Ilaria Madrid
Ilaria Madrid


Ilaria Notarantonio, ingegnere di professione e scrittrice e speaker di podcast per passione, ci racconta della sua passione per la Spagna e per Madrid.

Nel tempo libero scrive a proposito del proprio espatrio principalmente per il blog “Donne che emigrano all’estero” (qui potrete leggere uno dei suoi articoli: consigli utili!), ha scritto il suo primo libro e bazzica tra podcast e radio in programmi per italiani all’estero.

Ha vissuto a Napoli e a Milano prima di atterrare in Spagna, per la prima volta grazie ad un erasmus.
Trascorse il 2015 a Malaga, fu lì che la Spagna fece breccia nel suo cuore. Infatti realizzò il proprio sogno di tornarci nel 2018, ma a Madrid ed in qualità di lavoratrice.

Ilaria Notarantonio ci racconta della sua passione per la Spagna e per Madrid.

“Quando sono partita per Malaga ero un po’ in tensione perchè era la mia prima volta all’estero e non padroneggiavo bene lo spagnolo. Ma appena ho messo piede in terra iberica mi sono sentita profondamente felice!
I miei ricordi sono per lo più sensoriali: il sole caldo sulla pelle, il rumore delle risate, l’odore di fritto… Ricordo di essermi sentita subito a casa e questa sensazione non mi ha mai lasciata, anzi, si è rinforzata a Madrid.”

Ciao Ilaria, che lavoro fai in Spagna? Che lavoro facevi in Italia?

Sono ingegnere in un’azienda nel settore della formazione online, gestisco progetti tecnici.

In Italia lavoravo in una grande multinazionale nelle telecomunicazioni. Questo lavoro era molto buono sulla carta, ma ero profondamente infelice.

Ero appena tornata da un’esperienza lavorativa a Londra e ritrovarmi a lavorare sempre e solo con italiani è stato un po’ traumatico: ho capito che do il meglio di me in ambienti internazionali. Mi piace vestire il ruolo della “straniera” e mi incuriosiscono le culture altrui: trovo che ci sia sempre qualcosa da imparare…

C’è un altro Paese o città nel quale ti piacerebbe vivere oltre alla Spagna?

No: Madrid è casa mia.

Quando sono arrivata è stato principalmente per le opportunità lavorative e non avevo aspettative di rimanere. Invece ho scoperto che la qualità della vita nella capitale spagnola è veramente invidiabile: mezzi pubblici eccellenti, costo della vita sostenibile, opportunità lavorative, accoglienza verso gli stranieri.

Si dice che essere di Madrid vuol dire arrivare con una valigia di cartone e sentirsi subito madrileno. Ed è proprio cosí: le persone locali sono di un’accoglienza inimmaginabile, ti considerano uno di loro dal primo secondo, ti coinvolgono e si preoccupano per te.

In generale, Madrid ha un’energia positiva quasi palpabile e le persone sono serene, allegre, sempre molto gentili. Nelle altre città, anche spagnole, non c’è questo mix di componenti: ecco perchè Madrid è un posto cosí speciale. Fa addirittura passare la nostalgia del mare!

Ilaria Notarantonio ci racconta della sua passione per la Spagna e per Madrid.

Hai incontrato difficoltà nel trasferimento in Spagna? Come le hai superate?

La difficoltà principale è stato trovare lavoro dall’Italia. Mi procurava molta ansia pensare di arrivare in Spagna senza lavoro quindi ho passato davvero tanto tempo cercandolo. Ogni giorno ritagliavo un paio d’ore da dedicare a LinkedIn, contattando recruiter o rispondendo a offerte.
Poi ho cominiciato a dire a tutte le persone che conoscevo che volevo trasferirmi in Spagna. Cosí, un amico mi ha detto che conosceva un’azienda in cui sapeva cercassero personale. Quella è stata la mia prima offerta di lavoro.

Trasferendomi sono nate altre opportunità, probabilmente se mi fossi trasferita senza lavoro, magari iscrivendomi ad un corso, avrei avuto qualche possibilità ugualmente.
La presenza sul territorio è importante: spesso chiedono (o meglio, chiedevano) interviste presenziali con poco preavviso quindi essere in loco è un vantaggio.

Burocrazia spagnola: com’è rispetto a quella italiana?

Non ho mai avuto molte difficoltà!
In generale, molti tramiti sono digitalizzati.

Appena arrivata, con il contratto di lavoro ho chiesto appuntamento online per avere il NIE (una sorta di carta di identità degli stranieri). Con quello ho potuto aprire il conto bancario ed iscrivermi ai sistemi contributivo e sanitario spagnoli.

Rinnovare la carta d’identità in Italia fu molto più complicato: passai ore in attesa al telefono e mi diedero appuntamento a due mesi di distanza.

Il tuo mestiere è più retribuito in Spagna o in Italia, in proporzione?

Forse vi sorprenderà ma in generale gli stipendi in città grandi come Madrid e Barcellona sono più bassi rispetto a quelli di Milano e Torino. Probabilmente sono al livello di Roma.
In proporzione guadagnavo un po’ di più a Milano ma credo sia proprio vero che i soldi non facciano la felicità!

