guida italiana per vivere a Budapest


Ciao Cristian, vuoi presentarti ai lettori di MolloTutto?

Ciao a tutti/e, mi chiamo Cristian, ho 37 anni, e ho anche un cognome all’anagrafe.

Ma all’età di 14 anni mi hanno dato il soprannome Ghela, e da allora tutti mi chiamano e mi riconoscono esclusivamente con questo soprannome.
Quindi…. Ciao, io sono Ghela.

Di dove sei originario e cosa facevi quando eri in Italia?

Sono originario della provincia di Bologna e la mia storia ad alcuni può sembrare finta, ad altri potrebbe sembrare la trama di un film. 

Quindi proverò a raccontarvi la mia vita in poche righe.

A 15 anni ho lasciato la scuola, e ho iniziato a lavorare in una falegnameria (amo lavorare il legno), ma dopo solo 5 mesi ebbi un grave incidente e persi quasi completamente la mano sinistra.

Dopo essermi “ripreso” ho ricominciato a lavorare, prima come commesso in un grande negozio del mio paese, poi come dipendente in un’azienda che realizzava protesi per persone che avevano perso gli arti.

Ma la mia voglia di sentire il profumo del legno tagliato era cosi grande che dopo diversi anni decisi di aprire una mia attività che realizzava e vendeva arredamento in legno da giardino.

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Quando e perché è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia?

E chi se lo scorda quel giorno.
Lavoravo ogni giorno senza mai avere una giornata libera. Ma c’era una cosa che succedeva ogni sabato mattina. Mia nonna passava a salutarmi, e visto che a volte mi dimenticavo di mangiare, mi portava anche il pranzo.

Un sabato mattina mi ero accorto che mi mancava una cosa, e visto che dovevo consegnare un lavoro, andai in ferramenta a prendere ciò che mi mancava.

Durante il ritorno in azienda, incrociai mia nonna, e vidi che mi salutava dalla macchina.

Gli telefonai dicendo che sarei passato appena finito a salutarla.
Ma finii troppo tardi, e quindi stanchissimo andai a casa.
Bhe per farla breve. Quella fu l’ultima volta che vidi mia nonna.
Venne a mancare la notte stessa.

Questa cosa mi ha fatto fermare, mi ha fatto guardare la mia vita, e mi ha fatto capire che ero così preso ad accontentare gli altri, che avevo dimenticato che anche io avevo una vita, e dovevo viverla.

Cosi nel giro di pochi mesi chiusi tutto e feci una cosa nuova per me.
Iniziai a vivere la mia vita.

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E poi? Cosa è succsso? Come mai ti trovi in Ungheria adesso?
 
Dopo essere stato in giro senza meta per 7 mesi tra Germania, Austria, Francia e Svizzera, ho deciso di visitare l’est Europa.
Avevo sentito parlare di Budapest.

Cosi a ottobre sono partito per il viaggio che avrebbe dato una svolta alla mia vita.

Sei partito da solo o con qualcuno?

La prima volta ad ottobre, partii da solo, poi appena tornato in Italia, raccontai che magnifica città era Budapest. Così con un paio di amici organizzammo per tornarci a Natale, senza sapere che saremmo partiti in 3, ma sarebbero tornati in 2. 

Proprio così… Durante il secondo viaggio, decisi che sarei rimasto a vivere a Budapest. Mi sentivo una persona diversa, viva, e non volevo tornare alla monotonia del mio paesello.

Avevi già vissuto all’estero per lunghi periodi prima?

Mai, nemmeno per una vacanza.

Come hai affrontato il problema del visto permanente?

Non è stato per niente facile. I primi 5 giorni sembravo una trottola che girava senza concludere niente.

Per alcune cose la burocrazia in Ungheria è più strana e bisogna stare attenti se non si vogliono avere brutte sorprese.
(Diffidate da chi vi dice che è tutto facile).

Poi un giorno un ragazzo conosciuto qui, e che viveva già a Budapest, mi ha accompagnato a fare tutti i documenti. Altrimenti ora sarei ancora senza documenti credo.

Ci tengo a ricordare che l’ungherese è una tra le 10 lingue più difficili al mondo da imparare.

In che cosa consiste la tua attività?

Non ho ancora una attività mia, e quindi in questi anni ho fatto un po’ di tutto. Ho consegnato le pizze in bicicletta, ho fatto il lavapiatti, l’aiuto pizzaiolo, e ho anche gestito un locale per un po’.

Ma quello che ho fatto per più tempo è stato consegnare il cibo che arrivava fresco dall’Italia ai vari ristoranti. Diciamo che sono sempre rimasto nel settore della ristorazione.

Poi è arrivata questa pendemia nel 2020 e ovviamente con tutti i ristoranti chiusi per tanto tempo, sono rimasto a casa anche io.

Durante questo periodo ho deciso di aprire una pagina fb e iniziare a raccontare la storia di un expat a Budapest, e quello che succedeva in città. Premetto che non avevo esperienza in materia di pagine fb, quindi ho fatto i miei errori, ma mi sono migliorato col tempo.

Ho notato inoltre che le persone apprezzavano i video che facevo camminando in prima persona alla scoperta di Budapest. E cosi, ecco che è arrivato anche il canale Youtube. E ora passo le mie giornate girando alla scoperta di Budapest, e condividendo le mie passeggiate, e non solo, sui vari social. Dando cosi la possibilità alle persone che mi seguono di scegliere il video che preferiscono, e camminare virtualmente in giro per Budapest, stando comodamente a casa propria.

