Come ho deciso di trasferirmi a Lanzarote?


Come ho deciso di trasferirmi a Lanzarote?

Io e la mia ex ragazza andammo in vacanza a Lanzarote per due anni di fila. Tornando in Italia stavo male, continuavo a guardare su Internet che cosa avrei potuto fare là…



Ho deciso di trasferirmi a Lanzarote perchè mi si contorceva lo stomaco al pensiero di sentirmi legato, imprigionato, insoddisfatto a soli 26 anni. Anche se mia madre mi ha sempre “accusato” di essere incontentabile nella vita, nelle relazioni ed in qualsiasi cosa.

È che credo di aver sempre pensato troppo e concluso poco: l’idea di partire mi tormentava già anni indietro.
Ho sempre desiderato fare una vacanza di un mese da solo, magari in India, ma non ne ho mai avuto il coraggio.

Poi ti svegli, un giorno, e capisci che in realtà la parte più difficile è farsi coraggio nel partire. Desideravo così tanto venire qui a Lanzarote, sentire quella sensazione di vero, di distinguermi, di fare qualcosa da solo… Di sentirmi speciale, non perché partivo ma perché seguivo il mio cuore senza essere più schiavo di nessuno.

Prima non riuscivo a trovare un angolo per me, quel po’ di tempo per staccare la spina e godermi qualcosa. Era sempre tutto troppo di corsa e mi sembrava una gara a chi possedeva più cose.

Sono arrivato al punto di perdere tutti gli affetti, pur sapendo che il problema non erano gli altri ma io, sempre a sentirmi fuori luogo…

Oggi amo questo posto perché mi ha dato la possibilità di “disintossicarmi” da tutto quello che mi circondava, di imparare a stare da solo, di arrangiarmi, di godermi ogni minuto delle mie giornate.
Mi ha fatto apprezzare il sapore della vita e del sole che mi sveglia ogni giorno.

Come ho deciso di trasferirmi a Lanzarote?

Ciao Francesco, ti va di presentarti ai lettori?

Dove abitavi in Italia prima di partire per Lanzarote?

Di cosa ti occupavi prima?

Mi chiamo Francesco Licata e sono nato a Gela (CT), in Sicilia, il 17 gennaio del 1993.

La mia vita è sempre stata molto caotica, a partire dall’età di tre anni. Mi ritrovai a Bologna (al sud non c’era abbastanza lavoro per i miei genitori) per poi dover tornare in Sicilia quando ne avevo 10, tra i fichi d’india e il mare che sapeva di raffineria.

Ma un bellissimo giorno mio padre decise di ritornare a Bologna, così iniziai la terza media coi miei vecchi compagni delle elementari.

Dopo essermi diplomato in termotecnica mi vidi ad un enorme bivio: andare a lavorare per un’azienda presso la quale avevo fatto uno stage estivo oppure portare avanti l’azienda edile di famiglia, per la quale seguivo la burocrazia da quando avevo 15 anni.

Così iniziai a lavorare in cantiere.

Ho sempre amato il lavoro manuale, credo che tutti ne debbano provare il gusto perchè ti fa capire che cosa vuol dire la vera fatica fisica.
In realtà credo di aver portato avanti quella scelta perché avevo tanti demoni dentro che si calmavano solo col duro lavoro.

Iniziai a fare trasferte per tutta Italia: sveglia alle 5 del mattino, nessuna conoscenza dell’orario di chiusura, a fine giornata in una camera di hotel a gestire la burocrazia aziendale.

Tutto questo fino a dicembre 2019… Poi ho deciso di trasferirmi a Lanzarote!

Perché la decisione di lasciare l’Italia?

Da quanto tempo sei lì? Quante volte hai fatto rientro in patria e per quali motivi?

Prima di partire tutti mi davano del folle chiedendomi che cosa sarei andato fare: stavo lasciando un lavoro ed uno stipendio sicuri senza nemmeno parlare la lingua.

Forse avevano ragione però solo io sapevo veramente quello che bolliva dentro di me: sentirsi bloccato nel fare cose nuove, per paura di perdere le vecchie, che non ti rendono felice…

Di base ho deciso di trasferirmi a Lanzarote perchè non ero soddisfatto sentendomi un robot e quando ho capito che vivo di emozioni ho comprato quel volo di sola andata.

