Piero Lorenzo si è trasferito a vivere in California dova lavora come realtor

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PIERO LORENZO SI E’ TRASFERITO A VIVERE IN CALIFORNIA DOVE LAVORA COME REALTOR

Piero, agente immobiliare di Firenze, dopo diversi viaggi all’estero ha realizzato che il suo futuro sarebbe stato fuori Italia. Oggi vive in California dove, dopo aver studiato tantissimo e duramente, ha superato l’esame  California Real Estate ed ha ottenuto la licenza di Realtor. “…gli agenti immobiliari negli USA sono piu rispettati e sono una figura imprescendibile in una compravedita. Piu’ del 95% delle transazioni avviene tramite realtors. Qui attualmente il mercato sta andando a gonfie vele…”

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Realtor in California Pier LorenzoCiao  Piero, vuoi presentati ai nostri lettori, come ti chiami e di dove sei originario?
Ciao, mi chiamo Piero Lorenzo e​ sono nato in Calabria, ​nella bella Tropea, 43 anni fa.​
 
Cosa facevi quanto eri in Italia?
​Sono nel settore immobiliare fin dal 2002, quando presi il “patentino” di agente.
Ho avuto la mia agenzia a Firenze dal 2003. Mi occupavo in particolare di compravendite e locazioni di immobili residenziali a Firenze e dintorni.​
​Ho sempre amato questa professione ed ho sempre pensato che fosse perfetta per il mio carattere e le mie ambizioni. “Svegliarmi la mattina e non pensare… che palle.
​un altro giorno di lavoro!” questo era il mio motto.
​Negli ultimi anni, però, devo ammettere che la crisi economica che ha investito il nostro paese ed in particolare il settore immobiliare, mi ha in parte tolto quell’entusiasmo e quella iniziativa che avevo nei primi anni. Gli ultimi tempi erano difficili ed era davvero dura andare avanti.

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Realtor in California Pier LorenzoQuando e perchè è arrivata la voglia o la necessità di trasferirti all’estero?
Dal 2007,  dopo il mio primo viaggio a Isla Margarita, Venezuela, è scoccata in me l’idea fissa di andare a vivere all’estero. Avevo capito che il mondo poteva offrire tantissime altre opportunità e che il mio futuro non era legato a Firenze, città bellissima dove ho vissuto per 21 anni, ma che in realtà non ho mai sentito davvero mia. In particolare sentivo un grandisismo bisogno di avvicinarmi al mare e di provare nuovi scenari professionali. Da allora ho viaggiato molto, soprattutto nel centro-sud America, tornando spesso a Isla Margarita ed ogni volta che rientravo in Italia, la mia idea ed il mio sogno, crescevano.
​Sicuramente la situazione politico-economico italiana degli ultimi anni ha avuto un notevole peso sul mio espatrio. Ma la California, per varie ragioni, non era ancora nei miei piani.

Perché hai scelto proprio di trasferirti a vivere e lavorare in California?
Nel marzo 2013, subito dopo essere rientrato dall’ennesimo viaggio nel sud America, conobbi a Firenze quella che poi sarebbe diventata mia moglie: Elizabeth. Il nostro è stato subito un colpo di fulmine ed un grande amore. Fin dal primo istante siamo entrati in grande sintonia, avevamo ed abbiamo tantissime cose in comune. Lei è americana, nata e cresciuta a Santa Cruz, ma che dai 18 anni in poi ha vissuto tra New York, Colorado, Londra e negli ultimi anni a Firenze. E’ attrice, regista ed insegnante di teatro. Ci siamo poi sposati nel giugno del 2014 a Tropea.
La mia prima volta negli USA ed in particolare a Santa Cruz, fu solo nell’agosto del 2013, quando andai a trovare Elizabeth che per l’estate era tornata in Colorado per lavoro. Durante il viaggio di andata, sul volo Roma Atlanta, per caso selezionai un film chiamato “Chasing Mavericks”. Non sapevo assolutamente di cosa trattasse. Ricordo come se fosse ora quella prima scena che mostrava l’oceano ed una frase di sottofondo che diceva: “Tutti noi veniamo dal mare, ma non tutti sono del mare. Quelli che lo sono, noi figli delle maree, dobbiamo tornarvi ancora, ancora ed ancora…, fino al giorno in cui non torniamo indietro, lasciandoci alle spalle solo quello che ha fatto parte della nostra vita.” E subito dopo, apparve la scritta: “Santa Cruz, California”.!! Restai esterrefatto, con la pelle d’oca…!! Stavo per andare proprio a Santa Cruz!  E quelle parole sembravano proprio scritte per me!! Guardai quel film emozionatissimo, varie volte, per tutta la durata del lungo volo. Sentivo dentro di me, che stava per succedere qualcosa di speciale nella mia vita.



