Elena assiste Italiani in cerca di informazioni burocratiche o turistiche sulla Francia

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ELENA SI E’ TRASFERITA A VIVERE A PARIGI DOVE LAVORA ASSISTENDO CLIENTI PER PRATICHE BUROCRATICHE

Elena Italiani e la sua troppa voglia di cambiare vita e conoscere nuove realtà l’hanno portata a Parigi dove avrebbe dovuto rimanere solo 1 anno universitario…
Tutt’ora invece vive a Parigi e non ha nessuna intenzione di tornare in Italia…
“Dopo una delusione amorosa, ho semplicemente avuto voglia di cambiare aria, di conoscere una nuova realtà per fare una pausa, ricaricare le pile e tornare in Italia ma…”

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vivere e lavorare a Parigi Elena Italiani Ciao Elena, raccontaci un po’ di te, cosa facevi quando eri in Italia e di dove sei?
Ciao mi chiamo Elena Italiani, sono nata a Perugia e quando avevo due anni ci siamo trasferiti in provincia di Roma con la mia famiglia, sono quindi sempre stata a metà tra le due regioni. Quando sono partita ero studentessa a Lingue orientali a La Sapienza (giapponese).



Perché hai deciso di lasciare l’Italia e da quando ti sei trasferita?
Nel 2002, stanca del casino e della disorganizzazione perenne di Roma (e soprattutto dell’Università), e in più dopo una delusione amorosa, ho semplicemente avuto voglia di cambiare aria, di conoscere una nuova realtà per
fare una pausa, ricaricare le pile e tornare… dovevo rimanere solo un anno universitario…

Come mai hai scelto proprio Parigi?
Ho scelto Parigi perché ce l’ho sempre avuta nel sangue per non so quale motivo, ci andavo molto spesso da turista. Un anno ho anche cercato di partire in Erasmus ma chiaramente l’anarchia che regnava a La Sapienza mi ci ha fatto rinunciare, non essendo sicura che poi al ritorno mi avrebbero convalidato gli esami… ho deciso quindi di partire quando sarei stata autonoma e quando è arrivato il cambio ordinamento (3+2) ho colto la palla al balzo, buttato nel secchio 5-6 esami, e preso la Laurea breve per infine svincolarmi e poter partire!

Hai deciso di partire da sola in questa tua avventura?
Sono partita completamente da sola, sapendo solo di avere un vago contatto di un cugino a Parigi, che alla fine mi ha presentato quella che sarebbe stata la mia prima coinquilina.

Di cosa ti occupi?
Da due anni sono “Facilitateur de vie”, mi occupo cioé di quello che gli altri non hanno tempo o voglia di fare. Sono tutte missioni che possono essere legate all’amministrazione (assisto soprattutto gli italiani che puntualmente si impantanano nella laboriosa macchina burocratica francese), alla vita quotidiana (piccole compere, ricerca informazioni o fornitori di servizi, ecc…) e al turismo (organizzazione logistica dei soggiorni a Parigi, checkIn, ecc…). Una specie di Assistente personale tutto fare insomma!

vivere e lavorare a Parigi Elena ItalianiQuali differenze hai notato a livello lavorativo rispetto all’Italia?
1. Anche se lavori mezza giornata ti fanno sempre un contratto in regola;
2. Il codice del lavoro è alto tre piani e i lavoratori hanno, come è giusto, tantissimi diritti, oltre che doveri;
3. Il francese si sa vendere e soprattutto conosce il valore del lavoro. Non si sottovaluta come noi italiani, perché non è abituato a essere sfruttato (anche se un francese non ve lo dirà mai e si lamenterà sempre!) e sa che il rapporto tra datore di lavoro e impiegato è un rapporto win-win.
4. Almeno nelle aziende in cui ho lavorato io, il senso della gerarchia era molto molto sentito… ed è quello che più mi pesava e che mi ha spinto ad essere autonoma.

