Tra arte e scienza: Enrico Magnani ci parla del suo cambiamento di vita

Dalla ricerca scientifica alla ricerca artistica: il cambiamento di vita dello scienziato artista Enrico Magnani

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Tra arte e scienza: Enrico Magnani ci parla del suo cambiamento di vita

Approdato definitivamente all’arte dopo un eclettico percorso che lo ha visto per anni ricercatore scientifico nella fusione nucleare, ad un certo punto della sua carriera Enrico Magnani ha sentito l’esigenza di servirsi dell’arte per poter procedere in quei sentieri angusti della conoscenza dove la speculazione puramente razionale non basta, ed è quindi necessario attingere anche all’emozione, a quell’intuizione non irrazionale, ma “diversamente razionale” che solo l’arte, a un certo livello di sviluppo, permette di esprimere.

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Ciao Enrico, la tua è una testimonianza di cambiamento di vita veramente esemplare, raccontaci… prima di essere l’artista che sei oggi chi eri ieri?

È sempre molto difficile dire chi siamo. Siamo sempre tante cose, tanti personaggi in un solo corpo; nella varie fasi della vita alcuni personaggi emergono più di altri poi, magari, l’ordine si inverte. È vero che la mia formazione accademica è stata scientifica, ma posso dire di non essere mai stato solo uno scienziato.

Sin da bambino i miei interessi si sono concentrati sia sulla scienza che sull’arte. Mi piaceva studiare argomenti di fisica più grandi di me che andavano al di là della mia comprensione: la fisica delle particelle e l’astronomia. Ricordo che avevo ricopiato su di un piccolo quaderno, con le matite colorate, tutti i disegni di un atlante atomico che apparteneva al padre di un mio amico; ne ero affascinato, ma non potevo comprarmelo: i bambini non comprano atlanti atomici!

Credo che queste cose, io, me le sia portate in questa vita da una vita precedente perchè è proprio strano che un bambino di sei o sette anni si costruisca un piccolo laboratorio fatto in casa con gli “Sciroppi Fabbri”, per il solo gusto di vedere dei liquidi colorati nei boccetti di vetro e miscelarne il contenuto; e parliamo degli anni ’70!

Ma posso dire lo stesso per l’amore della pittura: ho cominciato a dipingere alla stessa età con i colori a olio che mio padre aveva abbandonato in soffitta senza che nessuno mi obbligasse o che mi insegnasse come fare.

Tra arte e scienza: Enrico Magnani ci parla del suo cambiamento di vita

E poi? Questa tua formazione scientifica da che bisogno è nata? Che risposte cercavi dalla scienza?

Che si tratti di scienza o di arte, credo che le risposte che cerchiamo siano sempre le stesse. Capire da dove veniamo e dove stiamo andando. Poi la vita, la società, le persone che ti circondano, anche quelle care, ti confondono parecchio le idee aumentando il rumore di fondo e facendoti spesso credere che sei alla ricerca di altre cose.

Lo studente che frequentava la facoltà di ingegneria nucleare era già troppo contaminato dai desideri della società e non voglio parlare di quello; preferisco pensare al bambino che ero, quello sì che era ancora puro nei suoi desideri e a lui piaceva capire il mondo in tutte le sue manifestazioni, quelle scientifiche e quelle artistiche senza doppi fini e interessi egoistici.

Capire chi siamo, cosa ci facciamo su questa Terra e soprattutto cosa possiamo fare per esprimere al meglio la nostra vera natura. Mi ci è voluto tanto tempo per recuperare i desideri e l’essenza di quel bambino.

Tra arte e scienza: Enrico Magnani ci parla del suo cambiamento di vita

Mi hai detto che hai vissuto e lavorato all’estero come ricercatore. Quali sono le motivazioni che ti hanno portato all’estero?

Con il tipo di studi che ho fatto, le opportunità di trovare lavoro in Italia erano statisticamente minori, ma non credo sia solo questo il motivo che mi ha spinto verso l’estero. Torniamo sempre al desiderio personale di scoprire e fare nuove esperienze. Se ti impegni, prima o poi, un lavoro lo trovi anche vicino a casa, se invece decidi di andare lontano è perchè alla fine desideri fare questa esperienza: conoscere gente nuova, paesi nuovi, lingue, abitudini, cultura…

Credo che questo desiderio sia un po’ il seme da piantare, poi ci pensa la vita a darti una mano. Quando hai ben chiaro il tuo desiderio, la vita collabora per realizzarlo. Per me, almeno, è stato così. Tante cose sono arrivate inaspettate e tutte andavano nella direzione che desideravo; spesso me ne sono reso conto molto tempo dopo.

A volte capitano degli eventi che sembrano sfavorevoli e ti disperi perchè credi di avere perso un’occasione importante poi, magari dopo un anno o due, ti rendi conto di quanto sei stato fortunato ad avere perso quell’occasione, perchè ti ha permesso di fare qualcosa di diverso, che ti piace molto di più e ti metti a ridere, come chi l’ha scampata bella!

Tra arte e scienza: Enrico Magnani ci parla del suo cambiamento di vita

Cosa ci puoi raccontare delle differenze a livello lavorativo in Germania. Lati positivi e nagativi di entrambe le nazioni.

Quando sono arrivato in Germania mi sono detto che era il paese perfetto, quando me ne sono andato mi sono detto che era il paese peggiore, ora ho ritrovato l’equilibro e ho capito che al mondo tutto è relativo e dipende da chi siamo e da quello che vogliamo dalla vita in un certo momento.

