SERENA SI E’ TRASFERITA IN IN INGHILTERRA DOVE LAVORA COME PSICOTERAPEUTA A LONDRA

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SERENA SI E’ TRASFERITA IN IN INGHILTERRA DOVE LAVORA COME PSICOTERAPEUTA A LONDRA

Serena Vizzini, Psicoterapeuta e Psicodrammatista di Palermo, due anni fa decide di lasciare il suo adorato mare e sceglie Londra, la “città delle opportunità” come destinazione definitiva di vita e crescita professionale. Accreditata dalla British Association for Counselling & Psychotherapy, le si presenta l’opportunità di entrare a far parte dello staff di Dottore London, la clinica ginecologica e pediatrica per gli italiani a Londra in cui la flessibilità Italiana e la formalità anglosassone si fondono a beneficio dei pazienti. Il suo prezioso ed importante contributo riguarda non solo la psicoterapia e il supporto psicologico individuale e di gruppo, ma sta sfociando anche nel campo della ricerca. Ecco la sua esperienza.

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Serena Vizzini Psicoterapeuta LondraCiao Serena, raccontaci un po’ di te… come ti chiami, di dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?
Mi chiamo Serena Vizzini, vengo dalla Sicilia e precisamente da Palermo, dove sono vissuta sino a 2 anni fa circa e dove, posso dire, di avere costruito le basi del mio percorso professionale.  Dopo un Diploma in lingue ho infatti scelto di diventare psicologa, ottenendo la Laurea e poi qualificandomi come psicoterapeuta e psicodrammatista attraverso un training di specializzazione. Alla mia formazione, tuttavia, hanno considerevolmente contribuito anche un Dottorato di ricerca conseguito all’ Università DI Catania ed un Master in counselling espressivo frequentato a Roma.  
 
Perché hai scelto proprio Londra per vivere e lavorare?
Una lunga storia d’amore con questa città mi ha portato a sceglierla come destinazione definitiva. Dall’età di 14 anni, infatti, ho trascorso la maggior parte delle mie vacanze in questa città e anche più tardi quando avevo week end liberi non mi sono fatta sfuggire l’occasione di tornarci.
 
Che cosa ti ha colpito inizialmente di Londra e successivamente, cosa hai iniziato ad amare di più?
Londra è, soprattutto nell’immaginario giovanile, il luogo dove tutto può succedere. Anche per me ha subito rappresentato il posto delle opportunità ed, in un certo qual modo, una conquista di libertà. Se parliamo in termini di una ”geografia psichica”, Londra può’ essere definita quale posto delle opportunità. Londra mi ha catturato per la sua apertura al nuovo e alle differenze e quindi possibilità di crescita e di arricchimento. Come ogni relazione amorosa anche questa è cambiata ed è maturata con me. In particolare, vivendoci adesso, ho preso atto anche di aspetti che mi piacciono meno o che ritengo difficili da farmi corrispondere e che ho ”iniziato ad amare” ed ”abitare” come dici tu. Ad esempio, ho iniziato a comprendere l’altra faccia della libertà e cioè la competizione, la solitudine e altri modi di stare in relazione.  
 
Quando sei riuscita ad entrare a far parte dello staff di DottoreLondon? Parlaci di come è iniziata questa interessante esperienza.
Da quest’anno lavoro per DottoreLondon che considero un’esperienza rilevante e preziosa. Londra è una città che ti dà la possibilità di conoscere gente stimolante e professionalmente valida e motivata. Una di queste è stata Giorgia Bacco, creatrice e fondatrice di DottoreLondon, che mi ha invitato ad entrare nello staff dopo avere condiviso progetti e scambiato idee da potere realizzare insieme all’interno della clinica.
 
La voglia o la necessità di lasciare l’Italia è nata precedentemente o è stata una conseguenza di questa opportunità lavorativa?
Non ho mai vissuto fuori dall’Italia per lunghi periodi sebbene abbia lavorato una volta in Norvegia ed una in Svizzera per la realizzazione di workshop. Il mio trasferimento non è quindi stato un processo graduale ma piuttosto un passaggio netto sebbene da parecchio tempo desiderato e contemplato. La voglia di trasferirmi c’è sempre stata ed è divenuta necessità in corrispondenza dei miei bisogni di sviluppo e crescita professionale e personale e di condizioni concrete favorevoli.
 
So che ti occupi di terapie individuali e di gruppo, prevalentemente di psicopatologie post partum, ci puoi parlare della tua importante professione?
Mi occupo di psicoterapia e di supporto psicologico non soltanto in relazione alla fase post partum ma a tutto quello che sta intorno al parto, partendo dalla relazione di coppia sino alla fase conseguente la nascita di un figlio. Un campo, questo, che mi ha sempre affascinato e che ho iniziato ad esplorare a Palermo a fianco di ostetriche e ginecologi e che grazie a DottoreLondon ho l’opportunità di portare avanti. La mia psicoterapia cosi come il sostegno psicologico si rivolge a singoli, a coppie e gruppi nei quali, oltretutto da psicodrammatista, ho la fortuna di realizzare percorsi espressivi. Porto avanti anche la mia attività privata e mi occupo di assistenza alla terapia del linguaggio presso case residenziali e Unità Ospedaliere per soggetti con grave autismo e severi disturbi di personalità. Grazie ad un Honorary Contract presso il King’s College di Londra sto, infine, avendo la possibilità di lavorare nel campo della ricerca.
 
