Trasferirsi a vivere e lavorare a Gibilterra
Foto di Christian Bueltemann da Pixabay


Cosa serve sapere prima di trasferirsi a vivere e lavorare a Gibilterra

Gibraltar Reload 2017. Dopo l’annuncio della Brexit si è fatto un gran parlare di Gibilterra: conviene andare a vivere a Gibilterra? Si trova lavoro a Gibilterra? Per il futuro cosa succederà? Proviamo a rispondere e a dare un quadro oggettivo della situazione, premettendo che ci sono tante variabili e che le sfere di cristallo, ahinoi, non esistono.



Mercato del lavoro a Gibilterra

La reazione delle aziende di Gibilterra alla Brexit è stata finora tiepida, anche perchè il primo ministro Picardo ha subito rassicurato le aziende sul fatto che verranno “trattate bene”. Per ora, quindi, non sono previste grosse delocalizzazioni a causa della Brexit. Il mercato ruota come sempre intorno a tre snodi fondamentali:

  1. Gaming: aziende che si occupano di giochi online. Un buon punto di partenza è il Customer Support, considerata l’elevata mobilità interna: gli stipendi di base sono comunque decisamente più alti rispetto a un call center italiano. Le offerte di lavoro vanno a “ondate”, a seconda del periodo, ma un piccolo vantaggio è dato dal fatto che il mercato italiano del gaming è “chiuso”: mentre, ad esempio, tedeschi e olandesi possono giocare sugli stessi siti, in Italia ci vogliono licenze specifiche e per questo molte cose vanno fatte “ad hoc” (e questo a volte genera posti di lavoro aggiuntivi).
  2. Finanza e Servizi: settore bancario o delle assicurazioni, per il quale resta un titolo preferenziale una certa esperienza specifica altrimenti la crescita interna diventa decisamente più complessa.
  3. Turismo: camerieri ma non solo. Spesso in zona vengono a cercare cuochi o barman. Molto dipende, chiaramente, dal livello dell’inglese: essendo lavori di contatto per il pubblico ci vuole il minimo livello necessario a comunicare.

Consiglio: mettere in conto un periodo di “entrata”, anche a livello basic, per sviluppare contatti e trovare qualcosa di meglio.

 

Dove vivere a Gibilterra?

Uno dei principali vantaggi di Gibilterra è che, passato il livello di “entrata” nel lavoro, si può riuscire a prendere uno stipendio “inglese” spendendolo però in Spagna, dove i costi sono decisamente ridotti. Ci sono comunque tre opzioni:

  1. Gibilterra: costi decisamente pi˘ elevati, fatta eccezione per tabacco, alcool, benzina e alcuni generi di elettronica. Anche volendosi organizzare (ovvero, facendo la spesa settimanale in Spagna), resta una differenza improponibile a livello di affitti: con gli stessi soldi con cui a Gibilterra prendere una stanza, in Spagna trovate una soluzione indipendente o un quattro vani centralissimo. C’è però chi ci vive, principalmente dirigenti o persone che in Spagna proprio non si trovano bene e preferiscono “fare un sacrificio”.
  2. La Linea de la Concepcion: paese confinante, principalmente scelto da chi non ha l’automobile o non vuole fare ogni giorno le code alla frontiera. Affitti ragionevoli anche se più alti delle città nei dintorni, costo della vita basso ma anche alcune zone malfamate nelle quali vivere non è proprio l’ideale (anche qui, però, dipende dalla zona di provenienza della persona: non si parla del Bronx ma neanche di Manhattan).
  3. Santa Margarita/Guadiaro/Manilva/San Roque/Sotogrande etc…: cittadine nei dintorni, decisamente più carine di La Linea. Per viverci, però, è obbligatoria la macchina perchÈ i trasporti pubblici locali non sono totalmente affidabili. Non è necessario passare ogni giorno la frontiera, ma anche qui è questione di scelta: c’è un parcheggio ampio (a pagamento) al confine, mentre per i posti gratuiti ci si deve allontanare un po’ e aggiungere una camminata al percorso in auto.

Consiglio: se avete la macchina, scegliere i paesi nei dintorni.

Lingua

Per lavorare a Gibilterra è necessario l’inglese. Lo spagnolo aiuta nella vita di tutti i giorni ma non è assolutamente necessario: ci sono persone che vivono in zona da quindici anni e a stento sanno chiedere un posto al ristorante. Resta, però, lo svantaggio di vivere in un posto dovendo frequentare quasi solo persone “straniere”, visto che la diffusione in Spagna dell’inglese E’ abbastanza bassa anche nelle vicinanze di Gibilterra (sorprendente, ma vero).

Consiglio: imparare anche lo spagnolo, torna utile e per noi italiani è abbastanza semplice.

Sicurezza

Gibilterra è assolutamente sicura, essendo una penisola chiusa da una frontiera. Si può camminare in tutta tranquillità a tutte le ore senza particolari timori. In Spagna, invece, dipende dalle zone: il centro di La Linea è abbastanza sicure, per altre zone dipende molto dalla capacità di adattamento.

Consiglio: se cercate a La Linea, evitare zone come Junquillo e Atunara e chiedere consiglio a chi vive in zona.