Realtor in California Pier LorenzoDopo qualche giorno in Colorado, andammo, finalmente, a Santa Cruz a trovare i suoi genitori. All’arrivo a San Francisco, e quindi nella “mia” California, ebbi subito l’impressione che quel posto mi fosse familiare. Ci sono varie similitudini paesaggistiche e climatiche con la mia terra d’origine ed addirittura, Tropea e Santa Cruz sono quasi sulla stessa latitudine. Insomma mi sentii subito a casa mia.
La decisione di fare questo passo così importante l’abbiamo presa proprio un paio di mesi prima del matrimonio, quando la scuola fiorentina ​dove Elizabeth insegnava, da lì a poche settimane avrebbe “abbassato il sipario” per sempre. E nel frattempo il mio lavoro era sempre più in discesa, così come le mie energie ed il mio ottimismo.
Ed allora io, sempre con in testa l’idea fissa di andare via​, non ho avuto alcuna esitazione a proporre il trasferimento a Santa Cruz. Per me sarebbe stata una nuova rinascita, e per Elizabeth il ritorno agli affetti familiari e a quei legami della sua infanzia.
​Quindi, ​dopo il nostro matrimonio, nel giugno 2014, io e mia moglie iniziammo le pratiche per il mio Visto di Immigrante presso l’Ambasciata americana di Roma prima ed il Consolato americano di Napoli, poi. L’iter burocratico è stato un po’ faticoso, pieno di documenti ed informazioni da dover presentare. Ma ne ero consapevole fin dal primo momento. Addirittura abbiamo dovuto mostrare le foto del matrimonio e del periodo del nostro fidanzamento. Ma devo dire che nel complesso, il mio caso è stato abbastanza rapido.
​ ​A metà ottobre fui chiamato a Napoli per le visite mediche e per l’interview ed una decina di giorni dopo, avevo finalmente il visto per entrare negli Usa da immigrante.

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Ed un anno fa​, precisamente il giorno del mio 42° compleanno, la grande partenza.
​Ho scelto gli Usa e la California, perche’ speravo fosse il paese delle grandi opportunita’, ed un anno dopo, posso certamente confermarlo. Sicuramente ho ritrovato quella grinta e quell’entusiasmo che l’Italia lentamente mi aveva spento.

In che cosa consiste la tua attività li in California?
Dopo un paio di mesi del mio arrivo in California, e dopo aver studiato tantissimo e duramente, fin dagli ultimi mesi a Firenze, ho superato l’esame si California Real Estate ed ho preso la licenza di Realtor. Attualmente. la mia attivita, che​ è associata a Keller Williams, un grande franchising americano​, ha due rami: quella ​locale, specializzata nell’area della contea di Santa Cruz, e quella più ampia ed internazionale che e’ davvero molto affascinante e ​che si sta rivelando una grandissima opportunita’. In particolare, dopo aver preso la designazione CIPS (Certified International Property Specialist), mi sono specializzato in transazioni immobiliari USA-Italia, aiutando nel processo di acquisto i tanti americani che amano l’Italia e sognano una casa nello stivale. Sulla stessa linea, sono l’agente per gli italiani che vogliono comprare in tutta la California ed in tutti gli States e li aiuto tramite la collaborazione con altri agenti, su tutto il territorio americano.
Realtor in California Pier LorenzoOvviamente non sono​ io a mostrare una casa a Miami, o a New York, o in altre località lontane dalla mia area, ma, ho un network di circa 6.000 ​agenti di alto livello un po’ in ogni località degli Usa, ed insieme collaboriamo per dare la massima soddisfazione al cliente. ​Inoltre collaboro ​con developers (costruttori) sulla vendita di numerose proprietà a Miami ed in altre località della Florida, New York, Las Vegas, Arizona, Hawaii ed anche Repubblica Dominicana, Costarica, Canada, Messico, ​Aruba e Brasile.

