Perché ho scelto di rimanere a vivere in Irlanda

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Perché ho scelto di rimanere a vivere in Irlanda 

Sono molteplici i motivi per cui amici e parenti mi chiedono come mai dopo un anno dalla mia partenza io sia ancora convinta di voler vivere in Irlanda.

Certo i primi motivi che mi hanno spinta a partire sono la crisi in Italia e la burocrazia nemica. Ma sono partita anche per porre fine ad una condizione difficile da digerire – comune ai giovani ormai sulla soglia dei 30 anni – quella in cui un laureato con esperienza lavorativa non trova alcuna opportunità professionale, senza l’aiuto magico di baroni o falsi amici.

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Queste sono le motivazioni esplicite, evidenti. Ma non capita a tutti, dopo il primo periodo di soggiorno in un paese, di voler restare nel luogo visto in un primo momento come un “rifugio” di un preve periodo. Una piccola parentesi della durata di 6 mesi, o poco più. Invece no, nel mio caso è diventata una seconda casa! E ha preso il nome di una città, una foto del fiume Lee (di Cork, la città in cui vivo adesso) e ha il sapore di una tazza di tè accompagnata al soda bread.

Ed è per questo che prima di partire per una nuova destinazione penso sia necessario, perlomeno lo consiglio, raccogliere un po’ di informazioni utili ma anche leggere le storie di chi si trova già nel paese che hai scelto per la tua avventura. In questo articolo parlerò del mio amore per l’Irlanda e potrai capire se ques’isola fa al caso tuo!



Se dovessi infatti stilare una lista dei perché ho lasciato l’Italia, non basterebbero ore ed ore per terminarla, ahimé. In questo caso invece non nutro molte esitazioni. L’Irlanda è diventato il mio paese perché…le sue caratteristiche sono entrate a far parte della mia personalità oltre che del viver quotidiano! Ovvero…

Perché ho scelto di rimanere a vivere in Irlanda

 

1) L’approccio alla quotidianità.

In Irlanda le regole principali di ogni approccio all’altro uno sono la gentilezza, l’apertura mentale e l’accoglienza. Appena sono arrivata a Dublino, un anno fa, ho capito che sarei stata accolta come una figlia. E cosi è stato.

2) L’accoglienza sull’ambiente di lavoro.

Al di là della tua età anagrafica, della tua provenienza e delle tue esperienze. Amo questo approccio dell’irlanda alla professione, e questo contraddistingue il paese da molti altri in cui prima della persona viene il lavoratore. Qui sembra che tutti siano “principianti” in grado di imparare dagli altri, anche dai più giovani. Ovviamente parlo per la mia esperienza personale, ma raccogliendo informazioni di connazionali e amici, ho constatato che hanno fatto le stesse considerazioni. Se non sei barista, puoi diventarlo! Se non sei abbastanza bravo in una mansione, no problem: il tuo manager è qui per aiutarti. Questo incentiva e stimola a crescere professionalmente. Il discorso poi si ricollega anche alla grande occasione dell’apprendistato. Tale fase di formazione è preziosa per un lavoratore che si approccia al nuovo settore per la prima volta nella sua vita!

3) La praticità dei gesti, l’ironia.

Gli irlandesi sono innanzitutto un popolo dal grande senso dell’umorismo (e pungente! :)) che non guasta, e hanno sempre una risposta pratica ai problemi. Questo aiuta, specie i primi periodi nel paese, quando ti rechi in ufficio pieno di dubbi sul da farsi o semplicemente non sai dove acquistare un prodotto di prima necessità.

4) La semplificazione dei servizi.

In Irlanda la burocrazia è davvero snellita. Certo, si può sempre migliorare, ma qui non dovrai attendere mesi e mesi per un documento come il PPS Number (bastano al massimo 15 giorni). Anche per aprire il conto corrente bancario, ho notato che rispetto all’Italia ci sono molte meno restrizioni e documenti da compilare.

5) L’assistenza alle famiglie con bambini.

Ho lavorato sei mesi come ragazza alla pari e posso dire che in Irlanda lo Stato supporta le famiglie con minori. Anzi, sembra quasi che il Governo inciti a fare più figli grazie ai sussidi messi a disposizione. Per chi ha intenzione di metter su famiglia, questo punto potrebbe risultare fondamentale nella valutazione del paese in cui trasferirsi. Ma anche i privati non sono da meno: le palestre propongono pacchetti con prezzi speciali. Si paga quindi un abbonamento singolo valido per tutti i membri della famiglia! Io lo trovo fantastico! E questo vale anche per molti altri servizi o prodotti e anche per i biglietti del cinema.

6) La musica live gratis nei pub, ogni sera dell’anno.

Io provengo da una piccola città del Centro Italia, quindi su di me questo aspetto ha giocato un effetto sorpresa notevole, lo ammetto. Ma non si tratta solo di esibizioni dal vivo delle band, e dei tanti festival annuali, a volte sono gli stessi clienti ad improvvisare esibizioni e canti/balli a suon di chitarra, anche per strada. Io penso che un paese che canta sia ancora salvo dalla tristezza e dal pessimismo. O perlomeno è un paese che prova a ridere di se stesso.

7) Il multiculturalismo urbano.

Vivere nelle metropoli americane potrebbe spaventarmi, lo ammetto. Ma le città irlandesi, a partire da Dublino a Cork per arrivare alla perla dell’Ovest, Galway, più piccola e facile da visitare. Questi piccoli gioelli urbani esercitano un fascino al quale non posso resistere. Ok, piove spesso, è vero. Per gli italiani questo potrebbe essere un problema. Ma qui ho l’occasione unica non solo di avere una grande comunità di connazionali per cui non perdo mai il contatto diretto con le mie origini, ho il vantaggio di imparare 2 lingue grazie ai vari incontri di scambio linguistico, o anche solo organizzando cene con tutti i miei amici provienienti da vari angoli del Pianeta! (tra i miei coinquilini c’era anche una tailandese). Chi puo dire lo stesso?

8) La bellezza mozzafiato dei paesaggi da fiaba.

Ho la fortuna di vivere in una delle isole più ricche dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, facile da esplorare soprattutto in auto. Nel tempo libero ho sempre in programma qualche viaggio fuori porta e non mi annoio mai…

9) La fortuna di avere un mercato. 

Intendo un mercato internazionale grazie al quale preparare ogni giorno piatti esotici e mai provati prima e nel quale posso sempre scovare i prodotti italiani migliori.

Un articolo di Donatella Conte

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