vivere a Chicago lavorare a Chicago Filippo direttore artistico 2


Filippo si è trasferito a vivere a Chicago dove lavora come direttore artistico

Filippo, nato e crescito in provincia di Brescia, sin dalle prime esperienze nel mondo lavorativo italiano, ebbe l’impressione che l’Italia fosse organizzata in un modo altamente disfunzionale alla creazione di nuove imprese e alla stimolazione dell’economia.

“… Aprii una partita iva per iniziare la mia carriera in modo legale e trasparente e prima ancora di esercitare alcun servizio o di emettere una fattura, mi arrivarono tremila euro di tasse da pagare all’INPS. A quel punto mi chiesi, come e’ possibile che un governo sano e funzionale possa pensare di chiedere soldi a una persona che ha appena avviato una societa’ e non ha ancora dichiarato alcun reddito?”

Filippo da oltre 5 anni vive e lavora a Chicago, questa la sua testimonianza:



Ciao Filippo, vuoi presentarti ai nostril lettori? Di dove sei e cosa facevi quando eri in Italia?

Ciao a tutti, mi chiamo Filippo ed ho 29 anni.

Sono nato e cresciuto a Leno, in provincia di Brescia. Ho studiato Graphic Design e ho lavorato come grafico localmente e nell’attività familiare, ristorazione.

Quando e perchè è arrivata la voglia o la necessità di lasciare l’Italia?

Sin dalle prime esperienze con il mondo lavorativo Italiano, ebbi subito l’impressione che l’Italia, a mio giudizio, fosse organizzata in un modo altamente disfunzionale alla creazione di nuove imprese e alla stimolazione dell’economia.

Aprii una partita iva per iniziare la mia carriera in modo legale e trasparente e prima ancora di esercitare alcun servizio o di emettere una fattura, mi arrivarono tremila euro di tasse da pagare all’INPS.

A quel punto mi chiesi, come e’ possibile che un governo sano e funzionale possa pensare di chiedere soldi a una persona che ha appena avviato una societa’ e non ha ancora dichiarato alcun reddito?

Non aveva alcun senso logico ed oltre a creare un ovvio problema economico, e’ stato anche estremamente demoralizzante.

A contribuire notevolmente erano anche una mia  avversione al nepotismo diffuso e la forte influenza religiosa sullo stato.

Quindi direi che senz’altro si tratto’ di una voglia di lasciare l’Italia motivata dal desiderio di costruirmi un futuro in un posto in cui i miei sforzi sarebbero stati ripagati piu’ opportunamente all’interno di una infrastruttura governativa volta a facilitare la mia ascesa e non a danneggiarla come a mio parere succede in Italia.

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Avevi già vissuto all’estero per lunghi periodi prima?

Studiai in Montana, USA tramite un programma studi durante il mio terzo anno di liceo per circa 4 mesi.

Perché hai scelto proprio di trasferirti a vivere negli Stati Uniti e in quale città vivi?

Ho scelto gli Stati Uniti perché sin da piccolo ho sempre avuto un’affinità culturale con il Paese. Mi sono sempre piaciuti film e musica americana oltre che sport americani.

Ho scelto di vivere a Chicago perché avevo dei parenti che si sono sempre offerti di ospitarmi nel caso in cui volessi fare una visita e furono estremamente d’aiuto come primo punto di contatto e alloggio per le prime settimane.

Sei partito da solo on in coppia?

Sono partito da solo.

vivere a Chicago lavorare a Chicago Filippo direttore artistico 2In che cosa consiste la tua attività?

Qui a Chicago lavoro come direttore artistico per una società di publishing tecnico.

Riportiamo e scriviamo articoli sul mondo del settore manifatturiero e dell’automazione e pubblichiamo su riviste mensili, siti internet ed email. Io mi occupo della creazione e direzione della parte grafica di accompagnamento al lavoro editoriale.

Quali differenze sostanziali riscontri a livello lavorativo rispetto all’Italia?

L’economia Statunitense, per quanto estremamente imperfetta e con grandi falle sotto molti punti di vista, ha come uno dei suoi punti di forza la generazione e la circolazione di enormi capitali, di gran lunga la più grande economia del mondo in termini di prodotto interno lordo.

Tale circolazione di capitale consente alle imprese di assumere generose quantità di dipendenti e pagarli molto di più rispetto a quanto verrebbero pagati in Italia.

Questa abbondanza di lavoro a sua volta crea una realtà in cui i lavoratori sono meno dipendenti dai datori di lavoro e quindi generalmente tendono ad avere migliori benefici e migliori capacita’ di negoziazione.

