A 60 anni ho deciso di riaprire il cassetto dei miei sogni
Per quarant’anni ho fatto la giornalista. Ho diretto riviste, scritto migliaia di articoli, intervistato medici, ricercatori, campioni dello sport ed esperti di longevità. Per lavoro ho raccontato agli altri come vivere meglio.
Poi è arrivato il mio sessantesimo compleanno.
Le mie figlie erano ormai grandi e autonome. Per la prima volta, dopo tanti anni, mi sono fermata e mi sono fatta una domanda semplice:
“E adesso? Questa seconda parte della mia vita voglio davvero viverla seguendo i programmi degli altri o finalmente i miei?”
Mi sono riletta un vecchio diario pieno di progetti rimandati. Libri da scrivere. Viaggi. Idee. Esperienze. Sogni messi in pausa perché, prima, venivano il lavoro, la famiglia, le responsabilità. Come succede a tantissimi di noi.
Così ho deciso di fare una piccola rivoluzione.
Non quella di lasciare tutto e trasferirmi dall’altra parte del mondo. La mia è stata una rivoluzione più silenziosa, ma forse ancora più coraggiosa: riprendermi il tempo, le energie e la libertà di scegliere come vivere gli anni che mi aspettano.
È nato così Cambia Gioco e vinci la partita con il tempo.
L’ho scritto prima di tutto per me. Avevo bisogno di capire quali fossero davvero le strategie che permettono di arrivare ai sessanta, ai settanta e oltre con un corpo ancora forte, una mente curiosa e, soprattutto, con la voglia di continuare a fare progetti.
Negli ultimi dieci anni ho letto centinaia di studi scientifici, intervistato alcuni dei maggiori esperti italiani di alimentazione, attività fisica e longevità, provato personalmente allenamenti, diete, tecniche antistress e piccoli cambiamenti quotidiani. Alla fine ho tenuto soltanto ciò che funziona davvero, eliminando mode, estremismi e regole impossibili da seguire.
Perché ho capito una cosa.
La vera longevità non consiste nel vivere qualche anno in più. Consiste nell’avere ancora entusiasmo per aprire l’agenda e riempirla di idee, viaggi, passioni e nuovi inizi.
Per questo Cambia Gioco non è un manuale pieno di divieti. È un invito a cambiare prospettiva.
Prendersi cura del proprio corpo non serve per inseguire la perfezione o cancellare una ruga. Serve a conservare la libertà di partire per un viaggio, imparare qualcosa di nuovo, cambiare lavoro, aprire un progetto, innamorarsi ancora o semplicemente vivere ogni giorno con più energia.
In fondo, il nostro corpo è il mezzo che ci permette di realizzare i nostri sogni. E se smettiamo di prendercene cura, rischiamo di rinunciare anche a quelli.
Ho scritto questo “manuale per mollare la vecchia immagine di me” e pensare ai miei amici, ai colleghi, ai parenti e a tutte quelle persone che, superati i cinquant’anni, credono che il meglio sia ormai alle spalle.
Io penso esattamente il contrario.
Credo che dopo i cinquanta inizi la partita più interessante. Quella in cui non dobbiamo più dimostrare niente a nessuno e possiamo finalmente dedicarci anche a noi stessi, senza sensi di colpa.
Perché restare giovani non significa avere trent’anni.
Significa continuare ad avere sogni da inseguire.
Io non ho cambiato vita perché avevo compiuto sessant’anni.
Ho deciso di ricominciare a vivere i miei sogni perché ho capito che il tempo è il bene più prezioso che abbiamo. E rimandare la felicità è il lusso che non possiamo più permetterci.
Cristina Merlino
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