Voto per corrispondenza per chi si trova all’estero anche temporaneamente

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Voto per corrispondenza per chi si trova all’estero anche temporaneamente

I cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali della circoscrizione estero, possono votare per posta.

A tal fine, si raccomanda quindi di controllare e regolarizzare la propria situazione anagrafica e di indirizzo presso il proprio consolato.

Anche gli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche, si trovano temporaneamente all’estero (e quindi non iscritti all’AIRE) per un periodo di almeno tre mesi dalla data di svolgimento delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Italiano previste per il 4 marzo 2018, nonché i familiari conviventi, potranno partecipare al voto per corrispondenza organizzato dagli uffici consolari italiani, ricevendo la scheda al loro indirizzo estero.

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Chiunque, trovandosi in queste condizioni, fosse interessato a questa possibilità, dovrà darne comunicazione scritta al proprio comune nelle liste elettorali del quale è iscritto, entro il 31 gennaio 2018.

Dodici seggi per la Camera dei Deputati e sei per il Senato della Repubblica, detratti dal numero complessivo di quelli costituzionalmente assegnati ai due rami del Parlamento: sono i posti riservati ai rappresentanti eletti dai cittadini italiani residenti all’estero.

voto per corrispondenza

La Circoscrizione estero è suddivisa in quattro ripartizioni: Europa, compresi i territori asiatici della federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide.

Non possono votare per corrispondenza gli elettori italiani residenti in Stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere accordi per garantire che il diritto di voto si svolga in condizioni di eguaglianza, di libertà e di segretezza, oppure in Stati la cui situazione politica o sociale non garantisce, anche temporaneamente, l’esercizio del diritto di voto secondo tali condizioni.

 

La modalità di voto per corrispondenza è stata utilizzata per la prima volta nel 2006 al fine di far votare gli italiani residenti all’estero, iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), senza che si recassero in Italia. È regolato dalla Legge Tremaglia approvata nel 2001, a seguito delle modifiche introdotte nel 2000 all’articolo 48 della Costituzione italiana.

A partire dal 2016, anche gli elettori italiani temporaneamente residenti all’estero (e quindi non iscritti all’AIRE) possono esercitare il voto per corrispondenza.

Chi si trova in queste condizioni potrà procedere inviando tempestiva comunicazione al comune italiano di iscrizione alle liste elettorali, il quale chiederà al consolato competente di spedire all’elettore il plico elettorale contenente le schede. L’elettore potrà quindi esercitare il diritto di voto con modalità analoghe a quelle previste dalla Legge Tremaglia.

Per saperne di più: http://www.interno.gov.it/it/temi/elezioni-e-referendum/voto-italiani-allestero

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