Immigrazione

Gibilterra è multietnica per definizione: troverete quartieri di ogni tipo con una convivenza decisamente pacifica. Per ovvie ragioni non è un punto d’entrata per l’immigrazione clandestina, ma anche per quella regolare la situazione non è ideale. Ci sono spesso periodi di crisi tra Spagna e Gran Bretagna che ricadono interamente sulle spalle di chi lavora in zona, costretto ogni tanto a sopportare lunghe code. La principale incognita, al momento, è proprio questa: a seconda dell’evoluzione che avrà la Brexit, che a sua volta dipende da altri fattori come le elezioni di questa estate nel Regno Unito, la circolazione delle persona verso e da Gibilterra potrebbe diventare più problematica.

Consiglio: tenetevi aggiornati sulla situazione politica, sarà sempre più importante per valutare un trasferimento.

Tasse

Se vivete in Spagna più di sei mesi in un anno (da “registrati”), dovrete pagare la differenza di imposizione tra Gibilterra e Spagna, dove però le tasse pesano molto meno che in Italia (intorno al 30% a confronto del 43% italiano). Importante è sapere che in Spagna, per aprire un conto bancario, è necessario avere un N.I.E. (numero di identificazione degli emigrati). Il primo N.I.E. E’ temporaneo e dura sei mesi, ma resta una registrazione. Chi non paga la differenza di imposte, se scoperto, è tenuto a rimborsare le tasse non pagate (ovviamente maggiorato) per un periodo retroattivo di cinque anni.

Consiglio: iscrivetevi all’Aire e mettetevi in regola, la differenza di imposte non è niente di catastrofico.

Cultura e Divertimenti

Tasto dolente: se siete abituati alle grandi città, dove ogni sera c’è qualcosa di diverso da fare, dovrete totalmente riambientarvi. Ci sono alcuni eventi interessanti: il Gibraltar Music Festival ora E’ organizzato da MTV, a La Linea ogni tanto ci sono concerti e spettacoli, qualche mostra c’è ma niente di eccezionale. C’è un buon numero di pub, anche se non elevatissimo, ma gran parte della cultura ruota intorno alle tradizioni locali e difficilmente vedrete in zona una mostra del Caravaggio o un concerto dei Muse. Per queste cose dovrete allungarvi almeno fino a Malaga, dove c’è il museo Picasso, o meglio ancora a Siviglia.

Se però siete più tipi da cena al ristorante, cinema o un buon drink, non avrete particolari problemi: da un punto di vista culinario c’è solo l’imbarazzo della scelta. A patto di imparare a scegliere.

Consiglio: se vedete scritto “Restaurante Italiano” fuggite. Di solito il proprietario si chiama Ramon e fa la carbonara con la panna.

Famiglia

Personalmente ritengo la zona di Gibilterra molto adatta al trasferimento di famiglie gi‡ formate, a patto che i genitori abbiano un livello di inglese decente o siano disposti a mettersi in gioco e migliorare. Da un lato, infatti, la zona offre tranquillità e da un punto di vista naturale ha pochi rivali: costa sud della Spagna, otto mesi di caldo all’anno, un ambiente che permette di rilassarsi davvero fuori dal lavoro. D’altro canto crescere un figlio in zona significa dotarlo di indubbi vantaggi: prendendo l’esempio di una famiglia italiana che si trasferisce con un bimbo piccolo, il loro figlio crescere praticamente trilingue (italiano, inglese e spagnolo) e organizzandosi per bene potrà usufruire di un’offerta formativa di ottimo livello come quella garantita dalle scuole all’ombra della Rocca.

Consiglio: se cercate stabilità e prospettive, Gibilterra può essere adatta a voi.

 

Sanità

Lavorare a Gibilterra significa avere un’assicurazione sanitaria: personalmente posso dirvi che, pochi mesi dopo essermi trasferito, ebbi bisogno di una chirurgia alla schiena ed ho ricevuto un’assistenza molto efficiente. Da non sottovalutare il lato spagnolo, tuttavia: la sanità iberica non è cosÏ male, anche se ovviamente a livello di tempi di attesa è rivedibile: meglio pagare e sbrigarsi, tanto generalmente l’assicurazione di Gibilterra rimborsa (ma per esami specifici e costosi dovrete chiedere una pre-autorizzazione).

Consiglio: non preoccupatevi troppo di questo aspetto, c’è un buon livello di assistenza.

Trasferirsi a vivere e lavorare a Gibilterra
Foto di Christian Bueltemann da Pixabay

Nel complesso

Se siete disposti a mettervi in gioco e a cambiare, allora Gibilterra è sicuramente un’opzione: va però presa in maniera razionale, evitando trasferimenti d’impulso e tenendo in considerazione i “contro” senza sottovalutarli. Paradossalmente, i due profili più adatti a trasferirsi in zona sono per certi versi opposti: giovani dinamici e disposti ad imparare e fare esperienza e famiglie di buon livello culturale in cerca di un posto “sereno”.

Consiglio: in generale, se pensate di trasferirvi, assicuratevi di avere un quadro della situazione aggiornato.

Sergio

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