Sto molto lavorando sul target di clienti Italo-Americani. Sono già riuscito ad ottenere diversi incarichi di vendita da clienti americani di origine italiana, su loro proprietà in Italia ed ho diversi mandati da potenziali compratori alla ricerca di acquistare una casa in Italia. ​Negli ultimi mesi sto aiutando sempre piu’ vari italiani a vendere le loro proprietà, proponendole ad un mercato internazionale.​
​Ovviamente, spesso, mi affido ad agenti italiani locali di fiducia ed a professionisti del posto per seguire tutto l’iter per l’acquisto. Vista la stagnazione del mercato italiano, con tempi di vendita che si sono allungati di gran misura e con la problematica della concessione dei mutui, l’apertura ad un mercato straniero, e soprattutto del Nord America, dove l’economia è tornata a crescere e dove il potere di acquisto rende i prezzi molto piu’ “affordable”, e’ sicuramente​ un’ottima alternativa. Gli americani ancora amano l’Italia e ci rispettano tantissimo, ma spesso hanno timore o non conoscono nulla di come si svolgono le transazioni in Italia.

Realtor in California Pier LorenzoOltre a questo per cosa altro si distingue la tua attività?
Sono molto probabilmente l’unico agente di real estate che ha una doppia licenza: italiana e californiana.
​Ricevo giornalmente almeno 2-3 offerte per incarichi su immobili in Italia da proporre al mercato internazionale o da agenti italiani per collaborazioni.​ In tanti hanno capito che e’ il momento giusto per cercare compratori stranieri. E tanti compratori stranieri hanno capito che e’ il miglior momento per comprare nel bel paese. Io ho tantissimi strumenti e canali per pubblicizzare gli immobili e per trovare l’acquirente. Ho combinato l’alta tecnologia e l’alta professionalita’ del real estate californiano, sicuramente al top nel mondo, con la mia lunga esperienza di immobiliare a Firenze. Utilizzo metodi che rendono visibile gli immobili ad un’altissima percentuale di potenziali compratori. So bene quali sono le aspettative di un compratore americano desideroso di acquistare in Italia e cerco nel miglior modo possibile di rendere il processo piu’ semplice e snello possibile.

Quali differenze sostanziali riscontri a livello lavorativo rispetto all’Italia?
Sicuramente gli agenti immobiliari negli USA sono piu rispettati e sono una figura imprescendibile in una compravedita. Piu’ del 95% delle transazioni avviene tramite realtors. Qui attualmente il mercato sta andando a gonfie vele. ​
Come dicono da queste parti, è un “seller’s market”, cioè è un mercato dove la domanda dei compratori è superiore all’offerta dei venditori, e pertanto i prezzi sono in aumento e le case si vendono rapidamente. Stiamo vivendo in un boom immobiliare, ma c’è da dire che l’economia in generale, viaggia alla grande. A volte una casa si vende anche in un solo giorno dal momento in cui viene messo sul mercato. Ci sono gli Open House, cioè la “casa aperta” in un determinato orario che si stabilisce, nel quale chiunque può visitare direttamente l’immobile. Qui poi si usa il MLS, questa grande banca dati dove vengono inseriti tutti gli immobili trattati dagli agenti che sono sul mercato. Qui si lavora solo in esclusiva. Il listing agent, cioè l’agente che ha l’incarico a vendere, inserisce l’immobile sul MLS ed ogni altro agente, che come me fa parte del NAR, National Association of Realtors, può proporre ai propri clienti tutti gli immobili presenti e quindi in teoria potrebbe venderli. Qui la provvigione viene generalmente pagata solo dal venditore (6%) e nulla dal compratore. Questo 6% viene poi diviso tra il listing agent ed il selling agent, cioè l’agente che trova il compratore.

​Il mio MLS prende tutta la California, quindi potenzialmente potrei vendere dappertutto, anche a Beverly Hills o San Francisco.
Le case non abitate, hanno un “lockbox”, e noi agenti possiamo visitare o portare i nostri clienti andando direttamente ed accedendo nell’immobile con un’applicazione sul cellulare che ci consente di aprire la porta. Le trattative si fanno molto spesso online. Io ho un sistema di firma digitale e praticamente puoi inviare e ricevere una proposta di acquisto firmata comodamente dal tuo ufficio o da casa. Inoltre con il MLS, puoi verificare tutta la storia di ciascun immobile, comprese le varie compravendite ed i relativi prezzi. Il NAR con le sue associazioni locali, organizza continuamente corsi di aggiornamento, seminari e webinar che rendono il nostro lavoro sempre più professionale ed avanzato.
​Qui la categoria e’ molto protetta anche a livello governativo. Hanno avuto la crisi nel 2008, con grandi perdite per uno-due anni, ma poi sono ripartiti alla grande ed il governo USA ne ha sostenuto il rilancio. D’altronde una buona fetta dell’economia del paese gira sull’immobiliare. In Italia, invece, siamo entrati in crisi nel 2008 e non si fa niente per aiutare il mercato immobiliare, con le banche che continuano a non concedere i mutui​ e senza mutui sara’ impossibile una ripresa.