Sono partito il 4 gennaio di quest’anno (2020).

Da quando sono arrivato non ho ancora avuto il pensiero di tornare in Italia: sono stato travolto da così tante cose che non ne ho mai avuto motivo.

Ho sempre detto ai miei genitori di venire a trovarmi perché io ora come ora ho poco da fare in patria.

Con chi sei partito?

Come hanno reagito la tua famiglia ed i tuoi amici quando gli hai parlato della tua idea/decisione di trasferimento?

Io e la mia ex ci lasciammo e verso metà ottobre dello scorso anno prenotai quel volo di solo andata per Lanzarote.

I miei non si sarebbero mai immaginati questa follia, che scoprirono tramite una foto del biglietto che inviai sulla chat di famiglia.
Non ebbi risposta da nessuno.

Furono mesi duri quelli a seguire. Cercai di sistemare il mio lavoro in modo tale da non creare troppi disagi, stabilendo con mio padre che qualora non fossi tornato avrei comunque continuato a gestire la parte burocratica aziendale. Dopo varie litigate trovammo un accordo.

Comunque tutti credevano che stessi partendo per una vacanza… sbagliandosi!

Per quale motivo hai scelto la Spagna anzichè un’altra nazione?

C’è un altro posto in cui ti piacerebbe vivere?

Sono uno di quelli a cui il gelo fa sanguinare le nocche, ho sempre trovato ridicolo vivere al freddo ed il fatto di doversi riscaldare (pagando anche tanto!): il mio obiettivo non è mai stata la Spagna.

Pensavo ad un posto mite, dove si vive in pantaloncini, dove regna la pace, dove ognuno vive la propria vita a modo suo… ed ebbi questa sensazione quando vidi Lanzarote la prima volta.

Mi sentii a casa e guidando tra i crateri sentivo di volerci vivere…

Oggi non so dire se questo sia il posto della mia vita ma sicuramente oggi non trovo posto al mondo che possa curarmi come Lanzarote.

Magari un giorno mi ritroverò su un aereo per il Sud America, chi lo sa?!

… Sicuramente sarà per un posto caldo!

Stai incontrato difficoltà nel trasferimento? Se si, quali e come le stai superando?
Di cosa ti occupi ora?

Sembrerà strano ma arrivato qui trovai subito lavoro.

Alloggiavo in una bellissima guest house (“Kalufa Surf House”), della mia amica Laura.

Le raccontai che ero lì non per una vacanza ma perché volevo restarci. Lei mi consigliò di andare a chiedere lavoro in un nuovo ristorante italiano. Lo stavano aprendo dei connazionali a Tiagua, “Casa Morelino”. Mi trasformai in lavapiatti a pranzo e cameriere a cena, nonstante non parlassi una parola di spagnolo!

Mi ha assunto un team di persone fantastiche, accogliendomi come un nipote… Ho un rapporto con i titolari che va ben oltre a tutti i rapporti lavorativi: fiducia, rispetto ed amicizia sono alla base del nostro gruppo.

Sapresti rapportare stipendi e costo della vita a Lanzarote e stipendi e costo della vita a Bologna (a parità di mansioni svolte)?

Non saprei fare il paragone ma perchè non ho mai lavorato nella ristorazione in Italia.

C’è da dire che oggi guadagno circa € 1300,00 al mese al ristorante quando in Italia ne guadagnavo € 2000,00 lavorando nell’impresa di famiglia come muratore.

Qui non si paga il gas perchè non esiste e le bollette sono meno tassate.

Ora ho tutto vicino mentre a Bologna consumavo € 200,00 al mese solo di gasolio.

Il costo della vita a Lanzarote non è basso come credono in tanti, è lo stile di vita ad essere meno “lussuoso”. Non c’è bisogno di vestiti firmati e non servono i vestiti pesanti, come non servono auto da € 30000,00 perchè sale e sabbia le rovinerebbero!

Gli aperitivi lanzaroteñi molto spesso sono nelle spiagge con le birre da € 1,00 guardando tramonti. Non importa del locale bello e costoso per fare una certa figura.

