Come mollare tutto e aprire una guest house alle Maldive

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Come mollare tutto e aprire una guest house alle Maldive

Allora Alberto, alias Jeff, come è nata questa cosa della guesthouse alle Maldive?

Ho lavorato 35 anni nel settore assicurativo, poi a 55 anni l’azienda mi ha lasciato a casa, a 7 anni dalla pensione…. Ho fatto ancora un anno da consulente in un’altra società ma poi ho capito che non avevo più voglia di fare quella vita e ho cercato qualcosa di diverso. La mia compagna non vedeva l’ora, casualmente avevamo appena conosciuto delle persone che avevano iniziato questa attività e siamo andati a trovarli.

Ci è piaciuta l’isola, abbiamo conosciuto un maldiviano che affittava un terreno ed eccoci qua. Non diventeremo ricchi ma intanto aspetto l’età pensionabile con meno spese e meno stress che in Italia…

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Quali sono stati problemi pratici per iniziare l’attività?

Il problema principale è che come cittadino straniero non puoi essere proprietario di nulla. Devi avere un partner maldiviano al quale è tutto intestato e del quale ti devi fidare, cercando di andarci d’accordo. Non sono rari i casi di italiani che hanno messo i soldi, lanciato l’attività e poi sono stati semplicemente “scaricati”…

Come mollare tutto e aprire una guest house alle Maldive

E quindi cosa avete fatto?

L’idea iniziale era di costruire 5/6 camere più cucina e ristorante, sull’area affittata dal nostro partner, ma qualche mese dopo abbiamo trovato da affittare una struttura già esistente e siamo partiti da li. Poi abbiamo fatto un ristorante nuovo sulla spiaggia, 5 nuove camere, abbiamo preso un dhoni, la tipica imbarcazione maldiviana, per le escursioni …. Insomma, un discreto investimento.

Com’è la gestione giornaliera?

L’isola è abitata da una piccola comunità ma a parte un paio di piccoli negozi che vendono generi di prima necessità, e in piccole quantità, non c’è nulla. A parte il pesce, che peschiamo noi o compriamo dai pescatori dell’isola, la spesa di tutto il necessario per una struttura che ospita fino a 25 persone, più 6 dello staff, la devi fare nella capitale.

Abbiamo un uomo di fiducia che ci fornisce alimentari dal suo negozio e compra il resto da altri. Poi si occupa di trovare le barche da carico che periodicamente vengono sull’isola e ci portano i rifornimenti. In teoria va tutto liscio, in pratica ogni giorno c’è un problema e se pensi che anche solo per comprare una vite o un qualsiasi pezzo di ricambio di idraulica, elettricità o altro devi andare a Malè……

Com’è il rapporto con la comunità locale? Le Maldive sono un paese musulmano….

…la cui costituzione vieta espressamente la professione, e anche solo l’ostentazione di simboli, di altre religioni… Per i turisti direi che le limitazioni principali sono due: solo su una parte dell’isola si può fare il bagno e prendere il sole in costume, altrimenti bisogna indossare maglietta e pantaloncini. Niente di severo comunque, nemmeno per le donne e poi credo che anche a Cesenatico non si dovrebbe girare in costume fuori dalla spiaggia…  Fortunatamente la nostra isola ha una “bikini beach” molto ampia e bellissima ma su altre isole non è così…

L’altro problema, anche se sembra incredibile, è che il consumo di alcool è severamente vietato e per alcuni il dover rinunciare al vino a tavola o all’aperitivo anche solo per una settimana sembra essere un problema insormontabile… Abbiamo avuto rinunce di possibili prenotazioni esplicitamente per questo motivo… Per me che sto qui diversi mesi l’anno direi che invece è una fortuna: se fosse possibile bere, tra i pranzi con gli ospiti e le serate in spiaggia sarei già in cirrosi…! Però mi rifaccio quando sono a Milano…

Più in generale direi che il rapporto è cordiale, lo spirito di comunità è forte e tutti si danno una mano ma non è facile interagire più di tanto e non solo per la barriera linguistica..

Vuoi dire che la differenza culturale è notevole?

Beh… intanto sull’isola vivono non più di 60/70 maldiviani, quasi tutti uomini perché qui c’è solo la scuola primaria per cui le donne e i bambini in età scolare vanno nella capitale. Aldilà delle possibilità che oggi ti offre internet, è quasi tutta gente che non ha mai messo piede fuori dall’isola o che al massimo ha lavorato in qualche resort  e ogni tanto va a Malè… Intendiamoci, non sono affatto stupidi, anzi, diciamo che non sembrano molto interessati a quello che succede nel mondo ecco…

Su certi argomenti poi, tipo sesso e religione, non puoi nemmeno azzardare battute perché se va bene li metti in imbarazzo, se va male ti accorgi che è proprio meglio evitare….

Poi ci sono un centinaio di ragazzi del Bangladesh che lavorano nelle guesthouse o come muratori e pescatori e anche la maggior parte di loro prima di venire qui aveva visto solo il villaggio dove sono nati…

Magari conoscono la formazione del Barcellona o del Liverpool ma in generale direi che non sarebbero a loro agio in tante discussioni…

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E a proposito di uno degli argomenti del momento, com’è la questione immigrazione vista dalle Maldive?

A me è sempre piaciuto viaggiare e avendo avuto la fortuna di poterlo fare, ho girato molta Asia e un po’ di Africa.  Chi dice che l’immigrazione si può fermare, aiutiamoli a casa loro etc.. non sa di cosa parla… Qui ci sono migliaia di bangladesi, tanto che adesso il governo ha deciso di mettere uno stop all’arruolamento di nuova forza lavoro anche perché molti arrivano con permessi di qualche mese, poi non rinnovano e restano come clandestini.