Realtor in California Pier LorenzoCom’è avvenuta la tua integrazione in una realtà locale sostanzialmente differente da quella italiana?
L’integrazione e’ avvenuta e sta avvendendo lentamente, passo dopo passo, ma sostanzialmente credo di cavarmela abbastanza bene. Ho dovuto ricominciare da zero su molti aspetti. Emigrare in un posto a 10.000 km di distanza, a 42 anni, è come rinascere una seconda volta, con tutti i pro ed i contro. Ritorni ad essere un bambino, che deve rimparare un po’ tutto, ma che ha un bagaglio alle spalle importante che lo aiuta nell’apprendimento, rendendo tutto molto più rapido e con qualche errore in meno. Inizi completamente una nuova vita, in un altro mondo, così lontano e così diverso. Tutto è una sfida, soprattutto con te stesso. All’inizio e’ tutto cosi’ stressante, niente e’ semplice.
Ci sono giorni di grandissimo entusiasmo, anche nel raggiungimento di piccoli obiettivi. E ce ne sono altri, in cui hai paura, hai grande nostalgia, ti senti davvero “spaesato” e non sai quale direzione prendere.  Devi avere coraggio e nello stesso tempo tanta umiltà. Non potrò mai dimenticare il giorno prima del trasferimento. Ero un fiume in piena di incredibili emozioni.  Ma io avevo proprio bisogno di questo cambio radicale. Un giorno, forse, potrò raccontare di avere avuto due vite, una italiana e l’altra californiana…
Devo ammettere che una grande mano me l’ha data certamente mia moglie ed anche la sua famiglia. Senza, sarebbe stato tutto molto piu’ duro e probabilmente piu’ triste. Ed anche i miei genitori, fratelli ed amici mi hanno sempre incoraggiato.
Uno scoglio notevole e’ sicuramente stata la lingua: un conto è parlare inglese “turistico” ed un altro è l’inglese parlato da un californiano con il suo slang ed i suoi tanti modi di dire. E soprattutto parlare e comprendere l’inglese business, o rispondere correttamente ad una email, o scrivere un annuncio di qualche casa, etc etc.

Un’altra grande difficolta’ e’ stata di ​iniziare la mia attivita’ di immobiliare in California con zero clienti e con zero stipendio,​ dopo 13 anni di attività in Italia.​
Appena arrivato a Santa Cruz, conoscevo pochissime persone e non potevo certamente competere con gli altri agenti locali, super attivi ed agguerriti, che magari conoscevano i loro clienti fin dai tempi della scuola.
​Dopo le prime settimane capii che non potevo essere il classico agente del posto, ma che dovevo trovare la mia giusta direzione, magari qualcosa che mi avrebbe reso quasi unico nel genere.
Realtor in California Pier LorenzoUn giorno mi capita un episodio davvero particolare che influenzerà molto il mio futuro professionale. A metà maggio, io e mia moglie andiamo una settimana a New York. Durante la visita nella grande mela, ci rechiamo al museo degli Immigranti ad Ellis Island, ovvero il primo luogo di accoglienza degli immigrati appena sbarcati. Un posto molto emozionante, ed è li che ho capito per la prima volta che anche io ero ormai da considerare un immigrato. Ma il momento più emozionante di tutti, che non dimenticherò mai, è quando riesco a trovare le prove dell’arrivo di mio nonno Francesco, che nel 1913 arrivò negli Usa da solo, partendo dalla Calabria, alla tenera età di 15 anni. Che uomo!! Lui sarebbe rimasto negli Usa per 12 anni, per poi rientrare a Tropea, dove da li a poco avrebbe sposato mia nonna e sarebbe nato mio padre, Carmine. Nel documento che mi è stato rilasciato dal museo, però, c’è un’imprecisione: l’ultimo luogo di residenza di mio nonno è indicato come Santa Croce Camerina, Sicilia. Ma mio nonno viveva a Tropea!! L’addetto del museo, mi spiega che a volte al momento dell’arrivo, vuoi per la confusione, vuoi per problemi di comprensione tra lingue diverse, i funzionari di Ellis Island potevano riportare erroneamente nomi e dati. Nei giorni successivi ho cercato di capire se ci fosse qualche nesso tra quella località e mio nonno. Qualche giorno dopo, però, tornato in California, in uno di quei momenti in cui mi sentivo un po’ giù, ricevo una telefonata da una nuova cliente siciliana che vive proprio a Santa Cruz. La donna mi offre l’incarico per vendere una sua proprietà in Sicilia. Per me si sarebbe trattato della mia prima esclusiva nella mia nuova carriera d’oltreoceano. Lei mi descrive l’immobile e mi riferisce che esso è situato a pochi km da una località chiamata SANTA CROCE Camerina… Era proprio la stessa indicata nel documento di mio nonno!! Io rimango paralizzato e per tutto il giorno ho i brividi e la pelle d’oca. Forse mio nonno, quel nonno che non avevo mai conosciuto, ma che avevo sempre portato dentro i miei pensieri, mi stava dando un aiuto e forse un’indicazione ben precisa sul mio futuro. “Ed adesso, come faccio a vendere quella terra in Sicilia? Non posso deludere quella cliente e nemmeno mio nonno!!” Ed allora mi sono informato ed ho visto che Keller Williams ha una specializzazione in Global Property, con l’International MLS (Multiple Listing Service), un sistema che permette di pubblicizzare gli immobili sul circuito internazionale e con un network di agenti designati un po’ di tutto il mondo, con scambio di “referral”.  Tutto ciò da grandi potenzialità nel trovare compratori provenienti un po’ da ogni parte dell’emisfero. Non ci ho pensato nemmeno per un istante e mi sono iscritto a questo ulteriore corso. Ho studiato per 12-14 ore al giorno ed in poco tempo ho superato l’esame e mi sono specializzato in International Real Estate, ricevendo la CIPS (Certified International Property Specialist) che è una prestigiosa designazione che soltanto circa 1.500 agenti al mondo hanno. E da li’ e’ iniziata la mia vera svolta.
Ci vuole tanta umiltà, sangue freddo, costanza, fantasia, e destino. E poi mai smettere di sognare!!

