“Scoprire la Bulgaria”: il libro di Antonio Tutino, italiano che da tempo ha deciso di trasferirsi a vivere e lavorare in Bulgaria!

«La tranquillità e la serenità della vita che si trascorre a Pazardjik, bella cittadina di circa 75.000 abitanti, un tempo grosso centro industriale, mi hanno portato ad aprire un blog dentro il quale butto spesso emozioni, delusioni ed arrabbiature che fungono da valvola di scarico in questo mondo così meraviglioso e infernale al tempo stesso, dove è sempre più difficile discernere tra bene e male, brutto e bello, etica e scienza, progresso e civiltà».

Questo mi scrive nella sua mail Antonio Tutino.

Non lo ha scritto nel libro né lo ha pensato per l’intervista che gli avrei fatto, ma sono le parole più adatte ad aprire e da mettere in cornice alla nostra chiacchierata telematica.

Nato a Burgio, in provincia di Agrigento, poco più di settant’anni fa, ecclesiastico mancato («tante volte mi sono chiesto cosa sarei adesso se non fossi andato via. Forse monsignore o vescovo…»), Antonio mi ‘costringe’ a cercare sul dizionario il termine linotypista, mestiere che ha svolto per una vita. Scopro di cosa si tratta e mi domando quale legame vi sia con gli studi in seminario e poi con il bar-tabacchi che ha gestito per tredici anni.

Scoprire la Bulgaria è un libro, una sintesi di pensieri, consigli e considerazioni rivolto a chi si accinge a partire, per una settimana o una vita, in Bulgaria, sua nuova casa da ormai sei anni. Autore di un ricco blog, Antonio ha compiuto il balzo dal mondo virtuale a quello cartaceo in maniera assai agile, «scrivendo le impressioni personali e le emozioni che provo vivendo la Bulgaria giorno per giorno».

Cosa la ha spinta a scrivere il libro Scoprire la Bulgaria? A chi vuole rivolgere il suo invito, la sua esortazione a mollare tutto e andare via dall’Italia?

Il motivo si trova stampato sulla copertina: «Una terra straordinaria, vista e raccontata da un italiano che ci vive». È una testimonianza di affetto verso questa nazione e questo popolo meraviglioso. Non è una guida turistica, ma il racconto, quasi un diario, delle cose che uno “straniero” come me scopre giornalmente di diverso dalla propria cultura, dal proprio modo di parlare, di agire, di lavorare, di vivere, di mangiare… Tutto quello, insomma, che ci sorprende negli altri, nel bene e nel male.

L’invito a scoprire la Bulgaria è rivolto innanzitutto ai turisti italiani che vogliono trascorrere una bella vacanza, visitando posti meravigliosi, a costi accessibili per tutte le tasche; poi ai tanti connazionali imprenditori e commercianti che vogliono conoscere altri mercati e vogliono cimentarsi con il mondo globale; e non di meno ai pensionati che vogliono trascorrere, dopo una vita stressante di lavoro, una vecchiaia serena e tranquilla anche solo con 800 euro al mese.

Ce ne sono tantissimi in Italia che non sanno più dove sbattere la testa e giornalmente mi scrivono chiedendo informazioni e notizie della Bulgaria, del costo della vita, del costo degli affitti, della luce, degli appartamenti, ecc. Vorrei incoraggiarli a saltare il fosso, fare il grande passo, ogni giorno trascorso qui è un giorno guadagnato alla vita e alla serenità.

Perché scegliere come propria meta la Bulgaria? Cosa la spinse a trasferirsi in questo paese e cosa sapeva prima di andarci a vivere?

La scelta è dovuta al fatto di conoscere degli amici bulgari, che mi parlavano sempre del basso costo della vita in questi luoghi. Negli anni passati vi avevo anche fatto due vacanze mordi e fuggi. Non sapevo se sarei rimasto o no, partivo, comunque, sapendo che stavo a un’ora e mezza di aereo da Roma, mi trovavo in Europa e dopo poco tempo sarebbe entrata nell’Unione Europea, così come è avvenuto sei mesi dopo. Una volta qui, dopo due giorni avevo già deciso che questa sarebbe stata la mia seconda patria.

Dal suo blog www.italia-bulgariasoloandata.blogspot.com emerge una critica al nostro paese, al suo modo di vivere e di far vivere i suoi abitanti, o forse sarebbe più giusto parlare di amara e disincantata constatazione.

Se potesse, cosa cambierebbe? Al di là degli evidenti problemi economici e politici che ci attanagliano…

La critica che faccio all’Italia è basata sul fatto che dal 1975 in poi tutti noi gli italiani ci siamo “assettati” e ci siamo rimangiato tutto quello che di buono e di costruttivo era stato fatto dal dopoguerra. Abbiamo pensato di essere diventati ricchi e invece abbiamo dilapidato il patrimonio culturale, turistico, industriale, produttivo, consegnando la Nazione più bella del mondo in mano a delinquenti che ci hanno trascinato sul lastrico. Gli evidenti problemi economici e politici che ci attanagliano sono causati proprio da questi politici, di ogni colore, corrotti e corruttori, che avrebbero potuto portare l’Italia al primo posto in ogni campo e invece siamo primi solo in corruzione e delinquenza.

E noi cittadini siamo corresponsabili perché li abbiamo votati. Non c’è amore per la nostra Patria.

Anche oggi, che siamo arrivati al redde rationem, stiamo comodamente seduti a guardarli nei talk show prenderci in giro con il sorriso sulla bocca. Non voglio inoltrarmi in un terreno molto paludoso e antipatico. Dico soltanto che ogni popolo ha il governo che si merita. E taccio. La mia amara e disincantata constatazione, purtroppo, è tracimata da un pezzo.

