STEFANO SI E’ TRASFERITO A VIVERE A MALTA GRAZIE AL SERVIZIO CIVILE EUROPEO

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STEFANO SI E’ TRASFERITO A VIVERE A MALTA GRAZIE AL SERVIZIO CIVILE EUROPEO

Stefano è un ragazzo poco più che ventenne che ha abbandonato il posto fisso e la vita d’ufficio per realizzare il sogno di tutti: vivere viaggiando.
Sfruttando la possibilità di fare il servizio civile europeo, ha scelto come prima meta del suo viaggio l’isola di Malta. Gli si è aperto un nuovo mondo, sia per quanto riguarda l’aumento del suo bagaglio culturale ed esperenziale, ma soprattutto per quanto riguarda il cambio del suo modo di pensare.
In altre parole Stefano è uscito dalla massa ed ha tutta l’intenzione di diventare un nomade moderno, facendo sua la frase di Lao Tzu: ‘Un viaggio di mille miglia comincia da un solo passo’.
Continuate a leggere per saperne di più riguardo il suo passato, il suo presente a Malta -veramente tante info svelate che saranno utili a tutti – e la sua nuova attitudine mentale.

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Stefano Picozzi a Malta grazie al servizio civile europeoCiao Stefano, raccontaci un po’ di te, di dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?
Sono originario di Pordenone, da madre belga e padre campano, si può dire che nelle mie radici c’è un po’ di tutto.
Quando vivevo in Italia lavoravo per una multinazionale nel settore tessile, avevo un contratto a tempo indeterminato e negli ultimi due mi avevano promosso a Visual Merchandiser. Nonostante lavorassi in un centro commerciale, gli orari
erano a giornata, ovvero dalle 7.30 alle 17.00 e sabato e domenica libero.
La mattina mi svegliavo intorno alle 5.30 per tornare a casa alle 18.30. Di certo non era una passeggiata ma non stavo male, c’era peggio visto il periodo di crisi.



Quando e perché è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia?
Il lavoro mi piaceva, in seguito alla promozione mi trasferirono in un negozio a 45 km da dove vivevo e la routine casa-lavoro si faceva sempre più sentire. Arrivavo a casa sempre tardi, stanco e non avevo più energie per fare niente. Non riuscivo a staccare dal lavoro, ero perennemente con la testa in negozio. L’ultimo periodo era stressante sia dal punto personale sia lavorativo e nel tempo libero mi limitavo a dormire e lamentarmi.
Dopo un anno in questa situazione decisi di fare qualcosa, non potevo andare avanti così ancora per molto. Non volevo rassegnarmi come la maggior parte dei miei coetanei e credevo che vivere fosse molto altro che un lavoro a tempo indeterminato. Avevo la voglia di scoprire il mondo.
Valutai tutte le possibili conseguenze di un eventuale licenziamento, ma nonostante ciò il 1° dicembre consegnai la mia lettera di dimissioni e dopo 3 settimane di preavviso finii di lavorare.
Non fu una scelta molto facile, ma ciò che contava era la libertà.

Stefano Picozzi a Malta grazie al servizio civile europeoPerché hai scelto proprio Malta, e in quale città vivi?
In realtà non sono stato io a scegliere Malta, lei ha scelto me. Una volta licenziato volevo viaggiare e poco importava dove e come, l’importante era farlo e in maniera abbastanza immediata. Mi sono messo alla ricerca di varie possibilità sia lavorative sia formative, finché ho saputo dell’opportunità di partire come volontario europeo.
Ho cercato qualche progetto relativo ai miei interessi e ho inviato la mia candidatura.
Le opzioni erano Spagna, Inghilterra e Malta. La prima organizzazione che mi confermò la disponibilità fu quella di Malta e ovviamente accettai. La settimana seguente mi contattarono le altre ma rifiutai.
I primi otto mesi ho vissuto a Mellieha a nord dell’isola dove facevo volontariato, successivamente mi sono trasferito a Sliema dove attualmente vivo. Si può definire il cuore di Malta sia dal punto di vista turistico sia commerciale.

Avevi già vissuto all’estero per lunghi periodi prima?
No, le mie esperienze all’estero si limitavano alle classiche ferie turistiche di una settimana o poco più. Di certo la voglia di partire con il biglietto di sola andata covava in me da parecchi anni, ma restava solo un sogno nel cassetto.

