apprezzamento dai tuoi superiori.

E la tua famiglia? Si è ambientata alla nuova realtà?
Le mie figlie sono straordinariamente felici delle loro scuole (elementari e pre-asilo), degli spazi utilizzabili e della natura che ci circonda. In estate si fà il bagno in fiume o nei laghetti naturali alpini, e di fianco alla Coop pascolano le mucche….. Anche la moglie è contenta di questa scelta e l’ha condivisa fin dall’inizio. Lei collabora con uno studio di architettura a Reggio, ma abbiamo in corso un paio di contatti che dovrebbero portare ad un rapporto di lavoro occasionale. Come in tutti i posti un po’ rurali non c’è una gran vita, bisogna spostarsi verso Lugano o Locarno…ma chi se ne frega! Anche qui esistono problemi di sicurezza pubblica, piuttosto che disoccupazione, ma nell’insieme il sistema è ad anni luce dall’Italia.

Oscar Bagnoli trasferirsi in Svizzera vivere in Svizzera  lavorare in Svizzera

Sembra un posto da favola…C’è qualcosa però che ti manca dell’Italia?
In realtà non mi manca nulla di particolare dell’Italia, o meglio di Reggio. Per quanto riguarda il cibo la qualità è elevata anche qui. E in ogni caso, la mia punta di formaggio, salame e prosciutto continuo a comprarli dai miei abituali esercenti tutte le volte che torno…

Di Chiara Zini

LEGGI LE ULTIME OFFERTE DI LAVORO IN SVIZZERA

Link Sponsorizzati


CONDIVIDI SU: