Perché me ne sono andata dall’Italia
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Perché me ne sono andata dall’Italia?

“… eccomi qui a scrivere in una stanzetta da pochi metri quadri a Londra. Penso all’Italia, a questa nazione stupenda, che amo più di qualsiasi altra cosa. E mi sento impotente… vorrei che chi ha ancora occhi per guardare, guardasse quello che l’Italia sta diventando. Vorrei che chi è nel giusto e ha voce per gridare gridasse, come sto facendo io ora…”

Abbiamo trovato questo testo pubblicato su diversi social e condiviso da diverse persone che vivono all’estero e non… ma non siamo riusciti a risalire all’autrice. Lo pubblichiamo pensando di farle cosa gradita.



Perché me ne sono andata dall’Italia?

E’ questa la domanda che mi fanno tutti, sempre.

All’inizio la risposta alla domanda era semplice: per lavoro. Laureata con 100 dieci e lode in Italia non riuscivo a trovare a lavoro. Ma non era vero. Il lavoro ce l’avevo, ma era questa la risposta che rendeva tutti felici e contenti.

Col tempo la risposta è cambiata e ho cominciato a dare la colpa ai politici: i politici colpevoli di non saper governare, di fare i loro interessi. Ma non era vero. Io che a stento guardavo il TG, di politica non ci capivo (e ancora non ci capisco) un accidenti.

Ero una ragazzina quando me ne sono andata. Ora sono una donna e ho imparato una lezione stando all’estero: che l’omertà è il più grave di tutti i crimini. E quindi ora lo dico, senza aver paura di chi mi giudicherà, perché ho lasciato l’Italia.

Ho lasciato l’Italia per tutti quelli come il mio inquilino, che abita in casa mia ma non paga l’affitto e il condominio. In quella casa che mi costa fatica a salute e per colpa della quale a stento mi concedo un caffè al bar, ci abiti TU. Si, proprio TU con il telefonino di ultima generazione e la TV al plasma. TU che ti permetti tutti i lussi del mondo e che mi prometti che pagherai ma poi inventi mille scuse: problemi in famiglia, la ex-moglie, la nuova moglie, la banca che non funziona, internet che non funziona.

E quando mi arrabbio e cerco di mandarti una lettera chiedendoti di pagare, TU vai su tutte le furie e mi dici che mi accuserai di aver infranto la legge sulla PRIVACY. Perché insomma, da che mondo in mondo si mette nero su bianco che un uomo non paga l’affitto! Sono cose private queste! E TU sai bene come funzionano le cose in Italia. Sai bene che anche dandoti lo sfratto non riuscirò a mandarti via perché sei più furbo di me, hai contatti. E io sono sola… e vivo lontano.

Perché me ne sono andata dall’Italia
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Ho lasciato l’Italia per tutti quelli come il proprietario che abita vicino alla casa dei miei in Salento e che ha trasformato un palazzo residenziale in un hotel, a prescindere dal piano regolatore. Si proprio TU che, quando arriva l’Estate, attacchi la musica a palla tutto il giorno e la sera fai feste, cene, karaoke fino alle 1:30 di notte. Proprio TU che guidi la tua Porsche sul lungomare e hai “cari “amici al comune. TU, che quando vengo a chiederti il favore di abbassare il frastuono e di rispettare i miei genitori, che sono anziani, mi tratti male. Alzi la voce, minacci di comprare tutto il quartiere, di cacciare i miei.

Mi incolpi di disturbare la tua tranquillità con le mie assurde richieste. Punti il dito verso di me e mi deridi, perché sai che la polizia non farà nulla e che la legge italiana è vaga sulla questione dei decibel, decibel che tra l’altro nessuno può misurare. E ora hai anche intenzione di buttare cemento sugli scogli difronte e trasformare una spiaggia libera in Rimini. Sai che lo puoi fare. La legge in Italia è qualcosa che serve ai prepotenti per punire i deboli e tu riuscirai a impadronirti di tutto quanto. Se continuo a contrastarti, un giorno mi farai fuori.

Ho lasciato l’Italia perché c’è sempre sporco per strada. Ma no, non ce l’ho con voi addetti della pulizia, anche se siete pagati e non lavorate. Perché le strade non si sporcano mica da sole. Ce l’ho con TE che getti tutto a terra, come i bambini fanno cascare i giocattoli quando ne avvistano uno migliore. TU che non vuoi la spazzatura sotto casa e la getti dal finestrino in altri quartieri. TU che hai la faccia tosta di protestare contro Trump perché gli USA non rispettano gli standard ambientali ma allo stesso tempo hai deciso di non essere in grado di distinguere la carta dalla plastica e la butti nel cassonetto dell’organico.

Ho lasciato l’Italia per non essere più accusata di essere laureata. Perché qualche volta si viene accusati di aver avuto successo nel lavoro, come se fosse una grave colpa. Si, ce l’ho con TE che mi parli di democrazia e uguaglianza. TU che non capisci che uguaglianza non vuol dire che tutti devono essere pagati uguale, che i lavativi devono avere gli stessi riconoscimenti di chi si impegna, che ci vegeta deve avere per diritto quello che ha chi lavora. Uguaglianza significa che abbiamo tutti gli stessi diritti certo… ma anche che abbiamo tutti gli stessi doveri.

Ma eccomi qui a scrivere in una stanzetta da pochi metri quadri a Londra. Penso all’Italia, a questa nazione stupenda, che amo più di qualsiasi altra cosa. E mi sento impotente… perché so’ che non posso tornare e che sono sola.

E vorrei che chi ha ancora occhi per guardare, guardasse quello che l’Italia sta diventando. Vorrei che chi è nel giusto e ha voce per gridare gridasse, come sto facendo io ora. Basta avere paura, basta darla vinta! GRIDIAMO! Perché tante voci che gridano diventano un boato… un boato capace di smuovere scogli e montagne.

Gridiamo “Io Ti Vedo” a tutti i misfatti che finora sono avvenuti nel nostro silenzio! Mettiamolo nero su bianco, puntiamo col dito, denunciamo chi lo deve essere… e scriviamo e CONDIVIDIAMO messaggi come questo perché arrivino prima o poi a destinazione.

E magari un giorno chissà… potremmo dire di aver creato un’Italia migliore.

Anonima


Abbiamo trovato questo testo pubblicato su diversi social e condiviso da diverse persone che vivono all’estero e non… ma non siamo riusciti a risalire all’autrice.

Lo pubblichiamo pensando di farle cosa gradita. Se qualcuno conosce l’autrice ci può contattare qui.

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