ALBERTO HA SCELTO DI TRASFERIRSI A VIVERE E LAVORARE A MALAGA IN COSTA DEL SOL – SPAGNA

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ALBERTO HA SCELTO DI TRASFERIRSI A VIVERE E LAVORARE A MALAGA IN COSTA DEL SOL – SPAGNA

Alberto, dopo 16 anni di lavoro come commercialista a Varese, ha deciso di cambiare vita per anteporre la famiglia e la qualità della vita ad una professione “vergognosamente snaturata”, così ha deciso di trasferirsi a vivere e lavorare in Costa del Sol, a Benalmadena in provincia di Malaga, dove si occupa di internazionalizzazione di aziende in Spagna.

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Ciao  Alberto, vuoi presentati ai nostri lettori, come ti chiami e di dove sei originario?
Ciao a tutti, mi chiamo Alberto Cozzi e sono originario della provincia di Varese (Castellanza). Sono sposato con Linda ed ho due figli gemelli di quasi 8 anni, Alessio e Valentina (oltre ad una gatta gigantesca di nome Ditti).

Alberto Vivere lavorare a MalagaDi dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?
In Italia fino all’anno scorso ero un (triste) Dottore Commercialista e mi  sono sempre occupato in carriera di prestare consulenza alle imprese. Dopo 16 anni di professione ho deciso di cambiare vita, ma soprattutto di ridare un ordine corretto alle sue priorità, quindi anteporre la mia famiglia e le sue esigenze al lavoro ed allo stress con cui ho sempre convissuto, fin dai primi passi mossi nell’anno 2000. Motivi di salute dei miei figli ed una professione vergognosamente snaturata mi hanno portato a prendere la decisione, non particolarmente sofferta, di lasciare l’Italia.



Quando e perchè è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia?
La voglia di lasciare il mio paese durava da un decennio, ma non ho mai avuto la possibilità di fare il passo prevalentemente per impegni di natura familiare. Negli ultimi anni si sono aggiunti altri fattori, tra cui la necessità di vivere in un ambiente climatico più favorevole per me e per i miei figli, elemento questo fondamentale per aumentare la qualità della propria esistenza, con riferimento alla salute ma anche ai rapporti sociali; la luce e il sole condizionano infatti l’umore delle persone, le rendono più disponibili e rilassate. Io sono cresciuto in un contesto eccessivamente frenetico, e mi sono accorto che a 40 anni non era troppo tardi per cambiare atteggiamento di vita e di lavoro, ma senza aspettare altro tempo ancora, altrimenti questo passo non lo avrei sicuramente più fatto. Insomma, i tempi erano maturi… andava solo colto l’attimo.

Avevi già vissuto all’estero per lunghi periodi prima?
Non avevo mai vissuto all’estero prima d’ora per lunghi periodi, al massimo per un mese, ma sempre in periodi di vacanza. Però negli ultimi anni ho sempre frequentato la Spagna , quindi ho potuto testare le sue diverse zone climatiche, dai Paesi Baschi fino alle Canarie, e creare relazioni sempre amichevoli con la gente del posto, che nonostante crisi e disoccupazione alle stelle ha un animo pacifico e accogliente.

Alberto Vivere lavorare a Malaga

Sei partito da solo o in compagnia?
Mi sono trasferito con la famiglia, la decisione è stata di comune accordo e del resto non poteva essere altrimenti, per quanto mi riguarda.

Perché hai scelto di trasferirti proprio in Spagna e in quale località vivi?
La Spagna è stata la mia prima e unica meta, considerato che tra i paesi europei (l’idea non era quella di allontanarmi dall’Europa) è quello con il clima migliore in assoluto; io risiedo in Costa del Sol, a Benalmadena per la precisione, in provincia di Malaga, una costa particolarmente baciata dal sole e dal clima mite tutto l’anno, favorevole alla vita all’aria aperta, dopo anni vissuti a seguire il corso delle stagioni prevalentemente chiusi fra quattro mura sia per il meteo, che per il tipo di lavoro che svolgevo. Del resto la Spagna è un paese che conosco da parecchio tempo, la cui lingua mi ha sempre affascinato ed ho anche studiato all’università, pertanto già partivo favorito per un eventuale trasferimento in questa nazione.

In che cosa consiste la tua attività?
Attualmente lavoro per la società che ho fondato qui insieme ad altri italiani miei compagni di avventura, che mira a sviluppare rapporti e relazioni commerciali tra Italia e Spagna e viceversa, come si evince dal nome che porta, www.redarbolsl.es, che richiama un concetto di rete ramificata e quindi di internazionalizzazione delle imprese, ma aiuto anche mia moglie a prestare assistenza agli italiani qui residenti o che vogliono trasferirsi, con progetti nuovi di vita e/o di impresa, in quanto lei in Italia era consulente fiscale di persone fisiche e tuttora fornisce gli stessi servizi per conto di un Caf – Patronato italiano anche in Costa del Sol, agevolando i nostri connazionali nel compito spesso sgradito di adempiere le incombenze fiscali, contributive e pensionistiche con la madrepatria, senza intermediari  in loco.