Cos’altro hai notato della società in generale?
Ehm, la domanda è vastissima, si potrebbe scrivere un saggio!
Ti scrivo giusto così di getto qualche idea nel confronto Roma-Parigi, che sono due realtà molto particolari e  non riflettono tutta la Francia, ne tutta l’Italia:
– non mi sono mai sentita in pericolo, pur tornando a casa a piedi da sola di notte più e più volte (poi tutto sta a evitare certe zone chiaramente)
– le donne sono meno congelate nel loro ruolo di mamma/moglie (vedo un sacco di papà al parco o nei caffé con i bambini per esempio), anche se la discriminazione dei sessi è sempre presente purtroppo (soprattutto a lavoro)
– l’accesso alla cultura è molto più semplice e meno caro (musei, cinema, musica e tanto altro)
– ci sono tanti aiuti e assistenza, ma con l’obiettivo di incoraggiare le persone ad attivarsi (formazioni quando si lavora, accompagnamento per creare attività autonome, sostegno psicologico nei momenti clou della vita tipo nascite e morte, aiuti economici per pagare l’affitto, avviare un’attività, cercare un lavoro decente…) 

Sei riuscita subito o hai fatto fatica ad ambientarti in questa tua nuova vita?
In modo molto lento e con tanta tanta fatica e perseveranza! All’inizio mi sentivo sola, persa e circondata “da pazzi” che facevano e dicevano cose strane, ma quando si capisce che si ha a che fare con una cultura diversa e si comincia a studiarne e capirne le dinamiche poi è tutto più facile.

vivere e lavorare a Parigi Elena ItalianiSotto quali aspetti è meglio vivere a Parigi che in Italia? E sotto quali aspetti è peggio?
Del vivere in Italia non ti posso dire molto perché sono ormai tredici anni che non ci vivo più, ma posso dirti che mi da molto fastidio la mentalità del lamentarsi sempre e non fare nulla per risolvere la situazione, e anche la “furbizia” tutta italiana del cercare di fregare il sistema sempre e comunque (ma è comprensibile, perché è il sistema che ti frega per primo in Italia!).
Personalmente a Parigi trovo che sia tutto molto più semplice (malgrado le apparenze) e soprattutto sono contenta di pagare le tasse (tante) per avere servizi che alla fine funzionano. E poi c’è il lato giustizia: qui sanno cosa vuol dire la parola “diritti” e li fanno rispettare. Per il peggio, può sembrare una banalità ma il clima fa tanto! È l’unico difetto che più vivo qui e più non sopporto… mi manca da morire il sole, il caldo e l’estate e avrei voglia di uccidere tutti quelli che da aprile in poi si lamentano per il troppo caldo! :-p

vivere e lavorare a Parigi Elena Italiani Che cosa consigli a chi vorrebbe seguire le tue orme?
Innanzitutto di informarsi tanto prima del grande passo, magari facendo qualche viaggetto esplorativo prima di trasferirsi (molti non sopportano Parigi per esempio). E poi di partire con l’obiettivo di evolvere, fare nuove esperienze e integrare una nuova cultura studiandola e rispettandola (anche se la partenza è dettata da una necessità), evitando di cercare l’Italia all’estero perché in quel caso tanto vale non partire!

Ti manca l’Italia? Torneresti a viverci?
L’Italia per me ora è una sorta di “casa delle vacanze”, oggi non ho nessuna intenzione di tornare a viverci perché sto benissimo a Parigi e qui ho avuto tante opportunità che in Italia mi sarei sognata! Ho nostalgia della mia famiglia, degli amici con cui sono cresciuta, del mare a due passi e… del cibo! Tutte cose che però apprezzo molto di più da quando sono all’estero.

vivere e lavorare a Parigi Elena Italiani Conosci molti Italiani che vivono in Francia?
Qui ho la mia piccola famigliola di amici italiani (siamo 5-6 e… ho sposato un italiano!), perché da “emigrati”, lontano dagli affetti con i quali si è cresciuti, le amicizie hanno un valore diverso e particolare, ed è importante avere accanto persone culturalmente vicine a te. Tramite il mio lavoro di italiani ne conosco poi tantissimi, ma ho sempre cercato di integrarmi nel tessuto parigino piuttosto che cercare l’Italia a Parigi.

Consiglieresti la Francia per espatriare o più per una vacanza?
Parigi è una città dinamica, multiculturale e ricca di opportunità, oltre ad essere bellissima! La consiglio per espatriare, ma solo se si ha feeling con lo stile di vita che impone, altrimenti bisogna cercare un’altra città.

Email: info@paris-pocket.com

Di Maria Valentina Patanè

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