Matteo Valencic si è trasferito nel 2012 a lavorare in Svezia a Linkoping

"Mai smettere di credere nei propri sogni, anche quando le tempeste della vita si fanno più intense del solito".

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Matteo Valencic si è trasferito nel 2012 a lavorare in Svezia a Linkoping

Matteo, vive in Svezia, un sogno che ha realizzato nell’agosto 2012… Un’amore per la Svezia nato grazie ad una borsa di studio di Intercultura a Eskilstuna… Lavora come cameriere e come consulente per il progetto Bella Italia.  Sta aspettando l’occasione giusta per aprire un locale tutto suo…

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Ciao Matteo dove vivevi in Italia?

Son cresciuto a San Pier d’Isonzo (GO), ma ho studiato per tre anni a Genova.

Matteo Valencic si è trasferito nel 2012 a lavorare in Svezia a Linkoping

Quando è nato il tuo amore per la Svezia?

Il mio amore per la Svezia nacque in quarta superiore quando feci l’anno di scambio grazie a una borsa di studio di Intercultura spesi 12 mesi e da allora ne sono innamorato. Non il denaro o l’apparente superiorità della qualità della vita mi hanno spinto a trasferirmi in Svezia, ma la possibilità di riuscire a sognare e a inseguire i propri sogni.

Matteo Valencic si è trasferito nel 2012 a lavorare in Svezia a Linkoping

Di cosa ti occupavi in Italia?

Ho studiato gli ultimi tre anni che ho vissuto in Italia e lavoravo part-time presso l’università della terza età come insegnante d’inglese, come studente tutor alla mia facoltà e come promoter.

Ora lavorativamente cosa è cambiato?

Lavoro le sere come cameriere nel ristorante Rico, un ristorante di carne di alta qualità aperto da poco a Linköping; dedico gran parte del tempo al ristorante ad assaggiare i vini, a studiarli e a trovarne di nuovi.

Lavoro anche come consulente per il progetto Bella Italia, una pizzeria con forno a legna, un pastificio artigianale, una salumeria, un bar e una gelateria artigianale che punta esclusivamente sull’eccellenza del prodotto italiano. Io mi dedico alla ricerca del personale, alla costruzione del profilo dell’azienda, alla scelta dei prodotti, e all’avviamento in generale del locale.

Lavoro anche a distanza curando le pubbliche relazioni del coffee shop di mio fratello a Londra, Gianluca’s Coffee Cult, che punta sull’artisanal coffee di alta qualità e sul buon cibo d’ispirazione italiana nel cuore di Fulham.

Sto inoltre rifinendo i dettagli del mio più grande sogno, l’apertura di un locale italiano che combini un ristorante e una pizzeria che punti esclusivamente sull’eccellenza del prodotto italiano tramite l’importazione diretta del prodotto e che si batti idealmente in difesa del vero made in Italy di alta qualità. Sto cercando il locale perfetto e spero prima o poi salti fuori 🙂

Matteo Valencic si è trasferito nel 2012 a lavorare in Svezia a Linkoping Sei soddisfatto di quello che fai?

Il lavoro – o meglio i lavori – che faccio mi soddisfano nel senso che mi permettono di credere che il limite dei miei sogni è semplicemente il cielo, e che tutto quello che posso immaginare è realizzabile.

A cosa è dovuta la tua scelta di lasciare l’Italia?

Credo che la mia scelta di lasciare l’Italia sia dovuta principalmente alla fossilizzazione delle istituzioni, a una mancanza di voglia di cambiamento assieme a un’impossibilità di cambiamento, un’inefficienza a tutti i livelli delle istituzioni, una mancanza di prospettiva concreta per il futuro, una filosofia di vita del sopravvivere rispetto al vivere condivisa da molti, e un continuo tarpare le ali dei sogni.

Come trascorrevi le tue giornate in Italia? E adesso?

In Italia c’era sempre il caffè al bar assieme alla brioche, prima di affrontare troppo spesso code interminabili all’ufficio di un tale professore, alle poste, allo sportello dello studente, cercando di incastrare in tutto questo lezioni in classi sovraffollate seduto sul portaombrelli e ore di studio in biblioteche rumorose.

Oggi il caffè lo bevo dalla moka di casa, lavoro spesso la mattina al computer e al telefono, e nel primo pomeriggio vado al ristorante prima a studiare vini e prodotti, e poi a lavorare in sala. Uno o due giorni a settimana mi reco a una città qui vicino per lavorare come consulente.

