La nuova fase migratoria italiana


L’uomo e l’animale sono molto simili e c’è una caratteristica che forse più di tutte li accomuna il senso di sopravvivenza che può manifestarsi in vari modi, uno di questi è l’EMIGRAZIONE che in qualche maniera entrambi sono costretti ad affrontare.

Un fenomeno importante che ha caratterizzato la storia italiana nei due secoli appena trascorsi è la GRANDE MIGRAZIONE alla quale il Bel Paese ha dovuto assistere e soccombere.
I motivi principali delle migrazioni avvenute tra il XIX e XX secolo erano per sfuggire alla guerra, alla fame, alla disoccupazione e alla povertà; si lasciava il proprio Paese di origine per garantire in qualche modo un futuro migliore, sia per se stessi che per la famiglia. Molti di loro sono tornati, altrettanti invece sono rimasti nel paese che li ha accolti, dove alcuni hanno avuto successo e ad altri purtroppo non è toccata la stessa sorte.

La nuova fase migratoria italiana

Sono gli uomini che fanno la storia e dopo nemmeno un secolo di distanza la storia si ripete tramite nuove generazioni, ma allo stesso modo: con una NUOVA FASE MIGRATORIA! La dimostrazione che la storia si ripete è riportata nella risposta che un emigrante italiano diede ad un Ministro italiano:
«Cosa intende per Nazione, signor Ministro? Una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria. Ma è una Patria la Terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro?»
Non sembra una situazione molto familiare?!

La GRANDE MIGRAZIONE ebbe come punto di origine la diffusa povertà di vaste zone dell’Italia; oggi lo stesso fenomeno ha origine dal malcontento popolare che spazia in vari ambiti della vita sociale. Le mete predilette al tempo della GRANDI MIGRAZIONI furono le AMERICHE, oggi invece prevale la scelta per le mete esotiche come i PAESI ORIENTALI, ma in questi paesi ciò che attira non è tanto la possibilità di una vita migliore, anche perché in molti di essi le condizioni di vita non sono delle migliori, quanto la cultura e la misteriosità di questi paesi, insieme alla tranquillità.
Oggi si è alla ricerca di uno stile di vita tranquillo e non frenetico come quello per tanto tempo propinato dall’Occidente.
Un altro fattore che determina la NUOVA FASE MIGRATORIA è l’impossibilità di praticare al meglio la propria professione, e l’Italia così assiste volutamente impotente alla fuga di cervelli.

Il “Rapporto Italiani nel Mondo 2009” realizzato della Fondazione Migrantes, che fa capo alla Cei, nel novembre 2009 ha precisato che:

« Gli italiani residenti all’estero all’aprile 2009 risultavano 3.915.767 (il 47,6% sono donne), mentre gli stranieri in Italia ammontavano a quella data a 3.891.295. La comunità italiana emigrata continua ad aumentare sia per nuove partenze, che proseguono, sia per crescita interna (allargamento delle famiglie o persone che acquistano la cittadinanza per discendenza). L’emigrazione italiana si concentra in prevalenza tra l’Europa (55,8%) e l’America (38,8%). Seguono l’Oceania (3,2%), l’Africa (1,3%) e l’Asia con lo 0,8%. Il Paese con più italiani è la Germania (616.407) seguito da Argentina (593.520) e Svizzera (520.713). Inoltre, il 54,8% degli emigrati italiani è di origine meridionale (oltre 1 milione e 400 mila del Sud e quasi 800mila delle Isole); il 30,1% proviene dalle regioni settentrionali (quasi 600mila dal Nord-Est e 580mila dal Nord-Ovest); il 15% (588.717) è, infine, originario delle regioni centrali. Gli emigrati del Centro-Sud sono la stragrande maggioranza in Europa (62,1%) e in Oceania (65%). In Asia e in Africa, invece, la metà degli italiani proviene dal Nord. La regione che ha più emigrati è la Sicilia (646.993), seguita da Campania (411.512), Lazio (346.067), Calabria (343.010), Puglia (309.964) e Lombardia (291.476). Quanto alle province con più italiani all’estero, il record spetta a Roma (263.210), seguita da Agrigento (138.517), Cosenza (138.152), Salerno (108.588) e Napoli (104.495). »

Le nuove generazioni ripercorrono le tappe dell’emigrazioni come fecero i nostri antenati.
C’è una presa di coscienza collettiva che è ora di cambiare aria lasciando la propria ITACA per rincorrere un sogno, un sogno che la nostra ITALIA non permette di realizzare.
L’Italia, il nostro Bel Paese pur facendo parte dei paesi sviluppati, per alcuni fattori sembra essere più arretrato dei paesi sottosviluppati ed erroneamente definiti del Terzo Mondo;(infatti Terzo Mondo è un termine oggi banalizzato e divenuto sinonimo di sottosviluppo economico. In realtà tale termine venne coniato con l’inizio della Guerra Fredda per indicare i Paesi che non stavano a priori né con l’America, né con l’Unione Sovietica).

Gli italiani sono sempre stati un popolo migratore, la storia lo dimostra, ma dimostra anche che non sempre è facile mollare tutto e tutti per poter ricominciare. Un tempo l’informazione era scarsa ed espatriare era come fare un salto nel buio, ma oggi l’informazione viaggia sulla cresta dell’onda e qualsiasi persona può avere accesso a informazioni utili per l’espatrio grazie alla realizzazione di social network, blog e forum di discussione, riviste specializzate ecc.; ma forse il modo migliore per informare è tramite le testimonianze e i racconti di coloro che prima di altri hanno intrapreso questa avventura.

Di Jilian Cosci 06-03-2011

“yourevolution”
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