Vincenzo ha scelto di vivere a Mosca dove lavora come insegnante, traduttore e interprete

TRASFERIRSI A VIVERE E LAVORARE IN RUSSIA

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Vincenzo ha scelto di vivere a Mosca dove lavora come insegnante, traduttore e interprete

Vincenzo, dopo varie esperienze di lavoro in Gran Bretagna e Germania, grazie ad una vacanza-studioin Russia decide di trasferirsi a vivere in Russia dove lavora come insegnante, traduttore e interprete a Mosca.

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“L’Italia mi stava stretta, volevo vedere il mondo di fuori non solo come turista o studente Erasmus, ma viverci e sopravviverci”.

Vincenzo ha scelto di vivere a Mosca dove lavora come insegnante, traduttore e interprete



Ciao Vincenzo, raccontaci di te dove vivevi in Italia?  Ora dove vivi?

Mi chiamo Vincenzo Ferrara e ho 38 anni. Sono di Torino. Durante gli anni di gioventù ho avuto qualche esperienza di vita e lavoro in Gran Bretagna e Germania, dove però mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Poi sono stato per una vacanza-studio a San Pietroburgo e sono rimasto tanto sconvolto quanto affascinato dalla Russia. Qui mi sento a casa, nonostante io sappia a livello conscio di abitare letteralmente su un altro pianeta… il paesaggio è fatto di mix tra rapido sviluppo e di macerie post-sovietiche, che oggi vengono o ristrutturate o tolte di mezzo. A volte mi sembra di essere in un film di fantascienza.

Sono a Mosca dal 2006, praticamente il giorno dopo aver discusso la tesi di laurea in Giurisprudenza.

Vincenzo ha scelto di vivere a Mosca dove lavora come insegnante, traduttore e interprete

Perchè hai deciso di trasferirti a vivere e lavorare in Russia?

Arrivato alla metà degli esami in Legge, avevo capito di non voler passare il resto della vita tra codici e tribunali. Mi attirava l’idea di esportare all’estero le cose belle dell’Italia. Tuttavia non rinnego l’Università, che ho terminato con un’ottima votazione, perché una laurea in Legge è stata un bel biglietto da visita in molte situazioni.

Tuttavia un solo esame mi é stato veramente utile nel business, cioé Diritto Privato Internazionale: meno male che il professore me lo fece ripetere per farmi prendere un buon voto. Così ho imparato le clausole e le situazioni tipiche del commercio internazionale. Ma questo solo su un piano teorico. Su quello pratico cominciai a fare qualche piccola esperienza di export per amici torinesi, così capii che la mia strada poteva essere quella. Ma al tempo stesso non volevo rinunciare alla mia passione per le lingue.

Durante gli anni di Università ho insegnato inglese in una scuola serale. Ho studiato diverse lingue, ma quando un amico mi propose di fare insieme un corso di russo mi si aprirono nuovi orizzonti. La maniera di coniugare i miei interessi era quella di tentare l’avventura in Russia.

Perchè hai deciso di lasciare l’Italia?

L’Italia mi stava stretta, volevo vedere il mondo di fuori non solo come turista o studente Erasmus, ma viverci e sopravviverci.

Al di là di quelle che erano le mie prospettive e le mie sicurezze, la voglia di mettermi in gioco era troppo forte: sarei soffocato se fossi rimasto nella vita comoda e monotona. Non dimentichiamoci che dieci e passa anni fa la situazione di Italia e Russia era piuttosto diversa: in Italia si stava “meglio” e c’era ancora chi mi diceva “ma che ci vai a fare in un Paese instabile e povero come la Russia?”

Attualmente di cosa ti occupi?

Sono attivo su due fronti. Per le lingue, insegno italiano e inglese e faccio il traduttore e l’interprete. Qualche volta mi chiamano anche per doppiare film e fare la comparsa quando serve un italiano. Nel business, lavoro da molti anni per Cosmedi, un’azienda milanese di cosmetici per la quale seguo i mercati ex Urss. Inoltre aiuto l’amico Domenico Giordano, intermediario e consulente commerciale con la sua Giordano Brokerage-EST; con lui stiamo pubblicando dei video in cui riportiamo le notizie positive sull’economia russa che in Italia non arrivano. Ecco due esempi:

http://www.youtube.com/watch?v=wkURHKXkAuU

http://www.youtube.com/watch?v=CceT_E8Vwo8

Fare più lavori è dura, ma in questi tempi instabili non ci si deve riposare sugli allori.

