Roberto Nomae Digitale SEO expert


L’insoddisfazione è stata la chiave che a condotto Roberto a cambiare vita e diventare Nomade Digitale

Ciao Roberto, vuoi presentarti ai lettori di MolloTutto?

Mi chiamo Roberto Popolizio, nato all’ombra della torre pendente (Pisa).

Che studi ha fatto o in cosa ti sei formato?

Mi sono fermato al liceo scientifico in quanto a formazione accademica. Da lì in poi tutto quel che ho imparato sinora è frutto del fai da te.

Negli anni ho seguito dei corsi professionali legati all’online marketing e SEO, ma più che altro ho imparato sporcandomi le mani.

Ti cosa ti occupavi quando vivevi in Italia?

Di tutt’altro. Abbandonati gli studi dopo le inutili pressioni dai familiari, ho trovato impiego in una ditta di idraulica. Quindi ero un operaio.

Roberto Nomae Digitale SEO expert

Qual’é il motivo principale che ti ha spinto a mollare tutto per per diventare Nomade Digitale e vivere e lavorare in giro per il mondo?

L’insoddisfazione. Sarebbe bello dire a tutti come la mia passione per i viaggi mi ha spinto a lasciare la mia comfort zone, ma sarebbe una balla.

Il lavoro che facevo non mi piaceva, l’ambiente in generale non mi piaceva, ma ero di scarse vedute al tempo e non credevo ci fossero opportunità, quindi mi sono tenuto quel che ho trovato.

Questo finché a un motoraduno (ero e sono ancora fissato con le moto) un’amica mi parla dell’Australia, in cui al tempo trovare lavoro era abbastanza facile e si guadagnava pure bene.

Per qualche motivo la mia proverbiale avversione al rischio mi ha mollato tutto d’un tratto e nel giro di un paio di mesi sono atterrato a Perth.

Da lì in poi il viaggio ha iniziato ad essere una parte sempre più importante della mia vita e lasciato l’OZ ho continuato in Asia.

Cambiare Vita e diventare Nomade Digitale: la storia di Roberto

Ti é servito conoscere un lingua quando hai lasciato l’Italia per la prima volta? Che livello eri?

Diciamo che mi avrebbe aiutato di certo. L’inglese lo parlavo in maniera molto maccheronica (a scuola non è che gliene freghi tanto dell’inglese, perlomeno non gliene importava quando ci andavo io) e ancora adesso non mi spiego come feci ad arrivare in ostello il primo giorno.

La gente mi parlava e non capivo una mazza di cosa mi dicevano e di lì a poco avrei dovuto aprire un conto in banca, cercare un lavoro… Anche al supermercato feci casino nel comprare qualcosa da mangiare, ritrovandomi con della roba completamente diversa da quel che credevo di aver comprato.

Cambiare Vita e diventare Nomade Digitale: la storia di Roberto

Sei partito da solo o in compagnia?

Ho sempre viaggiato da solo e consiglierei a tutti di fare così a meno di avere un partner già pronto a partire. Ho sempre perso un sacco di tempo e occasioni aspettando gli altri.

Che lavori hai fatto in giro per il mondo?

Muratore, raccolta frutta, manovale in una vigna, magazziniere, carica e scarica camion, piastrellista, responsabile logistico in un’azienda farmaceutica e altri che manco mi ricordo, mentre la sera aiutavo dei webmaster conosciuti in Australia con la SEO e traduzione contenuti sui loro siti.

Cambiare Vita e diventare Nomade Digitale: la storia di Roberto

Di cosa ti occupi attualmente?

Continuo a fare SEO, soprattutto off-page, gestendo le campagne di linkbuilding per Trendhim, WebsitePlanet e qualche altro sito che però mi hanno chiesto di non menzionare.

Quanti soldi ti sono serviti per cominciare il tuo giro del Mondo?

A me pochi, ma perché sono uno zingaro di natura. Cose come stare in ostello per un anno o mangiare sempre le stesse cose (a patto che siano salutari) non mi sono mai pesate. L’affitto mi costava più o meno 600 AUD al mese, mangiare 50 al mese, trasporti forse intorno ai 100.

Tutto il resto era superfluo e non lo conto perché potevo benissimo farne a meno. Forse dovrei risponderti una volta che lo finsico questo giro, ma in generale anche con 1000 euro al mese me la sono sempre cavate bene senza farmi mancare niente di quello che mi piace.

In quali Paesi hai vissuto?

Pochi rispetto alla media, ma mi piace fermarmi nei posti e capirli bene: due anni in Australia, due nelle Filippine, tre in Vietnam e vari mesi tra Thailandia, Cambogia, Malesia, qualche salto a Singapore. In Europa poco e niente, ma non avevo mai tempo visto il classico lavoro 8-17 con ferie ridottissime.

Cambiare Vita e diventare Nomade Digitale: la storia di Roberto

A che tipologia di persone consiglieresti di intraprendere la vita del nomade digitale?

Non credo nemmeno che ci sia un tipo di persona più adatto, ma certe qualità aiutano.

La disciplina è di sicuro importante, altrimenti la salute ne può risentire e tanto. È facile perdere di vista l’orario e ritrovarsi seduti per delle ore, mangiare di furia, farsi insomma risucchiare dal lavoro e dimenticarsi di sé.

Questo è stato perlomeno un mio problema da quando ho iniziato a lavorare come freelance.

C’è anche chi fa l’errore opposto: dimenticarsi del lavoro del tutto per poi ritrovarsi un giorno a doversi fare due conti.

Bisogna trovare il giusto equilibrio e sforzarsi di mantenerlo. Più facile a dirsi che a farsi.

Poi, per quanto sia forse scontato, servono una certa propensione al cambiamento (anche perché il nomade cosa lo fai a fare sennò!), la voglia di migliorarsi sempre e un po’ di sano ottimismo.

E se proprio uno non è ottimista, perlomeno sia realista e si renda conto che non saprà mai se tutto andrà male finché non prova.

È questione di buon senso, non di audacia come dicono in tanti: lasciare la comfort zone è quasi sempre una scelta sensata anche se non si vuole diventare nomadi digitali.

Cambiare Vita e diventare Nomade Digitale: la storia di Roberto

Cos’è cambiato da quando sei partito la prima volta?

Tutto. Io sono cambiato, la famiglia e gli amici di sempre sono lontani e le certezze che avevo un tempo le ho scambiate per uno stile di vita completamente diverso, il mio modo di vedere le cose è cambiato. C’est la vie!

Dove ti vedi tra 5 anni?

E che ne so! Da persona razionale (anche troppo) come credo di essere, non posso dare una risposta.

Sono cambiate tante cose e non vedo come tante altre non debbano cambiare in futuro.

Potrei iniziare a chiamare il Vietnam casa e continuare a esplorare altri posti nel frattempo o chissà…

Cambiare Vita e diventare Nomade Digitale: la storia di Roberto

Se tornassi indietro rifaresti tutto o cambieresti qualcosa?

Se cambiassi una sola scelta fatta in passato, tutto quel che viene dopo cambierebbe e vai a sapere dove sarei ora.

Di certo avrei potuto mollare tutto prima, dato che poi quel “tutto” non era un granché comparato a quel che ho ora.

Un consiglio per chi volesse seguire le tue orme e diventare Nomade Digitale come te?

Lascia perdere le chiacchiere, perché nessuno può sapere se ce la farai o meno, te compreso.

Tutto è possibile, mai facile.

Fatti i tuoi conti, rimboccati le maniche e provaci.

Di Massimo Dallaglio

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