Che differenze ci sono tra Italia e Spagna in qualità della vita, a tuo avviso?

In Spagna tutto è più semplice.

Treni e autobus funzionano molto bene, le strade sono per lo più gratuite, ci si muove con una certa libertà che nello stivale, sopratutto da Roma in giù, non c’è. Inoltre, il costo della vita è inferiore, la sanità pubblica è completamente gratuita, nelle città più grandi si può vivere tranquillamente senza macchina.
Da un punto di vista sociale è facile inserirsi, gli spagnoli hanno molti ma molti meno pregiudizi di noi italiani. Tutti gli stigmi sociali sono meno presenti: che siano religiosi, legati all’orientamento sessuale o a qualunque genere di credenze.

È un Paese femminista: la vita di una donna in Spagna è meno problematica rispetto a quella di una in Italia. Il catcalling è praticamente inesistente, si cerca di dare pari opportunità, le nuove generazioni sono cresciute in libertà. Complice di questo contesto sociale è stata la voglia di riscatto post dittatura, finita negli anni ‘70.

Ilaria
Ilaria

Sotto quali aspetti ti trovi meglio in Spagna che in Italia? E peggio?

Mi trovo meglio in Spagna perchè trovo che sia un Paese con l’accoglienza del sud Italia e l’ordine del nord. Sento che posso essere me stessa senza essere giudicata, che la diversità piace e viene incentivata. Si sta bene sia da un punto di vista sociale che pratico.

Mi piacerebbe solo che gli stipendi fossero più allineati con il nord Europa ed il nord Italia ma credo che la causa principale di ciò sia l’altissima domanda di persone da tutto il mondo in cerca di lavoro in Spagna.
Il tasso di internazionali a Madrid è più alto che a Milano!

Questione gastronomica: ti piacciono i sapori spagnoli?

Adoro i sapori spagnoli.

Mi piace molto come usano ingredienti diffusi largamente anche in Italia in modo del tutto diverso. Per esempio la paella: si tratta solo di riso, verdure, carne e pesce.
A Madrid ho scoperto tutto il mondo delle zuppe e dei legumi abbinati alla carne: los callos (a base di trippa), el cocido (il bollito), lentejas con chorizo (a base di carne e lenticchie).
La frutta è davvero deliziosa, infatti sappiamo che il Paese è un grande esportatore di frutta e verdura.

Hai qualche curiosità sugli spagnoli da raccontarci?

Ne avrei davvero tante!

Mi viene in mente l’organizzazione della Semana Santa a Siviglia e a Malaga… Le due città si paralizzano per l’intera settimana pasquale per dare spazio alle processioni (da vedere assolutamente!).

Molti non conoscono le tradizioni legate al periodo natalizio: i regali non li porta Babbo Natale ma i Re Magi e in tutte le città c’è una sfilata (“Cabalgata”) di tre uomini travestiti da Re Magi in carrozza che lanciano caramelle ai più piccoli.

Mi piace anche il fatto che nei primi dodici secondi dell’anno nuovo ingeriscono dodici chicchi d’uva, ognuno accompagnato da un desiderio.
Per fare in tempo si sintonizzano tutti sul canale che trasmette in diretta dalla piazza Puerta del Sol (a Madrid), dove centinaia di persone si recano per condividere la tradizione de “las uvas”.

Che parola useresti per descrivere la Spagna? E per descrivere l’Italia?

Per la Spagna direi ilare (richiama anche il mio nome: cade a pennello).

Per l’Italia direi provinciale.

Perchè? Basta vedere la differenza tra l’accoglienza verso gli stranieri nei due Paesi.
In Italia ho vissuto sia a nord che a sud, in due grandi città: il provincialismo non appartiene solo ai piccoli comuni ed è un nostro grande limite. Dovremmo imparare dagli spagnoli a badare meno agli stereotipi.

Dove ti immagini fra cinque anni?

A Madrid! Spero di poter continuare a vivere in centro, a Malasaña, quartiere nel quale mi sono trasferita da pochi mesi e di cui mi sono innamorata perchè racchiude tutta l’essenza hipster della città.

Che consigli daresti a chi vuole trasferirsi in Spagna? E chi vorrebbe solo visitarla, cosa non dovrebbe perdersi?

A chi vuole trasferirsi dico di fare una scelta con il cuore. La Spagna non ha il tasso di disoccupazione della Germania, non è un Paese dove si va a cercare fortuna. È un Paese dove bisogna andare per amore e bisogna essere disposti a scendere a compromessi per poterci restare. Se non si è innamorati della cultura spagnola, meglio orientarsi verso altre destinazioni.

Per il turismo invito tutti a orientarsi verso Madrid, il nord (Galizia, Asturias, Cantabria) ed il sud (l’Andalusia).

Noi italiani conosciamo quasi solo Barcellona, città troppo turistica secondo me.
Invece non potete perdervi il mare l’inverno di Llanes, la spiritualità atterrante di Santiago de Compostela, la musicalità arabeggiante di Cordoba, l’immensa eleganza di Madrid.

Meglio noleggiare la macchina a Madrid e fare qualche tour!

Ilaria
Ilaria
Di Francesca Neri
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