trasferirsi a vivere in Thailandia
Foto di Sasin Tipchai da Pixabay


Informazioni e consigli utili per trasferirsi a vivere in Thailandia

Avete intenzione di trasferirvi in Thailandia? Siate consapevoli che ci vorra’ più di uno spirito vacanziero, sognante spiagge bianche e mare turchese.

In questo articolo vi illustreremo i pro e i contro di un trasferimento in Thailandia e considerazioni su come sia opportuno muoversi in questo Paese.



Pro e contro il trasferimento

La Thailandia, con i suoi sontuosi templi e la sua vivace vita notturna, è incredibilmente popolare tra globetrotter e avventurieri. La famosa ospitalità del Paese la rende anche una meta ideale per i pensionati europei che sognano di trascorrere al sole i loro anni d’oro.

Tuttavia, un espatriato potrebbe scegliere la Thailandia anche per via degli aspetti negativi che la delocalizzazione comporta. In alcuni quartieri di città come Bangkok o Pattaya, è difficile ignorare i quartieri a luci rosse, per esempio, con i loro strip bar, prostitute e giro di droga.

Entrambe queste immagini sono due facce della stessa medaglia.

Storia politica

Il popolo Thai e’ fieramente orgoglioso del patrimonio della propria Nazione. Dopo tutto, il Paese è l’unico Stato nel sud-est asiatico che non è mai stato sotto il dominio coloniale, e la sua cultura risale e’ ultra millenaria.

L’attuale monarca è un membro della dinastia Chakri, che è stata al potere dalla fine del 1700. I suoi precursori, i Regni di Lanna, Aytthaya, e Sukhothai, hanno lasciato i loro segni sul patrimonio del Nazione, con le vestigia della cultura Lanna a Chiang Mai o con i siti storici del regno Sukhothai. Ancora oggi questi siti attirano molti turisti.

Il Re e la Regina

La Thailandia è Monarchia parlamentare sotto una giunta militare, ed è essenziale capire l’importanza del sovrano regnante.

Con la morte di re Rama IX il 13 ottobre 2016, è salito al trono il figlio Vajiralongkorn (Rama X). E’ utile sapere che la lesa maestà, ossia insultare la famiglia reale o anche l’immagine del re, è un reato penale anche per i cittadini stranieri.

In Thailandia come negli altri paesi dell’area, è tuttora in vigore la pena di morte per l’omicidio, per il traffico di droga e per altri reati gravi. Un reato che viene punito con particolare durezza è quello di lesa maestà, che prevede pene dai 3 ai 15 anni di carcere per ogni singolo “insulto” a un membro della casa reale.

Consigli sulla sicurezza

Come accennato in precedenza, si dovrebbe avere cura di non insultare o criticare il sovrano a meno che non si voglia finire nei guai con le autorità thailandesi. Ma la recente agitazione politica, che ha afflitto il Paese dal 2006 al 2011, sara’ per voi sicuramenre una preoccupazione più importante.

Scontri tra “camicie rosse” (sostenitori dell’opposizione dell’ex premier Thaksin, populista) e le “camicie gialle” del partito realista filogovernativo si sono infatti succeduti su base regolare.

Tuttavia, a partire dall’estate del 2011, quando il partito di opposizione – guidato da sorella minore di Thaksin – ha trionfato nelle elezioni nazionali, le proteste sembrano essersi placate.

Ad ogni modo, in quanto stranieri, si dovrebbe stare lontani da tutte le manifestazioni politiche e governative, visto che possono diventare il bersaglio di attacchi terroristici.

Inoltre, le missioni diplomatiche consigliano ai propri cittadini di non recarsi nelle zone della Thailandia vicino al confine con Cambogia, Myanmar e Malesia.

Ricordate, infine, che nel Sud della Thailandia, esiste la legge marziale, a causa dei soldati che combattono i gruppi musulmani fondamentalisti in quella regione.

Dove andare

Un avvertimento

In Thailandia, state lontano da ogni sorta di droga. Anche il possesso di droghe leggere, che potrebbero causare poco piu’ che qualche fastidio nel vostro Paese, qui possono portare a condanne severe. Quindi, se non volete familiarizzare con il sistema carcerario della Thailandia, lasciate perdere le droghe.