Quali differenze sostanziali riscontri a livello lavorativo rispetto all’Italia?

Tante cose, citiamone alcune:
iniziamo col dire che Ungheria o Budapest non vuol dire solo multinazionali, e quindi posto fisso e stipendio assicurato.

Ci sono i commessi, i cassieri, i baristi, i camerieri. Ecc..
E se ti ritrovi in queste categorie, le cose cambiano drasticamente.

1) In Ungheria non esiste il TFR.
2) I contratti lavorativi sono quasi tutti al minimo sindacale e part-time, quindi contratti di 4 ore. E a volte anche di 2 ore.
3) Alcuni posti ti fanno il contratto a giornata, e non ti pagano nemmeno la sanità.
4) E’ normale lavorare dalle 9 alle 12 ore al giorno con 30 minuti di pausa.
5) Gli stipendi sono troppo bassi per il costo della vita.
6) Non cercate sindacati o diritti dei lavoratori. Qui vi garantisco che oggi sei dentro, e domani sei a casa.

In conclusione se non si ha una attività propria o si lavora in multinazionali, il livello lavorativo è molto basso.

Com’è avvenuta la tua integrazione in una realtà locale così differente da quella italiana? 

Ogni paese al mondo è diverso dall’altro. Ma come nelle grandi capitali, anche a Budapest si incontrano diverse etnie. Quindi non essendoci solo ungheresi è stato più facile integrarsi con le persone.

Ovviamente col tempo si entra in contatto più con la cultura ungherese. Ma se togliamo per un attimo il discorso diciamo burocratico, non è difficile integrarsi pian piano con questa cultura.

L’Italia oramai è per te un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca?

Non penso che tornerò a vivere stabilmente in Italia.
Però sto lavorando ad un progetto che se dovesse riuscire, mi farebbe passare un po’ di tempo in Italia, vivendo in varie città.

Vivere a Budapest sotto quali aspetti è meglio che in Italia? E sotto quali aspetti è peggio?

Per chi ha un’attività, il regime fiscale ungherese è uno dei più bassi in Europa. Quindi conviene.
I mezzi pubblici sono puntuali e tutta la città è ben collegata.

Invece l’alcolismo sta diventando una brutta cosa a Budapest. Mezzo litro di birra si trova anche a 50 cent. E questo dovrebbe far già capire in che direzione stanno andando molte persone.guida italiana per vivere a Budapest

Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme?

Mi piace essere diretto in questa cosa, e quindi vi do 3 consigli che il 90% degli italiani purtroppo non ascolta mai.

1) Venite a passare qui un mesetto per vedere se la città e il suo popolo vi piace. E non vivete come turisti che fanno festa tutte le sere. Ma vivete ed esplorate la città come se viveste già qui.

2) Fate molta attenzione agli italiani che frequentate.
Sì, avete letto bene. Qui non si tratta di voler sempre ad ogni costo parlare bene degli italiani.
Ci sono persone che fidandosi dei loro “amici” connazionali ci hanno rimesso anche delle attività. Per non parlare dei soldi…

3) E forse il più importante. Non ragionate in euro. In Ungheria ci sono i fiorini, e si ragiona in fiorini. Non fate sempre il cambio in euro, o il paragone con l’Italia. Se fate così, sappiate che Budapest non fa per voi.

Secondo te che tipo di lavoro/attività/investimento è conveniente praticare per un italiano a Budapest?

La maggior parte degli italiani che conosco lavorano nella ristorazione. E dopo aver lavorato anche io in quel campo per diverso tempo, e aver visto cosa vogliono le persone, e cosa offre il mercato, consiglierei un solo e unico investimento.

Una pizzeria d’asporto italiana al 100%! Dove la gente sceglie se passare a prendersi la pizza oppure ordinarla tramite i vari servizi di consegna che ci sono in città.

Ci sono 4/5 ristoranti dove fanno ottime pizze in tutta Budapest, ma la pizzeria come la intendo io, non ne ho ancora vista nessuna.
A qualcuno serve un socio?

Pensi che ci siano molti italiani che vivono a Budapest, ne conosci?

Non so la cifra precisa per quello che riguarda Budapest, ma dovremmo essere più di 5.000 in tutta l’Ungheria.

Di italiani ne conosco tanti. Anche perché c’è un bar in particolare a Budapest, che è un punto di riferimento per quelli che vogliono sentirsi per un po’ in Italia. Dove entri e dici “Buongiorno, un caffè e un cornetto per favore” e quindi è frequentato tutti i giorni da italiani, oltre che ungheresi ovviamente.guida italiana per vivere a Budapest

In definitiva, consiglieresti Budapest come meta per espatriare o più per una vacanza?

In questo periodo, e visto come stanno andando le cose un po’ ovunque, consiglio vivamente di non trasferirsi a Budapest.

Il 70% della città vive con il turismo. E senza quello, la città sta lentamente cadendo su se stessa. Si vedono locali chiudere giorno dopo giorno, anche di marchi famosi.

Quindi venite a farvi una bella vacanza, godetevi la città in ogni mese dell’anno, ma non consiglio a nessuno di andare oltre in questo periodo.

https://youtu.be/urk6FVxmGnM

Contatti:

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/GhelaBudapest/

Email: latuabudapest@gmail.com

Di Pamela Conforti

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