Come ti trovi a vivere a Mosca?

Essendo una capitale ricca e dinamica, Mosca offre molte possibilità. Se avete soldi da investire, prego, fatevi sotto, il momento è favorevole. Se si hanno qualifiche di alto livello, prego, fatevi avanti, troverete un posto! Altrimenti, se non si hanno queste cose, allora bisogna avere due indispensabili requisiti: grande intraprendenza e parlare bene il russo. Non è una lingua facile e non si impara vivacchiando qualche mese sul posto. Metterei un cartello all’ingresso di ogni gate per i voli in Russia: “Solo fortemente motivati e preparati. No perditempo.”

Quale differenza sostanziali hai notato tra l’Italia e la Russia?

Il clima e le dimensioni condizionano tutto. In Italia è facile godersi la vita anche solo uscendo a bere un caffè: le bellezze architettoniche, il gusto dei cibi, salutare qualcuno cordialmente. A Mosca invece è una continua prova di carattere: uscire la mattina a sghiacciare l’automobile, fare la sardina in una metro stipata a ogni ora del giorno, affrontare facce innervosite poco abituate al sorriso facile. Ma questa è solo la superficie: se si va in profondità, la situazione quasi si inverte a favore della Russia.

Vincenzo ha scelto di vivere a Mosca dove lavora come insegnante, traduttore e interprete

Cosa ti piace di più di Mosca e cosa meno?

Di piu’i valori umani: essenziali e antichi, che l’italiano distratto oppure impregnato di ideologia non è in grado di scorgere.

Di meno i lunghi inverni ghiacciati. La frenesia della capitale, con la fatica che si fa per arrivare da un capo all’altro della città, che ha l’estensione di un’intera provincia italiana.

Ogni tanto torni in Italia? Torneresti mai a viverci?

Torno ogni volta che posso, perché non mi considero un emigante, ma uno scappato di casa che non sa decidersi a ritornare.

Mi mancano i bar di periferia in cui chiacchierare di calcio e politica col barista e abbuffarmi di croissant. Ma sono piccoli piaceri che i russi non capirebbero: in compenso amano la metropolitana di Torino, che i vagoni finali da cui si vede il tunnel per intero.

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Come uscire vincenti dopo un trasferimento all’estero?

Consiglio banale ma sempre valido: impegnarsi al massimo, se si crede proprio lavoro. La marcia in più arriva dal nostro essere italiani: non è affatto uno stereotipo quello che descrive dotati di fantasia e creatività fuori dal comune. All’estero, se si riesce a coniugare l’estro naturale italiano (che comprende simpatia e calore umano) alla serietà e al metodo, si ottengono enormi risultati che durano nel tempo.

Qual’è il tuo giudizio generale della tua scelta?

La Russia genera sentimenti estremi come il suo clima. Non posso non amare il posto in cui vivo, perché le difficoltà che mette sono quelle che mi hanno reso un uomo. Considero la Russia un Paese straordinario, una seconda Patria. Ma posso solo dare un giudizio soggettivo, non chiedetemi numeri e statistiche. Infatti la situazione di stipendi e costo della vita è molto varia, cambia spesso, e la Russia è uno Stato molto esteso e ancora in trasformazione dopo il passaggio da comunismo a capitalismo. Posso affermare solo che le occasioni non mancano in una capitale grande come Mosca, e  lavorando con impegno si può vivere dignitosamente e facendo le esperienze che una megalopoli come questa può offrire. Qui si cresce tanto e si cresce in fretta.

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Dove credi sarà il tuo futuro?

Il mondo è cambiato così radicalmente negli ultimi 20 anni… quindi è più utile concentrarsi sul presente. La Russia prima era una dittatura chiusa agli stranieri, poi un Paese povero, poi una potenza in crescita, oggi è meta di tanti stranieri che vorrebbero trasferirsi qui. L’Italia invece sta facendo il percorso opposto. Il futuro ci riserverà altre sorprese, speriamo positive e speriamo nel senso di una solida amicizia tra Italia e Russia.

Nei video di cui ho messo i link si trovano le nostre coordinate aziendali 🙂

Di Maria Valentina Patanè

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