VERONICA SI E’ TRASFERITA A VIVERE IN GIAPPONE

"Per quello che è la mia esperienza qui fino ad oggi posso dire che qui le cose pratiche, con cui tutti abbiamo normalmente a che fare funzionano, piuttosto che a livello di sicurezza personale si vive meglio qui che non in Italia. Per contro, questa è una società di gruppo, dove il pensiero che ha più peso è quello del gruppo, non del singolo e ciò si riflette anche nelle cose di tutti i giorni..."

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VERONICA SI E’ TRASFERITA A VIVERE IN GIAPPONE

Veronica, originaria di Milano, ha lasciato definitivamente l’Italia, inizialmente con destinazione Parigi, dove è rimasta per circa 6/7 mesi. Dopo di chè, a gennaio scorso (2016) senza pensarci troppo, insieme a suo marito ha fatto le valige, prenotato l’aereo e in meno di un mese si è trasferita a vivere in Giappone.

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Ciao Veronica, di dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?



Ciao, sono Veronica Porrari, sono nata a Milano, dove ho vissuto e lavorato come segretaria di direzione.

veronica vivere in Giappone 2Quando e perchè è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia? 

Avendo fatto studi linguistici, come spesso accade in questi casi, sono stata da sempre propensa al trasferimento, di fatto l’Italia mi “andava un po’ stretta”. Io ho 32 anni e ritengo che già per la mia generazione ormai, il nostro paese dia poche opportunità. Per quelle più giovani, o addirittura per quelle future, come quella di mio figlio, credo che sarà ancora peggio.

Avevi già vissuto all’estero per lunghi periodi prima?

E’ passato un anno da quando ho lasciato definitivamente l’Italia la prima volta. Inizialmente con destinazione Parigi, dove sono rimasta per circa 6/7 mesi. Dopo di chè, a gennaio scorso senza pensarci troppo, insieme a mio marito abbiamo fatto le valige, prenotato l’aereo e in meno di un mese eravamo dall’altra parte del mondo.

Perché hai scelto di trasferirti a vivere in Giappone e in quale località vivi esattamente?

Ho sposato un giapponese, per cui diciamo che in questi casi ritengo faccia un po’ “parte del pacchetto”, c’è sempre uno dei due che si sposta… Abitiamo nel Kansai, a Kobe, ch’è poi la stessa città di cui è originario mio marito.

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veronica vivere in Giappone 2In che cosa consiste la tua attività o se non ne hai ancora una quali sono i tuoi progetti?

Attualmente ho ripreso a studiare giapponese, per poter arrivare ad un buon livello di conoscenza della lingua sia scritto che parlato. Fondamentale vivendo qui e ancor più a livello lavorativo. Per il futuro sto pensando di “reinventarmi” sfruttando i miei interessi personali. Ritengo che la capacità di ricominciare e rimettersi in gioco, a volte buttandosi anche in progetti totalmente nuovi, spesso sia fondamentale quando ci si trasferisce all’estero, a volte ancora di più quando il nuovo paese è completamente diverso dal proprio.

Quali differenze sostanziali riscontri a livello lavorativo rispetto all’Italia?

I ritmi lavorativi qua sono molto molto stressanti, pochissime ferie, malattia non pagata e si lavora tantissimo, tant’è che esiste la morte per troppo lavoro.

Come sta procedendo la tua integrazione in Giappone, un Paese culturalmente molto differente dall’Italia?

In questo senso posso dire di essere stata fortunata, perchè avendo sposato un giapponese, ed essendomi avvicinata da sola a questa cultura, ancora prima d’incontrare mio marito, conoscevo già molti aspetti di questa società, che spesso la gente ignora. Questo mi ha aiutato e mi sta aiutando parecchio.

L’Italia oramai è per te un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca? 

In fondo ho sempre avuto un anima nomade, quindi non posso dire di avere davvero nostalgia. Penso che “casa” non sia necessariamente dove sei nato, ma sia il posto dove riesci davvero a sentirti bene, quello che non ti da il costante desiderio di partire, ma bensì quello di restare. Comunque, se devo rispondere, a parte gli affetti, direi tre cose totalmente banali, ma che per un italiano all’estero hanno il loro perchè: i biscotti, il caffè e il pane. Un po’ meno scontato invece, i miei sabato pomeriggio in libreria, quando qualunque libro avessi fra le mani non c’erano scogli linguistici.

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Vivere in Giappone  sotto quali aspetti è meglio che in Italia ? E sotto quali aspetti è peggio?

Per quello che è la mia esperienza qui fino ad oggi posso dire che qui le cose pratiche, con cui tutti abbiamo normalmente a che fare funzionano, piuttosto che a livello di sicurezza personale si vive meglio qui che non in Italia. Per contro, questa è una società di gruppo, dove il pensiero che ha più peso è quello del gruppo, non del singolo e ciò si riflette anche nelle cose di tutti i giorni.

Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme e trasferirci a a vivere in Giappone?

Partire avendo già una conoscenza della cultura nipponica, delle tradizioni, stile di vita, usanze e possibilmente della lingua. Il primo fattore che ho citato fa molto, perchè il Giappone non è, come spesso si crede, ciò che si vede dai manga, il Giappone è ben altro, e molti si trasferiscono presi da questo interesse, poi arrivati qui non riescono ad adattarsi e restano delusi. La lingua può rappresentare uno scoglio, a livello lavorativo soprattutto, ma non solo. Solitamente, nella maggior parte dei lavori viene richiesto un livello di conoscenza della lingua molto alto. Qui con solo l’inglese si fa ben poco, infatti trovare qualcuno che lo parli non è così scontato, anzi tutt’altro.

Secondo la tua esperienza e di tuo marito, che tipo di attività o investimento è conveniente praticare per un italiano in Giappone?

Per quanto possa sembrare banale la vera cucina italiana riscuote sempre successo, anche qui.

veronica vivere in Giappone 2Conosci molti italiani che vivono a Kobe  li frequenti?

Quei pochi italiani che conosco sì, li frequento. Comunque fra le mie conoscenze ci sono per lo più stranieri e alcuni giapponesi. Ad ogni modo mi sento di dire a chiunque voglia intraprendere quest’avventura, qui come altrove, che questo è un aspetto che non deve scoraggiare. In questo oggi, i social aiutano molto, ci sono tantissime comunità expat ovunque con cui si può entrare in contatto anche grazie a facebook o altro, come internations, couchsurfing… e all’improvviso si fanno un sacco di contatti, amicizie, si crea il proprio gruppo di frequentazioni e non ci si ritrova più poi così soli.

Per quale profilo di persone consiglieresti il Giappone come meta per espatriare?

Per chi ha una buona predisposizione all’adattamento, un titolo di studio universitario o quanto meno diversi anni di esperienza alle spalle (meglio in ambiti un po’ più specifici, come ingegneria ad esempio) e, salvo particolari settori e impieghi, conoscenza della lingua.

Il mio blog: https://ilprofumodeltatami.wordpress.com/

mail: ilprofumodeltatami@yahoo.com

Di Massimo Dallaglio

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