Daniele Poli fino al 2008 ha vissuto con sua moglie e sua figlia a Milano, da quella data ha deciso di seguire sua moglie (ricercatrice scientifica) in Asia a Singapore, ora Daniele ha aperto una società di trading per il commercio di prodotti italiani a Singapore

Ciao Daniele, raccontaci qualcosa di te.

Per quale motivo hai deciso di trasferirti definitivamente in un Paese così lontano e soprattutto così diverso dalla nostra cultura e dalle nostre usanze?
Il motivo principale è stato il lavoro di mia moglie. Ha ricevuto un’offerta che abbiamo valutato e, in seguito, accettato. Lei è ricercatrice scientifica e non aveva sbocchi professionali qui in Italia. Quando le è stata fatta l’offerta, mi ha detto che era un treno che non poteva perdere. Così, dopo le necessarie valutazioni, abbiamo deciso di comune accordo di intraprendere questa avventura. Abbiamo vissuto a Milano fino al 10 marzo 2008, quando ci siamo imbarcati sull’aereo destinato a Singapore insieme a nostro figlio di otto anni.

Ci vuole molto coraggio ad abbandonare la propria città natale e ricominciare una nuova vita lontano dalla propria famiglia e dai propri amici. Ti senti molto coraggioso?

Per quanto riguarda il mio caso, il coraggio è consistito nell’abbandonare il posto di lavoro dopo dieci anni e rimettersi in gioco in una nuova avventura senza saperne l’esito. Un vero e proprio salto nel buio.

Che attività svolgevi in Italia?

Lavoravo nel settore della logistica e dei trasporti, dove ho acquisito un’esperienza ventennale.

Ora, quale attività svolgi a Singapore?

Dopo vari lavori part-time e contratti a progetto, ho deciso di mettermi in proprio e aprire una società di trading per il commercio di prodotti italiani a Singapore.

Con quali aspirazioni e con quali desideri hai abbandonato l’Italia?

Forse speravo di trovare un posto fisso come in Italia, ma trovare lavoro per uno straniero qui a Singapore è molto ma molto difficile. Ciononostante non mi sono perso d’animo ed ho intrapreso nuovi percorsi professionali.

Molti di questi si sono realizzati?

Sinceramente, pensavo che la mia esperienza nel settore dei trasporti mi aiutasse a trovare un’occupazione nella città con il principale porto del mondo. Purtroppo non è stato così. Per il resto, le aspirazioni erano di mia moglie. A tre anni di distanza, posso dire senza dubbio, che le sue aspirazioni e i suoi desideri si sono avverati.

E’ stato difficile apprendere una lingua così difficile?

Fortunatamente no. Sono diplomato in lingue e parlo inglese, francese e tedesco. La lingua principale a Singapore è l’inglese oltre al cinese, al malese e al tamil.

Come sei stato accolto?

Direi molto bene, anche se la caratteristica principale dei rapporti interpersonali tra gli abitanti locali è l’assoluta indifferenza verso il prossimo. Qui a nessuno importa quello che fai, da dove vieni, cosa pensi, come ti vesti, ecc. Ognuno fa la propria vita senza intromettersi negli affari degli altri. E questa, sinceramente, è una gran cosa.

Quali sono le maggiori differenze tra l’Italia e Singapore?

Prima fra tutte il clima. Singapore si trova a 96 km a nord dell’equatore e ha un clima caldo tropicale tutto l’anno. La temperatura media annuale è di 27 gradi. L’umidità può arrivare al 90% la notte e nelle prime ore del mattino, prima dell’alba. Le piogge sono abbondanti durante il monsone di nord-est da novembre a gennaio. La pioggia arriva con i classici acquazzoni tropicali. Una seconda differenza tra l’Italia e Singapore è il modo diverso di affrontare i problemi da parte della gente: se sanno come fare, bene; altrimenti non pensano a eventuali situazioni alternative. Da questo punto di vista devo dire che la gente locale è molto limitata mentalmente e non sono di certo “open-minded” come noi.

Sapresti descrivermi la cultura di Singapore con tre aggettivi?

Più che cultura, ti posso dire le qualità di Singapore che sono: massima sicurezza personale, pulizia dappertutto ed efficienza dei servizi offerti. una delle qualità principali di Singapore e’ senza dubbio l’efficienza dei servizi al cittadino. In particolare, esiste un efficientissimo servizio telematico organizzato dal governo locale, che semplifica in maniera netta la parte burocratica.
 Pensa che, per l’apertura della mia società, e’ bastato un semplice click che mi ha indirizzato passo dopo passo nella procedura della sua apertura. In pratica, in 3 gg. ho aperto la società, facendo tutto via internet da casa, con una spesa di 315 dollari singaporiani (anche questi pagation-line).
Niente code, niente andirivieni negli uffici preposti, niente attese. Incredibile ma vero!

Come è la situazione lavorativa a Singapore? E in cosa differisce da quella italiana?