Sei partito da solo o con la partner o amici?
Sono partito solo e come direbbero tanti, “meglio soli che male accompagnati”!
Probabilmente la mia scelta avventata di mollare il lavoro sicuro e partire ha spiazzato tutti, sia familiari sia amici, ma la voglia di un cambiamento era troppo forte e non potevo più tollerare la mia rassegnazione alla vita. Le critiche arrivavano un po’ da tutti, familiari amici conoscenti e colleghi ma ero deciso della mia scelta.
In quel momento mi sono sentito solo in mezzo a tanta gente, e questo mi ha reso più forte.
Posso dire di aver capito che in questi casi non si può aspettare il consenso di qualcun altro, se si vuole una cosa e si è davvero convinti bisogna fare delle scelte.

Stefano Picozzi a Malta grazie al servizio civile europeoIn che cosa consiste la tua attività?
Non mi sento di avere un’attività specifica, preferisco definirla come un mezzo per mantenermi. In seguito a un’esperienza di Volontariato Europeo ho inviato diverse candidature per lavori in molti settori, senza pormi limiti, e ho trovato un impiego in un negozio di abbigliamento.
Sono consapevole che a breve partirò e non sentirmi vincolato mi rende libero con una visione diversa del lavoro.

In quanto Italiano, ci sono degli step burocratici da adempiere, per vivere a Malta (permesso di residenza, diritto alla sanità…)?
Per gli Italiani, essendo Malta nella comunità Europea dal 2004, è abbastanza semplice entrare. Per soggiornare è sufficiente avere la carta d’identità e per usufruire della sanità è necessario avere la tessera sanitaria, quella blu per
intenderci.
Nel caso si voglia trovare un lavoro per stabilirsi è necessario registrarsi all’ufficio fiscale e ottenere il numero personale per pagare le tasse e il social number per pagare la sanità nazionale. Ultimo passo è registrarsi all’AIRE (Anagrafe Itailano Residenti all’estero) presso l’ambasciata italiana a La Valletta.

Quali differenze sostanziali hai avuto modo di riscontrare a livello lavorativo rispetto all’Italia?
Malta offre tante possibilità occupazionali per cui non si sente il peso della crisi come in Italia. A livello lavorativo è diverso rispetto alle mie esperienze passate in Italia.
Le clausole contrattuali non sono sempre molto chiare e le paghe sono basse.
Come approccio lavorativo, spesso lo trovo poco organizzato e il più delle volte quando si presenta un problema, si parla di più su come risolverlo che passare all’azione.
Non voglio stereotipizzare ma parlo per la mia esperienza personale.
Sicuramente in alcuni settori come il turismo non ha nulla da invidiare all’Italia poiché sono in grado di sfruttarlo in maniera più che efficiente.

Stefano Picozzi a Malta grazie al servizio civile europeoCos’altro hai notato della società maltese? (Economia, crisi, sicurezza, immigrazione, famiglia, politica, cultura, etc)
Malta è uno stato molto conservatore e cattolico, basti pensare che fino al 2011 il divorzio era illegale e l’aborto lo è tuttora. Come normale sia, questo incide molto sulla mentalità dei maltesi che tendono ad avere una mentalità abbastanza chiusa e bigotta.
Tuttavia, con l’ingresso in Europa, le cose stanno cambiamo in maniera abbastanza veloce, tant’è che sono state approvate le coppie tra omosessuali ed è stata abolita la stagione invernale di caccia.
A livello economico è uno stato dove le cose funzionano, facendo leva soprattutto sul turismo e sul regime fiscale agevolato. Il turismo apporta circa il 75% del Pil nazionale e il 34% della forza lavoro. Ci sono tantissime aziende estere che aprono a Malta per usufruire della tassazione fiscale agevolata, soprattutto nei settori finanziari e scommesse on-line, che creano in continuazione posti di lavoro e un flusso di entrate nazionali continue.