Alberto Vivere lavorare a Malaga

Oltre a questo per cosa altro si distingue la tua attività?
C’è effettivamente un aspetto particolare nella mia nuova attività qui in Spagna che mi appassiona e mi sono preso a cuore, e riguarda la voglia di aiutare i giovani ragazzi che qui vivono e studiano a creare una mentalità d’impresa, una presa di coscienza che non esiste solo il pubblico impiego o il lavoro dipendente nella vita, ma ci si può realizzare in molti settori purché si investa su se stessi, con serietà e dedizione, e ci si sappia relazionare con persone e culture differenti. Del resto vivo in un lembo di costa cosmopolita, e negli incontri serali cui partecipo con piacere tra i giovani imprenditori di Benalmadena ci sono diverse nazionalità e culture a confronto, da quella sudamericana (fortemente presente) a quella anglosassone, spaziando poi per tutta europa. Ciò mi da l’opportunità di fare “matching”, quindi condividere conoscenze e apprendere nuove cose di cui non mi sono mai occupato in Italia, e ciò mi da veramente entusiasmo, perché sto scoprendo cosa significa interagire con le persone, in maniera dinamica e talvolta imprevedibile, cosa abbastanza rara per me che ero abituato a stare dietro a una scrivania. Inoltre confrontarmi con una realtà per me totalmente nuova non solo dal punto di vista professionale ma anche umano, mi consente di aprire sempre più la mente e rendermi conto che, in fondo, la realtà in cui siamo nati e cresciuta non è l’unica, c’è un mondo la fuori… che merita di essere scoperto.

Quali differenze sostanziali riscontri a livello lavorativo rispetto all’Italia?
Enormi differenze, rispetto a ciò a cui sono sempre stato abituato. Qui manca molto spesso la serietà e l’efficienza nel lavoro, a tutti i livelli, da non confondersi con la frenesia del nord Italia (che qui non esiste), ma semplicemente c’è carenza troppo spesso a mio parere di affidabilità e qualità. Manca poi una adeguata cultura d’impresa, non esistono manifatture in questo territorio, esiste il turismo con tutto il suo indotto di servizi a cui da diversi anni ormai si sta affiancando in maniera molto importante anche il settore dell’innovazione e delle nuove tecnologie, con particolare menzione per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Gli stipendi dei lavoratori dipendenti sono generalmente piuttosto bassi e solo gli abbondanti sussidi e sovvenzioni statali consentono alle famiglie, in molti casi, di tirare avanti. Nonostante la pesante crisi subita, non si percepisce il senso di abbandono da parte delle istituzioni nei confronti delle famiglie che contraddistingue l’Italia, anzi devo dire che nelle mie frequenti visite a uffici ed enti pubblici, comunali o regionali che siano, nonché a convegni e manifestazioni fieristiche, c’è sempre una notevole dinamicità, una voglia di ridare slancio alla situazione economica locale, di aiutare soprattutto le persone che hanno perso il lavoro a crearselo, in qualche modo, con corsi di apprendimento in materie e settori nuovi.

Com’è avvenuta la vostra integrazione in una realtà locale simile, ma sostanzialmente differente da quella italiana?
Le similitudini le abbiamo riscontrate sicuramente nella lingua e in parte nelle abitudini, ma ci sono sostanziali differenze rispetto all’Italia, banalmente dagli orari dilatati con cui viene scandita la giornata (e guai a disturbare nella siesta, qui è sacra!), fino ad aspetti più seri come l’educazione. Però nella zona in cui vivo l’aspetto più disorientante al quale non sono mai stato abituato è proprio la coesistenza di molte nazionalità e culture che qui convivono, provenendo io da una zona tutt’altro che turistica. Devo dire che comunque ne per noi adulti ma nemmeno per i miei figli, fortunatamente, l’integrazione è stata complicata, e soprattutto il fattore lingua simile alla nostra per loro è stato determinante, molti altri bambini di lingua madre inglese, francese o araba hanno avuto ed hanno tuttora problemi di inserimento, che si riverberano poi in ambito familiare. Sto apprezzando questa convivenza pacifica tra differenti culture e abitudini, molto meglio di quanto mi accadeva purtroppo in Italia, soprattutto dopo le ultime vicende migratorie che ha subito la madrepatria. C’è da aggiungere che in Spagna, a differenza che in Italia, il potere precostituito è molto più incisivo sul territorio, le forze dell’ordine sono decisamente più temute e rispettate sia dagli stranieri, ma ancor di più dagli spagnoli stessi, e questo genera un senso di sicurezza e quindi di serenità molto più apprezzabile che in Italia, per lo meno per le mie esperienze passate.

