DOOMSDAY
Foto di Pete Linforth da Pixabay

DOOMSDAY: cosa sta realmente accadendo in Europa dietro la crisi Ucraina e quella Greca?

Si sa da tempo come la stampa italiana ed europea, pubblichi ciò che Washington suggerisce di pubblicare.

Non risale a molto tempo fa la confessione del giornalista tedesco Udo Ulfkotte il quale raccontò, a Russia Today, come le informazioni dei mainstream media siano manipolate – con fini politici e propagandistici – tramite l’intervento dei servizi segreti americani…

Non dimentichiamo che la Germania ospita la prima divisione corazzata di intervento Statunitense oltre alla maggior parte delle riserve e dei presidi militari “puntati” contro la Russia.

In questo quadro da guerra fredda, oramai stantio nei confronti delle moderne evoluzioni del mercato globale, anche un bambino può constatare quanto la Russia sia ben più vicina all’Europa di quanto lo siano gli Stati Uniti d’America.

L’Italia, dietro queste pressioni a garanzia del mantenimento del patto Nato, imposto dalla politica che gli Stati Uniti esercita su Bruxelles, prima ancora che da una reale volontà di mercato europeo, sta subendo gravi danni causati dalle sanzioni imposte alla Russia.

Abbiamo già perduto oltre 1 miliardo di euro stimato in quota export ed oltre 120 mila posti di lavoro sono a rischio.

Apparentemente, stiamo andando contro ogni logica.

I media ci confondono con informazioni false e pilotate e la lettura della realtà rende difficile capire cosa sta accadendo.

Cosa sta realmente accadendo e cosa si nasconde veramente dietro la crisi greca in questo quadro così complesso?

Una spiegazione particolareggiata sarebbe pedante e tediosa, cerchiamo quindi una chiara lettura in un quadro più ampio senza zoomare troppo sulle cause.

Iniziamo con il dire che quella che oggi, è forse la più importante notizia dopo il famoso bosone di Higgs, che oltre ad essere una importante ricerca scientifica, come ogni progresso scientifico ha un riscontro di natura militare e segreta, quale la fantascientifica bomba ad antimateria che annullerebbe il rischioso e costosissimo stoccaggio degli scarti nucleari, viene oggi ridotta ad un misero trafiletto in terza pagina.

DOOMSDAY
Foto di Pete Linforth da Pixabay

Nasce oggi in Russia la nuova banca di interesse alternativo.

Detta cosi, pensiamo alla bancarella del baratto solidale.

In realtà, oggi apre in Russia la più grande banca al mondo che raggruppa i fondi del tesoro di Russia, Cina, India, sud Africa, Brasile.

Il treno a cui Tsipras si vuole ora agganciare mentre Obama chiede disperatamente alla Merkel di tagliare il debito greco.

Quella nata al summit di Ufa sarà una delle più grandi istituzioni finanziarie del mondo, con un capitale dichiarato di 100 miliardi di dollari.

La Cina ci metterà 41 miliardi di dollari, Russia, India e Brasile 18 miliardi ciascuno e il Sudafrica 5 miliardi. La Nuova Banca di sviluppo dei Brics deve cominciare la sua piena attività entro fine aprile 2016 con sedi di riferimento a Mosca, Shanghai e Johannesburg in previsione dello sviluppo strategico dell’Africa.

La decisione di istituire la banca BRICS, insieme a 100 miliardi di dollari di valuta di riserva, è stato effettuato nel mese di luglio 2014 in considerazione del continuo tasso di crescita delle economie coinvolte per istituire un mercato basato su economie reali e non più afflitto dalle speculazioni fittizie a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, puntualmente innescate dalle banche americane puntando su giochi tesi tra svalutazione forzata e plusvalenza ma lontane dalla vera economia basata su impresa e produttività.

Ecco quindi che i greci, che già sono ortodossi, smettono di guardare ad ovest e si rivolgono ad est.

Stessa religione, contiguità e facilità di scambi e relazioni commerciali, porti di smistamento merci che si affacciano sul mare Egeo e, purtroppo per gli interessi bellici americani, la posizione geopolitica è tutta in favore dei greci.

Ciò che ora più si teme a Bruxelles non è una uscita della Grecia dalla UE fingendo di preoccuparsi per il loro destino.

Questo Tsipras lo sa benissimo. Inoltre, grazie al referendum, ha saputo trasformare un voto di scelta in un una conferma assoluta e senza alcun precedente, se non guardando alle dittature, della sua Presidenza.