Ogni paese ha dei lati positivi e dei lati negativi, come le persone, e ogni relazione dipende solo da come siamo noi in quella fase della nostra vita. Per questo insisto sul fatto di trovare ciò che davvero desideramo fare, perchè una volta trovato, una volta che ci siamo messi al centro della nostra vita, non vuol dire che tutto andrà bene, ma almeno stiamo combattendo la “nostra” battaglia, per realizziare i “nostri” sogni e non quelli di qualcun altro; e i colpi ricevuti nella “tua” battaglia fanno sicuramente meno male.

Bisogna solo trovare il proprio sole interiore nel lavoro e nella vita e poi in qualunque paese tu sia splenderà sempre il sole.

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Arte e scienza. Cos’è successo ad un certo punto della tua vita che ti ha fatto propendere per la seconda sacrificando la prima?

Ad un certo punto, il sole interiore non è più spuntato, c’erano troppe nuvole intorno, segno che qualcosa era cambiato, dentro di me, non fuori. Il lavoro dal canto suo andava sempre meglio con incarichi di grande valore e interesse, ma questa è proprio la prova che la nostra felicità non dipende dalle circostanze esterne.

Mi piace raccontare una piccola metafora riguardo a questa fase della mia vita. Dico sempre che mi sentivo come un minatore che ogni mattina si doveva alzare per andare a lavorare in una miniera d’oro e per tutto il giorno scavava e scavava e alla sera tornava a casa con le mani sanguinanti senza mai aver trovato una pepita. Dopo un po’ di tempo, visto che i risultati non cambiavano, era chiaro che la miniera si fosse esaurita, che non c’era più oro e c’era solo una cosa da fare: guardarsi intorno e trovare un’altra miniera.

In ogni modo, non ho mai rimpianto la strada percorsa, gli studi e tutte le esperienze fatte nell’ambito scientifico: senza quelle non sarei quello che sono ora, e ora sto bene, ma stavo bene anche prima. La cosa giusta da fare è cambiare quando si smette di stare bene, quando non ci si sente più al centro della propria vita. Il cambiamento è necessario e fisiologico altrimenti moriremmo identici a come siamo nati.

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La ricerca artistica è un diverso tipo di ricerca. Ti ha consentito di trovare finalmente qualcosa e, se sì, cosa?

La ricerca artistica mi ha permesso di dare spazio e tempo all’indicibile. Tutto quello che la fisica e la scienza più in generale possono darti sono solo risposte che riguardano la materia, ma tutto ciò che continua a far parte della vita, sebbene immateriale, come le emozioni, l’amore, i sogni… tutto ciò per cui non si può scrivere un’equazione che ne descriva il funzionamento, fa o non fa ugualmente parte della nostra vita? È questo ciò che mi ha spinto a continuare il cammino estendendo il mio campo d’indagine e di esperienza dal materiale all’immateriale.

L’arte e la spiritualità sono ambiti che hanno un grande peso nella vita di ciascuno di noi, anche se a volte non ne siamo pienamente consapevoli e anche se non ci sono equazioni che le possano descrivere matematicamente.

Se faccio un incubo, tutta la mia giornata, molto probabilmente, sarà influenzata negativamente da quel sogno, quindi anche se non è concreto, anche se non ci sono teorie oggettive per descriverlo, esso influenza la mia vita e la mia felicità e per questo merita di essere cosiderato, studiato, discusso con altri strumenti che non sono, però, quelli della scienza.

Tra arte e scienza: Enrico Magnani ci parla del suo cambiamento di vita

Il fatto di seguire le proprie passioni può essere un salto nel buio o dentro se stessi. Comunque sei solo.

Che consigli ti senti di dare ad altre persone insoddisfatte che vivono intrappolate in un altro lavoro e che hanno una passione?

Senza dubbio la prima cosa che dobbiamo capire, per evitare di fare un salto nel buio, è se la nostra passione è davvero una passione o è solo un capriccio. Una passione è qualcosa per cui sei disposto a fare delle rinunce, rinunciare a dei privilegi e a delle comodità.

Un passione è qualcosa che fai in ogni attimo di tempo libero quando hai già un altro lavoro, qualcosa che è al numero uno delle tue priorità. Deve essere per te come l’acqua quando hai sete o il pane quando hai fame e per capirlo dobbiamo inevitabilmente fare un salto dentro noi stessi, non è sempre facile, ma ci sono tante strategie.

Bisogna, come dicevo, abbassare il rumore di fondo, tutto il caos che la società ci mette in testa e cercare di ritornare bambini con i nostri sogni e la nostra essenza. La meditazione, ma è solo un esempio, è una pratica che ci avvicina molto alla nostra vera essenza.

Una volta che abbiamo la certezza della nostra passione, suggerisco di non fare colpi di testa per abbandonare tutto in un solo colpo; è più saggio costruire con cura e pazienza quella barca che un bel giorno, quando sarà pronta, ci permetterà di abbandonare il transatlantico sul quale siamo passivamente trasportati. Probabilmente le onde saranno più minacciose, ma almeno saremo noi a dirigere la barca e saremo noi i capitani del nostro destino, coloro che vanno a realizzare la propria passione e la propria missione.

Tra arte e scienza: Enrico Magnani ci parla del suo cambiamento di vita

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Di Massimo Dallaglio

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