Alberto Vivere lavorare a Malaga

L’Italia oramai è per te un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca?
L’Italia per me al momento è certamente un bel ricordo, però confinato ai miei primi 30 anni di vita; sono e resterò sempre orgoglioso di essere italiano, ma il sistema politico ed economico nell’ultimo decennio mi ha fatto disamorare in maniera tanto importante quanto inaspettata del mio paese, al punto da aver pesantemente contribuito alla mia emigrazione;  non sono mai stato un esterofilo, lo sono diventato vivendo in un paese in cui, pur nativo, mi sentivo discriminato e vessato. Al momento non mi manca nulla, se vuoi cambiare paese devi accettare anche un cambio di vita e di mentalità, apprezzando anche le diversità a cui non eri abituato, anche se ci vuole tempo e pazienza. Certo i rapporti familiari e le amicizie sono importanti, ho incontrato persone che dopo essersi trasferite, sono rientrate in patria per nostalgia degli affetti lasciati, ma il mio concetto di libertà è sacro e anche tali legami non hanno mai costituito né costituiranno mai un vincolo nella mia vita. Poi cambiare significa anche crescere, e soprattutto negli ultimi tempi il pensiero di aver vissuto sempre nello stesso posto per 40 anni, mi faceva mancare letteralmente il respiro, circondato poi da persone in grado solo di lamentarsi senza far nulla per cambiare il corso della propria esistenza… ecco perché per me la parola nostalgia non esiste.

Alberto Vivere lavorare a Malaga

Vivere a Malaga  sotto quali aspetti è meglio che in Italia ? E sotto quali aspetti è peggio?
Premesso che non ho mai desiderato vivere in una grande città, e nemmeno qui mi sono insediato in Malaga capital, ma bensì in una città della sua cintura, gli aspetti migliori sono ovviamente il clima e il mare, fin troppo banale, ma anche l’aspetto naturalistico del territorio, una natura che amo e che contrasta con la cementificazione cui ero abituato; per contro qui manca l’arredo urbano e l’ordine delle nostre città, la loro storia, qui tutto è stato costruito negli ultimi 50 anni,  raccontano che prima c’era un territorio desolato, poi si è costruito in maniera incontrollata e sempre in ottica turistica. Temevo all’inizio di sentirmi perennemente un turista in vacanza, ma fortunatamente ci sono quartieri “paese” dove riesci a vivere in una dimensione nella quale abbiamo sempre vissuto, quindi fatta di quotidianità e semplicità. Non parlo del solito caro vita italiano, perché è vero che il carburante costa meno e le case non necessitano di riscaldamento, però affitto, cibo e servizi non sono proprio a buon mercato, almeno nella costa  ovest della provincia di Malaga a fortissima vocazione turistica. Insomma qui non si deve venire con la semplice ottica di risparmiare (ci sono altre zone decisamente più economiche in Spagna), bensì di migliorare la qualità della propria esistenza, per chi ama il caldo, la luce e il sole, senza rinunciare a tutti i servizi fondamentali e necessari che necessita una famiglia con dei figli piccoli. La provincia di Malaga non per niente è considerata una delle migliori dieci mete climatiche al mondo, soprattutto per la presenza di un microclima misto mediterraneo-subtropicale. Se poi aggiungiamo che esistono infrastrutture nuove e ben funzionanti, tra cui aeroporto, metropolitana, treni alta velocità, complessi fieristici e sportivi….direi che non manca veramente nulla. Una menzione particolare vorrei farla anche per le strutture sanitarie, molte all’avanguardia anche perché di matrice internazionale causa l’elevata presenza di stranieri, su tutti inglesi, tedeschi e scandinavi, che ha favorito negli anni un vero e proprio fenomeno di turismo sanitario. Molti sono infatti gli anziani del nord europa che non solo svernano ma bensì vivono da queste parti, e richiedono qualità elevata nelle strutture ospedaliere che richiamino gli standard a cui sono abituati.