Come è avvenuta la tua integrazione in una realtà locale sostanzialmente differente da quella italiana?
Spesso mi sembra di essere in Italia; ogni volta che prendo il bus o vado in un locale come minimo c’è un Italiano di sottofondo che si fa sentire. Il numero degli italiani a Malta è elevato e di conseguenza è molto facile fare amicizia.
La cosa positiva che non ci siamo solo noi, ma si possono trovare persone da tutto il mondo e fare nuove conoscenze senza difficoltà.
Quando ero in Italia era molto difficile trovare qualcuno di nazionalità diversa soprattutto nell’ambito lavorativo, a Malta è un melting pot quotidiano.

Vivere a Malta, sotto quali aspetti è meglio che in Italia? E sotto quali aspetti è peggio?
L’Italia è un bel Paese, uno dei più belli al mondo. L’ho realizzato meglio quando me ne sono andato. Abbiamo tante cose che ci differenziano dai Paesi europei e non, ma purtroppo a causa della crisi i giovani non hanno futuro. L’Italia chiude tutte le prospettive e le ambizioni che un individuo possa avere, portando ad accontentarsi e a rassegnarsi. Se non si hanno le spalle coperte o non si conosce la persona giusta è molto difficile fare qualcosa di ambizioso, scendendo spesso a compromessi.
Personalmente condivido l’idea che vivere non significhi sopravvivere e il tenore di vita medio in Italia parla da solo, tanto vale farlo in un’altra parte del mondo che possa contribuire alla crescita sia personale sia professionale.
A Malta, il mio stipendio è esattamente la metà di quello che guadagnavo in Italia ma nonostante ciò posso dire che la qualità della vita è migliore. Ho eliminato spese importanti come la macchina, l’acquisto compulsivo di inutilità, ho moderato uscite al ristorante e tutte le altre cose ‘superflue’; e avendo più tempo libero posso dedicarmi allo studio della lingua Inglese e di altre materie di mio interesse.
Il lato positivo di Malta che, oltre ai 300 giorni di sole all’anno, mette a disposizione un’ampia offerta di lavoro in diversi settori offrendo una maggiore prospettiva occupazionale rispetto l’Italia. Sotto questo punto posso dire che vivere quì è meglio dell’Italia.
Quello che mi manca di più sono i sapori della cucina come sappiamo fare solo noi, specialmente quella di ‘mammà’.

Stefano Picozzi a Malta grazie al servizio civile europeoCosa consiglieresti ad altri Italiani che desiderassero seguire le tue orme?
Non c’è nessuno che veramente vi ferma, se non voi stessi. Le paure che ci mettono in testa del lavoro e dei soldi non sono reali, ci sono cose molto più importati da fare quando si è giovani. La vita ordinaria la lasciamo a chi ne è portato. Una volta partito ho scoperto una vastissima rete europea di mobilità che indirizza giovani che vogliono viaggiare sia per esperienze di volontariato sia lavorative in modo da renderlo alla portata di tutti. Ormai l’Europa sta diventando una realtà sempre più concreta e la mobilità giovanile sarà una possibilità valida per garantirsi un futuro.
Quello di cui avete bisogno per partire è una grossa voglia di mettersi in gioco e la predisposizione a fare qualunque tipo di lavoro, se necessario.
Cito una frase di Lao Tzu che mi ha segnato prima che intraprendessi il mio percorso: ‘Un viaggio di mille miglia comincia da un solo passo’. Buon viaggio!

Consideri l’Italia un ricordo o hai nostalgia? Cosa ti manca quando sei via?
L’Italia è un bel Paese, e quando mi chiedono da dove vieni, sono fiero di rispondere “I’m from Italy”. Siamo fortunati a vivere in uno stato esteso ricco di cultura e di storia, dove possiamo essere stimolati a 360 gradi. Purtroppo la situazione attuale non permette ai giovani di garantirsi un futuro.
Di certo la mancanza della famiglia e degli amici c’è e si fa sentire, e non essere a casa tua ti fa sentire diverso ma ci sto facendo l’abitudine. Lascio l’Italia come meta per le vacanze, così mi godo solo la bella facciata del Paese e ho la mia dose periodica di ‘italianità’.

