Il mito del nomade digitale: come guadagna davvero questa figura?

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Il mito del nomade digitale: come guadagna davvero questa figura?

Il nomade digitale è una figura mitologica: tutti ormai lo conoscono, ma nessuno sa veramente come si guadagna da vivere chi svolge il proprio lavoro in questo modo.

In questo articolo proveremo a dare una risposta, indicando alcuni modi per guadagnare utilizzati dai nomadi digitali.

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La vita del nomade digitale è molto particolare: è un lavoratore del digitale, una delle tante figure che è nata o si è reinventata grazie ad un computer e a una connessione a internet.

Il mito vuole che possa lavorare oggi da una spiaggia caraibica e domani da uno Starbucks nel cuore di Berlino.

La verità è che raramente lo fa, se non per farsi qualche selfie per i social, ma che veramente può spostarsi come e quando vuole e gestire il proprio lavoro come preferisce.

Un nomade digitale può essere sempre in viaggio da una destinazione all’altra, o più probabilmente stare fisso per alcuni mesi in una location e altri in un’altra.

O semplicemente lavorare da casa e gestire il proprio tempo fuori dai vincoli del 9-18 legati a una scrivania.

Questo può sembrare un sogno (e in effetti lo è), ma per sostenere tutto questo deve essere in grado di guadagnare abbastanza da sostenere questo stile di vita.

Le strade per farlo possono essere più di una, anche perché solitamente uno stile di vita del genere finisce per costare MENO che uno stanziale in una grande città costosa come Milano o Londra.

Anzi, i nomadi digitali più attivi tendono ad avere più fonti di guadagno contemporanee, in modo che se una dovesse venire a mancare, rimarrebbe comunque la seconda.

Il mito del nomade digitale

Ilaria Cazziol & Marco Mignano – Lungo la Transiberiana

Come guadagna un nomade digitale?

Solitamente chi inizia questo percorso è un freelance che porta avanti i suoi clienti da remoto.

In una fase iniziale magari utilizza la prestazione occasionale per fatturare ai clienti, ma poi di solito apre una Partita Iva in Regime Forfettario, che è particolarmente conveniente per chi ha poche spese fisse come questi professionisti che hanno solo bisogno di un computer e di una connessione a internet.

Noi, per esempio, siamo un programmatore e una copywriter, nonché due fotografi appassionati, e dopo esserci stufati di una vita d’ufficio, consapevoli che il nostro lavoro poteva essere svolto da qualunque luogo, abbiamo iniziato a viaggiare e a raccontarlo sul nostro sito ViaggioSoloAndata.it, e da quell’esperienza ora stiamo creando una guida al viaggio a lungo termine.

I nostri sono lavori classici che i nomadi digitali scelgono o si ritrovano a fare, proprio per le loro caratteristiche di non necessitare di un ufficio e di un legame con una scrivania. Ma ce ne sono tanti altri, tutti legati al digitale, e altri sono ancora da “inventare”, trovando un modo originale di rispondere a un nuovo bisogno!

Quando abbiamo mollato tutto, non sapevamo bene dove saremmo arrivati, ma avevamo un piano “doppio”.

Da una parte volevamo investire sulle nostre professionalità, continuando a lavorare come freelance; dall’altra, sul blog che stavamo creando, che sarebbe stato una vetrina delle nostre competenze.

Su entrambi i fronti, le cose sono andate molto bene. Lavorare online come freelance non è facile, soprattutto mentre si viaggia.

Serve un certo spirito imprenditoriale, la voglia e la capacità di restare al passo, di impegnarsi sempre a migliorare, di essere aperti a ogni opportunità. All’inizio sembra una strada in salita ripida e scoscesa, e trovare i primi clienti è un dramma.

È fondamentale, per superare questa fase, riuscire a farsi un portfolio, avere qualcosa da mostrare che dimostri le proprie capacità, anche a costo di farlo gratis: abbiamo scritto e programmato senza un compenso per qualche tempo, e poi le opportunità hanno iniziato a materializzarsi.

Ci sono tante risorse per trovare lavoro come nomadi digitali, dai siti specializzati alle community online: una volta che il tuo portfolio sarà consistente, la strada inizierà a sembrare meno ripida.

Il mito del nomade digitale

Ilaria Cazziol & Marco Mignano – Lungo la Transiberiana

Guadagnare con le sponsorizzazioni

E per quanto riguarda il blog? Ci sono tantissime persone che si mantengono con questo tipo di attività.