Alberto Vivere lavorare a Malaga

Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme e trasferirsi a lavorare a Malaga?
Anzitutto li invito a venire qui e fare prima un viaggio esplorativo, essenziale per prendere confidenza con la realtà locale, ma il più grosso e accorato consiglio che mi sento di dare a chi deve ancora lavorare per vivere (come me) è quello di preparare accuratamente il nuovo progetto di vita, in maniera scrupolosa e razionale; partire con l’ottica di venire qui perché stanchi dell’Italia e reinventarsi ristoratore o gelataio dopo che si è fatto tutt’altro nella vita, secondo me è deleterio, tanti fallimenti abbiamo visto qui, poi è troppo facile dare la colpa alla sfortuna o al posto. Ci vuole un progetto serio, che non può prescindere dalle proprie competenze e dalla conoscenza almeno basica della lingua, altrimenti l’inserimento è veramente difficile, non si creda che l’essere italiani ci agevoli più di tanto…perché quando gli andalusi che notoriamente parlano molto rapidamente ci incalzano di domande agli sportelli pubblici, tanto per fare un esempio, poi è difficile non cadere in errore. Altro suggerimento: diffidare dai faciloni e dagli aiuti troppo cordiali di connazionali in loco, molte volte celano la mera volontà di approfittare di chi è oggettivamente un po sprovveduto e spaesato in un nuovo ambiente. Questo accade da sempre ed è un fenomeno antipatico che non riguarda solo gli italiani, noi lavoriamo anche con stranieri, inglesi in particolare, ed anche loro lamentano questo malsano trattamento da parte di alcuni connazionali. Mi verrebbe da dire…..si affidino piuttosto ai professionisti locali, ma francamente anche qui non vi è assolutamente garanzia di serietà, troppo spesso percepiscono lo straniero come un pollo da spennare, tanto poi se l’attività va male, chi lo vede più… E dunque? Valutare attentamente chi si ha di fronte, l’amicone che promette aiuto in cambio di poco o niente nasconde spesso brutte sorprese, discrezione e giusto prezzo sono invece un buon biglietto da visita.

Che attività potrebbe essere indicata per coloro che volessero trasferirsi a lavorare a Malaga?
Sicuramente non si deve venire con la sola speranza di trovare un impiego come lavoratore dipendente, in qualsiasi settore (men che meno in quello turistico), perché o si eccelle come competenze (anche o soprattutto linguistiche) o altrimenti si compete con centinaia e centinaia di disoccupati per un posto di lavoro (non è una esagerazione) con l’handicap di essere straniero.
Detto ciò mi piacerebbe poter suggerire attività che non siano direttamente connesse al turismo, ma mi rendo conto che è molto difficile. Non mi sento di indicare una attività rispetto ad un’altra, solo mi preme ribadire un concetto: qualunque essa sia, non deve essere improvvisata, perché qui nel settore turistico sono molto forti, la concorrenza è spietata e anche la semplice collocazione sbagliata dell’attività può determinare il suo insuccesso. Suggerisco comunque per tutti coloro che operano nel settore delle tecnologie di valutare le opportunità di sviluppo che potrebbero qui trovare, anche in ottica sinergica con chi già opera in tali settori. Gli sforzi delle istituzioni pubbliche locali del resto sono tutti volti a promuovere e incentivare tali nuove attività, per creare una alternativa credibile al settore turistico che qui la fa da padrone, e direi con pregevoli risultati, vista l’esistenza della cosiddetta “Malaga Valley”.

Alberto Vivere lavorare a MalagaConosci molti italiani che vivono a Malaga, li frequenti?
Per la verità conosciamo pochi italiani rispetto al numero reale di presenze sul territorio, frequentiamo in maniera costante solo una famiglia di ristoratori con i quali siamo particolarmente amici, conosciuti sul posto.
Non ce ne facciamo un cruccio perché in generale siamo ben propensi ad integrarci con la popolazione locale, anche per dar modo ai nostri figli di apprendere correttamente la lingua, che per noi è fondamentale. Qui ci sono inglesi che vivono da trent’anni …e ancora non parlano una parola di spagnolo! Abbiamo notato invece un atteggiamento distensivo e di benevolenza da parte degli uffici anche di polizia, nel momento in cui gli parli nella loro lingua o dimostri di impegnarti per impararla, questo è un consiglio che mi sento di dare a tutti.
Ci auguriamo però in futuro di incontrare sempre più italiani che abbiano voglia di fare impresa da queste parti, in qualsiasi settore, non solo per fornire consulenza ma più semplicemente per confrontare le nostre comuni esperienze e condividere ciò che di bello stiamo sperimentando in questa nuova vita. I nostri riferimenti per qualsiasi esigenza sono i seguenti:

Blog: http://italianicostadelsol.it
Pagina web: www.redarbolsl.es
E-mail: info@italianicostadelsol.it; info@redarbolsl.es
Facebook: https://www.facebook.com/redarbolsl/?ref=aymt_homepage_panel
Linkedin: https://es.linkedin.com/in/alberto-cozzi-8986547

Ma anche solo per scambiare due chiacchiere, vi aspettiamo! Un saluto a tutti

Di Massimo Dallaglio

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