Come hanno reagito i suoi amici e parenti alla notizia del suo trasferimento?

Increduli e dubbiosi. Molti pensavano, in ogni caso, che presto sarei tornato sui miei passi, forse perché è duro, per la nostra formazione culturale, pensare di poter andar via dall’Italia e continuare a vivere molto più dignitosamente in un’altra nazione.

Come si articola Scoprire la Bulgaria?

Le prime 80 pagine del libro sono descrittive e sono divise dai titoli dei vari argomenti trattati. Seguono 16 pagine di foto della Bulgaria e si chiude con alcuni articoli del mio blog che riguardano specificamente la Bulgaria in tutti i suoi risvolti culturali, religiosi, sociali, usi e costumi, considerazioni, viste e raccontate dal mio punto di vista. Tutti i titoli hanno per me un significato particolare perché mi riportano a qualcosa che ho vissuto. Considero importante un periodo di 7 nel libro righe, che si trova a pagina 14 e comincia con «Lasciavo Roma con il pianto nel cuore…». E mi fermo per non bagnare la tastiera del pc.

Cosa aggiungerebbe se avesse l’opportunità di scrivere ancora?

Non aggiungerei altro, non perché reputo il libro completo e perfetto, ma perché ritengo debba servire solo da stimolo, in chi legge, per fare un viaggetto e conoscere meglio la Bulgaria.

Quale iter deve seguire chi si accinge ad accogliere il suo invito a trasferirsi lì?

Il primo consiglio che do a tutti è di venire a trascorrere un periodo di vacanza in Bulgaria. Anche perché, ripeto, le spese sono molto contenute; studiare nel frattempo se è possibile creare un feeling con la Bulgaria come Stato e con i cittadini bulgari. Poi decidere se è il caso di fare un biglietto di sola andata come me.

La seconda cosa che raccomando a coloro che volessero trasferirsi qui per lavoro (non da dipendenti, naturalmente) è che siano professionalmente preparati al lavoro che intendono intraprendere. E che abbiano anche una scorta di denaro di riserva per i momenti difficili che possono arrivare in ogni attività. Spesso ho visto, personalmente, dilapidare molti soldi in attività fallimentari.

Per i pensionati che vogliono trasferirsi come residenti

Bisogna anzitutto andare alla nostra ambasciata e iscriversi all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero, ndr); per ottenere la residenza e la carta d’identità bulgara, bisogna presentare all’Ufficio Emigrazione l’attestato di un conto corrente in una banca bulgara con la somma minima di 525 euro, il contratto di affitto di un appartamento nella città in cui s’intende risiedere, un attestato dell’Inps per cui la pensione sia stata trasferita in Bulgaria presso una banca o un ufficio postale.

Per ottenere l’assistenza sanitaria gratuita, invece, bisogna richiedere alla Asl di appartenenza il formulario E121 per i pensionati residenti all’estero, presentarlo alla Sdravna Kasa (la Asl bulgara) che alla fine consegnerà al pensionato un documento che dà diritto al servizio medico e ospedaliero gratuito. Le medicine qui si pagano per intero, ma costano meno che in Italia.

Cosa apprezza di più della Bulgaria?

La cosa che mi ha colpito, quando sono arrivato qui, è stata la sensazione di fare un balzo indietro nel tempo. Ho rivisto la mia infanzia, quando si riusciva ad essere felici con poco o nulla. Proprio perché ci accontentavamo del nulla che ci circondava. Qui si riesce ancora a sorridere e vedere la serenità negli occhi della gente, anche se ha le tasche vuote. Vi sembra poco? Vivo in provincia e mai potrei andare ad abitare a Sofia. Sarebbe come tornare a Roma con tutte le negatività che offre la grande città. Pur non potendo mai paragonare il caos di Sofia al caos di Roma. Ho quasi la certezza che qui si lavora per vivere e non si vive per lavorare.

Cosa al contrario rimprovera a questa nazione?

Le stesse cose che rimprovero all’Italia. L’impegno preminente del programma di governo rimane la lotta alla corruzione a tutti i livelli. Anche se ho avuto modo di constatare che, ai bassi livelli, si trovano persone veramente serie e oneste. Ma bisogna considerarle mosche bianche. La seconda piaga è la burocrazia. In questi due campi Italia e Bulgaria potrebbero fare un bel gemellaggio!

Quale è il posto che più le è rimasto nel cuore? Me ne dica uno dell’Italia ed uno del suo nuovo paese…

In Italia ho un ricordo antico (quasi come me) che risale all’8 settembre 1955 quando (stavo in collegio) andammo in gita sull’Etna. Quando boccheggiante arrivai in vetta, ai bordi del cratere centrale, mi sentii fuori dalla Terra, con quell’enorme buco sotto di me dalle cui profondità usciva fumo e un cratere laterale che con grandi boati eruttava lapilli a centinaia di metri di altezza. E vedevamo i fianchi allargarsi e stringersi come fossero di gomma. Più nel cuore che nella mente. In Bulgaria non ho per il momento nel cuore un sito particolare. Ma devo girare ancora molto e vedere tante cose.

Quale è la prima cosa che ha messo in valigia accingendosi ad andar via?

La prima cosa sono stati i libri (tanti ho dovuto a malincuore lasciarli) insieme alle foto di figli e genitori (ma oggi il computer supplisce egregiamente).

www.italia-bulgariasoloandata.blogspot.com

Di Silvia Coco 28/11/2012

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