Oggigiorno, molti nomadi digitali sono degli influencer o micro influencer che hanno un buon seguito sui social.

In questo caso, è molto semplice farsi sponsorizzare viaggi o essere pagati per pubblicare determinati contenuti sui social.

Per esempio, se sei un influencer che si occupa di viaggi, potresti essere contattato da varie aziende del settore che hanno intenzione di sponsorizzare i propri servizi ed essere pagato per pubblicare foto nei luoghi più belli del mondo. Non è facile, soprattutto ora che molte più persone cercano di sfondare in questo mondo, ma è così che per molti funzionano i guadagni come nomade digitale.

Le sponsorizzazioni posso portare molti soldi a seconda del seguito che l’influencer ha sui social, nel caso in di micro-influencer, ovvero persone con un discreto numero di follower ma non esagerato, si possono avere delle sponsorizzazioni di carattere non economico magari.

Questo vuol dire che anziché essere pagato in denaro, ti verranno regalati gadget oppure vacanze in location da urlo, in cambio di recensioni e foto sui tuoi canali social.

Questa strada però, come dicevamo, è molto difficile da percorrere: un’alternativa che utilizzano molti nomadi digitali, e anche noi, è quella di investire in un blog dove vendere i propri prodotti e i propri servizi.

Ci sono tanti modi per cui un blog può trasformarsi in una fonte di guadagno poi, oltre all’essere una vetrina delle proprie capacità.

Tra i modi più comuni c’è l’affiliazione e la vendita di infoprodotti.

Il mito del nomade digitale

Ilaria Cazziol & Marco Mignano – Lungo la Transiberiana

Guadagnare grazie all’affiliazione

Ci sono molti blogger che scrivono articoli dove ti suggeriscono l’acquisto di un prodotto o di un servizio.

La maggior parte di questi articoli utilizzano link di affiliazione, ovvero se tu acquisti il prodotto tramite l’articolo che te lo ha suggerito, chi l’ha scritto ottiene una commissione.

Il processo è molto semplice e ormai lo adottano in molti, anche perché qualunque blogger usa costantemente prodotti e servizi che trova utili e di cui parla sul proprio sito: perché non guadagnarci qualcosa?

Uno tra i più famosi network di affiliazione è quello di Amazon. In questo caso, Amazon fornisce un link ai vari prodotti, chi scrive un articolo inserirà i prodotti all’interno dell’articolo e se qualcuno acquisterà quel prodotto tramite il link, chi ha scritto l’articolo riceverà una commissione da Amazon. Semplice no?

Ma non è così facile: le commissioni sono davvero basse solitamente, e ottenere una rendita consistente costa tanto lavoro e grandissimi numeri sul proprio blog.

Il mito del nomade digitale

Ilaria Cazziol & Marco Mignano – Lungo la Transiberiana

Vendere infoprodotti per guadagnare e viaggiare

Un’alternativa che può essere molto redditizia è quella di pubblicare e vendere infoprodotti.

L’infoprodotto è un prodotto di natura digitale che viene venduto attraverso il blog.

Può essere una guida, un libro di viaggio, un video corso, un fotolibro o prodotti di questo tipo. Noi, per esempio, dopo aver fatto l’esperienza di organizzare e percorrere la ferrovia Transmongolica in totale autonomia, abbiamo deciso di scrivere una guida su come riuscirci. È un argomento di nicchia, ma poco coperto online, e quindi abbiamo avuto un grande successo!

La vendita di infoprodotti è sempre più in voga ed una delle soluzioni preferite dai nomadi digitali per guadagnare, perché permette di avere delle entrate passive che si alimentano da sole, permettendo di viaggiare molto liberamente e di guadagnare senza dipendere da qualcuno.

Infatti gli infoprodotti sono venduti direttamente dal nomade digitale, senza intermediari.

Questo permette di creare un business sostenibile senza dover dipendere da nessuno ed è in assoluto la soluzione preferita da chi vuole viaggiare e lavorare allo stesso momento.

Ecco, questi sono molti degli strumenti che i nomadi digitali in giro per il mondo utilizzano per guadagnare: dal freelancing al blogging, al social media management, il punto è sempre creare un business che sia sostenibile interamente online e da remoto.

Cosa ne pensi? Se hai domande o dubbi, scrivici nei commenti.

Ilaria Cazziol & Marco Mignano

www.viaggiosoloandata.it

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