Turismo Macabro il fascino del mistero dei cimiteri monumentali
Foto di Malsawm Tunglut da Pixabay


Turismo Macabro: il fascino del mistero dei cimiteri monumentali

Quanti di voi da ragazzini giocavano a sfidarsi con gli amici, per vedere chi resisteva più a lungo in un luogo che faceva venire i brividi? Crescendo questo non accade più (si spera), ma certi luoghi continuano ad esercitare su di noi un fascino talvolta inspiegabile. Da adulti non esiste più solo il desiderio del brivido, anche se ammettiamolo, quello non svanisce mai! Ad esso però si congiunge la voglia di imparare, di scoprire, di conoscere. E quale modo migliore di imparare qualcosa sull’arte, sulla cultura e sullo stile di diverse epoche se non quello di visitare dei cimiteri?



Sì, avete capito bene, spesso i cimiteri non sono altro che dei grandi musei all’aperto!

Occhio però a non scambiare questo per un turismo di basso livello, non ci stiamo intrattenendo con le disgrazie altrui. Visitare ed apprezzare cimiteri e mausolei non vuol dire altro che onorare la vita di qualcuno, come i suoi cari han fatto celebrando la loro morte. Inoltre nel corso dei secoli, i più grandi artisti sono stati fautori di eccelse opere atte proprio a commemorare vita e gesta di persone famose o meno.

Inoltre il fascino dell’ignoto è una delle cose che attira di più l’uomo, da sempre! Perciò chi siamo noi per tirarci indietro davanti alla possibilità di assaporare il gusto delle “piccole” scoperte quotidiane sul mondo e sulle sue particolarità? In marcia dunque verso una meta nostrana!

 

1 – Il Verano – Roma

Siete mai passati vicino alla basilica di San Lorenzo della capitale? Se la risposta è “sì”, allora avrete fatto sicuramente caso all’ingresso del cimitero monumentale che si erge imponente nel piazzale. Ad accogliervi ci sono quattro enormi statue, rappresentano il Silenzio, la Carità, la Speranza e la Meditazione. Queste figure ammantate e silenziose trasmettono in chiunque le osservi una sensazione di rispetto misto a un tocco di timore che riesce ad ammaliare.

E siamo ancora soltanto, letteralmente, all’inizio! Questo cimitero nasce, come molti del suo stile, agli inizi del 1800 e fin da subito è entrato nel cuore degli abitanti della città grazie al suo enorme fascino. All’interno possiamo trovare tantissime statue, omaggi di grandi artisti più o meno conosciuti, di cui oltre due secoli dopo è ancora possibile ancora ammirare il lavoro. Angeli della morte dal volto talvolta mostruoso e talvolta meraviglioso, statue di anziani e bambini che si rincorrono in una eterna immobilità tra prati ben curati e zone d’ombra oramai quasi dimenticate.

Camminare in mezzo a tutto questo rapisce i sensi e passo dopo passo ci si dimentica talvolta di essere in un cimitero e ci si lascia trasportare dalla bellezza e dalle suggestioni che i volti di marmo suggeriscono all’inconscio. Inoltre per i più intraprendenti è possibile sbirciare all’interno di antiche cripte di famiglie spesso estinte, tra cancelli arrugginiti e lucchetti oramai aperti potrete commuovervi alla vista di occhi di pietra talmente reali da farvi sussultare, come quelli della fanciulla che giace sdraiata in una delle cripte più antiche, ancora di pietra bianca come se fosse stata appena scolpita. Dove? Beh, sta a voi cercarla, ma attenzione a non forzare i cancelli dei sepolcri… non si fa!

Andando avanti, tra angeli e raffigurazioni talvolta più pagane che cristiane, possiamo inoltre trovare meravigliose raffigurazioni di donne e uomini che, facendosi beffe della morte, si stringono in abbracci non sempre casti e puri. Del resto si sa, l’arte non ha nulla di casto, l’arte è passione, l’arte è il vibrante urlo muto della voglia di vivere! Un esempio lo possiamo trovare in un altro cimitero, anche questo tutto italiano…

 

2 – Staglieno – Genova

Ecco un altro esempio di bellezza eterna, macabra solo quel tanto che basta per ammaliare i curiosi e intrigare gli scettici. Anche qui troviamo volti dalle espressioni disarmanti, come quello vagamente corrucciato dell’angelo della resurrezione, che sovrasta la tomba della famiglia dell’artista Giulio Monteverde (visto? Questa volta vi ho detto anche il nome!).

In effetti è questa la cosa che colpisce di più delle statue di questo cimitero, l’espressione dei loro volti. Siamo abituati a visi granitici senza pupille, volti che guardano nel vuoto, spesso belli ma di certo muti. Queste statue invece urlano a gran voce, basta osservarle per capire che siamo al centro di un teatro dove ogni marmoreo attore è immobile eppure impegnato a far qualcosa! C’è qualcuno che ci guarda, chi ci giudica, chi parla con altri attori senza badare a chi passeggia, come fossimo noi gli invisibili fantasmi.

