IL SISTEMA FISCALE ITALIANO


IL SISTEMA FISCALE ITALIANO E’ AL 126 POSTO AL MONDO

Professionisti e imprese in Italia necessitano mediamente di 240 ore l’anno per compiere gli adempimenti fiscali e previdenziali: un tempo 2,58 volte superiore rispetto ad un professionista danese; 2,18 di un britannico, 1,97 di uno svedese; 1,73 di uno francese; 1,58 di uno spagnolo.



L’ultimo apporto sulla competitività economica stilato dalla Banca Mondiale-Doing Business 2017, ha messo in luce il triste primato italiano.

L’altissimo tasso di complessità del sistema fiscale italiano secondo il report paying taxes della World Bank Group vede l’Italia occupare il 126° posto, subito a ridosso del Kenya ma prima di Sao Tome e Principe.

In Europa non c’è nessun paese che – anche lontanamente – abbia un sistema fiscale così poco competitivo: per esempio l’Ungheria si colloca al 77° posto, la Sebia al 78° posto il Montenegro è al 57° posto, Malta al 33°,  Grecia al 64°, Irlanda al 5°, Romania 50° posto…

I commercialisti italiani si mobilitano.

Comercialisti italiani e “operatori del settore”, ritengono questa situazione inaccettabile, per questo hanno indetto una mobilitazione il prossimo 14 dicembre 2016 alle ore 11.00 in piazza Santi Apostoli a Roma, dal Comitato Manifestazione Unitaria Commercialisti (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Unagraco, Ungdcec, Unico), che vedrà la partecipazione di migliaia di professionisti provenienti da tutt’Italia.

Tutte le sigle che hanno indetto questa mobilitazione denunciano l’altissimo tasso di complessità del sistema fiscale  – sottolineando il peggiormanto previsto dal prossimo anno – infatti, a partire dal 2017 le partite iva dovranno comunicare ogni tre mesi all’Agenzia delle Entrate tutte le fatture emesse e ricevute nel trimestre precedente, nonché le relative liquidazioni dell’imposta, rendendo così trimestrali adempimenti oggi annuali.

Questo sistema fiscale tributario e la sua relativa burocrazia allontana sempre più una possibile ripresa economica scoraggiando investimenti ed apertuara di partite iva.

Come se non bastasse a scoraggiare nuovi imprenditori – le normative contenute nel decreto fiscale approvato dal Parlamento – introducono a carico di tutti i contribuenti titolari di partita iva nuovi adempimenti fiscali, accompagnati da sanzioni sproporzionate ed inspiegabili: sarà è sufficiente un errore di solo 1 euro per produrre una sanzione da migliaia di euro, appesantendo un sistema fiscale già inefficiente e non competitivo.

IL SISTEMA FISCALE ITALIANO

Competitività industriale

Anche nella classifica annuale sulla competitività industriale stilata dal Forum economico mondiale (Wef) l’Italia, già posizionata in basso, è scesa ulteriormente, dal 43esimo al 44esimo posto.

Ai vertici di questa graduatoria – per l’ottavo anno consecutivo – si confermano la Svizzera, Singapore e Stati Uniti.

Per quanto riguarda i Paesi dell’UE i migliori risultano Germania e Paesi Bassi, che si piazzano rispettivamente in quinta e quarta posizione.

Al sesto e settimo posto si collocano Svezia e Regno Unito, che fanno un balzo in avanti di tre posizioni.

Di Massimo Dallaglio

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