Per loro che vengono da uno dei paesi più poveri del mondo, il modesto stipendio che prendono qui è comunque un grande supporto per le famiglie, considera che i ragazzi del nostro staff prendono in media 300 euro al mese e mandano praticamente tutto a casa e per queste cifre ci sono ragazzi che non tornano in Bangladesh da anni anche perché il volo a/r costa più di 200 euro. Uno dei miei è partito senza sapere che aveva messo incinta la moglie, il bambino adesso ha 3 anni e lui l’ha visto solo via whatsapp…

Tra l’altro i maldiviani considerano gli immigrati come animali, buoni per fare i lavori pesanti a poco prezzo ma probabilmente meglio lavorare qui che in qualche emirato… Non si scappa solo dalla guerra ma anche dalla povertà… Detto questo mi sembra che, con tutte le attenuanti del caso per la nostra posizione geografica, siamo il solito Paese di improvvisatori, superficiali e approfittatori, bravissimi quando lavoriamo per noi stessi, nulli se dobbiamo operare per il bene comune.

Come mollare tutto e aprire una guest house alle Maldive

Com’è la situazione politica alle Maldive?

Il 23 settembre si vota per l’elezione del presidente. Quello in carica non è molto amato ed ha preso il potere 5 anni fa con un mezzo colpo di stato… Qualche mese fa ha fatto arrestare un ex presidente ed un paio di giudici della corte suprema. La previsione è che perderà e ci sono timori che possano essere elezioni non regolarissime, tant’è che l’ONU invierà osservatori internazionali.

E’ un governo che sta portando avanti una politica di grandi investimenti  per aumentare la capienza turistica e, di conseguenza, le entrate ed il problema è sempre il solito: possiamo considerare positivi alcuni aspetti legati alla modernizzazione, come la creazione di posti di lavoro alternativi alla pesca ed al fare il cameriere nei resort, lo sviluppo di nuovi  servizi quali offerta di abitazioni, trasporti e sanità privata, lo sviluppo di una classe media più acculturata e ricca, mentre altre cose sono più pericolose… Si stanno svendendo interi atolli agli arabi, appaltando tutti i lavori ai cinesi, che inevitabilmente avranno in cambio anche concessioni politiche,  si sta minacciando un habitat naturale unico e poi, come sempre, l’elite al potere sembra trarre qualche vantaggio in più a scapito del resto della popolazione.

Il tutto in un momento di crescita dell’influenza dell’islam – ormai non vedi più nessuna ragazza senza il velo in testa e sono sempre di più quelle con abito nero integrale o col burka – che, come sempre, miscelato con l’opportunismo politico diventa una miscela esplosiva.

Certo che quando in Italia sento parlare di regime mi viene da sorridere. Tra Stati ormai inesistenti, dittature conclamate e governi che potremmo definire “autoritari” direi che tre quarti del mondo vivono sotto regimi, certo non noi…

E gli affari come vanno? Com’è il mercato delle guesthouse?

E’ un mercato relativamente nuovo per le Maldive, consentito dalla Legge solo da poco più di 10 anni proprio per consentire la nascita di una microeconomia di supporto su isole che altrimenti avrebbero continuato a vivere solo di pesca e di lavoro nei resort. Sicuramente c’è sempre più gente interessata a questa esperienza di vacanza alternativa ai resort, sia per il contesto (isole abitate dove puoi vivere la giornata a contatto con la popolazione locale, pochi ospiti con i quali si condivide tutta la giornata) sia, soprattutto, per il prezzo che, come minimo è la metà di quello di un resort di basso livello, ma c’è anche sempre più concorrenza…

Tre anni fa c’erano 100 guesthouse in tutte le Maldive, adesso ce ne sono 500… Poi c’è il “contesto sociopolitico internazionale”… Dollaro e petrolio alti, quindi biglietti aerei cari, frizioni internazionali che spaventano la gente…  Dopo l’ultimo attentato all’aeroporto di Istanbul ci telefonava gente preoccupatissima…

E sul piano personale? Cosa vi manca dell’Italia e quali gli aspetti positivi di questa vostra nuova vita?

Intanto noi siamo qui 6/7 mesi l’anno, nella stagione piovosa – da maggio a novembre, agosto escluso – siamo chiusi quindi in Italia ci siamo ancora abbastanza per fare la scorta di buon cibo, viaggi e serate con gli amici davanti ad un bel negroni…

Come mollare tutto e aprire una guest house alle MaldiveAnche se con internet sei sempre connesso con tutto il mondo mi mancano un po’ la vita sociale e il non avere il polso della situazione su certi argomenti. Non vedo le partite, non vedo la TV, mi è difficile parlare di cose che non seguo…

Gli aspetti positivi… beh… a chi non è mai capitato, magari in un freddo pomeriggio invernale, seduto in ufficio o in coda in tangenziale, di pensare: “…vorrei essere alle Maldive…” o “…adesso mollo tutto e apro un bar su una spiaggia ai tropici…” ? Chi conosce il settore dell’ospitalità turistica sa che quando ci sono clienti si lavora dalle 7 alle 24, 7 giorni su sette ma, problemi e imprevisti a parte, la giornata tipo prevede escursioni con la nostra imbarcazione tipica su isole deserte, barriere coralline e mari meravigliosi, cene nel nostro ristorante sulla spiaggia, chiacchierate sotto le palme. Direi che non ci possiamo lamentare …

Informazioni sulle vacanze in Guesthouse e sulla struttura di Jeff al sito www.maldivesunset.com e sulla pagina Facebook Maldives Sunset.

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Intervista by Miky Rubini

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