Ecco perché ho amato subito questa isola: è come se avesse fatto una selezione naturale della propria popolazione.

Cosa costa meno a Lanzarote? Cosa più che in Italia?

I beni di prima necessità hanno su per giù gli stessi prezzi che hanno in Italia, anche se nei locali si risparmia un po’ rispetto al centro/nord Italia.

Troviamo tanta differenza nel costo del carburante (oggi la benzina è al di sotto di € 1,00).

Gli affitti, mediamente, sono sui € 400,00 al mese, a meno che non si desideri affittare delle ville che costano sui € 1000,00.

C’è tanto risparmio da parte delle imprese a livello di tassazione (e c’è meno evasione fiscale che in Italia – per saperne di più).  

Come ho deciso di trasferirmi a Lanzarote?

Questione clima: come ti trovi rispetto a come ti trovavi in Italia?

Ci descriveresti in breve le stagioni canarie?

La cosa magnifica di questo posto è la temperatura perchè è mediamente costante per tutto l’anno e non esiste il freddo pungente (di notte non si scende sotto ai 18°).

È come una primavera costante ma da giugno a settembre si toccano anche i 35° (secchi, senza umidità!).

È piccolissima l’isola ma tra nord a sud c’è differenza: a nord troviamo un clima molto più fresco rispetto al sud perché il vento soffia molto più forte, rinfrescando l’aria.

Da novembre a fine marzo è leggermente nuvolo e potrebbe piovere qualche goccia durante la mattina, specialmente al nord, ma da mezzogiorno spesso torna il sole coi suoi 25°.

Al sud (parte turistica dell’isola) il clima è ancor più invariato, forse è più costante il vento, ma ovunque si gira sempre in pantaloncini e infradito.

Io vivo al nord (a La Santa, un paesino di pescatori) e da settembre a inizio novembre cala il vento ed il cielo è sempre limpido, con una temperatura di 27°.

Non ci sarà mai un’enorme differenza tra estate ed inverno, la maggior parte degli italiani che ha scelto Lanzarote per dire “Mollo tutto!” lo ha fatto proprio per il fantastico clima.

Com’è il cibo dal punto di vista di varietà? Ti sei abituato ai sapori locali?

Hai qualche curiosità su usi e costumi canari da raccontarci?

Apprezzo quasi sempre cibi ed usi del paese nel quale mi trovo però devo ammettere che qui ho un piccolo problema: l’utilizzo di aglio e cipolla, amo questi due ingredienti ma gli isolani li usano quasi fino all’eccesso!

In compenso adoro il modo in cui cucinano pesce e verdure.

Qui è tutto molto essenziale, anche a livello estetico. Non si utilizzano impiattamenti particolari, panne o salse particolarmente grasse, è tutto “genuino e nutriente”.

Una cosa che mi ha colpito tantissimo è stata l’organizzazione per il grande Carnevale: qui è una festa molto sentita. Ogni comune ha la propria festa con costumi differenti. Purtroppo nessuno è riuscito a godersi questo spettacolo a causa del Coronavirus che lo ha bloccato. 

È un popolo che vive di antiche tradizioni e di feste paesane, come ad esempio il 30 maggio (il giorno della festa delle Canarie).

Ci si ritrova nelle case mangiando pesce e verdure bollite, accompagnati da ottimo vino e tanta musica. Tutto ciò mi riporta un pò in Sicilia…

C’è da aggiungere che la gente che vive qui sfrutta ogni piccola occasione per far festa!

Anche dopo una semplice giornata di lavoro ci si ritrova spesso, al bar o in casa, per godersi una birra fresca chiacchierando con gli amici.

Pro e contro: secondo te, in generale, si vive meglio alle Canarie che in Italia?

Sotto quali aspetti (anche soggettivi!) ti trovavi meglio in Italia? E peggio?

Amo il mio Paese, ogni tanto mi viene la nostalgia di attraversare i boschi nei colli dell’Appennino emiliano…

D’altro canto ogni posto su questa terra ha un angolo di paradiso: dipendete tutto dal nostro stato d’animo.

Ho conosciuto persone con storie molto particolari su questa terra nera. Ognuno di loro mi ripete la stessa identica cosa: “Questa isola o la ami o la odi”. Perchè non è un posto per tutti.