In molti casi sono i datori di lavoro che devono creare offerte di lavoro molto attraenti per fare si che riescano a coprire tutte le posizioni di cui necessitano all’interno della loro attività.

Com’è avvenuta la tua integrazione in una realtà locale sostanzialmente differente da quella italiana?

Grazie alla mia affinità con la cultura americana, ho trovato la mia integrazione essere estremamente semplice e naturale. L’ostacolo principale e’ quello di crearsi un gruppo di amici che nei primi anni e’ sembrato quasi impossibile.

Le persone qui generalmente creano e sviluppano le proprie amicizie durante gli anni di college, in cui spesso si vive con altri studenti.

Non avendo vissuto quell’esperienza mi sono trovato in una realtà in cui ognuno aveva già le proprie vite e le proprie amicizie.

Mi ci sono voluti diversi anni per poter costruire relazioni di un certo significato e non mi ritengo pienamente soddisfatto nemmeno ora, dopo più di cinque anni.

L’Italia oramai è per te un ricordo, hai nostalgia, cosa ti manca?

Dell’Italia manca senz’altro la famiglia, gli amici e il cibo, indubbiamente superiore al cibo americano salvo qualche eccezione.

Vivere a Chicago  sotto quali aspetti è meglio che in Italia ? E sotto quali aspetti è peggio?

Personalmente, ritengo che vivere qui e’ generalmente più comodo e divertente rispetto che vivere in Italia.

La scelta di intrattenimenti e opzioni di ristorazione sono estremamente più ampie rispetto all’Italia.

Le infrastrutture e i locali sono più accessibili, spazi e strade molto più ampie e il mix culturale crea una società generalmente meno conforme e molto meno soggetta a mode e tendenze, come invece notavo molto in Italia.

Per esempio, qui mi sento molto più libero di vestirmi come preferisco senza problemi di essere giudicato come “fuori moda” e più libero di frequentare i locali che voglio senza dovermi preoccupare se tali locali sono popolari o meno.

Al momento non c’e niente dalla vita di tutti i giorni Italiana che preferirei a quella Americana. Forse un po’ di nostalgia per l’esperienza di ristorazione Italiana.

Mentre qui una tipica uscita al ristorante richiede solitamente un’ora al massimo, in Italia ci si può aspettare un’atmosfera molto più rilassata e accogliente con una cena che può durare anche due, tre o quattro ore.

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Cosa consiglieresti ad altri italiani che desiderassero seguire le tue orme?

Gli Stati Uniti sono senz’altro un posto interessante per persone in certi settori lavorativi per cui qui c’e grande domanda.

Settore tecnologico, ingegneristico, culinario per nominarne alcuni.

Essere assunti e sponsorizzati tramite un visto lavorativo e’ praticamente l’unica opzione attualmente disponibile per trasferirsi legalmente in America.

Oltre all’opzione lavorativa, c’e l’opzione di matrimonio con un cittadino americano.  Oppure tramite lotteria, in tal caso si baserebbe solo su fortuna.

Secondo la tua esperienza, che tipo di attività è conveniente praticare per un italiano a Chicago?

Dipende tutto da quello che uno sa fare. Non credo che ci sia necessariamente un’attività o un lavoro per cui essere Italiano sia un chiaro vantaggio.

Ci sono senz’altro molti ristoranti che si spacciano per Italiani ma che in realtà non lo sono e per questo non e’ detto che se qualcuno dovesse aprire un’attività originale Italiana abbia necessariamente successo.

La cultura culinaria Italiana qui e’ un’universo parallelo rispetto all’Italia vera.

La maggior parte dei cibi e delle usanze diffuse qui che la gente pensa sia Italiane, in realtà non lo sono.

Ci siano molti italiani che vivono a Chicago, li frequenti?

Ne ho conosciuti alcuni ma non frequento nessuno con costanza.

La maggior parte sono qui temporaneamente e per una questione di sanità emotiva preferisco non sviluppare attaccamenti a persone che poi andrebbero via pochi mesi dopo.

Se dovessi conoscere qualcuno in una situazione permanente come la mia, ben venga!

Consiglieresti Chicago come meta per espatriare o più per una vacanza?

Chicago e’ una città enorme e stupenda da visitare. Per molti aspetti meglio di New York. Più pulita e meno caotica.

Quindi senz’altro un’ottima scelta in qualsiasi itinerario vacanziero.

Per quanto riguarda l’espatrio direi anche una scelta valida.

Essendo una delle citta’ più grandi e’ anche una delle più multi culturali e quindi con una popolazione già abituata e aperta a culture differenti.

Facebook: www.facebook.com/filkobe

Email: filkobe@gmail.com

di Massimo Dallaglio

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