Vorremmo anche aggiungere di prestare attenzione al vostro bagaglio, e di non accettare nulla da una persona che non si conosce molto bene: i corrieri della droga approfittano dei viaggiatori innocui e degli espatriati come voi.

Ma non vi allarmante eccessivamente; nonostante questi avvertimenti, il numero effettivo di cittadini stranieri che hanno problemi con le autorità giudiziarie è molto piccolo.

Comunità straniera

E’ difficile da trovare eventuali statistiche affidabili sul numero di stranieri in Thailandia.

Alla fine del 2009, erano presenti circa 3,5 milioni di cittadini stranieri, tra turisti e visitatori temporanei. La maggior parte degli altri residenti stranieri sono lavoratori migranti provenienti da Cambogia, Laos, Myanmar, Nepal e India, o rifugiati dai Paesi limitrofi delle regioni frontaliere insicure.

Infine, c’è una grande comunità di espatriati e pensionati provenienti da Giappone, Regno Unito, Cina, India, Nord America e da diversi Stati Europei.

Bangkok

Naturalmente, la maggior parte degli espatriati vivono a Bangkok o nella sua area metropolitana. La capitale è l’impareggiabile centro politico, sociale ed economico del Sud-Est asiatico.

La città è sede di diversi gruppi e comunità di espatriati, ad esempio dalla Cina, India, Giappone, Europa, Stati Uniti, Corea del Sud, Australia e Singapore.

Le imprese di Bangkok, dai servizi finanziari al settore turistico e all’industria dei trasporti, offrono una varietà di opportunità di lavoro per i lavoratori stranieri qualificati.

Tuttavia, l’alluvione dell’ottobre 2011 ha interrotto la vita nella capitale per alcuni mesi, ed ha lasciato un impatto negativo sull’economia urbana, in particolare nel settore manifatturiero e nelll’industria microelettronica. Fortunatamente, l’economia di Bangkok sembra essersi ripresa.

Pattaya e Phuket

La città di Pattaya, assieme alla sua aerea metropolitana e alla industrializzata Eastern Seaboard Zone, attira anch’essa parecchi residenti stranieri. Gli espatriati desiderosi di lavorare possono trovare impiego nella zona industriale, dove abbondano le fabbriche di automobili e le industrie pesanti. I pensionati spesso la preferiscono invece come località balneare.

Pattaya ha, cio’ nonostante, sofferto il boom del turismo. La rapida trasformazione da villaggio di pescatori in un localita’ di vita notturna, ha portato infatti a strade affollate, all’inquinamento, all’aumento dei prezzi, e ai problemi del quartiere “a luci rosse”.

Oltre a Pattaya, i pensionati e le persone che lavorano per l’industria del turismo spesso scelgono di vivere sulle isole di Phuket o Koh Samui. La prima è l’isola più grande della Thailandia. Phuket e’ stata al centro dei titoli dei giornali internazionali, quando fu devastata dallo tsunami del 2004, dove almeno 250 persone morirono durante il disastro.

Tuttavia, il settore turistico di Phuket ha superato lo shock. Si tratta, ancora una volta, della meta favorita da parte degli amanti del sole di tutto il mondo. Le sue coste sono una delle ragioni principali per cui la Thailandia è tra le mete preferite dei pensionati.

Koh Samui e Chiang Mai

La piccola isola di Koh Samui è un’altra destinazione popolare. Si concentra quasi esclusivamente sul turismo, e potrebbe essere una valida alternativa a Pattaya e Phuket.

Tuttavia, siate consapevoli del fatto che questa è una destinazione privilegiata per il turismo di massa, con tutte le sue conseguenze positive e negative. Da un lato, i numerosi visitatori alimentano l’economia locale. D’altra parte, spiagge come Lamai e Chaweng stanno attirando la stessa folla festante e rumorosa che affligge Pattaya o Patong.

Infine, alcuni espatriati sono attratti dalla città di Chiang Mai, nel nord montagnoso del paese. Chiang Mai è il centro bohemien-culturale e il cuore di una regione metropolitana tentacolare.

E’ inoltre famosa per i suoi numerosi templi buddisti, ha anche un aspetto più rilassato ed è un posto più verde rispetto alla frenetica Bangkok. Per una città di 160.000 abitanti, Chiang Mai offre una intensa vita notturna, ma niente paragonabile all’industria del sesso che dilaga in alcune parti di Bangkok o Pattaya.