Fuori dalla Ue, il gasdotto Southstream, che fornisce di gas l’intera Europa, transiterà per la Grecia e non più per l’Ucraina che cesserà di essere così strategica, contesa come è ora tra europeismi e populismi, non dimenticando che, i populismi, sono stati provocati sempre da finanziamenti statunitensi che hanno armato i ribelli per condizionare la politica del paese e manovrarne il presidente fantoccio nel tentativo di strappare Kiev all’influenza di Mosca.

Mosca, grazie all’accordo con Tsipras, non avrà più ostacoli per annettere il Donbas e la popolazione russofona residente.

Calerà il sipario sulla crisi ucraina.

Inoltre, Tsipras, avendo a questo punto il controllo principale sulla erogazione del gas, potrà chiaramente avere quote consistenti di guadagno sul transito.

A questo punto, fuori dall’euro, con partner economici forti, non avrà alcun problema di capitali e userà la sua posizione geopolitica, dalla quale si domina tutto il mediterraneo, per estorcere altri denari a Bruxelles in cambio dei presidi militari.

Diversamente, potrebbe decidere di uscire dalla Nato e ricevere una migliore proposta dal super potente esercito Russo – Cinese oramai unificato e dotato di nuove tecnologie che stanno mettendo in ombra la supremazia americana.

Il nuovo Mig 50 russo non ha rivali e offre supremazia assoluta in eventuali confronti aerei mentre gli americani sono rimasti indietro indeboliti dal welfare spinto e dalla politica liberista di Obama.

Credo che Tsipras sia un abilissimo giocatore di poker, indiscutibilmente, lui e Putin sarebbero ottimi alleati. Affini, intelligenti, determinati. Nulla a che fare insomma con Matteo Renzi che appare più un buffone di corte che un premier.

 

Per finire, parliamo un attimo di profughi.

Somali, Angola, Congo, sarà ancora una volta una coincidenza, ma la maggior parte dei terreni di questi paesi sono già stati comprati dai cinesi che vedono, nell’Africa, un enorme mercato da mungere.

Serge Boret Bokwango, membro della missione permanente dell’Onug a Ginevra, diffonde una lettera aperta dai contenuti decisamente duri nella quale critica con fermezza alcuni suoi connazionali che vengono a vivere nello Stivale. 

In particolare, Bokwango si riferisce agli immigrati presenti nell’Italia meridionale e osserva lapidario:

“L’Italia del sud non riceve solo le immondizie del Nord ma anche quelle dell’Africa (gli Africani immigrati, venditori ambulanti e mendicanti per le strade). 


Gli Africani che mi capita di vedere in Italia mentre vendono di tutto e di più e si prostituiscono – continua – rappresentano l’Immondizia dell’Africa.

Questi uomini, venditori ambulanti sulle spiagge e per le strade delle città, non rappresentano in alcun caso gli Africani che vivono in Africa e si battono per la ricostruzione e lo sviluppo dei loro paesi.”

Ed è cosi, ma è in corso una vera e propria operazione di pulizia etnica.

Coloro che definiamo trafficanti di morte, sono semplicemente politici locali che si nascondono dietro bande armate. Isis e varie non riguardano i profughi dal Congo o dalla Somalia.

Questi trafficanti possono contare sulla complicità e sulla cecità dei nostri politici che, in cambio di qualche euro a profugo, stanno favorendo una vera e propria pulizia etnica.

Infatti, le zone da cui stanno “spurgando” il livello più basso degli africani, ergo tutti quelli che stanno arrivando qui, sono le zone dove i cinesi hanno comprato più terreni e fatto più investimenti.

Si stanno liberando di tutta la “spazzatura umana” (come la definicono loro) per poter essere più competitivi al momento del go to market.

Resta un’ultima domanda: Mantenendo la scorretta ma calzante metafora usata dai trafficanti stessi, dove verrà buttata la “spazzatura” quando la Grecia sarà felicemente fuori dalla UE?

I nuovi accordi TpTT prevedono che, sempre i soliti americani, potranno occuparsi delle gestione dei servizi… non è ben specificato quali ma pare che tra questi, rientri il sistema carcerario ed anche la raccolta della “spazzatura”.

Visto che le carceri saranno privatizzate, funzionerà un pò come funzionano gli alberghi: Si cercherà la massima capienza a spese della collettività. Capito come andrà a finire?

Di Andrea Guidorossi

Email: aguidorossi@gmail.com

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