Stefano Picozzi a Malta grazie al servizio civile europeoChe tipo di lavoro, attività o investimento pensi sia conveniente praticare per un Italiano a Malta?
Credo che una buona possibilità sia lavorare nel campo dell’IT per le betting company dove si possono trovare lavori molto ben retribuiti rispetto alla media maltese e italiana.
Inoltre Malta offre regimi fiscali molto agevolati per avviare un’attività in proprio e, rispetto all’Italia, propone una burocrazia più snella. Ci sono tanti italiani che aprono attività nel settore della ristorazione e del tessile. Senz’altro
prima di investire è meglio vivere per un periodo nell’isola e capire quale zona sia ideale per il tipo d’investimento.
Se si lavora come freelance e si è fortunati a lavorare solo con il computer, avere la residenza maltese offre un regime fiscale molto agevolato rispetto l’Italia, e la partita Iva si può aprire in una giornata senza troppe complicanze.

Conosci molti italiani che vivono a Malta? Li frequenti?
Non frequentare italiani a Malta è molto difficile ma fortunatamente posso dire che nella mia cerchia di amici abituali ci sono diverse nazionalità come francese, indiana, ceca, marocchina e un paio di maltesi.
La tendenza degli italiani all’estero è di chiudersi in un gruppo di connazionali, ma personalmente consiglio di costruire una rete internazionale di amici dove si possa praticare sempre l’inglese e conoscere nuove culture.
Viaggiare è anche questo, comprendere persone diverse da noi in usi e costumi e ampliare il proprio bagaglio di conoscenza.

Consiglieresti Malta come meta per espatriare o più per una vacanza?
Malta, avendo come seconda lingua l’inglese, offre un buon punto di partenza per tutti quelli che vogliono imparare la lingua poiché ci sono scuole che offrono tariffe convenienti rispetto altri paesi anglofoni come l’Inghilterra e Irlanda. Un buon 70% parla italiano che può aiutare chi è alle prime armi con l’inglese e si trova all’estero. Il tenore di vita è più basso in confronto l’Italia e si ha una stagione estiva molto lunga, da aprile fino a settembre. Se vi piace il caldo e volete migliorare l’inglese, allora è il posto giusto.
Per quando riguarda l’aspetto lavorativo, le paghe sono molto basse (la minima circa 4€ l’ora) ma se si è qualificati, soprattutto nel settore informatico, si possono trovare lavori molto ben retribuiti. La chiamano ‘la Silicon Valley europea’.
Malta può essere decisamente un buon punto di partenza per espatriare poiché la loro cultura non si distacca troppo dalla nostra, e si può gradualmente staccarsi dall’Italia senza catapultarsi in un altro paese totalmente differente in usi e costumi.

Stefano Picozzi a Malta grazie al servizio civile europeoCi parli del sito web che hai aperto da poco? In che modo puo’ essere utile a chi sta decidendo di mollare tutto?
Il progetto si chiama giramundo.it, si tratta di una piattaforma web, dove condivido la mia passione più grande: il Viaggio.
Nel sito si possono trovare mini-guide, consigli per viaggiare low-cost, codici sconto, esperienze personali e molto altro. Inoltre sto creando una mappa che geolocalizza località e ne indico i luoghi di interesse turistico in modo che l’utente abbia una panoramica del luogo di destinazione.
Attualmente è in fase di sviluppo ma si possono trovare diversi articoli e nella mappa alcune città italiane e Malta.
Lo scopo è di creare una community di viaggiatori presenti in rete e allo stesso momento condividere informazioni per fare risparmiare tempo e denaro.
Attualmente sono in cerca di contributors che siano interessati a condividere le proprie esperienze di viaggio quindi chiunque sia appassionato di scrittura e di viaggio non esiti a contattarmi.

Cosa devono fare i nostri lettori per poterti contattare?
Tutti i viaggiatori connessi in rete possono seguirmi sui vari social:
Facebook: Gira Mundo
Fan Page: Giramundo – Viaggio come stile di vita
Twitter: Giramundo00
Instagram: giramundo.it

In alternativa possono contattarmi tramite mail a diaryoftravels@gmail.com per qualsiasi cosa, o compilare il formulario presente sul sito www.giramundo.net
Sarò lieto di rispondere a tutti!
Buon viaggio amici!

Di Rocco Mela

SCARICA LA GUIDA PER TRASFERIRSI A VIVERE A MALTA


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