Visti

Prima di arrivare in Thailandia, assicuratevi di contattare la più vicina Ambasciata o Consolato Thailandese, per informarsi quale sia il visto migliore per voi. Se sei semplicemente un viaggiatore, un visto turistico dovrebbe essere sufficiente.

Visto turistico

Ci sono quasi 50 Paesi i cui cittadini non hanno bisogno di richiedere un visto turistico. Tuttavia, se non si appartiene ad una delle Nazioni che godono dell’esenzione del Visa, è necessario ottenere il visto prima di arrivare in Thailandia.

I titolari di un passporto provenienti da altri 28 Paesi possono ottenere semplicemente un visto all’arrivo, per le vacanze a breve termine. Tutti gli altri devono richiedere un visto turistico regolare. Di solito ti permette di rimanere in Thailandia per un massimo di 60 giorni

Di seguito i documenti necessari:

  • un passaporto valido
  • un modulo di domanda compilato
  • due fotografie formato tessera
  • un biglietto andata e ritorno
  • la prova di mezzi finanziari sufficienti per il soggiorno

In alcuni casi, potrebbe essere necessario portare una documentazione complementare.

I turisti per motivi medici, ad esempio, spesso devono allegare una lettera dall’ospedale thailandesi dove andranno a ricevere il trattamento.

 

Notate che un visto turistico è valido solo per fini turistici. Se si va in Thailandia per motivi diversi, si applichera’ il cosiddetto visto non-immigrante:

 Visto per non immigranti

I visti per non-immigranti coprono diverse categorie, tra le quali:

  • F (doveri d’ufficio)
  • B (business e di lavoro)
  • ED (istruzione)
  • EX (esperti e specialisti)
  • IB / IM (investitori)
  • M (media, produttori cinematografici e giornalisti)
  • O (i volontari delle ONG, pensionati, ecc)
  • R (attività religiose)
  • RS (ricercatori e scienziati)

Nei casi sopra citati siete tenuti a fornire i seguenti documenti:

  • un passaporto valido
  • un modulo di domanda compilato
  • due fotografie formato tessera
  • una recente dichiarazione della vostra banca
  • altri documenti, secondo la vostra specifica categoria e situazione (ad esempio, una lettera di accettazione da un’università Thai un visto per studenti).

Visto per affari

Se venite in Thailandia con un visto B per fare affari, normalmente avrete bisogno di quanto segue:

  • una lettera dalla vostra azienda, descrivendo la vostra posizione e dichiarando lo scopo del vostro viaggio
  • una lettera di invito da parte di una società thailandese
  • corrispondenza con le imprese partner in Thailandia
  • i documenti aziendali di detta società thailandese (registrazione nell’elenco delle imprese, licenza commerciale, l’elenco degli azionisti, profilo aziendale, i dati di attività, partita IVA, bilancio fiscale)

Visto per lavoro

Tale visto ha bisogno dei seguenti documenti:

  • una lettera di approvazione da parte del Ministero del Lavoro (ottenuto dal datore di lavoro thailandese da parte dell’Ufficio dei lavoratori stranieri)
  • una lettera di invito da parte di una società thailandese che ha il permesso di assumere stranieri
  • un contratto di lavoro
  • curriculum lavorativo, curriculum studiorum e referenze da precedenti datori di lavoro
  • la documentazione aziendale del datore di lavoro in Thailandia (registrazione nell’elenco delle imprese, licenza commerciale, l’elenco degli azionisti, profilo aziendale, i dati di attività, elenco di personale straniero, bilancio fiscale, partita IVA)

La maggior parte dei visti per non immigranti sono inizialmente validi per 90 giorni. Poi si deve richiedere un permesso di lavoro temporaneo presso il Dipartimento del Lavoro o l’ufficio di collocamento locale. È inoltre necessario un prolungamento della permanenza presso l’Ufficio Immigrazione o in una delle sue filiali locali.

Nella maggior parte dei casi, il visto è quindi valido per un massimo di un anno, ma può essere rinnovato.