A proposito di amore ed eros, se siete in questo luogo dovete assolutamente visitare la tomba Delmas ed ammirare “L’ultimo Bacio”. Una creazione che trasuda amore ed erotismo, nella quale un uomo seminudo bacia con dolcezza il capo di una ragazza morta altrettanto scoperta, che nel frattempo tiene una mano posata sull’inguine coperto da un telo. È davvero un’opera bellissima, intensa e ricca di sentimento, assolutamente consigliata!

Di meravigliosi cimiteri in Italia ce ne sono tanti, ma lascio a voi il gusto di scoprirli uno ad uno. Vi propongo invece un altro luogo fuori dal tempo, completamente diverso eppure simile. Ci spostiamo nella magica Scozia!

 

3 – Greyfrias – Kirkyard – Edimburgo

Non si può parlare di cimiteri senza citare quelli della Gran Bretagna! Qui più che le statue, sono le lapidi cimiteriali a farla da padrone! Cosa dire di questo posto? È semplicemente bellissimo.

Non in maniera convenzionale, uso il termine bello volendo arrivare al suo significato più profondo. È romantico, e al solo entrarci si avverte una sensazione di inquietudine ed euforia. Sembra arrivare direttamente da uno dei romanzi di Edgar Allan Poe, con le sue lapidi grandi quanto intere pareti, quasi infossate in quelli che sembrano stanze precipitate verso il basso. Leggerne le iscrizioni sui muri di un grigio fumo, nascoste dall’edera che vi cresce attorno, certe volte è praticamente impossibile.

Se poi quello di scoprire è un gioco che vi piace, qui avete trovato il luogo giusto per voi! Raffigurazioni classiche di scheletri e mietitori si alternano con altre decisamente più originali che si nascondono nei dettagli degli anfratti più impensati.

Ma una delle cose più curiose è di certo la presenza di grate che spuntano qua è la dal terreno, che servivano a proteggere i cadaveri dai ladri che li rivendevano agli studenti di anatomia, storia che viene approfondita in un diario di viaggio un po’ particolare.

 

4 – Catacombe – Parigi

Definite “l’impero dei morti”, le catacombe di Parigi si estendono per oltre 300 km e ad oggi non sono state ancora mappate completamente. Molti dei cunicoli però si possono visitare, anche se la cosa è fortemente sconsigliata a chi soffre di claustrofobia dato che per scendere bisognerà attraversare una scalinata piuttosto stretta e lunga, per nulla dritta, che vi porterà letteralmente nelle viscere della terra. Qui sotto, incredibilmente, non mancherà l’aria ed i corridoi non sono quasi mai particolarmente stretti.

L’unico punto che forse può impressionare un pochino è la presenza di migliaia e migliaia di teschi e di altrettante ossa, in particolare tibie e peroni (chissà dove è finito il resto) che accompagnano il cammino. È incredibile che tra i centinaia di visitatori e i resti umani utilizzati tal volta per comporre disegni sul muro, non ci sia alcun vetro di protezione. Attenzione! Questo non dà il diritto di toccare!

Andando avanti (se non vi siete fatti buttar fuori perché avete ceduto all’impulso di allungar troppo le mani) vi troverete davanti a tantissime incisioni sulla pietra, in francese come in latino, la prima tra tutte cita: “Arréte! C’est ici l’empire de la mort!”. Ma voi non datele troppo retta, proseguite pure, sarà un’esperienza suggestiva e interessante!

 

5 – Xoxocotlan – Messico

Lontano dal “vecchio continente” ci troviamo in mezzo a paesaggi completamente diversi. Lontani dalle statue capitoline e dal grigio fumo scozzese, eccoci approdare in una terra colorata, anche dopo la morte!

Le lapidi sono per lo più fatiscenti e mezze rotte, ma soprattutto nella notte di Halloween il regno dei morti di questa città si anima grazie ad altari, candele e petali di fiori sparsi ovunque.

La gente qui canta, balla e fa picnic in famiglia (proprio tutta la famiglia a quanto pare) banchettando con il tipico “pane dei morti”. Se siete in zona tra il 31 ottobre e il 2 novembre, non potete assolutamente perdervi questa festa, che celebra la vita e la morte con una incredibile naturalezza!

Turismo Macabro il fascino del mistero dei cimiteri monumentali
Foto di Malsawm Tunglut da Pixabay

Ovviamente di mete del genere ce ne sono ancora tantissime, speriamo solo di avervi dato qualche spunto, perciò… buon viaggio!

Di Giovanna Trentadue

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