Realtor in California Pier LorenzoConosci molti italiani che vivono a Santa Cruz, li frequenti?
Non molti, a dire il vero.​ Ci sono un paio di buoni ristoranti di italiani dove vado spesso a mangiare​, e​ gioco a calcio amatoriale con una squadra chiamata “Azzurri”, usando le maglie della nazionale.​ Il fondatore della squadra e’ Mario, un bravissimo gentlman di origini italiane che si trasferi’ in California circa 50 anni fa​.
​​Frequento anche u​n’associazione culturale italiana “la Dante Alighieri”, dove spesso proiettono film italiani in lingua originale. ​

Vivere in California sotto quali aspetti è meglio che in Italia ? E sotto quali aspetti è peggio?
Credo che la California sia uno dei miglior posti in assoluto dove vivere, considerando la qualità di vita e le prospettive lavorative e di successo che puoi avere. La natura ed il clima sono meraviglosi, ​le spiagge, i colori, i tramonti, i redwoods, etc​. Fantastica terra​!! Tutto funziona benissimo.
​A livello lavorativo hai spazi ed opportunita’ immense, che ahime’ in Italia sono ormai un lontano ricordo. Credo sia un luogo ideale per fare crescere un figlio, oggi. ​Sicuramente l’Italia ha un patrimonio artistico e culturale unico ed inarrivabile, centri storici che qui se li sognano. E poi il cibo che e’ il numero uno. Ma le chances di poter emergere, senza santi in paradiso e le amicizie “giuste”, sono sempre piu’ limitate e tutto sta diventando cosi’ difficile. Personalmente, pur amando immensamente l’Italia, sono contento della scelta presa.

Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme e trasferirsi a vivere e lavorare in California?
Oggi per uno straniero poter vivere negli Usa e lavorare, da legale, è davvero molto complicato, se non impossibile. O hai un visto di lavoro dove la tua compagnia ti sponsorizza, o vinci la “green card” attraverso una sorta di lotteria, o hai strettissimi legali di parentela con un cittadino americano, come me appunto. ​Se hai qualche soldo, puoi sicuramente investire in un’attivita’ ed ottenere un visto E2.

Che attività potrebbe essere indicata per coloro che volessero investire a Santa Cruz?
Ristorazione,​ senza dubbio!​ S​iamo i numeri uno in questo campo e gli americani lo sanno​. Qui a Santa Cruz, un mio caro amico Giuseppe ha aperto in poco tempo due ristoranti di cucina italiana, che vanno alla grande. Qualita’ e passione sono sinonimo di successo da queste parti. Santa Cruz e’ molto vicina alla Silicon Valley, pertanto potrebbe essere molto interessante anche per ingegneri informatici ed esperti in tecnologia.

Piero Lorenzo

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Di Massimo Dallaglio

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