Per chiedere una proroga o di rinnovo del visto, si prega di mettersi in contatto con:

Divisione Immigrazione

Governo Center B

Chaengwattana Soi 7

Laksi

Bangkok 10210

+66 (0) -2.141-9889

Per prendersi cura dei visti e sulle questioni riguardanti il permesso di lavoro, si prega di contattare:

Centro di servizio One-Stop

Jamjuree Square Tower, 18 ° piano

319, Phayathai Strada

Pathumwan

Bangkok 10330

+66 (0) 2-2091100

 

trasferirsi a vivere in Thailandia
Foto di Sasin Tipchai da Pixabay

Vivere in Thailandia

A differenza di quanto si potrebbe credere, vivere in Thailandia con l’intenzione di lavorarci, non sara’ la stessa cosa che godere di una vita rilassata in un resort sulla spiaggia. Naturalmente, i pensionati anziani e i turisti godranno del clima e della movida di questa Nazione.

Ma per chi emigra per lavorare, la Thailandia spesso significa tram tram quotidiano, caos del traffico e inquinamento atmosferico.

Vivere in Thailandia avra’ quindi sicuramente i suoi lati negativi, ma è anche un’ottima occasione per familiarizzare con la cultura della più importante Nazione del sud-est asiatico.

Popolazione

Vivono attualmente in Thailandia 67 milioni di persone. La maggior parte di loro appartengono a quattro gruppi etnici, provenienti da sud-est della Cina circa mille anni fa.

Tuttavia, esiste una comunità cinese considerevole a Bangkok. Molti sino-thailandesi si considerano multi-razziali, avendo antenati di entrambi i gruppi e avendo adottato cognomi thailandesi. I Cinesi in Thailandia tendono ad essere bilingue o addirittura trilingue: parlano il cinese mandarino, il dialetto cinese della regione d’origine della loro famiglia e, naturalmente, il Thai.

Lingue

Il Thai è la lingua ufficiale del Paese. Si tratta di una materia obbligatoria per tutti gli alunni, compresi i bambini espatriati che vivono in Thailandia e che frequentano una scuola ufficialmente bilingue.

L’Inglese è lingua straniera obbligatoria, nel senso che e’ insegnata in tutte le scuole thailandesi, e molti cartelli stradali sono scritti sia in Thai che in Inglese. Tuttavia, come in tanti altri Paesi, non aspettatevi che la persona media della strada sia abile a comunicare fluentemente nella lingua anglosassone.

Ovviamente, incontrerete sicuramente un sacco di imprenditori, accademici, studenti o personale di front-desk nel settore turistico che saranno in grado di parlare correntemente l’inglese. Pero’ con la popolazione anziana, le classi lavoratrici urbane o la popolazione rurale, non contate di poter utilizzare questa lingua.

Alloggio e assistenza sanitaria

Cercare casa

Per trovare un alloggio in affitto o in acquisto adatto allevostre necessità, vi consigliamo di rivolgervi ad una agenzia immobiliare in loco. Solo gli agenti immobiliari professionisti vi possono tutelare al meglio ed evitare successive problematiche o delusioni.

 

Comprare casa in Thailandia

Ci sono alcune restrizioni legali per gli stranieri che comprano proprietà in Thailandia. Infatti si possono acquistare appartamenti, condomini e case, ma non il terreno su cui sorge l’edificio.

Cosi’, le persone in cerca di una casa vacanze, o pensionati che desiderano emigrare in Thailandia, spesso fanno uso di appositi accordi di locazione. Tali “contratti di locazione dei terreni” possono essere validi per un massimo di 30 anni. In alcuni casi, possono anche essere rinnovati per un periodo di altri 30.

Tuttavia, la maggior parte dei lavoratori stranieri semplicemente preferisce affittare piuttosto che acquistare un immobile, con contratti di locazione molto più brevi; non sono infatti così difficili da trovare, nelle grandi città, appartamenti e case di standard occidentale. Ma, questi, sono tutt’altro che a buon mercato.

In alcune parti di Bangkok, una villa familiare puo’ costare fino a 100.000 THB al mese, o anche di più. D’altra parte, si può spendere solamente circa 8.000 THB per un appartamento decente, anche se con solo una camera da letto per single.

La maggior parte degli alloggi è parzialmente arredata, con un mobilio di base, un frigorifero e una cucina che funziona con le bombole a gas ( il gas di citta’ e’ piuttosto raro in Thailandia).

I costi per utenze e bollette telefoniche non sono inclusi nel canone di locazione. Si può pagare l’affitto per diversi mesi o anche fino a un anno di anticipo; normalmente si devono consegnare tre mesi di affitto come deposito cauzionale.

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