Matteo Valencic si è trasferito nel 2012 a lavorare in Svezia a Linkoping

Che differenza di stili di vita hai notato?

Le differenze più grandi le vedo nel modo di fare la spesa, di mangiare e cucinare delle persone. Il microonde sembra essere un accessorio fondamentale nella maggior parte delle case degli svedesi. Il cibo surgelato e pronto nel giro di pochi minuti. La spesa si fa in grandi centri commerciali, dove si può comprare di tutto, dai calzini, ai giochi per bambini al mango in qualsiasi periodo dell’anno.

Non esiste la stagionalità per la frutta e la verdura per la maggior parte dei prodotti. Le catene di negozi dominano la maggior parte dei locali, sia che si tratti di cibo, di vestiti o semplicemente di caramelle. In Italia porto sempre il ricordo delle piccole botteghe e dei piccoli negozi a conduzione famigliare, dove il servizio e il prodotto sono spesso di un’eccellenza rara.

 

Per quanto riguarda il costo della vita, stipendi, lavori, immigrazioni cosa ne pensi?

Stipendi: buoni

Lavoro: per chi ha voglia di lavorare, c’è n’è tanto.

Immigrazione: argomento controverso e difficile da riassumere in poche parole. Arrivare in Svezia è relativamente facile, integrarsi forse un po’ meno, per via della mancanza di volontà da parte di molti di imparare la lingua locale correttamente e la falsa credenza che basti l’inglese per integrarsi. In generale ritengo di essere fortunato provenendo da una terra che lo svedese medio ammira per il patrimonio culturale e culinario con il quale è diventata famosa nel mondo.

Costo della vita: commisurato agli stipendi dal mio punto di vista.

Ti manca l’Italia? Torneresti mai a viverci?

La nostalgia è enorme. Mi manca il caffè al bar in piazza, la carne della macelleria del paese da dove vengo, la cucina di mamma, la frutta e la verdura del fruttivendolo di fiducia, i profumi e gli odori delle trattorie e delle osterie, gli aperitivi con gli amici che non sento spesso, ma che porto sempre nel cuore e che ogni volta che torno mi dimostrano il loro affetto, la semplicità dell’uscire per un bicchiere o per una pizza, mio fratello e mia sorella, che insieme a mia madre sono delle rocce, e naturalmente mio padre, che mi guarda dal cielo e protegge ogni mio passo.

Ci tornerei di corsa solo se potessi avere la possibilità di inseguire i miei sogni come posso farlo qui in Svezia.

Matteo Valencic si è trasferito nel 2012 a lavorare in Svezia a Linkoping

Consigli la Svezia per viverci o per una vacanza?

La Svezia può rivelarsi fantastica per una vacanza per chi ama la natura, soprattutto nel periodo primavera/estate. Per viverci può essere un’opzione per coloro che non soffrono degli inverni leggermente più freddi e bui rispetto all’Italia, e a coloro che siano disposti a imparare la lingua. Il Paese sta avendo un boom economico enorme, e una crescita della cultura alimentare senza precedenti.

Qual’è il tuo giudizio generale della scelta che hai fatto?

Non credo esista un Paese migliore di un altro dove vivere, e non credo che coloro fra i miei amici che vivono in Italia facciano male o sbaglino a non vivere all’estero. Ognuno ha un suo bagaglio, una sua storia e una sua strada, e affronta una sua battaglia personale nella vita, che lo conduce in posti e luoghi diversi.

Eventi, persone che ho incontrato e varie occasioni, più e meno fortunate, mi hanno portato nel luogo dove mi trovo adesso, e credo ci sia una ragione per la quale mi trovi dove mi trovo ora.

Non so esattamente quale sia, ma spero un giorno nel futuro possa guardare indietro e capire che tutto quello che ho fatto ha avuto senso.

 

“Due strade divergevano in un bosco giallo

e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe

ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo

a guardarne una fino a che potei.

Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,

e aveva forse l’ aspetto migliore,

perché era erbosa e meno consumata,

sebbene il passaggio le avesse rese quasi simili.

Ed entrambe quella mattina erano lì uguali,

con foglie che nessun passo aveva annerito.

Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!

Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,

dubitavo se mai sarei tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro

da qualche parte tra anni e anni:

due strade divergevano in un bosco, e io –

io presi la meno percorsa,

e quello ha fatto tutta la differenza.”

https://se.linkedin.com/in/matteo-valencic-75114659

Di Maria Valentina Patanè

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