Dal Vietnam all'Italia per aiutare i bambini disabili


Matteo Tricarico, oltre 15.000 chilometri in solitaria per raggiungere Manfredonia, il suo paese natale, partendo da Saigon in Vietnam

Matteo Tricarico ha cominciato il suo percorso professionale a Bruxelles nel settore pubblico europeo ed ha poi proseguito in Inghilterra, prima di trasferirsi in Egitto nel 2000. Qui ha gestito un’agenzia di promozione turistica per quattro anni, durante i quali ha avuto modo di individuare le cose che sono veramente importanti nella vita e di liberarsi “dalle sovrastrutture del mondo moderno occidentale che, con il suo apparire più che essere, ci vende per bisogni materiali primari beni che in realtà non lo sono affatto”

Dal Vietnam all'Italia per aiutare i bambini disabiliDopo aver lasciato l’Egitto, Matteo ha trascorso qualche anno tra Laos, Cambogia e Vietnam, sempre lavorando nel settore del turismo.
Nell’ottobre del 2009 Matteo si è poi imbarcato in un’avventura notevole: pedalare per oltre 15.000 chilometri in solitaria per raggiungere Manfredonia, il suo paese natale, partendo da Saigon in Vietnam. La finalità che ha spinto Matteo ad intraprendere questa avventura è quella di sensibilizzare ed informare l’opinione pubblica sulle problematiche dei bambini disabili, ai quali sta portando un aiuto concreto raccogliendo fondi con la sponsorizzazione del suo viaggio. Oltre a fermarsi in tutte le strutture per diversamente abili lungo il suo percorso, Matteo ha anche svolto attività di insegnamento a titolo volontario in alcune di queste e, nonostante il suo viaggio avrebbe dovuto durare solamente 8 mesi, è ormai trascorso più di un anno dalla sua partenza.

Dal Vietnam all'Italia per aiutare i bambini disabiliQualche tempo addietro, quando gli chiesero come mai il suo viaggio si fosse prolungato tanto, lui rispose così:
“Dopo dopo aver vissuto per 300 giorni così ramingo, trovo persino difficile continuare a chiamarlo -viaggio-! In realtà, si è trasformata in un’esperienza di esistenza nomade, quasi un vero e proprio modo di vivere e non più semplicemente andare da un punto A ad un punto B, come lo concepii un anno or sono.”

Adesso di giorni ne sono passati quasi 500 e Matteo è ancora in India e sta riorganizzando le sue prossime tappe, dato che non gli è stato concesso di attraversare il Pakistan via terra per motivi di sicurezza.
Potete seguire il diario di viaggio di questo intrepido ciclista su: www.travelforaid.com

Di Giacomo Savonitto 11/07/2011

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