Non ho mai pensato che l’Italia sia peggio di Lanzarote, ho semplicemente visto il mondo da una prospettiva diversa.

Non ho mai detto che vivrò qui tutta la vita, è troppo imprevedibile. Sicuramente Lanzarote mi ha curato l’anima, cosa che l’Italia non avrebbe potuto fare.

Una cosa che vorrei sottolineare per eliminare tutte le leggende canarie è che qui nessuno ti regala nulla! Semplicemente sembra tutto più bello e meno costoso perché la gente vive di cose semplici.

Come e dove hai vissuto la quarantena?
Dove ti immagini fra un anno?

Da quando sono qui sono successe cose meravigliose. Una di queste è stata la quarantena ma perchè mi ha fatto crescere interiormente.

Come ho deciso di trasferirmi a Lanzarote?

Il 1° marzo mi sono trasferito in un appartamento meraviglioso, condiviso con un ragazzo molto più grande di me che però non era mai a casa. Balcone vista mare, terrazzo enorme dove poter fare tutti i miei esercizi a corpo libero e il mio Yoga al tramonto.

Quindi, arrivato il periodo della quarantena, io ero “serenissimo”: mi alzavo senza sveglia con una super colazione vista mare e dedicavo il resto della mattinata a sfogarmi allendomi.

Come ho deciso di trasferirmi a Lanzarote?

Due mesi tra libri, film, sport… vedevo il mare, il sole, le stelle… avevo il tempo di dormire e… i miei vicini, ormai come una famiglia.

Ho finalmente avuto tempo di pensare a che cosa non mi piace. Grazie a questo periodo orribile io ho ritrovato la pace interiore.

Fra un anno dove mi immagino? Non lo so!

Sto cercando di fare del mio meglio per costruire qualcosa di stabile qui, imparando a non seguire la logica ma semplicemente il cuore.

Però che sia qui, in Australia, in Sud America o in Italia farò tutto quello che mi renderà felice.

Come ho deciso di trasferirmi a Lanzarote?

Qual è la prima cosa che ti viene in mente pensando a Lanzarote? E pensando a Bologna?

Pensando a Lanzarote mi viene in mente una persona che ringrazierò per tutta la vita: la mia ex. Io non conoscevo nemmeno l’esistenza di Lanzarote ed ora ci vivo: un pensiero va a lei.
Tra noi c’è un rapporto molto particolare, un po’ come c’è con quest’isola: è la mia cura.

Bologna è la città dei regaz! Quella dei festival reggae! Della pioggia che non ti bagna perché ci sono i portici a ripararti.

Se penso a Bologna ringrazio mio padre per aver scelto questa città che mi ha regalato gioie e dolori, insegnandomi un sacco di cose. Avrò sempre nel cuore la bandiera rosso blu, forse più di quella siciliana, perché mi ha accolto come un figlio. Ho lasciato i miei affetti tra i colli e le campagne nebbiose.

Come ho deciso di trasferirmi a Lanzarote?

Cosa vorresti dire a chi è indeciso sul trasferirsi in un Paese estero?

A tutti quelli che si chiedono se partire sia la cosa giusta vorrei dire: “FATELO”. Se lo sentite davvero, forte… fatelo. Se la notte non ci dormite sopra, se vi proiettate costantemente in un posto, prenotate quel biglietto! E se non andrà bene, almeno non avrete rimpianti.

La mia più grande paura era portarmi dietro e morire con questo dubbio: chissà se fossi partito…

Non dico di prendere e andare così, senza pensare, però allo stesso tempo non pensateci troppo.

Fate bene i calcoli necessari, magari partendo per un posto in cui conoscete qualcuno… E se non conoscete nessuno seguite sempre quello che sentite dentro.

“E se cadi, alzati.”

Non mi sono mai dato una scadenza o un punto di arrivo. So che in questa vita sono di passaggio… non ho assolutamente intenzione di viverla per come la vogliono vivere gli altri.

Porto nel cuore coloro che mi hanno dato la forza di intraprendere questo percorso.
La vita è una cosa meravigliosa.

Di Francesca Neri

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