Serena Vizzini Psicoterapeuta LondraIl momento del tuo trasferimento come lo hai vissuto? Inizialmente hai trovato difficoltà ad integrarti in una realtà differente da quella italiana?
Naturalmente anche io ho sperimentato delle difficoltà, soprattutto nel periodo iniziale della mia vita londinese. Le differenze sono notevoli e coprono aspetti della vita sia lavorativa che extra lavorativa. Forse quello che mi è risultato più difficile comprendere è stata la formalità e l’attenzione alla ‘politeness’ e alle regole che ho sentito alcune volte estrema e quindi ‘stretta’ e limitante. Mi viene da pensare a come in effetti io venga da un posto con una mentalità molto, se non completamente, diversa. Però non si può partire pensando di non cambiare ed io l’ho fatto con consapevolezza e con una certa apertura al rischio insita in ogni transizione.
 
La tua realtà lavorativa e il fatto di lavorare con colleghi italiani ti hanno agevolata anche nei rapporti di amicizia?
Fortunatamente avevo dei contatti Italiani qui sin da prima del mio trasferimento. Questa è certamente una grande risorsa e lo è ancora di più se hai la fortuna di lavorarci. Hai, infatti, l’opportunità di scambiare idee e progetti ma anche di condividere esperienze di vita personali e tutto ciò ti avvicina e ti permette di stabilire altri nuovi e interessanti amicizie.
 
Principalmente chi si rivolge a te? C’è una fascia d’età specifica? Sono più gli stranieri o i londinesi che si affidano alla professionalità dei medici di DottoreLondon? E gli italiani che si rivolgono al centro sono molti?
Sebbene non ci sia una tipologia di cliente, posso dire che gli italiani che richiedono nostre consulenze sono molti e il loro numero cresce visibilmente. La professione sanitaria essendo incentrata sulla relazione e la comunicazione giustifica questa domanda, direi esplicita, di volere affidarsi ad un dottore o professionista Italiano dal quale è più facile sentirsi capiti e quindi riconosciuti. Per quello che concerne la fascia d’età mi sembra che copra perlopiù il range di 20-40 anni.
 
Vivere a Londra per quali aspetti è meglio che in Italia? E sotto quali aspetti è peggio?
Non mi sento di dire che vivere a Londra sia meglio che in Italia. E’ una scelta che si fa in base ai propri bisogni, valori e possibilità concrete di vita. Secondo la mia esperienza personale i difetti di entrambi i paesi sono anche i loro punti di forza e, parlo, rispettivamente, della flessibilità Italiana e della formalità anglosassone. La prima può infatti sfociare in un lassismo ma al contempo caratterizzarsi come creatività e la seconda può sfociare in una rigidità che però è anche struttura e disciplina.
 
Serena Psicoterapeuta a LondraCos’altro hai notato della società Londinese? (Economia, crisi, sicurezza, immigrazione, famiglia, politica, cultura, etc)
Aspetti quali la crisi economica, le difficoltà organizzative e politiche e l’insicurezza nel trovare un impiego sono presenti anche qui.  Soprattutto negli ultimi 10 anni si percepisce una sofferenza ed una fatica che prima non c’era e che è bene considerare prima di partire se non ci si vuole scontrare con una realtà diversa da quella che ci si aspetta di trovare.
 
Sei riuscita a realizzare tutto quello che ti eri prefissata al momento della partenza?
Ho ancora tanto da fare e sicuramente non posso affermare di essere arrivata. Piuttosto sento di essere soddisfatta in quanto sento di trovarmi in un processo in evoluzione e di stare attraversando un percorso che mi coinvolge sia dal punto di vista personale che professionale.  Intuisco che ho intrapreso la strada giusta per me e che ne costruisco le tappe ogni giorno, al di là degli ostacoli e delle difficoltà che incontro ed incontrerò lungo il tragitto.
 
Consideri l’Italia un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca quando sei via?
Risposta facilissima. Mi manca la mia splendida famiglia ed il mare. Non rigetto niente di Londra ma ho nostalgia di cose quali la salsedine del mare, il tepore del sole ed i profumi della terra. Poi la mia famiglia, le persone più importanti della mia vita.
 
Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme?
Quello che mi sento di dire ad altri Italiani è prendersi tempo. Mi viene in mente quello che dicevo ai miei tirocinanti quando lavoravo nel campo della formazione a Palermo: ‘’ci vuole coraggio per restare ma ci vuole coraggio anche per partire’’. Il trasferimento va ‘’consapevolizzato’’ ed è importante riflettere su quello che si è, che si vuole veramente e che si è in condizioni di poter fare.
 
A che profilo di persone la consiglieresti come meta per espatriare (famiglie, pensionati, investitori, etc)?
Consiglierei a tutti di farlo. Intere famiglie sono venute qui in Inghilterra e anche gente di ogni età e professione è espatriata con l’obiettivo di realizzarsi.



Email: serenavizzini@hotmail.com

Di Barbara Mori

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