Anche la situazione lavorativa a Singapore risente della crisi globale ancora in corso. Il tasso di disoccupazione attuale è pari al 3,8%. Questo dato è considerato un vero e proprio campanello d’allarme dal governo locale, visto che prima della crisi, il tasso era all’1,9%. Senza dubbio, la differenza sostanziale tra l’Italia e Singapore è il diverso modo di affrontare la crisi, specialmente nell’ambito lavorativo. L’autorità locale cerca in tutti i modi di creare nuovi posti di lavoro attraverso varie iniziative. Un esempio? L’obbligo per le multinazionali che operano a Singapore di reinvestire i soldi destinati al pagamento delle tasse nelle creazioni di nuovi siti produttivi, al fine di creare nuovi posti di lavoro.

Cosa ti ha lasciato l’Italia?

Più che altro “chi ho lasciato in Italia” e cioè i miei genitori e i miei amici. Per il resto, l’Italia non mi ha lasciato niente di particolare, anche se sono fiero e orgoglioso di essere italiano.

Quali sono state le reazioni dei tuoi familiari e dei tuoi amici davanti alla tua decisione di trasferirti?

All’inizio non l’hanno presa bene. Non tanto per la scelta di andare a vivere all’estero, quanto per la lontananza tra i due paesi. Dodici ore di volo sono tante e le possibilità di vederci, se non attraverso Skype, sono limitate a una volta all’anno per le festività natalizie. Poi, a mano a mano che il tempo è trascorso, si sono abituati all’idea, anche se in cuor loro c’è sempre la speranza di rivedermi un giorno “a casa” e vedere, soprattutto, il loro nipotino.

Ti manca qualcosa dell’Italia?

Sicuramente l’affetto dei miei genitori e dei miei amici. A volte, forse, la mancanza del cambiamento di stagione.

E’ stato difficile l’impatto con la cultura e la realtà asiatica?

Premetto che, da quando sono qui il mio pensiero è: “C’è l’Asia e c’è Singapore”. Sono due realtà completamente diverse. Quando si parla di Asia, in Italia, si pensa subito alla povertà, alla fame, al vivere in condizioni pessime. Bene, tanto per essere chiari, Singapore ha raggiunto la più alta concentrazione di milionari in rapporto alla popolazione, davanti a nazioni come il Kuwait, Hong Kong, Svizzera e Qatar. Vivere a Singapore significa esserlo solo a livello geografico. E’ una delle principali città cosmopolite del mondo. Ha una popolazione variegata e i suoi 5 milioni di abitanti sono composti prevalentemente da cinesi, malesi, indiani, altre discendenze di asiatici ed europei. Il 42% della popolazione è straniero, qui presente per lavoro o studio. I lavoratori stranieri costituiscono il 50% del settore dei servizi. Si trova gente di tutte le razze, di tutte le etnie e di tutte le religioni. Per questi motivi, io e la mia famiglia ci siamo subito ambientati e ci troviamo benissimo.

Dal punto di vista economico, Singapore è molto diversa dall’Italia, come lo è dal punto di vista culturale?

Sicuramente la moltitudine di etnie, religioni, usi e costumi che sono presenti a Singapore, ti aiutano a capire e comprendere anche le loro culture. Un esempio? Ogni festa religiosa, buddista, musulmana, cristiana che sia è rispettata da tutti e per ogni occasione qui è festa nazionale. Ci sono 15 feste religiose che si festeggiano durante l’anno.

Quali sono le feste più importanti?

Come dicevo prima, essendoci così tante religioni, di conseguenza ci sono molte feste. La maggior parte sono basate sul calendario lunare come per esempio le festività Cinesi, Indù, Musulmane e Buddiste, mentre le feste cristiane sono basate sul calendario romano. Le principali festività di Singapore sono: Chinese New Year – Capodanno Cinese (Gennaio o Febbraio); Thaipusam – festività indù (Gennaio o Febbraio); Hari Raya Haji – festività musulmana; Vesak Day – festività buddista (Maggio); Dragon Boat Festival – La Corsa dei Dragoni – festività cinese (Giugno); Festa Nazionale – 9 Agosto; Festival of the Hungry Ghosts – festività taoista (generalmente Agosto o Settembre); Hari Raya Puasa (Settembre); Deepavali – La festa delle lanterne – festività Indù (Ottobre o Novembre) più altre minori oltre alle classiche “nostrane” quali Natale, Capodanno e Pasqua.

Come è cambiato il tuo stile di vita?

Non è cambiato granché, nel senso che, bene o male, continuo a svolgere lo stesso stile di vita di quando ero in Italia anche, e soprattutto, dal punto di vista alimentare.

Potresti descrivermi una tua giornata tipo?

Dopo la sveglia e la colazione ci si prepara e si va al lavoro. Di ritorno, tuffo nella piscina condominiale per una salutare nuotata. Quindi cena, in casa o fuori secondo i propri desideri, e poi a nanna.

Sapresti dirmi quali sono le maggiori differenze tra la mentalità italiana e quella in cui vivi?

Semplice: l’italiano cerca sempre di trovare una soluzione ai vari problemi che si devono affrontare ogni giorno. La gente locale pensa che ci sia solo una soluzione per ogni problema e se questa non si trova il problema, per loro, non è risolvibile.

Consiglieresti ai giovani italiani di trasferirsi a Singapore?

Sicuramente sì. E’ un paese dove si vive bene, dove il tenore di vita è molto alto, dove non c’è criminalità e dove c’è la possibilità di crescere sia culturalmente sia professionalmente.

Di Nicole Cascione 30/03/2011

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