Viaggiare da soli: chi lo fa e perchè

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Viaggiare da soli: chi lo fa e perchè

“Viaggiare non è una questione di soldi, bensì di coraggio” così diceva Paulo Coelho. Ci avete mai pensato? Ci vuole davvero coraggio da vendere per imballare la propria vita in uno zaino, salutare tutti e partire con un unico compagno di viaggio: sè stessi.

Che sia un viaggio in barca a vela, in una metropoli urbana per respirare stili di vita diversi, un viaggio di riflessione in un paese lontano, non ha importanza… basta sentirsi liberi di seguire il proprio istinto e non dover rendere conto a nessuno se non a te stesso, lasciandosi trasportare dal viaggio stesso.

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Solo traveller: un nuovo modo di vivere il viaggio

Ci sono persone che amano viaggiare da sole in giro per il mondo e hanno un nome ben preciso: “solo traveller”. Ne avete mai sentito parlare?

Si stima che per la maggior parte (58,3%) siano donne, il cosiddetto sesso forte, hanno coraggio da vendere e preferiscono solitamente viaggi esotici, culturali e a contatto con la natura.



Da cosa sono mosse?  Curiosità per la vita, voglia di mettersi in gioco, esplorare e condividere; non ci pensano due volte a lasciare a casa compagni e mariti, alla ricerca di un pò di libertà, quella che sa regalarti solo un viaggio in completa solitudine.

viaggiare da soliNon ha importanza il tipo di viaggio scelto, può essere un seminario di travel coaching, una vacanza all inclusive o un viaggio di lavoro, i “solo traveller” non si lasciano spaventare e soprattutto non hanno paura di realizzare i propri sogni.

E così, nel mondo del turismo, sta crescendo questa fetta di mercato, caratterizzata da persone che desiderano fare questo genere di esperienza che sono disposte anche e soprattutto a farla in compagnia di sè stessi.

Un errore da evitare? Pensare che chi scelga questa tipologia di viaggio, in solitaria, sia una persona sola: paradossalmente è proprio chi è legato sentimentalmente a qualcuno che è più predisposto ad allontanarsi dagli affetti stabili per ricollegarsi al proprio io.

Viaggiare da solo: la vita inizia alla fine della tua “comfort zone”

Cosa spinge una persona a riempire uno zaino, mettersi in tasca pochi soldi e partire? Ognuno ha un motivo diverso: c’è chi cerca delle risposte, chi vuole respirare un pò di libertà e/o indipendenza, chi si vuole mettere alla prova e chi si mette in viaggio perchè sta attraversano un momento difficile delle propria vita e, proprio come il viaggio stesso, spera di arrivare alla fine con una nuova visione (sulla vita)  per riprendere in mano la propria vita.

I momenti difficili del viaggio (superare gli imprevisti, la solitudine e la paura) sono anche i più emozionanti perchè diventano strumenti di vita, che arricchiscono il proprio bagaglio culturale e umano e favoriscono la scoperta degli altri e in primis di noi stessi.

Anche la scienza lo sostiene: secondo alcuni studi, viaggiare da soli, aiuta l’autostima e libera la mente, stimola la tolleranza verso gli altri, rende saggi, si ritrova il coraggio e la fiducia in se stessi. Dall’altra parte però l’uomo è per definizione un animale sociale e per sopravvivere ha bisogno della costante presenza degli altri, commettendo alcune volte degli errori: nella ricerca spasmodica della compagnia non riesce a riconoscere i vantaggi della solitudine, di vitale importanza per riflettere e meditare (due tecniche che aiutano a ridurre lo stress).

I solo travellers in barca a vela: soli ma non da soli.

Lo sapete qual è uno dei viaggi più emozionanti in assoluto? Quello in barca a vela, dove non esistono programmi da seguire e ritmi da tenere. Stregati da quel modo di viaggiare si entra in sintonia con il posto in cui ci si trova: davanti agli occhi scorre solo il mare, gli odori, i colori, i sorrisi del popolo che si incontrano per la prima volta sono reali e restano indelebili più di qualsiasi altro souvenir; il proprio calendario è dettato dal momento e davanti a un’alba o meglio ad un tramonto, lentamente ci si scopre.

viaggiare da soliNon è facile accettare le nostre debolezze, mettersi completamente a nudo, spogliarsi di quella corazza sociale che si tiene davanti agli altri e accettarsi così come si è, giungendo alla consapevolezza che noi stessi siamo gli unici compagni di viaggio (e di vita) che abbiamo.

In barca a vela questo aspetto viene ancora di più esaltato: soli, in mezzo agli altri, si è più indifesi e vulnerabili, ma forse si è più sinceri e disposti a incontrare persone nuove e interessanti che non si sarebbero probabilmente incontrate restando a casa, ritrovandosi così a condividere uno spazio limitato su una barca a vela con individui che fino a poco tempo fa non si conoscevano nemmeno.

Viaggiare da soli (ma in compagnia) è un’esperienza assolutamente da provare: oltre che condividere un’esperienza intensa, si potrà godere di tramonti da togliere il fiato, immersioni con i pesci, notti di luna piena in rada e incontri che ti riscalderanno il cuore anche nei periodi più difficili della propria vita.

Puoi provare questa meravigliosa esperienza tramite  Sailsquare, il marketplace che dal 2013 fa incontrare gli skipper con barca con viaggiatori desiderosi di fare un’esperienza in barca a vela in tutto il mondo.

Di Alessandra Franchella

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